Archivio per la categoria ‘student's work’

Guerriglia splatter

Giugno 21, 2008

E’ il progetto vincitore del concorso per un’azione di guerriglia comunicativa per la 44esima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema che ha preso di sorpresa i giovani frequentatori di diversi locali tra Pesaro, Senigallia e Ancona, di cui riporta la stampa ieri: schizzi di sangue (smalto rosso) sulle pareti dei bagni e sangue nel dispenser del sapone liquido per ricordare che la mostra dedica il suo 22esimo Evento Speciale al regista (non solo) di paura Dario Argento.
Federico Lodolini, studente al secondo anno del corso di laurea Specialistica Cpo, è ideatore e realizzatore del progetto vincitore.

Il Festival apre oggi 21 giugno, con la prima proiezione alle ore 15: un omaggio al regista Amir Muhammad, al Teatro Sperimentale: Lips to Lips, Malaysia 2000, 97’.

ci fanno la guerra in casa…

Febbraio 7, 2008

Va beh, sarà colpa nostra. Insegnamo creatività, li facciamo lavorare su campagne concrete di comunicazione non convenzionale… non hanno ancora finito la triennale e già ci fanno la guerr(igli)a (comunicativa) in casa!

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Se non la capite (la proposta di campagna) potete provare a leggere qui. Non garantisco però sui risultati (non per causa dei lettori :-) )

Il riferimento (conscio o inconscio, chissà) è al biglietto di auguri (sempre made in scp: belli e fiori), che abbiamo scelto per le scorse feste, che vedete qui sotto.

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Spirito del tempo. Spunti per osservare l’immaginario in carica. Parte 3

Gennaio 30, 2008

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Filo rosso di questi temi: il viaggio (De Riso, Farese, Moletta, Trappoli). Da dimensione metaforica – viaggio come conoscenza (Boetti e le sue mappe) e incontro con il diverso – fino al viaggio nel tempo che non solo poggia su forme “classiche” dell’immaginario (il romanzo ad esempio) ma su forme adeguate alla comunicazione contemporanea: dalla dialettica fra passato e futuro (Heroes e Lost ad esempio) fino alle dimensioni cognitive del viaggio come particolare forma dell’esperienza tattile (performativa) e per certi versi allucinatoria. Basti pensare al volo e al teletrasporto nel metaverso e nei videomondi online. Viaggio, vale la pena di ribadirlo, come metafora compiuta dell’immaginario meta-territoriale e diffuso, ossia dello spirito del nostro tempo.

Spirito del tempo. Spunti per osservare l’immaginario in carica. Parte 2

Gennaio 30, 2008

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La seconda serie di osservazioni ci porta alle dimensioni postumane e postorganiche (manipolabilità, anche e soprattutto dei media) rappresentano il corpo (De Paulis, Intini, Preti, Tienforti, Zago) e la bellezza (De Marzo, Rossini, Santoro, Turatti). Là dove vediamo un corpo come piattaforma comunicativa, plasmabile e sofferente (come simbolica della deformazione in Cunningham), o ibridato (Barney), o ancora mutato/mutante (dal body building, ai fumetti alla fiction, all’arte con Patricia Piccinini ), e infine pornografico (esposto e ben espresso dall’iconografia orientale), vediamo anche il corpo svincolato dalla corporeità: nell’immagine-immaginario del robot (nella pubblicità, nel video clip, nella moda), nella chirurgia plastica (programmi tv, fiction) fino alla sua dissoluzione nella rete come corpo-avatar. La bellezza, dal canto suo, segue i processi del corpo e le sue ambivalenze. Immagini e immaginario della bellezza sembrano oggi quelli dei canoni seriali (differenza senza valore della bellezza mainstream – dalla tv alla Beecroft), della progressiva femminilizzazione, della dialettica bellezza-dannazione (Moss), bellezza-intelligenza fino al culto della bellezza sintetica ed eccessiva (dalla campagna Dove fino ai beautiful avatar di 01.org tanto per fare un solo esempio).

In questo contesto si individua un immaginario della diversità (Abbatini, Chironi, Pillai, Ruocco, Sforza) che declina ancora, e in accordo con l’idea di femminilizzazione e dei suoi parametri estetici, nella diversità sessuale e in particolare nell’affermarsi dell’immaginario omossessuale (maschile e femminile nella fiction e nella pubblicità con grande evidenza) e nella convergenza (estetica e di superficie) dei generi. Lo scenario è quello urbano e di figure che vanno dal “metrosessuale”, a drag king e drag queen. Diversità è anche razziale dove però le razze con cui si confronta l’immaginario sono quelle mutanti e delle diverse abilità (ancora cinema, fumetti, cartoni, giochi online).

Dal punto di vista delle relazioni (Canu, Cinelli, Falanga, Melideo, Quaresima, Torcoletti) abbiamo a disposizione una memoria dell’immaginario che dà conto delle trasformazioni di relazioni come l’amicizia (telefilm dagli anni ’70 ai nostri giorni), la coppia e famiglia (dink, coppie via cavo, spin-dating) legittimazione cioè, almeno nell’immaginario, di modalità “altre” per pensare e costruire i rapporti. Relazioni in rete e social network come forme centrate sulla comunicazione (ad esempio il caso shyno) e rese visibili anche graficamente da mappe (Facebook ad esempio), da alberi genealogici, da forme neotribali e linguaggi spettacolarizzati della moltitudine (al posto della massa). Nuove dialettiche corpo/linguaggio che esprimono al meglio l’amore come medium, come mezzo di comunicazione simbolicamente generalizzato e, in definitiva, come forma senza contenuto (Badoo, meetic.it , ecc.).

Spirito del tempo. Spunti per osservare l’immaginario in carica. Parte 1

Gennaio 30, 2008

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Spirito e pratica di CPO sono segnati dal tentativo di unire la riflessione teorica, irrinunciabile, alla pratica. Nel caso del corso di Teorie e pratiche dell’immaginario contemporaneo la parte “applicativa” consiste nel cercare di osservare una serie di forme, decise durante fasi di brain storming in classe, dell’immaginario collettivo “in carica” e di coglierne le declinazioni. È un esercizio di osservazione (e quindi di costruzione) che ha come punto di partenza gli interessi e le vocazioni dei singoli. Per arrivare a cogliere – attraverso la comunicazione per immagini – la qualità tendenzialmente meta-territoriale dell’immaginario che trova la sua base di appoggio nelle piattaforme mediali.

La città (Cologna, Di Caro, D’Ercole, Pasquini, Romanelli) che meglio sembra esprimere lo spirito del tempo è New York. Le immagini sono quelle dello skyline, degli scenari di Futurama, della semantica della “jungla urbana”, di Grand Theft Auto  (videogioco che non a caso aveva Londra come setting nel 1969 e nei nostri anni NY anche se si chiama Liberty City) e delle serie TV (CSI NY ad esempio), dei film (Io sono leggenda ), fino a Second Life dove la città in real life subisce un processo di delocalizzazione e riterritorializzazione sulla base di categorie spaziali completamente riviste (virtualizzate appunto). Ma esistono anche una città-immaginario (Dubai vedi qui e qui) e una città degradata (Napoli). Ed è sull’idea di crisi che si sviluppa l’osservazione dell’ambiente (Capelli, Celi, Donnarumma, Zhou). Le forme sono quelle della trasformazione, della manipolabilità di un ambiente visto come “natura artificializzata”, visibile e prevedibile attraverso le immagini satellitari e le rilocalizzazioni sul web. La messa a tema di questa particolare dimensione della comunicazione ecologica avviene nei documentari – forma ideale della rappresentazione dell’ambiente in crisi e adeguato all’immaginario della catastrofe – nella fiction, nei cartoon (ancora Futurama), nelle campagne pubblicitarie, nell’arte.

C3PO

Gennaio 25, 2008

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Una comunicazione “stellare” proposta da clinicamente testato.

Perfetta per la star wars generation.

studenti in guerriglia (marketing)

Gennaio 21, 2008

Ancona. In occasione del Natale una palestra ha deciso di regalare agli anconetani una seduta omaggio presso le proprie strutture. Per promuovere l’iniziativa, ha impacchettato un’automobile di piccole dimensioni con 3.000 post-it e un grande nastro rosso. I post-it contenevano l’invito per l’ingresso gratuito al centro.
L’auto, come qualsiasi regalo che si rispetti, era parcheggiata proprio sotto l’unico albero di Natale della città. La macchina è rimasta parcheggiata per due giornate intere ed è stato indispensabile rimpiazzare i 500 post-it che sono stati via via presi dai passanti.

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Questa pacifica azione di guerriglia marketing è un progetto di Federico Lodolini, nostro studente al secondo anno di Cpo che già si era cimentato in azioni analoghe (vedi qui) all’interno delle attività promosse da la Colonia della comunicazione, l’agenzia di Cpo. Federico ha proposto l’idea alla palestra, e la realizzazione è stata curata in collaborazione con un’agenzia marchigiana. Federico stesso ci ha scritto, subito dopo Natale: “… ho fatto un pò di buzz in internet e con estremo piacere ho notato che in molti blog è apparsa la notizia…per me è stata una gran soddisfazione (anche se ammetto che l’idea non’era poi nulla di stratosferico…anzi…) Per questo volevo condividere con voi le mie sensazioni positive!”. E noi le condividiamo con voi.

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Tra i blog e siti che hanno pubblicato la notizia segnaliamo Pandemia, Bloguerilla, Adverbox, Adofdamonth, Spotanatomy e altri qui di seguito:
blissblog, briefblog, marketingfriends