Archive for gennaio 2008

Spirito del tempo. Spunti per osservare l’immaginario in carica. Parte 3

gennaio 30, 2008

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Filo rosso di questi temi: il viaggio (De Riso, Farese, Moletta, Trappoli). Da dimensione metaforica – viaggio come conoscenza (Boetti e le sue mappe) e incontro con il diverso – fino al viaggio nel tempo che non solo poggia su forme “classiche” dell’immaginario (il romanzo ad esempio) ma su forme adeguate alla comunicazione contemporanea: dalla dialettica fra passato e futuro (Heroes e Lost ad esempio) fino alle dimensioni cognitive del viaggio come particolare forma dell’esperienza tattile (performativa) e per certi versi allucinatoria. Basti pensare al volo e al teletrasporto nel metaverso e nei videomondi online. Viaggio, vale la pena di ribadirlo, come metafora compiuta dell’immaginario meta-territoriale e diffuso, ossia dello spirito del nostro tempo.

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Spirito del tempo. Spunti per osservare l’immaginario in carica. Parte 2

gennaio 30, 2008

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La seconda serie di osservazioni ci porta alle dimensioni postumane e postorganiche (manipolabilità, anche e soprattutto dei media) rappresentano il corpo (De Paulis, Intini, Preti, Tienforti, Zago) e la bellezza (De Marzo, Rossini, Santoro, Turatti). Là dove vediamo un corpo come piattaforma comunicativa, plasmabile e sofferente (come simbolica della deformazione in Cunningham), o ibridato (Barney), o ancora mutato/mutante (dal body building, ai fumetti alla fiction, all’arte con Patricia Piccinini ), e infine pornografico (esposto e ben espresso dall’iconografia orientale), vediamo anche il corpo svincolato dalla corporeità: nell’immagine-immaginario del robot (nella pubblicità, nel video clip, nella moda), nella chirurgia plastica (programmi tv, fiction) fino alla sua dissoluzione nella rete come corpo-avatar. La bellezza, dal canto suo, segue i processi del corpo e le sue ambivalenze. Immagini e immaginario della bellezza sembrano oggi quelli dei canoni seriali (differenza senza valore della bellezza mainstream – dalla tv alla Beecroft), della progressiva femminilizzazione, della dialettica bellezza-dannazione (Moss), bellezza-intelligenza fino al culto della bellezza sintetica ed eccessiva (dalla campagna Dove fino ai beautiful avatar di 01.org tanto per fare un solo esempio).

In questo contesto si individua un immaginario della diversità (Abbatini, Chironi, Pillai, Ruocco, Sforza) che declina ancora, e in accordo con l’idea di femminilizzazione e dei suoi parametri estetici, nella diversità sessuale e in particolare nell’affermarsi dell’immaginario omossessuale (maschile e femminile nella fiction e nella pubblicità con grande evidenza) e nella convergenza (estetica e di superficie) dei generi. Lo scenario è quello urbano e di figure che vanno dal “metrosessuale”, a drag king e drag queen. Diversità è anche razziale dove però le razze con cui si confronta l’immaginario sono quelle mutanti e delle diverse abilità (ancora cinema, fumetti, cartoni, giochi online).

Dal punto di vista delle relazioni (Canu, Cinelli, Falanga, Melideo, Quaresima, Torcoletti) abbiamo a disposizione una memoria dell’immaginario che dà conto delle trasformazioni di relazioni come l’amicizia (telefilm dagli anni ’70 ai nostri giorni), la coppia e famiglia (dink, coppie via cavo, spin-dating) legittimazione cioè, almeno nell’immaginario, di modalità “altre” per pensare e costruire i rapporti. Relazioni in rete e social network come forme centrate sulla comunicazione (ad esempio il caso shyno) e rese visibili anche graficamente da mappe (Facebook ad esempio), da alberi genealogici, da forme neotribali e linguaggi spettacolarizzati della moltitudine (al posto della massa). Nuove dialettiche corpo/linguaggio che esprimono al meglio l’amore come medium, come mezzo di comunicazione simbolicamente generalizzato e, in definitiva, come forma senza contenuto (Badoo, meetic.it , ecc.).

Spirito del tempo. Spunti per osservare l’immaginario in carica. Parte 1

gennaio 30, 2008

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Spirito e pratica di CPO sono segnati dal tentativo di unire la riflessione teorica, irrinunciabile, alla pratica. Nel caso del corso di Teorie e pratiche dell’immaginario contemporaneo la parte “applicativa” consiste nel cercare di osservare una serie di forme, decise durante fasi di brain storming in classe, dell’immaginario collettivo “in carica” e di coglierne le declinazioni. È un esercizio di osservazione (e quindi di costruzione) che ha come punto di partenza gli interessi e le vocazioni dei singoli. Per arrivare a cogliere – attraverso la comunicazione per immagini – la qualità tendenzialmente meta-territoriale dell’immaginario che trova la sua base di appoggio nelle piattaforme mediali.

La città (Cologna, Di Caro, D’Ercole, Pasquini, Romanelli) che meglio sembra esprimere lo spirito del tempo è New York. Le immagini sono quelle dello skyline, degli scenari di Futurama, della semantica della “jungla urbana”, di Grand Theft Auto  (videogioco che non a caso aveva Londra come setting nel 1969 e nei nostri anni NY anche se si chiama Liberty City) e delle serie TV (CSI NY ad esempio), dei film (Io sono leggenda ), fino a Second Life dove la città in real life subisce un processo di delocalizzazione e riterritorializzazione sulla base di categorie spaziali completamente riviste (virtualizzate appunto). Ma esistono anche una città-immaginario (Dubai vedi qui e qui) e una città degradata (Napoli). Ed è sull’idea di crisi che si sviluppa l’osservazione dell’ambiente (Capelli, Celi, Donnarumma, Zhou). Le forme sono quelle della trasformazione, della manipolabilità di un ambiente visto come “natura artificializzata”, visibile e prevedibile attraverso le immagini satellitari e le rilocalizzazioni sul web. La messa a tema di questa particolare dimensione della comunicazione ecologica avviene nei documentari – forma ideale della rappresentazione dell’ambiente in crisi e adeguato all’immaginario della catastrofe – nella fiction, nei cartoon (ancora Futurama), nelle campagne pubblicitarie, nell’arte.

Il perchè dell’Insight

gennaio 25, 2008

Una volta Pasquale Barbella ci ha detto: 

Negli ambienti pubblicitari si usa la voce insight per indicare una motivazione profonda e rilevante sulla quale costruire il messaggio. Insight è “guardare dentro”, un’intuizione introspettiva tesa a cogliere le radici più autentiche delle emozioni e dei comportamenti. Il marketing e la pubblicità fanno ovviamente un uso mercantile degli insight, ammesso che riescano a rilevare i meno scontati. Ma il concetto di insight è più nobile dell’uso, o dell’abuso, che se ne fa, giacché implica un approccio non superficiale alla comunicazione e denota, in chi se ne occupa, una passione speculativa talvolta sincera.

E’ una lezione che da queste parti non dimentichiamo mai.

C3PO

gennaio 25, 2008

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Una comunicazione “stellare” proposta da clinicamente testato.

Perfetta per la star wars generation.

viaggi nell’immaginario, dalla moda alle Alpi

gennaio 25, 2008

Uno degli obiettivi di questo blog è di lasciare traccia delle cose fatte, non solo per chi non ha potuto assistervi (magari perchè impegnato in esami o altro), ma anche per chi era presente, per tenere attiva la conversazione avviata in aula e rimbalzata in rete.

Nel primo semestre abbiamo già avuto diversi ospiti a Pesaro, che vorrei qui ricordare.

Laura ha ospitato Claudia Vanti all’interno del suo corso sull’immaginario, un ampio resoconto sulle connessioni tra musica e moda potete leggerle qui e qui, nel blog di Laura.

Io ho ospitato invece Piero Zanini che ci ha parlato di viaggi da Dubai alle Alpi e ritorno, di cui ho parlato qui, mentre le riflessioni a distanza di Fabio Fornasari le trovate qui e quelle di Laura qua.

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Prossimamente: Giovanni Boccia Artieri e Giovanni Spagnoletti sono invitati a raccontarci altre testimonianze, dal mondo della pubblicità, della rete e del cinema.

Insomma, sto facendo un esercizio artigianale di mush up (si scrive così?) mash-up

dateci un nome…

gennaio 24, 2008

… perchè “insights Cpo” è un nome provvisorio per questo blog, che vorremo cambiare ogni tanto, per non annoiarci troppo.

Sollecitiamo proposte dagli studenti Cpo, Scp, Sdc e da tutti coloro che pensano di avere qualche suggerimento. Basta che ce le postiate qui sotto, nei commenti, o che commentiate le proposte che ci arrivano.

studenti in guerriglia (marketing)

gennaio 21, 2008

Ancona. In occasione del Natale una palestra ha deciso di regalare agli anconetani una seduta omaggio presso le proprie strutture. Per promuovere l’iniziativa, ha impacchettato un’automobile di piccole dimensioni con 3.000 post-it e un grande nastro rosso. I post-it contenevano l’invito per l’ingresso gratuito al centro.
L’auto, come qualsiasi regalo che si rispetti, era parcheggiata proprio sotto l’unico albero di Natale della città. La macchina è rimasta parcheggiata per due giornate intere ed è stato indispensabile rimpiazzare i 500 post-it che sono stati via via presi dai passanti.

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Questa pacifica azione di guerriglia marketing è un progetto di Federico Lodolini, nostro studente al secondo anno di Cpo che già si era cimentato in azioni analoghe (vedi qui) all’interno delle attività promosse da la Colonia della comunicazione, l’agenzia di Cpo. Federico ha proposto l’idea alla palestra, e la realizzazione è stata curata in collaborazione con un’agenzia marchigiana. Federico stesso ci ha scritto, subito dopo Natale: “… ho fatto un pò di buzz in internet e con estremo piacere ho notato che in molti blog è apparsa la notizia…per me è stata una gran soddisfazione (anche se ammetto che l’idea non’era poi nulla di stratosferico…anzi…) Per questo volevo condividere con voi le mie sensazioni positive!”. E noi le condividiamo con voi.

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Tra i blog e siti che hanno pubblicato la notizia segnaliamo Pandemia, Bloguerilla, Adverbox, Adofdamonth, Spotanatomy e altri qui di seguito:
blissblog, briefblog, marketingfriends

un altro blog!

gennaio 21, 2008

Ci siamo accorti che facciamo, vediamo, scopriamo e progettiamo tante cose, ma così tante, che ci serve un altro blog per contenerle tutte.

Questo è il blog del corso di laurea specialistica in comunicazione e pubblicità con sede a Pesaro, uno spazio di cui sentiamo il bisogno per riflettere sul nostro lavoro e per connetterci alle conversazioni già avviate in altri luoghi, dentro e fuori la rete.

Questo è solo l’inizio, poi vedremo…


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