Spirito del tempo. Spunti per osservare l’immaginario in carica. Parte 2

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La seconda serie di osservazioni ci porta alle dimensioni postumane e postorganiche (manipolabilità, anche e soprattutto dei media) rappresentano il corpo (De Paulis, Intini, Preti, Tienforti, Zago) e la bellezza (De Marzo, Rossini, Santoro, Turatti). Là dove vediamo un corpo come piattaforma comunicativa, plasmabile e sofferente (come simbolica della deformazione in Cunningham), o ibridato (Barney), o ancora mutato/mutante (dal body building, ai fumetti alla fiction, all’arte con Patricia Piccinini ), e infine pornografico (esposto e ben espresso dall’iconografia orientale), vediamo anche il corpo svincolato dalla corporeità: nell’immagine-immaginario del robot (nella pubblicità, nel video clip, nella moda), nella chirurgia plastica (programmi tv, fiction) fino alla sua dissoluzione nella rete come corpo-avatar. La bellezza, dal canto suo, segue i processi del corpo e le sue ambivalenze. Immagini e immaginario della bellezza sembrano oggi quelli dei canoni seriali (differenza senza valore della bellezza mainstream – dalla tv alla Beecroft), della progressiva femminilizzazione, della dialettica bellezza-dannazione (Moss), bellezza-intelligenza fino al culto della bellezza sintetica ed eccessiva (dalla campagna Dove fino ai beautiful avatar di 01.org tanto per fare un solo esempio).

In questo contesto si individua un immaginario della diversità (Abbatini, Chironi, Pillai, Ruocco, Sforza) che declina ancora, e in accordo con l’idea di femminilizzazione e dei suoi parametri estetici, nella diversità sessuale e in particolare nell’affermarsi dell’immaginario omossessuale (maschile e femminile nella fiction e nella pubblicità con grande evidenza) e nella convergenza (estetica e di superficie) dei generi. Lo scenario è quello urbano e di figure che vanno dal “metrosessuale”, a drag king e drag queen. Diversità è anche razziale dove però le razze con cui si confronta l’immaginario sono quelle mutanti e delle diverse abilità (ancora cinema, fumetti, cartoni, giochi online).

Dal punto di vista delle relazioni (Canu, Cinelli, Falanga, Melideo, Quaresima, Torcoletti) abbiamo a disposizione una memoria dell’immaginario che dà conto delle trasformazioni di relazioni come l’amicizia (telefilm dagli anni ’70 ai nostri giorni), la coppia e famiglia (dink, coppie via cavo, spin-dating) legittimazione cioè, almeno nell’immaginario, di modalità “altre” per pensare e costruire i rapporti. Relazioni in rete e social network come forme centrate sulla comunicazione (ad esempio il caso shyno) e rese visibili anche graficamente da mappe (Facebook ad esempio), da alberi genealogici, da forme neotribali e linguaggi spettacolarizzati della moltitudine (al posto della massa). Nuove dialettiche corpo/linguaggio che esprimono al meglio l’amore come medium, come mezzo di comunicazione simbolicamente generalizzato e, in definitiva, come forma senza contenuto (Badoo, meetic.it , ecc.).

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