LAUREATI CPO AL LAVORO: Valentina Pucci, tra consulenza, formazione e social media

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valentina pucci Dopo le tante ore di lezione e di studio, gli esami da preparare e una lunga tesi da scrivere, spesso l’unico legame che rimane con la propria carriera universitaria è il famoso “pezzo di carta” da appendere alla parete. Ma nel caso di Valentina Pucci non è così: oltre a essere consulente per Spazio Vetrina, è ancora oggi autrice e social media strategist per AgendaGeek, blog di cultura digitale nato proprio all’interno di CPO.

«Dal primo anno di specialistica nella mia classe si è creato un bel gruppo di persone appassionate di digitale e di nuovi media. Due miei compagni di corso ebbero l’idea di mettere su un blog, qualche mese dopo si aggiunsero altri colleghi di università ed entrai anche io a far parte di AgendaGeek come blogger. Il mio ruolo all’interno in questi tre anni si è evoluto insieme al blog. Abbiamo capito che occorreva creare un equilibrio tra offline e online per mantenere vivo l’interesse dei nostro pubblico. Così abbiamo deciso di “metterci la faccia” partecipando e organizzando eventi, spesso insieme ad altre associazioni del territorio marchigiano. Ora abbiamo in ballo diverse collaborazioni, tra cui enti pubblici come il Comune di Pesaro».

– Nella tua carriera universitaria spicca l’esperienza in Erasmus a Tarragona, che è ancora una delle mete disponibili per gli studenti CPO. Credi che sia utile sceglierla come destinazione?

«A prescindere dalle mete, l’esperienza dell’Erasmus la consiglierei a tutti perché si tratta di un momento di arricchimento personale e di confronto con le realtà al di fuori dei confini nazionali. Tarragona in particolare la consiglio a chi vuole mettere le mani in pasta nelle cose, perché i corsi universitari sono di impostazione molto pratica e si collabora spesso con i compagni di corso. Ho approfittato di quell’esperienza per cominciare a viaggiare, ho preso più aerei quel periodo che tutto il resto della mia vita. Tarragona è una città ricca di tradizioni, dove la lingua madre non è il castigliano ma il catalano, quindi se andate lì preparatevi ad imparare non una ma due lingue!»


– Cosa hai fatto invece subito dopo esserti laureata?

«Mi sono trasferita a Torino, una città in fermento e piena di opportunità. Mi interessava il settore del sociale, così mi sono iscritta al progetto “World of Difference“promosso dalla Fondazione Vodafone Italia e sono stata selezionata. Ho lavorato per 6 mesi ad Area Onlus, un’esperienza formativa unica che mi ha permesso anche di iniziare a comprendere meglio quali erano i miei interessi legati alla comunicazione e quali competenze dover rafforzare. unnamedProprio per questo ho seguito un corso molto pratico in “Tecnico di comunicazione e marketing”. Il corso prevedeva uno stage formativo di 3 mesi e ho scelto di svolgerlo al Gruppo Abele Onlus. Ho sposato la loro causa e questo mi ha permesso di seguire da vicino giornate di formazione e conferenze, ma anche eventi più strutturati come il Salone del Libro di Torino. Al Gruppo Abele insieme a un team di giovani esperti di web e social network, mi occupavo di rassegna stampa, redazione, interviste, newsletter e gestione dei profili Facebook e Pinterest».

– Dal tuo profilo LinkedIn si nota che hai collaborato a molte iniziative di associazioni onlus. Quali sono gli obiettivi principali di una campagna di comunicazione per un’associazione senza scopro di lucro?

«Quando si parla di onlus bisogna ricordarsi che esistono realtà molto diverse. Ci sono comunque delle attività tipiche come quelle di crowdfunding, fondamentali per la vita di quasi tutte le associazioni. Molte campagne di comunicazione hanno l’obiettivo di trovare sostenitori dal basso e questo presuppone una comunicazione mirata per far comprendere il valore del lavoro che si fa all’interno di un’associazione senza scopo di lucro. L’obiettivo principale è la sensibilizzazione del pubblico perché spesso si toccano temi delicati o qualche volta addirittura scomodi».

– Il tuo ritorno nelle Marche. Come consulente per i corsi di formazione di web marketing e social media, quali sono secondo te le frizioni più significative tra il mondo del digitale e quello dell’impresa?

«Per la mia esperienza posso dire che noto una carenza di sapere digitale, soprattutto perché molte piccole e medie imprese non comprendono a pieno le vere potenzialità del web. Il mio compito è cercare di colmare le loro lacune spiegando loro che investire sulla comunicazione social e sul web è un’opportunità da sfruttare. Per due motivi: perché molti dei loro clienti passano molto tempo su internet e perché rispetto ad una pubblicità tradizionale, quella on line è molto più economica e efficace. A patto, ovviamente, di strutturarla con criterio!»

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