L’occupazione dei laureati Cpo nelle rilevazion AlmaLaurea

by

L’indagine sulla condizione occupazionale dei laureati 2015 a un anno dal conseguimento del titolo (XIX Indagine 2017 – Condizione occupazionale dei Laureati, relativa a 25 intervistati su 30 laureati) rileva che il 68.0% lavora mentre il 24.0% è ancora in cerca di occupazione. La quota residua (8.0%) di laureati 2015 non lavora e neanche cerca occupazione. La metà di questi risulta in tale condizione poiché impegnato in un corso universitario o in un praticantato.
Si rileva quindi un miglioramento rispetto alla rilevazione 2016 (il 60,7% lavorava, il 25% era in cerca di occupazione, mentre il 14,3% non lavorava né cercava). Qualunque ne sia stata la forma, il dato sugli occupati a un anno dalla laurea è superiore anche al dato nazionale (57.3%).
A seguito del conseguimento della laurea l’80% dei censiti ha partecipato a qualche tipo di attività formativa, principalmente (60.0%) sotto forma di stage aziendali, fatto questo sicuramente finalizzato alla successiva assunzione. I tassi di occupazione e disoccupazione, secondo la definizione Istat sulle forze di lavoro, assumono, rispettivamente, i valori del 76.0% e del 17.4% laddove, per la stessa categoria di soggetti e tipologia di laurea, i dati nazionali registrano valori peggiori: rispettivamente 70.8% e 22.7%.
Tra gli occupati il 35.3% ha iniziato il lavoro dopo il conseguimento della magistrale mentre il 17.6% permane nel lavoro iniziato prima della laurea con quota analoga che prosegue quello iniziato durante il conseguimento della laurea. Il tempo di ingresso nel mercato del lavoro è stato mediamente di 4,8 mesi, leggermente superiore a quello nazionale (4.2).
Non si delinea una tipologia contrattuale prevalente con quelli a tempo indeterminato, contratti formativi e contratti no standard che si ripartiscono equamente (23.5%) quasi i tre quarti dei soggetti. Solo uno su dieci (11.8%) lavora come autonomo e si registra un’analoga quota occupata ma priva di tutela contrattuale.
Le aziende che danno occupazione sono totalmente private (100.0%) ed operano, in prevalenza, nei trasporti, pubblicità e comunicazioni (64.7%). L’impiego nei servizi (82.4%) supera grandemente quello nell’industria. Se guardiamo al contesto nazionale, gli occupati nel settore privato risultano pari all’83.4% in prevalenza impiegati nei trasporti, pubblicità e comunicazioni (22.8%) e, con quota quasi analoga (20.9%), nel commercio. La prevalenza, con l’81.2%, va anche qui al comparto dei servizi.
I dati riguardanti la retribuzione media, riferiti però ad un collettivo più vasto, stimano importi medi pari a circa 1000 euro con una preoccupante differenziazione per genere che vede le donne attestarsi sul modesto valore di 760 euro mensili, pari alla metà di quello attribuito agli uomini, accreditati per 1500 euro. A livello nazionale, il valore medio sale a circa 1100 euro con una riduzione della forbice di genere che rimane comunque sul valore di circa 300 euro mensili derivanti dal contemporaneo innalzamento del valore attribuito alle donne (1034) e diminuzione di quello dei maschi (1335).
Per quanto riguarda l’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro, il 66.7% degli occupati ha notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea (contro una media nazionale del 34.1%). Tale miglioramento viene integralmente ricondotto (100.0%) alla posizione lavorativa raggiunta. Il 58.8% dichiara di utilizzare, nel lavoro, in misura elevata le competenze acquisite con la laurea. A tale dato possiamo poi assommare un 29,4 che comunque le utilizza, anche se in misura ridotta.
Un confortante 64.7% giudica molte adeguate le competenze apprese durante gli studi, doppiando così ampiamente (29.4%) quelli che tale formazione la giudicano come poco adeguata. Solo una quota marginale (5.9%) ritiene del tutto inadeguato quanto appreso per il conseguimento della laurea. A confermare tale quadro il dato relativo alla necessità della laurea per il lavoro svolto che, pur nell’assenza di tale vincolo, la giudica necessaria nel 29.4% dei casi e comunque utile nel 47.1% delle situazioni censite. In aggiunta, i due terzi dei soggetti (64.7%) giudicano come fondamentale o utile il possesso del titolo ai fini del lavoro svolto, delineando così un quadro di generale soddisfazione.
Nel complesso, il 64.7% ritiene che la laurea sia risultata molto efficace/efficace per il lavoro svolto (contro il 34.6 del dato nazionale). Se a questo assommiamo il 17.6% (46.3% nazionale) che esprime un giudizio di ragionevole efficacia, vediamo delinearsi un profilo di utenti che premia il percorso formativo scelto, facendolo in maniera particolare per il Corso in oggetto.

Guardando in prospettiva, il citato rapporto permette anche l’analisi dei dati a 3 anni dalla laurea (26 intervistati su 30)
Il tasso di occupazione dei laureati CPO è del 73.1%, inferiore alla media nazionale per i laureati dello stesso tipo (84,7%), mentre quello di disoccupazione è al 17.4 (valore nazionale 9.6%). Si conferma comunque un relativo vantaggio nelle performance occupazionali a tre anni dalla laurea, rilevato già nelle precedenti indagini AlmaLaurea. Nell’indagine 2016 il tasso di occupazione dei laureati Cpo era invece superiore alla media nazionale, seppur leggermente (83,8% verso 81,7%).
Il 52.6% degli occupati ha un lavoro stabile (10.5% autonomo e 42.1% dipendente a tempo indeterminato), valore inferiore alla media nazionale di 64.9%.
A tre anni dalla laurea lavorano nei servizi di “trasporto, pubblicità, comunicazioni” il 42,1% degli occupati. A seguire un 26.3% impiegato nel commercio. Gli stessi dati a livello nazionale, 17.4% e 14.8%, mostrano una specificità del corso nel collocamento lavorativo.
Il guadagno mensile netto medio degli occupati si attesta sui 1152 euro, inferiore a quello nazionale (1370), con una ridottissima differenza tra i generi, riconducibile a poche decine di euro.
La laurea magistrale è ritenuta complessivamente fondamentale o utile per il tipo di lavoro svolto nel 52.6% dei casi (contro la media nazionale del 56,7%). La stessa è ritenuta efficace nel lavoro svolto, nelle declinazioni del molto efficace, efficace e abbastanza efficace, da un complessivo 94.7% dei laureati, dato superiore a quello nazionale (79.2%). Volendo infine riassumere con un solo dato la soddisfazione per il lavoro svolto, in una scala da 1 a 10, i laureati CPO dichiarano il medesimo valore, 7.4, registrato a livello nazionale.

Proseguendo la visione “longitudinale”, analoga analisi può condursi sulla coorte a 5 anni dalla laurea (21 intervistati su 28).
Qui il tasso di occupazione dei laureati CPO è del 66.7%, decisamente inferiore alla media nazionale per i laureati dello stesso tipo (82,7%), mentre quello di disoccupazione è al 26.3 (valore nazionale 11.5%). Anche in questo caso si rileva un’inversione di tendenza rispetto a quanto rilevato nell’indagine 2016, quando a cinque anni dalla laurea il tasso di occupazione dei laureati CPO del 2010 è dell’86,7%, superiore alla media nazionale (84,4%).
Il 64.3% degli occupati ha un lavoro stabile (14.3% autonomo e 50.0% dipendente a tempo indeterminato), dato inferiore alla media nazionale di 77.7%.
A cinque anni dalla laurea lavorano nei servizi di “trasporto, pubblicità, comunicazioni” il 35.7% degli occupati, mentre cresce la percentuali di occupati in attività di consulenza (14,7%). A seguire un 21.4% impiegato nell’industria non primaria. Gli stessi dati a livello nazionale mostrano un 18.6% nei medesimi servizi, valore che lascia al secondo posto gli occupati nel commercio (16.3), denotando una specificità del corso nel collocamento lavorativo.
Il guadagno mensile netto medio degli occupati si attesta sui 1126 euro, decisamente inferiore al valore nazionale (1427), con una marcata differenza tra i generi, riconducibile a circa 250 euro.
La laurea magistrale è ritenuta complessivamente fondamentale o utile per il tipo di lavoro svolto nel 71.5% dei casi (contro la media nazionale del 59.6%). La stessa è ritenuta efficace nel lavoro svolto, nelle declinazioni del molto efficace, efficace e abbastanza efficace, dalla totalità dei soggetti (100.0%), valore decisamente superiore alla media nazionale (80.6%). Volendo infine riassumere con un solo dato la soddisfazione per il lavoro svolto, in una scala da 1 a 10, a fronte di una media nazionale pari a 7.5, i laureati CPO dichiarano il valore di 7.2.

Chiaramente alcune delle distinzioni tra il contesto investigato e quello nazionale e relative oscillazioni tra i periodi investigati potrebbero imputarsi alle ridotte numerosità localmente coinvolte anche se alcune delle differenziazioni più marcate vanno sicuramente ricondotte alle specificità del corso CPO.

Annunci

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: