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Fano Jazz By The Sea 25° edizione: attività online firmate CPO

settembre 14, 2017

Il 2017 è stato l’anno della 25° edizione di Fano Jazz By The Sea, il festival musicale che ogni estate porta nella città i più grandi musicisti jazz del panorama italiano e internazionale. Tranne che per una sfortunata serata in cui una bufera di pioggia e vento ha colpito la Rocca Malatestiana, la manifestazione è stata un successo senza precedenti, grazie all’infaticabile staff di Fano Jazz Network.

L’attività promozionale del festival è stata costante e, sulla scia degli anni scorsi (QUI il resoconto dell’edizione 2016), a celebrare le Nozze d’Argento tra Fano e il Jazz By The Sea sono stati anche gli studenti del corso di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, grazie all’ormai consolidata collaborazione tra l’università e Fano Jazz Network.

Oltre 10 sono stati i gruppi di studenti che hanno presentato le loro proposte per la campagna di comunicazione della 25° edizione di Fano Jazz By The Sea, di cui soltanto uno vincitore, formato da noi due: Andrea Careddu e Mariachiara Montebello.

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La nostra proposta

Il modo migliore per raccontare la nostra esperienza è partire da ciò che abbiamo proposto. La nostra campagna non è stata particolarmente innovativa: abbiamo cercato di andare incontro alle esigenze del cliente, proponendo contenuti che fossero in linea con un’edizione elegante e abbastanza sobria come la numero 25.

La proposta da noi avanzata è stata piuttosto fortemente basata su un attento studio dei festival concorrenti, dei contenuti che per loro sono stati più performanti, della quantità di pubblicazioni da proporre, senza perdere di vista le tendenze dei social media. Tendenze che, inevitabilmente, portano sempre più verso i contenuti visuali, dunque immagini e video.

Abbiamo perciò proposto una campagna storica che ha ripercorso le edizioni del festival dal 1993 ad oggi: 24 tappe di un viaggio raccontato con cadenza regolare per accompagnare il pubblico sino a quest’anno: la 25° edizione di Fano Jazz By The Sea.

Il Festival

Non è mai semplice essere parte di un gruppo di lavoro. Non è facile essere parte di un gruppo di lavoro che si forma da zero, è ancora meno semplice integrarsi nei meccanismi di un gruppo di lavoro già consolidato. Nonostante qualche difficoltà iniziale, abbiamo imparato giorno dopo giorno a relazionarci al meglio con lo staff di Fano Jazz Network, e dopo poco tempo siamo stati in grado di renderci praticamente autonomi nella creazione, nella gestione e nella pubblicazione dei contenuti.

Un festival del genere deve essere comunicato abbondantemente durante il suo svolgimento, senza però esagerare. Perciò abbiamo cercato di utilizzare al massimo le piattaforme più adatte ai contenuti visuali: Facebook (soprattutto video e video in Diretta) e Instagram (anche qui video e, nonostante il loro essere temporanee possa scoraggiare, Instagram Stories).

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Il tutto, ovviamente, con la giusta dose di divertimento e godimento del festival, e delle decine di artisti di grande spessore che si sono alternati tra le varie location di Fano Jazz By The Sea 2017.

Risultati: qualche numero

Lavoro non è solo impegno, serenità e divertimento. Lavoro è anche – giustamente – il risultato che lo stesso lavoro porta. Perciò ecco, in conclusione della nostra esperienza, qualche dato sulle performance dei social durante i giorni del Festival. Una premessa è d’obbligo: non tutti i post pubblicati durante la manifestazione sono stati una nostra idea, visto che i post da noi proposti, prima e durante il festival, si sono dovuti integrare con una programmazione preesistente e indipendente dalla collaborazione tra Fano Jazz Network e CPO.

Su Facebook abbiamo avuto una copertura ottima, con oltre 260 mila persone raggiunte. I 126 post sono stati condivisi in media 3 volte con 23 apprezzamenti/reactions. L’engagement è stato dell’1,28%. Il contenuto più performante è stato il video timelapse del riempimento della Rocca Malatestiana in occasione del concerto di apertura del festival, di Michael Nyman, il 23 luglio.

Su Instagram le performance sono state qualitativamente superiori. Oltre 22 mila persone raggiunte, media di 40 like per post, engagement del 8,79%. Anche su Instagram, i contenuti più performanti sono video.

Risultati che rispecchiano quelli raggiunti in termini di vendita dei biglietti, di partecipazione del pubblico alle attività del Jazz Village, e, soprattutto di entusiasmo, ingrediente essenziale per assicurare il futuro di un festival che cresce e si rinnova di anno in anno e che non vede l’ora di stupire ancora il suo pubblico nella prossima edizione 2018.

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Calendario lezioni I anno

agosto 28, 2017

Le lezioni a Cpo per il primo anno iniziano il 9 ottobre 2017, ecco il prospetto del primo semestre (calendario passibili di piccoli aggiustamenti che saranno eventualmente segnalati).

I semestre CPO Primo anno 2017-2018 DEF

Concerto Jazz a Uniurb

marzo 31, 2017

Nell’ambito della collaborazione tra il Fano Jazz Network e la Scuola di scienze della comunicazione dell’Università di Urbino – che include i contest realizzati con la COLONIA della comunicazione – giovedì 27 aprile ore 17 nella sede Volponi si terrà un concerto aperto gratuitamente agli studenti Uniurb. Ecco la presentazione del concerto, promosso da Fano Jazz Network che aderisce per il quarto anno all’iniziativa promossa dall’Unesco: “International Jazz Day – la “Giornata del jazz”.

Concerto jazz

Emilio Marinelli Trio 4.0

Zebra Vibes Experience

Emilio Marinelli, pianoforte, live electronics – Gabriele Pesaresi, contrabbasso, live electronics – John Michael Mawushie, beat box, live electronics

A seguire Jam Session – si invitano gli studenti e le studentesse  a portare il proprio strumento musicale.

https://www.facebook.com/events/893514557457855/

“Il trio composto da Batteria, Basso e Pianoforte è una formazione standard nel mondo del jazz. Il pianista liberato da onerosi impegni ritmico-armonici puo’ esprimersi il più liberamente possibile e cantare con il proprio strumento supportato dalla ritmica con la quale interagisce, ritmica che diventa poi anch’essa solista. Emilio Marinelli e Gabriele Pesaresi rispettivamente al Pianoforte ed al Contrabbasso, musicisti jazz marchigiani con numerose e prestigiose collaborazioni sia Italiane che straniere sulle spalle (KENNY WHEELER, MARIA SCHNEIDER, BOB BROOKMEYER, FABRIZIO BOSSO, MASSIMO MANZI, ENRICO RAVA), si mettono in gioco in questo trio coinvolgendo un giovane e particolarissimo batterista/Beat Boxer John Michael Mawushie dando vita ad un progetto vitale, ritmico ed inconsueto arricchito dall’uso di elementi di elettronica. La ricerca di nuove soluzioni “possibili” in territori di confine difficilmente ascrivibili come unicamente “Jazz” è il motore principale del trio che vuole esplorare e far viaggiare l’ascoltatore dentro e fuori canoni stilistici e binari sonori di ogni sorta.”

Ingresso Gratuito fino ad esaurimento posti

Urbino, Giovedì 27 aprile, ore 17-19

Sala Cinema, Polo Volponi (ex Magistero) – via Saffi 15, piano D.

 

Video Youtube

ISEP: Un’esperienza di vita e di Studio

marzo 20, 2017

diego_prioretti_CPOMi chiamo Diego Prioretti e sono uno studente iscritto al secondo anno di CPO. Grazie al programma ISEP Exchange, ho avuto l’opportunità di studiare per un semestre negli Stati Uniti.

Tutto è nato dalla voglia che avevo di fare un’esperienza all’estero. Questo perché sentivo che completare gli studi senza aver colto questo tipo di opportunità sarebbe stato un rimpianto che mi sarei portato dietro per tutta la vita.

Quindi mi sono messo a spulciare tra i vari bandi sul sito universitario. Ero alla ricerca di una nazione in cui si parlasse inglese così da poter migliorare la conoscenza di una lingua che oggi è requisito fondamentale quando si cerca un’occupazione. Purtroppo (o per fortuna), durante l’ A.A. 2015/2016 non c’erano mete Erasmus in cui la lingua richiesta fosse l’inglese per la mia facoltà.

Cercando più approfonditamente ho trovato il bando ISEP: questo prevedeva 3 borse di studio totali, che consentivano di frequentare un semestre negli Stati Uniti, senza sostenere alcuna spesa universitaria al di fuori della retta dovuta all’Università di Urbino. Non ci ho pensato su troppo, anche perché c’erano solamente 3 posti per tutti gli studenti dell’università, e ho presentato la domanda. In questa ho dovuto scegliere 10 tra il centinaio di università disponibili e metterle in ordine di preferenza. Onestamente non ne conoscevo molte, quindi le scelte sono state dettate maggiormente dai corsi che venivano offerti lì.

Ad inizio 2016 ho saputo di essere selezionato per partire durante il primo semestre dell’ A.A. 2016/2017 e dopo un paio di mesi, verso Marzo, sono venuto a conoscenza della meta: l’Università del Tennessee a Knoxville, che conta circa 28.000 studenti iscritti, in una città di circa 160.000 abitanti nel sud degli Stati Uniti.

Sono arrivato lì il 9 di Agosto, dopo un estenuante viaggio durato circa 13 ore. Tutti si sono rivelati sin da subito accoglienti e ben organizzati, infatti durante la prima settimana ci sono state tantissime attività di orientamento al modello universitario e alla città stessa, nonché ad alcune delle norme più importanti del campus e degli stessi Stati Uniti.

Ho vissuto in un dormitorio dove c’erano sia studenti americani che internazionali e questo ha contribuito a rendere l’esperienza ancor più interessante. Devo dire infatti, che prima di partire ero spaventato all’idea di dovermi adattare ad una cultura completamente nuova, in particolar modo perché era la prima volta che andavo all’estero per così tanto tempo.

In realtà, a partire dal mio compagno di stanza australiano, ma anche con tutti gli altri ragazzi del 5° piano, abbiamo creato un gruppo forte e coeso che ha contribuito a creare un bell’ambiente.

Presso l’università ospitante, noi studenti ISEP Exchange eravamo iscritti come normali studenti, e pertanto ho dovuto frequentare le lezioni di 4 corsi, il numero minimo (che totalmente corrispondono a 24 dei nostri CFU) e sostenere altrettanti esami finali. Tra le materie più interessanti che ho frequentato c’erano senza dubbio Creative Advertising Strategy e Communication in an Information Age.

Le lezioni sono iniziate il 17 Agosto, e l’impatto è stato veramente duro in quanto la didattica funziona in maniera completamente differente dalla nostra. La prima cosa che salta all’occhio è un approccio molto più pratico, fatto di meno teoria e più esercitazioni e lavori. Ogni giorno ci sono “compiti per casa” che vanno svolti per la lezione successiva, pena la perdita di punti che poi determineranno la valutazione finale. Altra differenza sostanziale è quella relativa alle strutture. Mi riferisco alle immense biblioteche, ai punti di supporto allo studio dove ogni giorno si possono prenotare online sessioni di tutoring con personale qualificato. Le biblioteche, aperte 24h, sono dotate di una grande quantità di computer e Mac e punti di riparazione pc nel caso in cui qualcuno avesse problemi con i propri dispositivi, il tutto in forma gratuita.

L’università, che in realtà era una piccola città all’interno della città di Knoxville, dispone anche di innumerevoli campi da calcio, uno stadio da football, che per capienza è il settimo più grande al mondo, due piscine e moltissime palestre che consentono di avere sempre qualcosa da fare durante il tempo libero. Strumenti e luoghi che mi hanno impressionato, soprattutto se comparati con il modello universitario italiano. A questo proposito, ho potuto constatare come negli USA ci siano maggiori investimenti nell’educazione (e la mia università era pubblica), ma il livello di insegnamento teorico italiano è sicuramente migliore.

Devo dire che questa esperienza mi ha segnato in maniera positiva, un’esperienza che rifarei ancora perché non solo ti migliora a livello professionale e di competenze, ma anche come persona e in termini di indipendenza.

La COLONIA ama la musica

marzo 19, 2017

Si è appena conclusa l’edizione 2017 del contest per la comunicazione del Fano Jazz Festival (presto notizie sul progetto vincitore qui sul blog), e la COLONIA riparte con un nuovo concorso aperto come al solito agli studenti della magistrale Cpo e del terzo anno della triennale Informazione Media e Pubblicità.
Il concorso “Rossini in viaggio“, frutto della neonata collaborazione tra la COLONIA e la Filarmonica Gioachino Rossini, invita gli studenti a realizzare un video promozionale con l’obiettivo prioritario di far conoscere l’orchestra e i suoi progetti sul web e nei canali di comunicazione pubblicitaria.

Il brief con la committenza è lunedì 20 marzo presso Pesaro Studi, ore 13,40, il bando è scaricabile qui. Scadenza per la presentazione dei video al concorso: 10 giugno 2017 (come da istruzioni sul bando).

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Mashable Social Media Day Italia visto con gli occhi di CPO

novembre 16, 2016

21 e 22 ottobre 2016, Milano, Mashable Social Media Day nella sua versione italiana, giunta ormai alla terza edizione. Ho avuto il piacere di essere selezionato, tra le oltre 120 candidature, nelle 20 persone che sono entrate a far parte del Social Media Team dell’evento, e quindi ho piacere nel raccontare la mia esperienza nell’evento in quanto studente di CPO – Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni all’università di Urbino.

In particolare però voglio focalizzarmi sugli speech anziché sulla qualità logistica e organizzativa di un evento che, negli stessi talk, posso tranquillamente definire come uno dei migliori d’Italia nel settore dei Social Media e del Digitale. Sono stati invitati e sono intervenuti alcuni degli esperti del settore più importanti del panorama nazionale e non solo, così come ci sono stati interventi di professionisti che lavorano in aziende di importanza globale (Carlo Rinaldi di Microsoft).

Perché il mio sguardo da studente di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni è particolare? Beh, perché il corso di studi dell’università di Urbino – insieme al mio curriculum e alle mie competenze professionalmente acquisite nel corso degli anni – mi ha dato modo di confrontarmi con argomenti e professionisti già conosciuti e pertinenti con il piano di studi, ma anche con quello del mio percorso di laurea triennale (IMP – Informazione, Media, Pubblicità) sempre avuto ad Urbino.

Certo è che non tutti i talk sono stati semplici o comprensibili allo stesso livello, ce ne sono stati di più dettagliati e di più romanzati: esposizione di tecniche e risultati ma anche racconti e storie personali di successo e difficoltà. Uno dei migliori talk è stato quello di Mirko Pallera, CEO di Ninja Marketing e Ninja Academy, due delle realtà di maggiore successo nel panorama italiano riguardanti il mondo digitale: qui ho potuto incontrare concetti già affrontati più volte a lezione e analizzati applicati però al mondo del digitale e del marketing. Un esempio di questo sono gli archetipi (delle figure di riferimento nell’immaginario collettivo), che possono essere utilizzate, come spiegato nel talk, anche nella costruzione di una campagna pubblicitaria come personaggi e tono di voce da utilizzare per la costruzione dei messaggi (immagini, testi, video, ecc).

Ancora Ninja ma stavolta solo Academy, con Luca La Mesa che ha raccontato come per le persone, attraverso i social media, sia fondamentale l’immediatezza e l’esclusività dei contenuti, che quindi non dovrebbero essere i medesimi di altri media. Ancora, la trasparenza delle aziende, che nel mondo dei social media (nel talk di Matteo G. P. Flora di The Fool) sono completamente esposte al pubblico, quindi è fondamentale essere pronti a tutti i peggiori scenari, perché questi potrebbero avvenire in qualunque momento. In sostanza, la riservatezza non esiste, non in rete, non oggi, perciò o si crea trasparenza o si subisce la stessa.

Un focus, con change.org, è stato fatto anche con quelli che sono i meccanismi partecipativi tramite il direttore della versione italiana di Change, Luca Francescangeli, che ha spiegato come nel mondo del digitale e della partecipazione del grande pubblico a volte un semplice click possa servire a cambiare veramente le cose nel mondo reale, anche andando contro aziende di grandi dimensioni e quindi riuscendo a combattere il potere.

Voglio chiudere il mio racconto con Marco Montemagno, imprenditore della rete e creativo che ha avuto un grande successo in Italia e ha ribadito come nel mondo digital la cosa più importante, al giorno d’oggi, sia la forza di volontà, la determinazione, la forza di insistere nel diventare qualcuno, nell’avere successo, anche quando si fallisce, anche quando sembra che tutto vada male o che i nostri sforzi non servano a niente.

Andrea Careddu

L’occupazione dei laureati Cpo a un anno dalla laurea

settembre 12, 2016

L’indagine sulla condizione occupazionale dei laureati nel 2014, intervistati a un anno dal conseguimento del titolo (XVIII Indagine (2016) AlmaLaurea, relativa a 28 intervistati su 40 laureati) rileva che il 60,7% lavora, il 25% è in cerca di occupazione, mentre il 14,3% non lavora e non cerca (di cui il 50% per motivi di studio, il 25% in attesa di chiamata del datore di lavoro e il 25% per motivi personali).

Il dato sugli occupati a un anno dalla laurea è quindi nettamente migliorato rispetto a un anomalo 39% rilevato nel 2014, quando il campione complessivo era relativamente poco numeroso (13 intervistati su 16 laureati). Il dato dell’occupazione dei laureati Cpo è inoltre lievemente superiore alla media nazionale (+ 1,6%): il 59,1% dei laureati magistrali in classi similari in Italia è occupato a un anno dalla laurea, mentre il 30,7% cerca lavoro e il 10,2% non lavora e non cerca lavoro. Inoltre, tra chi non lavora al momento dell’indagine solo il 14,3% non ha mai lavorato dopo la laurea (contro il dato medio nazionale del 25,4%). Il tasso di occupazione nella definizione Istat dei laureati Cpo è del 71,4%, contro un tasso di disoccupazione del 23,1%, tendenzialmente in linea con la media nazionale dei laureati nella stessa classe magistrale o in classi affini (LM 59, 59/S, 67/S).

Il tempo di ingresso nel mercato del lavoro degli occupati CPO a un anno della laurea è stato mediamente di 4,4 mesi, e tutti hanno iniziato immediatamente la ricerca di lavoro dopo la laurea magistrale.

L’88,2% dei laureati Cpo occupati lavora nel settore privato e il restante 11,8% nel settore pubblico (mentre il 79,5% dei laureati in classi affini occupati lavora nel settore privato, il 16,7% nel settore pubblico e il 3,8% nel non profit). Il 76,5% lavora nel settore dei servizi e il 23,5% nell’industria (quest’ultimo dato superiore alla media nazionale del 15,4%). Il 47,1% degli occupati Cpo ha un lavoro stabile (5,9% autonomo e 41,2% dipendente a tempo indeterminato), contro la media nazionale di 42,3% (8,5% autonomo e 33,8% dipendente a TI).

Il guadagno mensile netto medio degli occupati Cpo si attesta poco al di sopra dei 1000 euro, ampiamente superiore a quanto rilevato nell’Indagine 2014 (630 euro) e tendenzialmente allineato con la media nazionale, ma con guadagni superiori delle donne rispetto agli uomini (in controtendenza con quanto si rileva a livello nazionale).

Per quanto riguarda l’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro, il 42,9% degli occupati Cpo ha notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea (contro una media nazionale del 32,5%), per il 67% nelle competenze professionali e per il 33% dal punto di vista economico. Nel complesso il 35,3% ritiene che la laurea Cpo sia molto efficace/efficace per il lavoro svolto, il 58,8% abbastanza efficace, solo il 5,9% poco/per nulla efficace, giudizi decisamente migliori ripetto alla media nazionale (rispettivamente 35,3%, 43,5% e 21,2%).

Di seguito le tabelle dei dati relativi all’Indagine 2015 di AlmaLaurea, sulla magistrale Cpo e sull’intero universo delle lauree magistrali affini in Italia.

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L’indagine AlmaLaurea pubblicata nel 2016 offre dati anche relativamente ai laureati a tre e, per la prima volta per Cpo, a cinque anni dalla laurea. Di questi dati sui laureati del 2012 e del 2010, in corso di analisi da parte del corso di studi, vi parleremo in un prossimo post.

CPO: Open Day 22 Settembre – Modulo di partecipazione

agosto 25, 2015

Racconti di Cinema, Selfie e Amore.

luglio 9, 2014

Per presentarci forse sarebbe meglio scattare un Selfie, anche se in questo periodo vi abbiamo un po’ assillato.

3..2..1..Formaggio!

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Siamo Giovanna, Ilaria e Giuseppe tre ragazzi dell’ultimo anno di Cpo, con un tocco di follia in più del dovuto e tanta creatività che ci scorre nelle vene. Amiamo metterci in gioco e sperimentare sempre nuove cose, ecco per cui abbiamo deciso di partecipare, per poi vincere, al concorso di idee realizzato dal Pesaro Film Festival in collaborazione con la COLONIA della Comunicazione. I temi dell’animazione e della cinquantesima edizione del Festival hanno fatto scattare in noi tantissime idee, così tante che per raccoglierle tutte abbiamo dovuto appuntarle subito su un foglio. Ogni parola ne portava delle altre, collegate ad altre ancora, senza fermarsi. Ma la grande idea è nata quasi come un gioco: “Dai, scattiamoci un Selfie!”. Eureka! Abbiamo iniziato a ragionare su questa parola e da lì ad immaginare un’intera città animata, come un grande film fotografico e non solo. Che trama scegliere da mettere in scena? Una città che invita, che si esprime, che si racconta e che diventa protagonista. Attraverso una selezione dei punti più significativi della città abbiamo creato dei mini set dove ogni passante poteva diventarne personaggio della propria storia. Nascono così #CiSelfiAmo e #PescaLaParte le due azioni di guerrilla marketing che ci hanno accompagnati per due settimane in questo Festival.manifesto_foto profilo 400x400_cm 14x14

La Palla di pomodoro, il Centauro, Pesaro Studi, la Grande Sottilissima, Edoardo Giansanti, e la stele “spaziale” nei pressi del Moloco al porto, attraverso dei ciak completamente realizzati da noi a fungere da call to action, hanno invitato i passati a scattare un Selfie creativo per partecipare ad un contest online su facebook. Tra Cinema, Selfie ed Amore la partecipazione è stata molto numerosa ed è stato altrettanto, molto divertente notare come nei nostri momenti di operatività tecnica (pubblicazione del materiale sui social) o di pausa ( un gelato per dare zuccheri al cervello) i passanti spontaneamente si sono fermati a fare scatti liberamente. Wow allora funziona per davvero! L’hashtag #CiSelfiamo è stato ovunque per tutta la durata del Festival.

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Ad accompagnare questa attività a giorni alterni abbiamo stimolato i passanti nel partecipare ad un’azione un po’ più ludica: #PescaLaParte. In piazza del Popolo chiedevamo alle persone di armarsi di retino e pescare all’interno della fontana una sfera trasparente al cui interno vi era un messaggio. Affetti da un alone di mistero sui fogliettini vi erano delle frasi, apparentemente senza senso. Con un ciak, un megafono e uno smart phone agli occasionali “pescatori di parti” veniva richiesto di mettere in scena recitando come meglio potevano il messaggio. Tra risate e buona la seconda, la terza ed anche la quarta abbiamo caricato i piccoli video sulla pagina fb del Festival, con l’intento di crearne uno finale custode di una sorpresa più grande. I diversi foglietti infatti, creavano tra loro un testo unico che attraverso un montaggio (per il quale ringraziamo Giuseppe e il Professor Livi) avrebbe dato vita ad un filmato omaggio alla cinquantesima edizione, nel quale i cittadini ringraziavano il Festival per aver regalato cinquant’anni di emozioni.


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Anche se a dirla tutta le emozioni più grandi le abbiamo provate noi, ultimo anno di studi e vincitori di un concorso con un progetto per uno degli eventi culturali più importanti per Pesaro, una città che abbiamo imparato ad amare e che fa parte della nostra storia personale. E come in un film abbiamo deciso di dedicare questa fantastica esperienza a tutti i nostri compagni di corso che ci hanno accompagnato in questi due anni e di ringraziare l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo per l’opportunità che ci ha dato, il Professor Marco Livi per il sostegno, la professionalità e la disponibilità che come ogni buon leader creativo ci ha dimostrato e continua dimostrarci giorno dopo giorno, ed infine (non per importanza) il team organizzativo del Pesaro Film Festival che ci ha supportato e ha creduto in noi fin da subito.

Il video della campagna:

http://youtu.be/sOTSq8VDQ00

Tutto sulla campagna negli album fotografici “#CiSelfiamo”, “#PescaLaParte” e “Video” della pagina Facebook del Pesaro Film Festival:
https://www.facebook.com/pesarofilmfest

 

 

“E se l’hashtag è un aggregatore sociale, #CPO è un aggregatore creativo”.

Ancora grazie mille!

 

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Giovanna

Ilaria

Giuseppe

un saluto a giampaolo

maggio 21, 2010

da tutti quelli che l’hanno conosciuto e stimato.


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