Esempi d’intraprendenza #9: i laureati Cpo al lavoro

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Gli stage. Un trampolino di lancio, un’opportunità concreta attraverso il Cpo. Così ha iniziato Fabio, e così i suoi studi si sono concretizzati nella sua attuale professione. Ma attenzione all’ingrediente segreto: tanta passione.

Fabio, in che anno ti sei laureato in Cpo e con quale tesi?
Ho conseguito la laurea nel Febbraio 2009 con tesi in Marketing Relazionale dal titolo: “Guida Galattica al Social Network”. Ovviamente LM in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni.

Dopo la laurea, cosa è accaduto? Trovato subito impiego nel settore della comunicazione?
Da laureando partecipai ad un concorso creativo per uno stage sponsorizzato da AdmCom (un’agenzia pubblicitaria bolognese) e promosso dalla Facoltà. Ho conseguito la tesi lavorando, in concomitanza con il primo rinnovo di contratto come “Copy Jr.” sui Social Media, presso la stessa agenzia.

Oggi dove lavori e con quale ruolo? Di fatto, di cosa ti occupi? E nel complesso, ti senti soddisfatto?
Da Maggio 2010 lavoro presso Agorà Telematica (società che si occupa di IT – Marketing – WebDesign). Inizialmente mi occupavo della promozione del brand della società stessa sul sito e social network. Oggi seguo le strategie digitali anche per i clienti e collaboro internamente con il team su molte attività: dalla prevendita al marketing, fino alla comunicazione per gli eventi. Sono soddisfatto del mio percorso di crescita. Anche se lento è avvenuto paradossalmente in un periodo di forte crisi e ridimensionamento. Qui seguiamo grandi clienti (WWF Italia, Pubbliche Amministrazioni, Rossopomodoro, SSC Napoli, …), attivi su progetti web e nuove tecnologie (la parte più stimolante) e continuo a fare esperienza, ricoprendo un ruolo sempre più legato al project management oltre che al marketing.

Cosa pensi sia stato più utile del percorso di studi magistrale per la tua occupazione attuale? Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?
Ciò che mi è stato più utile è proprio quello che più di tutto mi ha spaventato. Provenendo da Sociologia ero molto affascinato dallo spettro di argomenti che il CPO trattava, ma avevo paura che non mi avrebbe reso né un Web Designer, né un laureato in Marketing. Il timore era quello di restare per le aziende una figura promiscua di difficile collocazione. Poi ho capito che il problema era maggiormente delle aziende che tardavano ad allinearsi. Oggi sono molte le società che per necessità di cose ti chiedono di ricoprire più ruoli (o quantomeno di “comprendere” più ruoli) e la capacità di farlo devo attribuirla tutta al percorso fatto. CPO è un laboratorio per la mente che cerca di miscelare nel modo giusto tutti gli ingredienti, consiglio solo di non concentrarsi troppo su alcuni, ma di lasciarsi perturbare da ogni cosa, dai corsi all’eccellente rapporto con i docenti.

Da qui a cinque anni come ti pensi? Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?
Il mio sogno resta quello di diventare Brand Manager, anche per una piccola azienda. Italia o estero non importa, non credo si debba partire o restare per forza. Forse avrò bisogno di qualche anno in più ma seguo il mio obiettivo.

Prossima uscita: Chiara Ricci, Strategic Planner e Account Senjor a Pesaro

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