Archivio per la categoria ‘student's experience’

Cannes 2009. Le conclusioni.

Giugno 29, 2009

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Ho vissuto 8 giorni molto intensi. Trascorsi uno di seguito all’altro. Senza sosta. Giorni durante i quali ho capito quanto vasto sia il mondo della comunicazione e della pubblicità.

Figure professionali d’ogni tipo, provenienti dai 5 continenti si sono riversate quotidianamente all’interno del palais del Festival.

Con una metafora un po’ azzardata sembrava di ritrovarsi in Africa, vicino ad uno di quegli specchi d’acqua frequentati da tutti gli animali della savana. Leoni, certo, ma anche giraffe, ippopotami, ghepardi, antilopi e fenicotteri. Ognuno diverso dall’altro. Tutti, però, facenti parte di questo strano, affascinante ed eterogeneo mondo che è la comunicazione.

Tra mercì, pardon e caffè a 2 euro sono scorsi davvero veloci questi giorni sulla croisette. Ma hanno lasciato il segno. Dentro me e Antonio ma anche nella totalità dei partecipanti.

Le vittorie della campagna di Obama sia nella sezione Titanium che quella Integrated fanno pensare a come e quanto siano mutati i tempi. “Una vittoria destinata a cambiare per sempre la categoria” ha detto il presentatore degli  Award.” Una vittoria che è frutto di un progetto, di una visone che ha cambiato per sempre la Storia”, mi permetto di aggiungere io.

Volkswagen, Advertiser dell’anno.  Premio ben meritato, per la qualità delle campagne proposte.

La classifica delle agenzie dell’anno, invece, si tinge dei colori verde-oro brasiliani.

Dei primi tre classificati due provengono infatti dal paese della samba.

Categoria Film. Una delle più attese del Festival. Il Grand Prix se lo aggiudica la TRIBAL DDB AMSTERDAM con “Carousel”,  cliente Philips per il superbo uso della computer grafica applicata al cinema.

Bicchieri e biglietti da visita, dicono del festival i suoi più assidui frequentatori. Conoscenza ed opportunità dico io. Opportunità di vedere e toccare con mano un ambiente che, forse per la lontananza geografica del nostro corso dalle grandi capitali della comunicazione italiana, non ci è per nulla familiare. Ma che dovrebbe esserlo.

Ma non esistono solo le agenzie più grandi. Quelle che hanno la possibilità di ingaggiare le migliori case di produzioni mondiali, quelle che hanno i budget, i numeri e i premi.

C’è tutto un mondo fatto di professionisti della comunicazione “non convenzionale”, di chi riesce con budget minori, a raggiungere ottimi risultati.  Parlo di persone attente all’evoluzione della comunicazione “bottom up” , attente e addestrate all’uso dei nuovi media e dei linguaggi propri di questi ultimi.

La duplice vittoria della campagna di Obama, così ostentatamente “dal basso” deve far riflettere il mondo della comunicazione. Specie se la s’inserisce nel contesto di Cannes, fatto per l’appunto di agenzie globali e miliardarie.

Che i tempi siano cambiati è vero e anche giusto. Che la professione del pubblicitario quindi stia per scomparire, come sostiene qualcuno, invece non lo è, anzi.

L’eccellenza dei lavori che ho potuto vedere, che quasi trasudava dai manifesti, dagli spot radio e dai film esposti nei corridoi dei palais è innegabile.

La qualità del lavoro va preservata e solo i pubblicitari di professione possono fare questo. Tendo conto che oggi i consumatori, hanno la vera ultima parola (basti pensare al mercato UGC).

In conclusione posso parlare di un’esperienza veramente formativa, per la quale ringrazio i nostri docenti che ci hanno dato la possibilità di viverla.

Il prossimo anno saremo ai Young Lions? Ce la faremo? Di certo c’è solo l’obiettivo di esserci e concorrere all’edizione 2010. D’altro canto chi smette di sognare lentamente muore. Vedremo, per ora voglio ancora gustarmi l’atmosfera del festival, inebriante, come il profumo di burro che rimane sulle dita dopo aver mangiato un croissant in una delle patisserie della costa azzurra.

A&A

Kofi Annan. It’s time for climate justice.

Giugno 26, 2009

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Il 7 Dicembre, a Copenhagen, si terrà una conferenza delle Nazioni Unite sul tema del cambiamento climatico. L’obiettivo dichiarato è quello di strappare ai capi dei governi mondiali la promessa di una drastica riduzione delle emissioni di CO2.

Per sensibilizzare la popolazione e prepararla a questo evento è stato creato il movimento TCK TCK TCK. In nome vuole riprodurre il suono di un orologio. Di  contdown che avrà fine a Dicembre.

Kofi Annan, oggi, si è rivolto al “popolo della comunicazione”. E ha lanciato un appello. Aiutare il marchio a diffondersi, usando creatività, coraggio e volontà. In fin dei conti si tratta del futuro di tutti. Non solo di quello degli altri.

Il momento di cambiare è arrivato. Non domani, adesso. Il mondo ha bisogno del nostro aiuto.

A&A

David Plouffe. The art of the possible.

Giugno 25, 2009

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Ci sono delle date destinate ad entrare nella storia. Il 21 Gennaio 2009 è senza dubbio una di queste. Per la prima volta nella Storia gli USA hanno un Presidente afroamericano. Obama.

Ci sono grandi uomini. Destinati ad entrare nella Storia. Obama è uno di questi.

Ma dietro ai grandi uomini di potere, ai grandi statisti, si celano a volte delle figure indispensabili. Figure che rimangono all’ombra del mito ma del quale sono in parte creatori. David Plouffe è uno di questi.

Il responsabile della campagna elettorale di Obama ha parlato oggi per 45 minuti, invitato dalla DDB al Festival di Cannes.

Illuminante, direi. Obama ha cambiato la Storia, ma anche il modo di fare comunicazione politica. Mai prima d’ora una campagna elettorale è stata gestita in questo modo. Grassroots, comunicazione spontanea dal basso. Word of Mouth, Buzz. Termini che sono entrati di peso in un ambiente che ha come tradizione la comiunicazione “top down”.

L’obiettivo era quello di  creare una connessione tra Obama e milioni di americani. Il creare connessioni tra la conversazione e l’uso della tecnologia.

Ci sono riusciti. La possibilità di rendersi partecipi del cambiamento in prima persona, del farsi portavoce di Obama all’interno delle proprie comunità di appartenenza è stata una delle chiavi del successo di Obama. Di quel cambiamento che lui chiedeva di fare agli americani. L’energia con cui questo si è materializzato nelle case americane è sorprendente. Sopratutto se si pensa che  ha investito le fasce più giovani della popolazione. Il vero “target” della campagna. In fin dei conti i neo maggiorenni di oggi saranno gli adulti di domani. Il cambiamento lo si vedrà concretizzato nel futuro. HOPE.

Un dato su tutti. Obama e Mc Cain sono arrivati al traguardo senza enormi differenze di voto. Ma se si pensa che il 71% dei neo aventi diritto di voto ha votato per Obama si capisce quale sia la vera identità del cambiamento.

A breve pubblicheremo il video integrale con l’intervento di David Plouffe.

Domani, invece, sarà il turno di Kofi Annan e di Spike Lee.

Stay Tuned.

A&A

Radio, Media e Outdoor Awards

Giugno 24, 2009

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Ieri sera sono stati premiati i migliori lavori nelle categorie:

-Radio

-Media

-Outodoor

Radio: BBDO Johannesburg, Virgin Atlantic Airlines. Titolo “DANCER”

Media: Azione studpenda della JWT Japan Tokio per Kit-Kat (andate su creative-cases, cercate Kit-Kat). Evento storico, in quanto la campagna di Kit-Kat in realtà è un’azione di co-branding con la posta giapponese. In mancanza di fondi quest’ultima sarebbe stata privatizzata.Con l’intervento di Kit-Kat si sono, ivece, riusciti a ottenere i fondi necessari per il continuo dell’attività, senza ricorrere alla privatizzazione.

Outdoor: Vince una campagna sociale per la sensibilizzazione nei confronti della situazione politica in Zimbawe. Sotto un regime dittatoriale che sta soffocando il paese, la moneta locale è a tutti gli effetti talmente tanto inflazionata da non valere praticamente più nulla. TBWA/HUNT/LASCARIS Johannesburg crea, così una campagna stampa fatta utilizzando la cartamoneta dello Zimbawe.

Menzione speciale all’Italia che si aggiudica il primo Gold Award dell’edizione 2009 nella categoria “Use Of Mixed Media”. L’agenzia è Armando Testa di Torino e il lavoro è “From Giovanni to Dongiovanni” per Baci Perugina.

Stay Tuned

A&A

Seminario Coca-Cola

Giugno 23, 2009

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Creatività, narrazione, prodotto. Queste le parole chiave per costruire la Brand Image secondo Jonathan Mildenhall, vice presidente Global Marketing Strategy & Creative Communication di Coca-Cola.

Si tratta di riuscire a far si che il prodotto riesca ad evocare nel pubblico delle emozioni, non tanto di trasmetterle da sè. Non è un processo facile, nè, tantomeno si può pensare di riuscirci in poco tempo. Servono voglia di sperimentare, di portare con sè una rilevanza di tipo culturale che il pubblico possa anche trovare nel prodotto. Ad esempio, con il brand Fanta, sono stati ristrutturati dei playground (i classici campetti da basket americani) che erano fatiscenti. Una volta portati a termine i lavori i campi si presentavano con il classico colore arancione del brand Fanta. Una mera operazione di marketing? No, qui si entra nel campo dei valori, senza Fanta i ragazzi non avrebbero avuto dei playground nuovi di zecca, un modo nuovo per entrare in contatto con il proprio pubblico di riferimento.

Advertisng Coca-Cola. Tutti avranno in mente la campagna “Happyness Factory”. In questo caso mr.Mildenhall ha spiegato una regola fondamentale. Sono le emozioni che trainano la razionalità. Un prodotto inserito in una narrazione, anche se magnifica, può trovarsi nella situazione di non essere credibile. E questo non va bene.

Le storie vanno raccontate, ma con giudizio. Vi lascio con una sua frase, una domanda che ogni creativo dovrebbe porsi all’inizio di un lavoro di narrazione:

“Can this Story can be told without mentioning of product? If so…don’t do it”

Stay tuned

A&A

Promo, Pr e Direct awards 2009

Giugno 22, 2009

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Siamo appena tornati dal Palais dove, questa sera, si è tenuta la cerimonia di premiazione per le categorie:

-Promo ( sales promotion product/service)

-Pr (creativity and reputation managment). Categoria appena entrata a far parte degli awards

-Direct (direct marketing)

Cerimonia stupenda. Palais gremito di persone. Professionisti del settore, studenti e giovani creativi provenienti da tutto il mondo (per la cronaca foltissime le delegazioni giapponesi e cinesi ).

A far manbassa di premi è la Cumminsnitro, Australia, che si è aggiudicata il Grand Prix sia nella categoria Direct che in quella Pr. Il progetto vincitore è sempre lo stesso. The Best Job In The World. Ne avrete sentito parlare alcuni mesi fa.

Nella categoria Promo vince, invece, la Leo Burnett di Lisbona con il progetto di fund raising per Red Cross, intitolato Selling Hope (il titolo è STORE+).

Altri lavori degni di nota sono quelli di Droga5 per la campagna di Obama “The great shlep” (sul sito Droga5 lo trovate su work) e il TED696 project.

Stay tuned.

A&A

Cannes, un sogno che si realizza.

Giugno 22, 2009

Salve a tutti. Siamo Alessandro e Antonio. Come vi è già stato anticipato dalla prof.Bartoletti siamo a Cannes al Lions International Advertising Festival. Staremo qui per 8 giorni, cioè tutta la durata del Festival. Seminari, Workshop, Master Class e Award saranno il nostro pane quotidiano. Anzi, già lo sono.

Giorno per giorno cercheremo di tenervi aggiornati su quanto succede qui, cercando il più possibile di farvi partecipi della nostra esperienza.

Al Festival partecipano i maggiori esperti della comunicazione mondiale, persone che stanno scrivendo ricche pagine nell’ambito dell’Adevrtising, ma non solo.

Twitter, GoViral, Schematic, Microsoft, Adobe, Buzz Agent, Clownfish, Razorfish, Ikea, BBDO, Wunderman, JWT, Leo Burnett, DDB, Saatchi&Saatchi, Y&R, Google, Apple e tantissimi altri. Non male come programma!

Inoltre saranno presenti: Kofi Annan, David Plouffe (campaign manager for Barack Obama), Spike Lee e Biz Stone (co-fondatore di Twitter).

Insomma, seguiteci e saprete tutto quello che sta accadendo all’interno del Palais du Festival.

Au Revoir
Antonio

li abbiamo mandati a Cannes

Giugno 20, 2009

Alessandro e Antonio – studenti del primo anno Cpo – hanno vinto il concorso interno per la comunicazione della laurea triennale e della magistrale Cpo per l’anno prossimo. Presto vedrete i risultati del loro lavoro, già in fase di stampa.
Come ricompensa per il loro lavoro, sia di progetto che di realizzazione, li abbiamo mandati a Cannes. Che la piantassero di seminare cuoricini e palloncini ovunque. Così per un po’ la smetteranno di far guerriglia e ci faranno da corrispondenti dal 56esimo Festival Internazionale della Pubblicità. Da domani fino alla conclusione del Festival, il prossimo 27 giugno, scriveranno un resoconto quotidiano della loro esperienza e ci racconteranno le cose più interessanti che vedranno, sentirann, impareranno, a noi che siamo rimasti qua.

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Esperienze che rimangono – stage in AdmCom

Aprile 30, 2009

Riceviamo e pubblichiamo il bilancio di Alessandro sullo stage realizzato in AdmCom, in seguito al Concorso/Contest Boh, di cui Alessandro Fiori è stato vincitore con Stefania Bell e Fabio Iorio)

Sono arrivato all’ADM carico di energie, com’è nel mio solito quando inizio un’esperienza nuova.
Mi sentivo “pronto” e capace, così quando sono partito in quarta (altro aspetto classico del mio carattere) , mi sono trovato subito a dovermi ricredere..
È stata un’esperienza molto costruttiva, ma di certo non facile. Ho dovuto lavorare parecchio e cercare di apprendere molto velocemente per arrivare ad un livello che si può considerare appena sufficiente, soprattutto se messo a confronto con i professionisti dell’agenzia.
La cosa positiva è che ritengo che il miglioramento sia arrivato, (la differenza tra le prime e le ultime campagne che abbiamo presentato è notevole) e sono convinto di avere la voglia e le capacità per poter andare avanti.
La comunicazione attualmente è la cosa che più mi incuriosisce, e questo lavoro mi piace e mi appassiona..
Mi piace la sua commistione con l’arte e la sua parte strategica, ma la cosa più entusiasmante è la reale possibilità di poter realizzare le proprie idee.
Cosa ho imparato da questo stage? Molto.
In particolare mi ha insegnato la capacità di sintesi nella costruzione, ad affinare lo stile, a comprendere che non si può avere uno stile (progetti diversi richiedono toni differenti), ma si può avere classe.
A livello umano invece ho capito come funziona la vita dell’ufficio, con pregi e difetti.
Nei momenti liberi ho avuto la possibilità di sfruttare le infinite cose messe a disposizione dall’agenzia (riviste, libri, fogli e pennarelli) e così ho potuto coltivare la mia vena artistica (del tutto amatoriale).
Quello che mi ha aiutato di più è stato lavorare in un ambiente molto creativo, fatto di persone creative.
Un’unica remora. Purtroppo non c’è stata occasione di poter lavorare con i professionisti se non per brevi brain storming.
Torno a casa “professionalmente” cresciuto, ho ricevuto più di quanto mi potessi aspettare e spero di aver potuto restituire altrettanto.

Ampiamente soddisfatto.
Alessandro

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da Cpo a Sevilla (passando per Copenhagen)

Aprile 14, 2008

Inauguriamo con Daniele lo spazio dedicato ai laureati Cpo, alle loro esperienze e alla strada che faranno nel mondo.

Mi chiamo Daniele Montemale, ho 24 anni e sono di Roma. Da poco più di un mese mi sono laureato al Cpo e in questo momento mi trovo all’aeroporto di Fiumicino. Sto per andare a vivere a Sevilla.. Tutto quello che mi è successo negli ultimi due anni lo rifarei ad occhi chiusi.
Ma partiamo con ordine.

Nel febbraio 2006 mi sono laureato in Scienze della comunicazione a Roma; a marzo mi sono trasferito a Pesaro dove avevo già una camera trovata in una trasferta di due giorni fatta a Gennaio. Camera pagata 260 euro al mese.. Pensavo fosse un affare ma mi sbagliavo.. a Roma i prezzi sono veramente esagerati in confronto con quelli di Pesaro.

Fin dai primi giorni il modo e la capacità di lezione sviluppata al CPO e in generale all’università di Urbino mi hanno colpito. Essere in una classe con trenta persone rispetto a 600 (la facoltà di Scienze della Comunicazione alla “Sapienza” è la più popolosa al mondo: 13500 studenti per 110 professori..) o interagire con i professori in un rapporto one to one, ha sicuramente giovato alla qualità dello studio.

Passare invece da una città di quattro milioni di persone ad una con qualche decina di migliaia ha avuto i suoi pro ma anche i suoi tanti contro. La bella stagione però non si è fatta attendere. Avere per facoltà un ex stabilimento balneare ed essere nelle vicinanze di Rimini e Riccione, hanno reso il mio soggiorno e quello dei miei colleghi veramente piacevole.

Mentre la stagione si faceva bella e gli esami stavano per arrivare, arrivò anche la grandiosa notizia di essere uno dei vincitori della borsa di studio Erasmus per Copenhagen. Allora non sapevo che un esperienza Erasmus ti cambia la vita facendotela vedere con occhi diversi, anche nel mondo lavorativo..

Negli ultimi giorni di luglio 2006 sono partito per Aarhus, seconda città danese e da lì sono poi arrivato ad Horsens per fare uno studio di lingua danese per tre settimane. Questo corso è una borsa di studio organizzata dall’UE che, non solo vi permette di studiare una lingua gratuitamente ma, in alcuni casi, è anche una borsa remunerativa (la mia era di 500 euro..). In queste tre settimana ho conosciuto anche alcuni dei miei migliori amici del mio soggiorno danese.

A fine settembre arrivo a Copenhagen dove con qualche difficoltà trovo casa. I corsi sarebbero iniziati a breve. Nel frattempo il mio inglese si perfezionava. Corsi in inglese e amicizie provenienti da ogni parte del globo hanno sviluppato e accresciuto la mia conoscenza della lingua, fondamentale per vivere oggi nel mondo. Nell’Ottobre 2006 ho poi trovato uno stage lavorativo a Goviral***, un’agenzia leader in Europa nel viral marketing. Questa esperienza, prolungata poi per un anno, ha di fatto costruito la mia esperienza lavorativa e mi ha incalanato in un settore nuovissimo, specie in Italia, dove tutto è ancora da scoprire e da costruire e con moltissimi sbocchi lavorativi.

Lavorare nel viral marketing mi ha permesso di conoscere un nuovo modo di lavorare. Per quel che mi riguarda significava anche gestirsi il proprio tempo. Si hanno delle deadline e ci si gestisce il tempo. Lavorando, volendo, anche da casa… Ciò significa che mi facevo la mia bellissima esperienza Erasmus con feste e divertimento full optional senza dimenticare lo studio ed i viaggi..

Il mio anno Erasmus è fondamentalmente volato ma mi ha caricato di una spinta emotiva su ogni campo. Dalla visione del mondo, al rapporto con le persone e le altre culture, alla professionalità lavorativa. Per quest’ultimo punto sono sicuro che uno studente, per maturare questa professionalità, debba necessariamente fare un’esperienza all’estero. E questo non solo gli studenti italiani, che spesso pensano all’estero solo come uno sbocco per scappare da un paese in stallo, ma anche per studenti di tutto il mondo. Per farvi un esempio, la maggior parte dei miei amici stranieri di 23 anni avevano già vissuto almeno in un altro paese..

Nel luglio 2007 sono tornato in Italia. Dopo una breve vacanza nel sud Italia ho terminato tutti gli esami a Settembre e sono poi partito a scrivere la mia tesi che già da circa un anno progettavo insieme al professor Giovanni Boccia Artieri.

La tesi si intitola “La rete virale: Viral marketing, buzz e word of mouth. Prospettive del social advertisement” ed è uno studio approfondito sul marketing non convenzionale e sulle sue potenzialità quantitative ma soprattutto qualitative. Perchè la comunicazione oggi è sinonimo di relazione..

Con questa tesi mi sono laureato con il massimo dei voti lo scorso febbraio. Nel frattempo ho lasciato Goviral e mi sono messo in proprio come Viralavatar (il nome viene dal mio blog). Sto iniziando ad avere i primi clienti nazionali ed internazionali. Sto aprendo, inoltre, una società di social media 2.0 con altre persone esperte nel settore: Socialware.

Torniamo da dove ero partito. Dall’aeroporto di Fiumicino. Bè allora perchè sono qui? Perchè posso vivere ovunque. E quindi me ne vado a Sevilla dove fra qualche giorno c’è la feria e poi Marocco e Portogallo. E poi ci sono due sevillani amici conosciuti durante l’Erasmus.
Mi basta il mio portatile (ma presto neanche quello quando il cloud computing sarà una realtà…) e una connessione wireless (aspettando il wi-max) e sono praticamente ovunque..
..ma tutto ciò lo faccio perchè quello che mi interessa veramente è semplicemente esplorare il mondo.

Daniele Montemale aka Viralavatar