Archive for the ‘COLONIA della comunicazione’ Category

Concerto Jazz a Uniurb

marzo 31, 2017

Nell’ambito della collaborazione tra il Fano Jazz Network e la Scuola di scienze della comunicazione dell’Università di Urbino – che include i contest realizzati con la COLONIA della comunicazione – giovedì 27 aprile ore 17 nella sede Volponi si terrà un concerto aperto gratuitamente agli studenti Uniurb. Ecco la presentazione del concerto, promosso da Fano Jazz Network che aderisce per il quarto anno all’iniziativa promossa dall’Unesco: “International Jazz Day – la “Giornata del jazz”.

Concerto jazz

Emilio Marinelli Trio 4.0

Zebra Vibes Experience

Emilio Marinelli, pianoforte, live electronics – Gabriele Pesaresi, contrabbasso, live electronics – John Michael Mawushie, beat box, live electronics

A seguire Jam Session – si invitano gli studenti e le studentesse  a portare il proprio strumento musicale.

https://www.facebook.com/events/893514557457855/

“Il trio composto da Batteria, Basso e Pianoforte è una formazione standard nel mondo del jazz. Il pianista liberato da onerosi impegni ritmico-armonici puo’ esprimersi il più liberamente possibile e cantare con il proprio strumento supportato dalla ritmica con la quale interagisce, ritmica che diventa poi anch’essa solista. Emilio Marinelli e Gabriele Pesaresi rispettivamente al Pianoforte ed al Contrabbasso, musicisti jazz marchigiani con numerose e prestigiose collaborazioni sia Italiane che straniere sulle spalle (KENNY WHEELER, MARIA SCHNEIDER, BOB BROOKMEYER, FABRIZIO BOSSO, MASSIMO MANZI, ENRICO RAVA), si mettono in gioco in questo trio coinvolgendo un giovane e particolarissimo batterista/Beat Boxer John Michael Mawushie dando vita ad un progetto vitale, ritmico ed inconsueto arricchito dall’uso di elementi di elettronica. La ricerca di nuove soluzioni “possibili” in territori di confine difficilmente ascrivibili come unicamente “Jazz” è il motore principale del trio che vuole esplorare e far viaggiare l’ascoltatore dentro e fuori canoni stilistici e binari sonori di ogni sorta.”

Ingresso Gratuito fino ad esaurimento posti

Urbino, Giovedì 27 aprile, ore 17-19

Sala Cinema, Polo Volponi (ex Magistero) – via Saffi 15, piano D.

 

Video Youtube

La COLONIA ama la musica

marzo 19, 2017

Si è appena conclusa l’edizione 2017 del contest per la comunicazione del Fano Jazz Festival (presto notizie sul progetto vincitore qui sul blog), e la COLONIA riparte con un nuovo concorso aperto come al solito agli studenti della magistrale Cpo e del terzo anno della triennale Informazione Media e Pubblicità.
Il concorso “Rossini in viaggio“, frutto della neonata collaborazione tra la COLONIA e la Filarmonica Gioachino Rossini, invita gli studenti a realizzare un video promozionale con l’obiettivo prioritario di far conoscere l’orchestra e i suoi progetti sul web e nei canali di comunicazione pubblicitaria.

Il brief con la committenza è lunedì 20 marzo presso Pesaro Studi, ore 13,40, il bando è scaricabile qui. Scadenza per la presentazione dei video al concorso: 10 giugno 2017 (come da istruzioni sul bando).

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CPO e Fano Jazz By The Sea per la strategia online del 2016

novembre 15, 2016

fano-jazz-staffLa stretta collaborazione tra Fano Jazz Network e il corso di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni costituisce ogni anno un banco di prova per gli studenti e una importante occasione di rinnovamento per l’organizzazione del festival Fano Jazz By The Sea. Tra i tanti lavori proposti dagli universitari, due sono stati i progetti scelti come vincitori: la campagna  “JazzInOnda” (di Giulia Gattuso, Giulia Pellizzer, Antonio Percolla, Fabrizio Perra, che comprendeva un piano di Social media marketing e Social media strategy) e il videoclip promozionale messo a punto da Adele Biagioni e Miranda Riva.  Anche quest’anno grande attenzione è stata prestata alle opportunità di promozione attraverso i canali social: per questo motivo proviamo a riassumere gli elementi chiave delle attività messe in atto.

– L’utilizzo delle nuove feature e dei nuovi strumenti pubblicitari:
«Quando abbiamo presentato il progetto, siamo riusciti ad attirare molta curiosità sugli strumenti del Facebook Canvas e del Facebook Live. In quel periodo erano due novità assolute e abbiamo lavorato parecchio per trovare il modo migliore di utilizzarli e soprattutto di integrarli tra gli altri strumenti di sponsorizzazione e gli altri tipi di post. Abbiamo avuto una buona collaborazione e scambio di idee con l’organizzazione del festival e ciò ci ha permesso di raggiungere dei buoni risultati» – commenta Antonio Percolla.

– La pianificazione, prima di tutto:
«Oltre al pomeriggio e alla sera in cui si svolgevano tutti i concerti e le attività del festival lavoravamo la mattina e nel primo pomeriggio per programmare i contenuti. Oltre a quelli promozionali e informativi, su  Instagram e Twitter abbiamo optato per il repost di contenuti creati dagli utenti. Questa scelta si è rivelata vincente e ci ha aiutato a capire su quali strategie puntare apportando modifiche, quasi in tempo reale, al piano editoriale prefissato» – ci racconta Giulia Pellizzer.

– Ogni contenuto sulla piattaforma più adatta:
«Ogni giorno raccoglievamo tantissimi contenuti e non avrebbe avuto molto senso condividere gli stessi post nei diversi canali social: ciò al contrario ci avrebbe fatto passare per un festival povero di contenuti. Oltre all’engagement previsto abbiamo usato come criterio il tono tipico delle diverse piattaforme: ad esempio Instagram ci ha dato la possibilità di proporre dei contenuti dal tono più informale.  Pur avendo dei post prefissati, la città di Fano e il festival offrivano ogni giorno nuovi spunti da integrare nel nostro flusso comunicativo. Ed è stato davvero un peccato che non ci fosse ancora la feature delle instagram story» spiega in dettaglio Giulia Gattuso.

– Condividere “il bello della diretta” con il pubblico:
«Dare la possibilità di partecipare, seppure virtualmente con gli strumenti di Facebook Live, Vine e del livetweeting agli eventi in programma di Fano Jazz By The Sea è stata la vera grande novità del festival. In molti ci hanno ringraziato per questa iniziativa e speriamo che ciò possa inserirsi in maniera definitiva nella strategia del Festival» – conclude Fabrizio Perra.

 

CPO e i progetti di gruppo: il Business game Benelli

settembre 9, 2016

benelliarmi-schizzoDalla prima materia fino all’ultimo laboratorio, il corso di laurea CPO offre molte occasioni per sviluppare quell’attitudine al teamworking tanto richiesta in curriculum. Di fronte a un brief creativo o di comunicazione, gli studenti lavorano in squadra allestendo in maniera informale una “piccola agenzia di comunicazione”. E quando il lavoro contiene delle buone idee rimanendo attinente alle richieste del brief, un buon risultato è quasi sempre assicurato. In attesa di una intervista a Fabrizio Perra, futuro stagista selezionato per Benelli Armi, il gruppo vincitore del business game proposto dall’azienda urbinate si racconta in questa intervista.

-Come è nato il gruppo di lavoro? Sulla base delle idee comuni o cercando di creare un team completo in base alle competenze di ognuno?
«Il nostro team, formato da me, Fabiola Bastianini, Luca Olivari, Benjamin Osukulubo, Antonio Percolla e Jacopo Verdini si è costituito attorno alle competenze e alle propensioni di ciascun membro. Subito dopo la presentazione del progetto all’interno di una lezione di Comunicazione d’impresa erano emerse delle idee interessanti e abbiamo deciso di lavorare insieme per svilupparle» – ci racconta Francesco Ghiotti.

-In cosa è consistito il lavoro di ricerca? Quali strumenti sono stati utilizzati?
«Dopo il brainstorming iniziale abbiamo pensato di sfruttare diverse analisi per strutturare una strategia di comunicazione efficace, tra cui la SWOT, la PEST, l’analisi della concorrenza, l’analisi netnografica e l’analisi valoriale» – ci spiega Jacopo Verdini – «Per individuare i punti di forza e di debolezza dell’azienda abbiamo sfruttato l’analisi SWOT, mentre l’analisi PEST ci ha dato la possibilità di orientarci all’interno del contesto politico-economico-sociale e tecnologico del settore sportivo-venatorio italiano. L’analisi della concorrenza ci ha consentito di confrontare Benelli con altre aziende (di cui due americane). L’analisi netnografica è stata utile per rintracciare alcuni insight interessanti dalle discussioni dei fan online. Infine, attraverso l’analisi valoriale abbiamo individuato tre filoni comunicativi che ci hanno permesso di rispondere al meglio alle domande del brief».

-La gestione del lavoro di squadra: la divisione è stata rigida o tutti hanno partecipato alle diverse fasi del progetto? 

«Quando si lavora in gruppo è quasi naturale che ognuno, soprattutto nella fase di realizzazione e presentazione del progetto, tenda a ritagliarsi il ruolo in cui si vede più portato: c’è chi si occupa del copywriting, chi della grafica e chi si propone per presentare il lavoro ai docenti e all’azienda. Ciò nonostante, nella fase strategica, non c’è stata una rigida una divisione dei ruoli, tutti abbiamo collaborato attivamente alla realizzazione di proposte comunicative che fossero estremamente rispondenti alle necessità dell’azienda» – risponde Francesco Ghiotti.

-Quali sono stati gli aspetti più apprezzati del progetto?
A quest’ultima domanda, come membro del gruppo di lavoro rispondo proprio io:

«Sicuramente l’attinenza con il brief è stata apprezzata. L’azienda aveva richiesto un’idea che riuscisse a collegare e comunicare i valori dell’innovazione tecnologica, del design e dello sport. Anche gli altri progetti presentati dai nostri colleghi li contenevano, per cui siamo molto contenti che la nostra proposta sia stata valutata come la migliore: questo testimonia che oltre alla “sostanza” è stata apprezzata “la forma” con cui il nostro progetto è stato presentato».

Le opportunità CPO: Marco Tartaglini, stagista presso FIAM Italia

agosto 25, 2016

marco tartagliniCome comunicare “la cultura del bello” attraverso la comunicazione e il digital marketing? Questa la sfida proposta da FIAM Italia agli studenti CPO all’interno del corso di Comunicazione d’Impresa.  A parlarcene è Marco Tartaglini, studente del secondo anno che insieme al suo gruppo ha presentato il progetto migliore ed è stato selezionato per uno stage.

-Marco, presentaci brevemente l’azienda e di cosa si occupa.
«FIAM Italia è un’azienda che da oltre 40 anni rappresenta il Made in Italy nel mondo attraverso la sua produzione di complementi d’arredo disegnati dai più prestigiosi designer di fama internazionale. Il prestigio dell’azienda non risiede solo nella collaborazione con questi ultimi, ma nell’aver rivoluzionato la lavorazione del vetro. Il suo prodotto di punta è la poltrona Ghost disegnata da Cini Boeri, una poltrona che ha confermato il successo dell’azienda e che nel 2017 compirà 30 anni».

– Chi erano i tuoi compagni di team? Come ti sei unito a loro? Vi siete scelti reciprocamente in base alle vostre competenze?
«Io e i membri del mio team (Martina Battazzi, Giulia Pellizzer, Fabrizio Perra e Chiara Tampieri) ci siamo scelti reciprocamente decidendo di unire le nostre diverse competenze in modo da completare il lavoro nel miglior modo possibile. Non c’è stata una vera e propria divisione dei compiti, ma abbiamo collaborato strettamente su qualsiasi aspetto del progetto».

– Quali erano gli obiettivi del contest? E qual è stato l’elemento che vi ha fatto vincere sugli altri gruppi?
«L’obiettivo del contest era principalmente quello di aumentare la brand awareness di FIAM attraverso la comunicazione online e offline e promuovendo la sua produzione interamente Made in Italy. L’attenzione alle richieste dell’azienda, l’effettiva realizzabilità del progetto e una buona dose di creatività nell’elaborazione della strategia sono stati i punti di forza del nostro lavoro. Credo proprio che sia questo ciò che ci ha consentito di prevalere sugli altri due team, perché anche loro hanno comunque portato a termine dei lavori qualitativamente elevati. Successivamente c’è stata una selezione tramite colloquio e sono stato scelto io per svolgere il tirocinio all’interno dell’azienda».

– Di cosa ti occupi all’interno del tirocinio?
«Mi occupo principalmente di marketing con particolare attenzione al mondo digital. Ho elaborato il mio primo vero social media plan, effettuato analisi sulla comunicazione e sulle politiche di pricing attuate dalla concorrenza, studiato come il brand FIAM viene comunicato dai rivenditori e svolto ricerche di mercato».

– Cosa vuol dire lavorare per un luxury brand?
«Doversi confrontare con una realtà tanto piccola quanto grande e importante richiede uno studio cosciente dell’intero settore in quanto le dinamiche del mercato del lusso sono molto diverse rispetto a quelle degli altri mercati».

– Il prossimo lavoro o stage? Rimarresti nello stesso ruolo, nello stesso settore oppure vorresti fare una cosa completamente diversa?
«Sono sempre stato appassionato di marketing e il mio obiettivo è proprio quello di specializzarmi nel marketing strategico. Ad ora mi è stato proposto di continuare il mio tirocinio all’interno di FIAM e sono entusiasta di questa opportunità. Ringrazio il corso CPO e in particolar modo la professoressa Lella Mazzoli per aver reso possibile questa mia fantastica esperienza da cui posso ritenermi cresciuto sia professionalmente che personalmente».

Rossini Opera Festival: il contributo di IMP e CPO

agosto 4, 2016

rofQuattro opere, quattro teatri, sette concerti. Questi i numeri del Rossini Opera Festival, manifestazione teatrale e musicale dedicata al celebre compositore che si svolgerà a Pesaro dall’8 al 20 Agosto 2016. “Dietro le quinte”, ad occuparsi della comunicazione e della promozione del festival c’è anche il lavoro del Prof. Marco Livi e dei suoi studenti di Costruzione del Messaggio Pubblicitario: non solo studenti di magistrale CPO, ma anche universitari della triennale IMP a indirizzo pubblicitario.

In particolare, un gruppo di studenti è stato selezionato per supportare il prof. Livi, direttore creativo, nella comunicazione di un’opera in programma, “Il viaggio a Reims”. Anna Egidio, Giulia Gattuso, Giulia Pellizzer  e Fabrizio Perra ci raccontano cosa si prova nel contribuire alla comunicazione del ROF: «Il nostro progetto nasce dalla proposta di comunicazione realizzata per superare l’esame di Costruzione Messaggio Pubblicitario. Il professore Marco Livi era rimasto molto soddisfatto del lavoro svolto, ma non pensavamo di finire a curare parte della comunicazione online di un’istituzione così importante come il Rossini Opera Festival. 1024px-Teatro_Rossini_01La sfida di questo progetto è sicuramente il periodo in cui si svolge, sia per noi che per il pubblico che tentiamo di raggiungere attraverso la sponsorizzazione Facebook. Per noi perché i tempi sono stretti ed essendo, da buoni fuori sede, tornati a casa, lavoriamo in questa fase a centinaia di chilometri l’uno dall’altro. Per il pubblico perché dobbiamo convincerlo che, il 12 Agosto alle 11.00, il suo unico desiderio sarà quello di collegarsi alla diretta streaming de Il Viaggio a Reims. Quest’opera è molto importante all’interno del festival perché segna la fine del percorso dei giovani cantanti all’interno dell’Accademia Rossiniana ed è stata già negli anni precedenti il trampolino di lancio verso la fama internazionale dei suoi interpreti. Un fatto come questo non è passato inosservato al gruppo che, con l’aiuto del professor Livi, l’ha usato come insight e come chiave di lettura di una campagna che al momento sta dando buoni risultati».13686761_1104047362966325_8319343025582151553_n

Durante l’intera durata della rassegna, nella pagina Facebook ufficialedell’organizzazione saranno pubblicati in rotazione i contenuti migliori realizzati dagli altri studenti di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni e di Informazione, Media e Pubblicità. Per un Opera Festival di qualità.

CPO, le occasioni della Colonia: la campagna online per Fano Jazz By The Sea 2015

luglio 21, 2016

fanojazz2015Raccontare uno dei festival jazz più importanti in Italia utilizzando la forza delle immagini oltre quella della musica. È stata questa la sfida che ha permesso a Stefano Usai, Lucio Ricci, Cristina Zecchi e Elisa Peruzzi di vincere il contest della Colonia della Comunicazione  e occuparsi di accrescere la notorietà del Fano Jazz By The Sea nel 2015. Ed è proprio Elisa a raccontarci la sua esperienza.– Che tipo di campagna era stata richiesta da brief?

«Il brief richiedeva la realizzazione di una campagna di comunicazione integrata volta a comunicare l’evento Fano Jazz By The Sea 2015. Dovevamo far conoscere il brand e soprattutto gli eventi, cercando di incrementare il numero di spettatori ai concerti».

-Quali erano i punti forti della vostra proposta che vi ha permesso di guadagnare l’attenzione del cliente?

«Penso che i punti di forza del nostro lavoro siano stati la concretezza delle proposte, la realizzabilità in termini di tempi e budget e una certa solidità nella pianificazione di sponsorizzazioni e investimenti. Le idee prodotte devono sempre essere strutturate sulla base del cliente che abbiamo davanti e degli obiettivi e budget che questo ci presenta. In più, abbiamo cercato di far conoscere la città di Fano basandoci su un’audience già attiva come quella degli instawalker».

– Dall’idea si è passati all’azione. Quali sono state le difficoltà passando dall’ideazione alla pratica?

«Dopo aver vinto il contest ci sono state varie riunioni in sede con i responsabili dell’associazione. Instaurare una buona relazione con il cliente e soddisfare le sue richieste ridimensionando alcuni punti e l’allineamento con le loro esigenze sono stati i nostri primi obiettivi. Una delle preoccupazioni maggiori è stata quella di rispettare le fatidiche deadline. Tutto quello che viene progettato ha dei tempi di realizzazione ai quali si devono aggiungere i tempi di approvazione da parte del cliente e di eventuali rilavorazioni e adattamenti dell’idea. A volte ci si trova quindi a correre, ma l’adrenalina rende più interessante ed emozionante il lavoro!»

– Cosa ti porti dietro da questa attività?

«Abbiamo acquisito sicuramente più competenze nel campo generale della pianificazione, della realizzazione e del monitoraggio delle azioni e campagne realizzate. Partecipando a questi contest si inizia ad imparare dal primo momento: si tocca con mano cosa significa ricevere un brief, interpretarlo, far valere le proprie idee all’interno del gruppo di lavoro e  accettare anche le critiche per costruire insieme un lavoro migliore. Si impara a capire cosa si può proporre e cosa no, e anche a presentare e difendere il proprio lavoro di fronte a coloro che questo lavoro dovranno acquistarlo. Nonostante questo, alcune delle abilità più importanti non sono strettamente tecniche: gestione dello stress, relazione con il cliente e collaborazione con chi poi il festival lo creava da zero. Sono state settimane intense ma estremamente emozionanti».

– Consideri quindi l’esperienza positiva? 
«Senza dubbio! L’esperienza è stata estremamente positiva. Siamo all’università per imparare e CPO e le collaborazioni con la Colonia ti permettono di farlo sul campo! Noi abbiamo passato pomeriggi, sere e weekend a lavorare al progetto, abbiamo assistito al festival e lo abbiamo raccontato alle persone, abbiamo visto il teatro interno alzarsi in piedi e ballare per performer davvero bravissimi. Ogni progetto sarà diverso ma il mio consiglio è: siete qui per imparare, cogliete le opportunità che ve lo permettono!»

Passaggi festival: CPO e IMP nel social media team dell’edizione 2015

aprile 14, 2016

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Raccontare un festival di saggistica attraverso le parole di un blog, le dichiarazioni e i commenti in diretta su Twitter, i post di Facebook e le immagini di Instagram. Raggiungendo non solo gli appassionati di libri, ma anche i fan dei tanti ospiti presenti alla manifestazione. Per gli studenti della scuola di Comunicazione dell’Università di Urbino Carlo Bo la collaborazione con il festival della saggistica “Passaggi” di Fano si è rivelata un’ottima opportunità per scoprire come si lavora all’interno di un social media team. Al gruppo di lavoro, guidato dalla ricercatrice Elisabetta Zurovac e l’ex studentessa Raffaella Negrini, hanno preso parte cinque studenti di laurea specialistica CPO (Katia Minnenna, Antonio Percolla, Elisa Peruzzi, Fausto Scaglioni, Alice Torcellini) e due studenti di triennale IMP (Alessio De Colle e Mariachiara Montebello). Ma scendiamo più nel dettaglio chiedendo loro quali sono state le attività svolte, i lati positivi del lavoro in team e le difficoltà affrontrate.

passaggi fano«Per prima cosa, dobbiamo raccontare la nostra giornata-tipo» – interviene Fausto Scaglioni – «Alle 15 ci radunavamo per il briefing: ci occupavamo dell’analisi degli eventi e degli ospiti del giorno in modo tale da garantire una visibilità ottimale agli incontri in programma. A rotazione ci prendevamo carico dei compiti da fare: chi prendeva posto per la diretta online su Twitter o per scrivere gli articoli sul blog, chi in giro a raccogliere scatti per Instagram e Facebook e chi svolgeva il ruolo di “regia” per gestire i profili social della manifestazione. Alle 20 facevamo una pausa per la cena e poi subito dopo al lavoro per gli eventi serali e il debriefing, in cui discutevamo dei risultati ottenuti e della giornata successiva».

faustoLa produzione e la gestione di contenuti per i profili social e per il web richiede un buon lavoro di coesione. Ma all’interno del team i ruoli non sono stati definiti in maniera rigida: «Le nostre esperienze precedenti e le nostre competenze erano molto diverse – ci racconta Mariachiara Montebello – ma questo è stato un fattore positivo per tutti». Il perché ce lo spiega Alessio De Colle: «All’inizio le attività da svolgere venivano assegnate in base alle competenze personali: chi dimostrava di essere più sicuro sul livetweeting si occupava delle dirette e così anche per le foto o gli articoli. Man mano però ci scambiavamo di ruolo e ci affiancavamo per apprendere le altre tecniche». Con una sola preoccupazione: «Non dovevamo dimenticare di non mettere in discussione la qualità dei contenuti, dal momento che rappresentavamo la credibilità del festival» – sottolinea Elisa Peruzzi.

katiaMa è stato così difficile lavorare sui social network per un pubblico di nicchia come quello di un festival culturale? «In realtà, il festival Passaggi offriva un programma piuttosto aperto anche per chi non è un grande lettore – ci spiega Katia Minnenna – Durante gli incontri venivano affrontate tematiche che sono spesso argomento di discussione sulla rete». E Alice Torcellini ricorda l’importanza della presenza di ospiti importanti: «Al festival hanno partecipato politici come Fausto Bertinotti e Graziano Delrio, giornalisti come Peter Gomez e Marco Damilano, critici d’arte come Vittorio Sgarbi e perfino uomini famosi del calcio e della cucina come Arrigo Sacchi e Stefano Callegaro. Ciò ci ha permesso di lavorare facendo leva sulla loro visibilità e sulla loro base di fan e follower».

Antonio Percolla

Racconti di Cinema, Selfie e Amore.

luglio 9, 2014

Per presentarci forse sarebbe meglio scattare un Selfie, anche se in questo periodo vi abbiamo un po’ assillato.

3..2..1..Formaggio!

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Siamo Giovanna, Ilaria e Giuseppe tre ragazzi dell’ultimo anno di Cpo, con un tocco di follia in più del dovuto e tanta creatività che ci scorre nelle vene. Amiamo metterci in gioco e sperimentare sempre nuove cose, ecco per cui abbiamo deciso di partecipare, per poi vincere, al concorso di idee realizzato dal Pesaro Film Festival in collaborazione con la COLONIA della Comunicazione. I temi dell’animazione e della cinquantesima edizione del Festival hanno fatto scattare in noi tantissime idee, così tante che per raccoglierle tutte abbiamo dovuto appuntarle subito su un foglio. Ogni parola ne portava delle altre, collegate ad altre ancora, senza fermarsi. Ma la grande idea è nata quasi come un gioco: “Dai, scattiamoci un Selfie!”. Eureka! Abbiamo iniziato a ragionare su questa parola e da lì ad immaginare un’intera città animata, come un grande film fotografico e non solo. Che trama scegliere da mettere in scena? Una città che invita, che si esprime, che si racconta e che diventa protagonista. Attraverso una selezione dei punti più significativi della città abbiamo creato dei mini set dove ogni passante poteva diventarne personaggio della propria storia. Nascono così #CiSelfiAmo e #PescaLaParte le due azioni di guerrilla marketing che ci hanno accompagnati per due settimane in questo Festival.manifesto_foto profilo 400x400_cm 14x14

La Palla di pomodoro, il Centauro, Pesaro Studi, la Grande Sottilissima, Edoardo Giansanti, e la stele “spaziale” nei pressi del Moloco al porto, attraverso dei ciak completamente realizzati da noi a fungere da call to action, hanno invitato i passati a scattare un Selfie creativo per partecipare ad un contest online su facebook. Tra Cinema, Selfie ed Amore la partecipazione è stata molto numerosa ed è stato altrettanto, molto divertente notare come nei nostri momenti di operatività tecnica (pubblicazione del materiale sui social) o di pausa ( un gelato per dare zuccheri al cervello) i passanti spontaneamente si sono fermati a fare scatti liberamente. Wow allora funziona per davvero! L’hashtag #CiSelfiamo è stato ovunque per tutta la durata del Festival.

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Ad accompagnare questa attività a giorni alterni abbiamo stimolato i passanti nel partecipare ad un’azione un po’ più ludica: #PescaLaParte. In piazza del Popolo chiedevamo alle persone di armarsi di retino e pescare all’interno della fontana una sfera trasparente al cui interno vi era un messaggio. Affetti da un alone di mistero sui fogliettini vi erano delle frasi, apparentemente senza senso. Con un ciak, un megafono e uno smart phone agli occasionali “pescatori di parti” veniva richiesto di mettere in scena recitando come meglio potevano il messaggio. Tra risate e buona la seconda, la terza ed anche la quarta abbiamo caricato i piccoli video sulla pagina fb del Festival, con l’intento di crearne uno finale custode di una sorpresa più grande. I diversi foglietti infatti, creavano tra loro un testo unico che attraverso un montaggio (per il quale ringraziamo Giuseppe e il Professor Livi) avrebbe dato vita ad un filmato omaggio alla cinquantesima edizione, nel quale i cittadini ringraziavano il Festival per aver regalato cinquant’anni di emozioni.


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Anche se a dirla tutta le emozioni più grandi le abbiamo provate noi, ultimo anno di studi e vincitori di un concorso con un progetto per uno degli eventi culturali più importanti per Pesaro, una città che abbiamo imparato ad amare e che fa parte della nostra storia personale. E come in un film abbiamo deciso di dedicare questa fantastica esperienza a tutti i nostri compagni di corso che ci hanno accompagnato in questi due anni e di ringraziare l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo per l’opportunità che ci ha dato, il Professor Marco Livi per il sostegno, la professionalità e la disponibilità che come ogni buon leader creativo ci ha dimostrato e continua dimostrarci giorno dopo giorno, ed infine (non per importanza) il team organizzativo del Pesaro Film Festival che ci ha supportato e ha creduto in noi fin da subito.

Il video della campagna:

http://youtu.be/sOTSq8VDQ00

Tutto sulla campagna negli album fotografici “#CiSelfiamo”, “#PescaLaParte” e “Video” della pagina Facebook del Pesaro Film Festival:
https://www.facebook.com/pesarofilmfest

 

 

“E se l’hashtag è un aggregatore sociale, #CPO è un aggregatore creativo”.

Ancora grazie mille!

 

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Giovanna

Ilaria

Giuseppe

The Walking Marchesa

settembre 12, 2013

Molti di voi avranno visto “Una notte al museo“, e l’idea chiave della nostra campagna è all’incirca la stessa su cui si basa la trama del film. Ne hanno fatto un sequel, diretta conseguenza della gran quantità di vil denaro incassato. “Ha funzionato per Hollywood, possiamo provare anche noi a Pesaro”. Questi sarebbero stati i pensieri immediati che avrebbero dovuto affollare la nostra mente, sbraitando per avere la meglio sui loro confusi compagni, per essere i primi sulla linea di partenza. E invece i nostri neuroni hanno preferito farsi una lenta passeggiata su una strada panoramica fino al primo incontro con i professori destinati a seguire quel tortuoso ma affascinante itinerario di pensiero. L’obiettivo era molto chiaro: richiamare abitanti di Pesaro di ogni età all’interno dei musei civici, rimessi a lucido per l’occasione. Di certo un museo non ha lo stesso appeal di una discoteca, ma quest’ultima a sua volta tende a essere un luogo anonimo e spoglio. Alcune serate può fare il botto di ingressi ma, altre volte, può essere deserta come le spiagge la mattina di Natale. Noi invece abbiamo avuto una fortuna, una persona speciale che incarnasse la passione per l’arte, la volontà di tendere una mano ai giovani e l’amore per la propria città, Pesaro. Concentrandoci sulla marchesa Vittoria Mosca, simbolicamente madrina dei musei, ci siamo convinti a riportarla in vita, su internet così come tra le vie della città. Tre ragazze, tanto belle quanto simpatiche, hanno accettato di aiutarci nella nostra missione. La trattativa si è conclusa velocemente mettendo sulla tavola l’offerta di un aperitivo. Uno spritz può risvegliare i morti? No, ma può far camminare una marchesa!

Le marchese

Una volta arruolate le tre nobildonne per la nostra performance, abbiamo dovuto fare rifornimento ai suddetti neuroni per fargli macinare chilometri. La strada da seguire è stata sempre in equilibrio tra ironia e intento pedagogico. Il profilo Facebook ci ha permesso di generare un incuriosito passaparola tra i ragazzi più giovani e, nonostante qualche intraprendente giovanotto abbia tentato di flirtare con noi, la strategia ha funzionato. Il giorno dell’inaugurazione parecchie persone hanno riconosciuto le nostre ragazze, facendo riferimento al profilo e ai contenuti in esso pubblicati. Ogni giorno, noi tre cpottini, ci siamo riuniti telematicamente per inventare storie, commenti, stati ed immagini che preparassero la popolazione al grande evento cittadino e li invogliasse a riscoprire i musei che hanno sempre avuto a portata di mano. Palazzo Mosca, sede dei musei, è anche però leggermente nascosto rispetto al centro cittadino. Questo difetto intrinseco è stato trasformato in un vantaggio, fornendo alle marchese il pretesto per attirare i passanti. Dopo più di cento anni non è facile fare ritorno al proprio palazzo, molto meglio chiedere informazioni. E visto che ormai chiunque ha uno smartphone in tasca o nella borsa… Pesaresi 2.0 armatevi di Facebook mobile e Mappe e riconducete la marchesa a casa!

Il nome per la campagna (“R aggiungimi“) è stato ideato con la volontà, ancora una volta,di richiamare al contempo l’immaginario legato ai social network e l’invito a visitare di persona ai musei. Tale headline ha tappezzato le strade di Pesaro nei dieci giorni precedenti all’evento promosso. Non ci siamo però accontentati di una semplice richiesta scritta; abbiamo preferito optare per un rischioso ma intrigante messaggio criptico: una mappa antica del centro della città con un velato indizio circa l’ubicazione dei musei.

R aggiungimi

Per sapere com’è andata il 14 luglio, abbiamo posto alcune domande direttamente a Vittoria Mosca, lieta di inserirsi tra le interviste dei laureati Cpo di successo (loro sì in carne e ossa).

 

Signora marchesa, allora in quella calda domenica di luglio non c’è stato nessun intoppo? Ogni persona l’ha seguita senza esitazioni?

Sarei disonesta se le rispondessi affermativamente, caro mio. Quel vestito era indubbiamente di grande bellezza ma in egual misura pesante! E’ stata una bella faticaccia. E non creda che ogni singolo mio concittadino mi abbia riconosciuto immediatamente… Alcuni sono persino fuggiti spaventati o mi hanno scansato credendo che volessi vendergli uno dei rigogliosi fiori del mio bouquet!

 

Addirittura?! Però solo su Facebook è riuscita a postare sul suo profilo un centinaio di foto con sorridenti persone di ogni età.

Le ho elencato i pochi inconvenienti di quella indimenticabile giornata, ma potrei parlarle per ore dei lati positivi e dei bei momenti. Mi limito a rammentare i moltissimi bambini affascinati dalla mia eleganza e dal mio portamento, i simpatici ragazzi che mi hanno aggiunto immediatamente sul loro Smarfon e le persone più anziane che conoscevano la mia vita quasi meglio di me!

 

Insomma un’esperienza che rifarebbe volentieri qualora i musei avessero ancora bisogno della loro supereroina? Ci può anticipare se ha qualche progetto in cantiere, magari un film Marvel tutto per lei?

Un cosa, scusi? Ebbene, farei qualsiasi cosa per i musei civici di Pesaro e sono orgogliosa dei tanti complimenti ricevuti per il mio ritorno in città e per la grande affluenza nelle visite alle opere d’arte. D’altra parte credo sia giusto che ad assaporare nuovamente il calore della gente sia uno dei miei cari amici legati per vari motivi a Pesaro. Gioachino Rossini, ad esempio. Sono certa che sarebbe entusiasta di aiutare l’ambiente artistico della città.

 

Andrea Biolcatti – Giovanna Bottino – Alessandro Pedini


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