Spirito e pratica di CPO sono segnati dal tentativo di unire la riflessione teorica, irrinunciabile, alla pratica. Nel caso del corso di Teorie e pratiche dell’immaginario contemporaneo la parte “applicativa” consiste nel cercare di osservare una serie di forme, decise durante fasi di brain storming in classe, dell’immaginario collettivo “in carica” e di coglierne le declinazioni. È un esercizio di osservazione (e quindi di costruzione) che ha come punto di partenza gli interessi e le vocazioni dei singoli. Per arrivare a cogliere – attraverso la comunicazione per immagini – la qualità tendenzialmente meta-territoriale dell’immaginario che trova la sua base di appoggio nelle piattaforme mediali.
La città (Cologna, Di Caro, D’Ercole, Pasquini, Romanelli) che meglio sembra esprimere lo spirito del tempo è New York. Le immagini sono quelle dello skyline, degli scenari di Futurama, della semantica della “jungla urbana”, di Grand Theft Auto (videogioco che non a caso aveva Londra come setting nel 1969 e nei nostri anni NY anche se si chiama Liberty City) e delle serie TV (CSI NY ad esempio), dei film (Io sono leggenda ), fino a Second Life dove la città in real life subisce un processo di delocalizzazione e riterritorializzazione sulla base di categorie spaziali completamente riviste (virtualizzate appunto). Ma esistono anche una città-immaginario (Dubai vedi qui e qui) e una città degradata (Napoli). Ed è sull’idea di crisi che si sviluppa l’osservazione dell’ambiente (Capelli, Celi, Donnarumma, Zhou). Le forme sono quelle della trasformazione, della manipolabilità di un ambiente visto come “natura artificializzata”, visibile e prevedibile attraverso le immagini satellitari e le rilocalizzazioni sul web. La messa a tema di questa particolare dimensione della comunicazione ecologica avviene nei documentari – forma ideale della rappresentazione dell’ambiente in crisi e adeguato all’immaginario della catastrofe – nella fiction, nei cartoon (ancora Futurama), nelle campagne pubblicitarie, nell’arte.
Tag: ambiente, città, immaginario

febbraio 14, 2008 alle 7:26 am |
Qui si parla del progetto Mondospazzatura:
http://mediamondo.wordpress.com/2008/02/12/spazzatura-virale/#comment-1805
Molto interessante per portare avanti il ragionamento sull’immaginario dell’ambente (e della castrofe) e della comunicazione ecologica.