Archive for settembre 2017

La “Mostra Internazionale del Nuovo Cinema” di Pesaro. Un nuovo sguardo sul cinema incontrando gli altri.

settembre 28, 2017

La “Mostra Internazionale del Nuovo Cinema” di Pesaro è giunta alla sua 53a edizione quest’anno, sotto la direzione di Pedro Armocida, proseguendo il suo lavoro di ricerca sull’idea del “nuovo cinema”, quello maggiormente legato alle forme più innovative del linguaggio cinematografico contemporaneo [1].

Sono stata selezionata per partecipare alla mostra come membro della “Giuria Studenti”, composta in totale da dieci studenti provenienti da diverse università e scuole di cinema italiane, a noi spettava il compito di decretare il vincitore del “Premio della Giuria Giovani” tra i film del “Concorso Pesaro Nuovo Cinema-Premio Lino Micchè”, supervisionati da Rinaldo Censi.

La mostra si è svolta dal 17 al 24 giugno 2017, per inaugurarla nelle giornate del 17 e del 18 giugno sono stati proiettati in Piazza del Popolo: ‘Gli Intoccabili’ di Brian De Palma e ‘Roma Città Aperta’ di Roberto Rossellini.

La mostra vera e propria è cominciata il lunedì 19 giugno, in mattinata ci siamo incontrati con il direttore della mostra che ci ha accolto per darci il benvenuto e illustrarci nel dettaglio il nostro ruolo all’interno della rassegna cinematografica, inoltre abbiamo ricevuto il badge di riconoscimento, il nostro kit per il festival e i buoni pasto per pranzare al buffet offerto nel “Centro Arti Visive Pescheria” ai membri dello staff, ai registi e ai membri della stampa. In particolare, il momento del pranzo è, secondo me uno dei momenti migliori della mostra, costituisce un’opportunità per socializzare e discutere di cinema, spesso ci siamo trovati seduti a tavola con i registi che ci hanno parlato delle loro opere, ma non solo, c’è stata anche l’occasione per ridere e scherzare. Quello che secondo me distingue la “Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro” dalle altre oltre alla ricerca di un nuovo sguardo sul cinema, è un’atmosfera frizzante e informale che fa da sfondo alla manifestazione e abbatte le barriere innalzate dall’eccessiva seriosità e dalla formalità di altre rassegne simili, dimostrando che si può essere seri senza prendere le distanze ma, anzi favorendo la vicinanza; avvicinando il cinema al pubblico, infatti un dettaglio che non deve passare assolutamente inosservato è che tutte le proiezioni sono gratuite, inoltre la mostra apre delle importanti finestre di dialogo con il pubblico: la “Tavola Rotonda” in programmazione al mattino nel “Centro Arti Visive Pescheria” in cui si discute di un determinato argomento relativo alla mostra e al cinema ovviamente, in cui sono presenti degli ospiti tra cui registi, attori, ed esperti di cinema, coordinati dal direttore Pedro Armocida e che permette al pubblico di intervenire fornendo degli spunti di discussione o ponendo dei quesiti, lo stesso vale per il momento di dibattito con i registi che precede o segue la proiezione delle pellicole.

Le proiezioni si sono svolte al “Cinema Teatro Sperimentale” nelle due sale disponibili e in Piazza del popolo.

L’edizione di quest’anno ha reso omaggio a Roberto Rossellini, con “Sguardi russi” ha esplorato la cinematografia contemporanea russa, ha riconfermato “Satellite” che ha dato spazio a 18 opere di produzione audiovisiva italiana a bassissimo budget, extra-formato e extra-industriali e con “Il muro del suono” dopo il festival, cinque serate a Palazzo Gradari di musica e immagini.

Tra gli ospiti di questo festival ci sono stati: Nicolas Rey, Pedro Aguilera, Ado Arieta, João Botelho, Renzo Rossellini, Jasmine Trinca.

Le opere presentate in concorso erano tutte molto valide, provenivano da diverse parti del mondo, alcune trattavano importanti temi culturali e sociali, per decidere ci siamo riuniti un paio di volte per discutere con il nostro coordinatore Rinaldo Censi, in queste riunioni abbiamo discusso dei film, esposto il nostro punto di vista, non è stato facile raggiungere un verdetto comune dato che eravamo in dieci e tutti con opinioni e gusti molto diversi, ma alla fine abbiamo scelto: ‘Sexy Durga’ le nostre motivazioni sono state:

Per il coraggio con il quale viene analizzata e criticata la società patriarcale indiana e la condizione femminile. Per lo sguardo innovativo con cui viene messa in scena l’odissea adrenalinica di una coppia persa nella notte. Per l’audacia con cui è costruita la tensione narrativa che tiene incollato lo spettatore allo schermo ponendogli numerose domande, a cui dovrà rispondere attraverso un’analisi introspettiva.”

Il film ha anche ottenuto una menzione speciale da parte della prestigiosa “Giuria internazionale” composta dal cineasta portoghese João Botelho, dal regista e direttore della fotografia italiano Mario Brenta e dall’attrice Valentina Carnelutti.

È stata una bellissima esperienza che raccomando a tutti gli appassionati di cinema che sono interessati a un nuovo sguardo sul cinema ma, anche a divertirsi e a incontrare gli altri perchè come Ryszard Kapuściński scrive in ‘L’altro’:

Tanto più che l’altro è lo specchio nel quale ci guardiamo o nel quale veniamo guardati: uno specchio che ci smaschera e ci denuda e del quale facciamo volentieri a meno.”[2]

Il cinema è anche partecipazione e condivisione, l’esperienza cinematografica non si esaurisce con la fine della proiezione, il vero cinema ti resta dentro, ti apre gli occhi, è una finestra sul mondo che ti fa osservare le cose da altri punti di vista, ti fa pensare.

[1]Fonte: Presskit dai materiali per la stampa dal sito ufficiale della mostra: http://www.pesarofilmfest.it/cartella-stampa-presskit?lang=it

[2]Kapuściński Ryszard, ‘L’altro’, Milano, Feltrinelli, quarta edizione aprile 2015, p. 72.

FotoJet

 

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Fano Jazz By The Sea 25° edizione: attività online firmate CPO

settembre 14, 2017

Il 2017 è stato l’anno della 25° edizione di Fano Jazz By The Sea, il festival musicale che ogni estate porta nella città i più grandi musicisti jazz del panorama italiano e internazionale. Tranne che per una sfortunata serata in cui una bufera di pioggia e vento ha colpito la Rocca Malatestiana, la manifestazione è stata un successo senza precedenti, grazie all’infaticabile staff di Fano Jazz Network.

L’attività promozionale del festival è stata costante e, sulla scia degli anni scorsi (QUI il resoconto dell’edizione 2016), a celebrare le Nozze d’Argento tra Fano e il Jazz By The Sea sono stati anche gli studenti del corso di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, grazie all’ormai consolidata collaborazione tra l’università e Fano Jazz Network.

Oltre 10 sono stati i gruppi di studenti che hanno presentato le loro proposte per la campagna di comunicazione della 25° edizione di Fano Jazz By The Sea, di cui soltanto uno vincitore, formato da noi due: Andrea Careddu e Mariachiara Montebello.

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La nostra proposta

Il modo migliore per raccontare la nostra esperienza è partire da ciò che abbiamo proposto. La nostra campagna non è stata particolarmente innovativa: abbiamo cercato di andare incontro alle esigenze del cliente, proponendo contenuti che fossero in linea con un’edizione elegante e abbastanza sobria come la numero 25.

La proposta da noi avanzata è stata piuttosto fortemente basata su un attento studio dei festival concorrenti, dei contenuti che per loro sono stati più performanti, della quantità di pubblicazioni da proporre, senza perdere di vista le tendenze dei social media. Tendenze che, inevitabilmente, portano sempre più verso i contenuti visuali, dunque immagini e video.

Abbiamo perciò proposto una campagna storica che ha ripercorso le edizioni del festival dal 1993 ad oggi: 24 tappe di un viaggio raccontato con cadenza regolare per accompagnare il pubblico sino a quest’anno: la 25° edizione di Fano Jazz By The Sea.

Il Festival

Non è mai semplice essere parte di un gruppo di lavoro. Non è facile essere parte di un gruppo di lavoro che si forma da zero, è ancora meno semplice integrarsi nei meccanismi di un gruppo di lavoro già consolidato. Nonostante qualche difficoltà iniziale, abbiamo imparato giorno dopo giorno a relazionarci al meglio con lo staff di Fano Jazz Network, e dopo poco tempo siamo stati in grado di renderci praticamente autonomi nella creazione, nella gestione e nella pubblicazione dei contenuti.

Un festival del genere deve essere comunicato abbondantemente durante il suo svolgimento, senza però esagerare. Perciò abbiamo cercato di utilizzare al massimo le piattaforme più adatte ai contenuti visuali: Facebook (soprattutto video e video in Diretta) e Instagram (anche qui video e, nonostante il loro essere temporanee possa scoraggiare, Instagram Stories).

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Il tutto, ovviamente, con la giusta dose di divertimento e godimento del festival, e delle decine di artisti di grande spessore che si sono alternati tra le varie location di Fano Jazz By The Sea 2017.

Risultati: qualche numero

Lavoro non è solo impegno, serenità e divertimento. Lavoro è anche – giustamente – il risultato che lo stesso lavoro porta. Perciò ecco, in conclusione della nostra esperienza, qualche dato sulle performance dei social durante i giorni del Festival. Una premessa è d’obbligo: non tutti i post pubblicati durante la manifestazione sono stati una nostra idea, visto che i post da noi proposti, prima e durante il festival, si sono dovuti integrare con una programmazione preesistente e indipendente dalla collaborazione tra Fano Jazz Network e CPO.

Su Facebook abbiamo avuto una copertura ottima, con oltre 260 mila persone raggiunte. I 126 post sono stati condivisi in media 3 volte con 23 apprezzamenti/reactions. L’engagement è stato dell’1,28%. Il contenuto più performante è stato il video timelapse del riempimento della Rocca Malatestiana in occasione del concerto di apertura del festival, di Michael Nyman, il 23 luglio.

Su Instagram le performance sono state qualitativamente superiori. Oltre 22 mila persone raggiunte, media di 40 like per post, engagement del 8,79%. Anche su Instagram, i contenuti più performanti sono video.

Risultati che rispecchiano quelli raggiunti in termini di vendita dei biglietti, di partecipazione del pubblico alle attività del Jazz Village, e, soprattutto di entusiasmo, ingrediente essenziale per assicurare il futuro di un festival che cresce e si rinnova di anno in anno e che non vede l’ora di stupire ancora il suo pubblico nella prossima edizione 2018.


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