LAUREATI CPO AL LAVORO: Consuelo Dionigi, Junior Account per JWT Italia

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Consuelo DionigiLa laurea. Non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per affinare le proprie competenze attraverso stage, master o concorsi. La possibilità di dover fare un po’ di “gavetta” o di continuare a studiare non dovrebbe spaventare i “dottori” in corsi magistrali. Consuelo Dionigi, laureata in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni ci parla positivamente del suo percorso che l’ha portata oggi a ricoprire la figura di Junior Account per J. Walter Thompson Italy.

 

Dove hai svolto lo stage durante il corso di laurea CPO e quali competenze ti ha permesso di approfondire e mettere in pratica?

«Durante il corso di studi ho svolto uno stage di 6 mesi in una piccola agenzia di comunicazione di Pesaro, StudioMirò, che mi ha permesso di muovere i primi passi in questo ambiente. Sebbene lavorassi con piccoli clienti locali ho avuto un primo contatto conle attività di ufficio stampa e con la gestione del rapporto con il cliente, ho imparato che il rapporto umano sta sempre alla base di un buon rapporto professionale».

– Cosa hai fatto subito dopo esserti laureata?

«Uscita dall’università non avevo ben chiaro il mio futuro professionale, avevo molta teoria in testa e molta voglia di fare ma facevo ancora fatica ad incanalarle e a capire come trarne strumenti concreti che mi permettessero di trasformarle in un lavoro. Ho iniziato a mandare curriculum ad aziende e agenzie della zona e dopo circa un mese è arrivato il secondo stage».

Nel tuo curriculum si legge che hai lavorato per quattro mesi presso Confindustria Pesaro.  Che tipo di collaborazione hai avuto con loro?

«In Confindustria la mia esperienza è durata soltanto pochi mesi durante i quali mi sono occupata più che altro di ufficio stampa e organizzazione eventi. È stato quello il momento in cui ho sentito la necessità di dare un orientamento preciso al mio futuro professionale e avvicinarmi al mondo delle agenzie. Nel giro di qualche mese mi sono trasferita a Milano dove ho fatto un master in Marketing e Comunicazione d’Impresa in Accademia di Comunicazione. Milano ti offre sempre una possibilità, per questo sono rimasta. Qui ho avuto la possibilità di mettere in pratica i miei studi lavorando da subito sul campo. L’esperienza, la curiosità e la voglia di imparare da tutti sono indispensabili per crescere in fretta».

– In questo periodo hai collaborato per diverse campagne pubblicitarie. Puoi parlarci dettagliatamente delle campagne realizzate per Birra Moretti? In cosa differivano e su quali insight si basavano?

 «Durante il master in Accademia le aziende assegnavano brief agli studenti che formavano veri e propri team di lavoro composti da account, copywriter e art director per lo studio di campagne di comunicazione. Nello specifico di Birra Moretti abbiamo studiato una prima campagna in occasione dei Mondiali FIFA 2014 allo scopo di rafforzare il legame del brand con il mondo del calcio, legame che negli anni aveva perso un po’ la sua forza e che vedeva nei mondiali l’occasione per posizionarsi nuovamente come la birra dei tifosi italiani. Il progetto prevedeva attività above & below the line con particolare attenzione al digital. Il secondo brief è arrivato in previsione di EXPO 2015 per lo studio di un piano di comunicazione ad hoc che associasse il brand alle tematiche dell’esposizione universale con focus particolare sul food. Anche in questo caso il progetto ha coinvolto diversi canali: le attività in fiera, l’ATL classico e una strategia social».

Infine JWT. Quali sono nello specifico le tue mansioni da account e che tipo di contratto hai con loro?

«Sono entrata in J. Walter Thompson a giugno 2014. Ad oggi ho un contratto di apprendistato e sono account sul cliente Vodafone Italia. Il mio compito è quello di coordinare la comunicazione tra i reparti dell’agenzia e seguire la realizzazione di progetti dal brief all’on air. Mi occupo essenzialmente di gestire il rapporto con il cliente e il processo produttivo. E’ un lavoro piuttosto frenetico ma, se fatto con passione, da molte soddisfazioni e permette di crescere in fretta in un ambiente stimolante e sempre in fermento».

 

– Secondo te rispetto alla formazione offerta da altri atenei, CPO offre una preparazione adeguata al mondo del lavoro?

«CPO mi ha fatto conoscere e amare la pubblicità. E’sicuramente un corso alternativo rispetto ad altre lauree specialistiche in comunicazione, ha un approccio più pratico e permette il confronto con professionisti del settore. Non è da considerarsi peròun punto di arrivo ma,  piuttosto, una buona partenza da cui sviluppare i propri interessi. Il mondo della comunicazione cambia ed evolve ogni giorno, quello che impariamo oggi domani è già vecchio, per questo è importante non stare mai fermi, mettersi in discussione ed essere sempre curiosi».

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