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L’occupazione dei laureati Cpo, a 3 e 5 anni dalla laurea.

settembre 16, 2016

Abbiamo già commentato qui la condizione occupazionale dei laureati Cpo a un anno dalla laurea, un periodo relativamente breve ma già significativo visto che la ricerca di lavoro in media dà i primi risultati dopo 4,4 mesi dalla laurea.

Per la prima volta siamo in grado di osservare cosa stanno facendo i laureati Cpo non solo dopo tre anni, ma anche a 5 anni dalla laurea.

L’indagine AlmaLaurea pubblicata nel 2016 offre dati anche relativamente ai laureati a tre anni dalla laurea (37 intervistati su 42 laureati del 2012) e a cinque anni dalla laurea (15 intervistati su 24 laureati del 2010).

A tre anni dalla laurea il tasso di occupazione dei laureati CPO del 2012 è dell’83,8%, superiore alla media nazionale (81,7%). Il tasso di disoccupazione è l’11,4%, contro la media nazionale del 14,8% (definizione Istat – forze di lavoro). Si conferma un relativo vantaggio nelle performance occupazionali a tre anni dalla laurea, rilevato già nelle due precedenti indagini AlmaLaurea.

Il 46,4% degli occupati Cpo ha un lavoro stabile (21,4% autonomo e 25% dipendente a tempo indeterminato), lievemente inferiore alla media nazionale di 50,8%. Il guadagno mensile netto medio degli occupati Cpo si attesta poco al di sopra dei 1.200 euro, tendenzialmente allineato con la media nazionale, con guadagni inferiori delle donne rispetto agli uomini (che meriterebbero una indagine sociologica sulle discriminazioni di genere). A tre anni dalla laurea lavorano nei servizi di “trasporto, pubblicità, comunicazioni” il 42,9% degli occupati Cpo, in misura notevolmente superiore alla media nazionale del 18,4% (vantaggio che non si rileva a un anno dalla laurea, ma che si consolida nel tempo).

La laurea magistrale è ritenuta utile o fondamentale per il tipo di lavoro svolto dai laureati CPO nel 71,5% dei casi (contro la media nazionale del 56,4%).

La laurea Cpo è ritenuta efficace nel lavoro svolto dal 75% dei laureati 2012 (molto efficace/efficace 57,1%, abbastanza efficace dal 17,9%), analogamente a quanto rilevato già nell’indagine precedente, in linea con la media nazionale (75,3%). La soddisfazione per il lavoro svolto dai laureati Cpo è di 7,5, in una scala da 1 a 10, a fronte di una media nazionale leggermente inferiore (7,2), come già rilevato l’anno precedente.

A cinque anni dalla laurea il tasso di occupazione dei laureati CPO del 2010 è dell’86,7%, superiore alla media nazionale (84,4%). Il tasso di disoccupazione è nullo a fronte di una media nazionale del 10,6% (definizione Istat – Forze di lavoro). Si conferma un relativo vantaggio nelle performance occupazionali anche a 5 anni dalla laurea, come già riscontrato per la condizione occupazionale dei laureati Cpo a tre anni dalla laurea.

Il 69,2% degli occupati Cpo ha un lavoro stabile (15,4% autonomo e 55,8% dipendente a tempo indeterminato), lievemente superiore alla media nazionale di 67,1%, recuperando uno svantaggio rilevato a tre anni dalla laurea. Il guadagno mensile netto medio degli occupati Cpo si attesta su 1.337 euro, tendenzialmente allineato con la media nazionale (1.316 euro) e per la prima volta leggermente superiore, con guadagni delle laureate, che continuano a essere inferiori rispetto ai colleghi maschi ma per uno scarto che sembra potersi ridurre al crescere dell’anzianità di occupazione per i soli laureati Cpo.

A cinque anni dalla laurea lavorano nei servizi di “trasporto, pubblicità, comunicazioni” il 30,8% degli occupati Cpo, percentuale non elevata ma decisamente superiore al basso dato nazionale del 17,3% (vantaggio che si rileva anche a tre anni dalla laurea).

La laurea magistrale è ritenuta utile o fondamentale per il tipo di lavoro svolto dai laureati CPO nel 92,3% dei casi (contro la media nazionale del 57,7%). I laureati Cpo a 5 anni dalla laurea sembrano aver trovato un lavoro molto pertinente a una formazione universitaria avanzata, a differenza di quanto avviene mediamente in Italia.

In particolare la laurea Cpo è ritenuta efficace nel lavoro svolto dal 91,7% dei laureati 2010 (molto efficace/efficace 41,7%, abbastanza efficace dal 50%), attestandosi decisamente sopra la media nazionale (79,6%). La soddisfazione per il lavoro svolto dai laureati Cpo è di 7,7, in una scala da 1 a 10, a fronte di una media nazionale leggermente inferiore (7,3), come già rilevato per la indagine a tre anni dalla laurea.

L’occupazione dei laureati Cpo a un anno dalla laurea

settembre 12, 2016

L’indagine sulla condizione occupazionale dei laureati nel 2014, intervistati a un anno dal conseguimento del titolo (XVIII Indagine (2016) AlmaLaurea, relativa a 28 intervistati su 40 laureati) rileva che il 60,7% lavora, il 25% è in cerca di occupazione, mentre il 14,3% non lavora e non cerca (di cui il 50% per motivi di studio, il 25% in attesa di chiamata del datore di lavoro e il 25% per motivi personali).

Il dato sugli occupati a un anno dalla laurea è quindi nettamente migliorato rispetto a un anomalo 39% rilevato nel 2014, quando il campione complessivo era relativamente poco numeroso (13 intervistati su 16 laureati). Il dato dell’occupazione dei laureati Cpo è inoltre lievemente superiore alla media nazionale (+ 1,6%): il 59,1% dei laureati magistrali in classi similari in Italia è occupato a un anno dalla laurea, mentre il 30,7% cerca lavoro e il 10,2% non lavora e non cerca lavoro. Inoltre, tra chi non lavora al momento dell’indagine solo il 14,3% non ha mai lavorato dopo la laurea (contro il dato medio nazionale del 25,4%). Il tasso di occupazione nella definizione Istat dei laureati Cpo è del 71,4%, contro un tasso di disoccupazione del 23,1%, tendenzialmente in linea con la media nazionale dei laureati nella stessa classe magistrale o in classi affini (LM 59, 59/S, 67/S).

Il tempo di ingresso nel mercato del lavoro degli occupati CPO a un anno della laurea è stato mediamente di 4,4 mesi, e tutti hanno iniziato immediatamente la ricerca di lavoro dopo la laurea magistrale.

L’88,2% dei laureati Cpo occupati lavora nel settore privato e il restante 11,8% nel settore pubblico (mentre il 79,5% dei laureati in classi affini occupati lavora nel settore privato, il 16,7% nel settore pubblico e il 3,8% nel non profit). Il 76,5% lavora nel settore dei servizi e il 23,5% nell’industria (quest’ultimo dato superiore alla media nazionale del 15,4%). Il 47,1% degli occupati Cpo ha un lavoro stabile (5,9% autonomo e 41,2% dipendente a tempo indeterminato), contro la media nazionale di 42,3% (8,5% autonomo e 33,8% dipendente a TI).

Il guadagno mensile netto medio degli occupati Cpo si attesta poco al di sopra dei 1000 euro, ampiamente superiore a quanto rilevato nell’Indagine 2014 (630 euro) e tendenzialmente allineato con la media nazionale, ma con guadagni superiori delle donne rispetto agli uomini (in controtendenza con quanto si rileva a livello nazionale).

Per quanto riguarda l’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro, il 42,9% degli occupati Cpo ha notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea (contro una media nazionale del 32,5%), per il 67% nelle competenze professionali e per il 33% dal punto di vista economico. Nel complesso il 35,3% ritiene che la laurea Cpo sia molto efficace/efficace per il lavoro svolto, il 58,8% abbastanza efficace, solo il 5,9% poco/per nulla efficace, giudizi decisamente migliori ripetto alla media nazionale (rispettivamente 35,3%, 43,5% e 21,2%).

Di seguito le tabelle dei dati relativi all’Indagine 2015 di AlmaLaurea, sulla magistrale Cpo e sull’intero universo delle lauree magistrali affini in Italia.

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L’indagine AlmaLaurea pubblicata nel 2016 offre dati anche relativamente ai laureati a tre e, per la prima volta per Cpo, a cinque anni dalla laurea. Di questi dati sui laureati del 2012 e del 2010, in corso di analisi da parte del corso di studi, vi parleremo in un prossimo post.

Occupabilità laureati Cpo

novembre 30, 2015

Riportiamo i dati sull’occupazione dei nostri laureati relativi al monitoraggio realizzato annualmente da AlmaLaurea – in questo caso sui laureati 2013 a un anno dalla laurea (Indagine pubblicata nel 2015).

L’analisi della coorte dei laureati a un anno dal conseguimento del titolo (rapporto Alma Laurea 2014, 13 rispondenti su 16 laureati, come riportato nella Scheda Sua del corso di laurea), mostra come il 39% lavora, e tra i soggetti occupati l’80% ha iniziato a lavorare dopo la laurea, senza concedersi tempo d’attesa prima di iniziare la ricerca di lavoro giunto mediamente dopo 3.5 – 4 mesi. Tutti gli occupati sono impiegati in aziende private nel settore dei servizi, il 60%, nel comparto trasporti, pubblicità e comunicazioni almeno teoricamente in linea con il titolo di studio acquisito.

L’occupabilità a un anno dalla laurea rileva un peggioramento rispetto al passato e rispetto alla media nazionale: questo dato che dovrà essere monitorato nel prossimo anno per valutare se si tratta di un dato contingente o di una inversione di tendenza di performance che solitamente erano migliori della media nazionale.

Le performance a tre anni dalla laurea continuano invece ad essere migliori della media nazionale dei laureati della stessa classe: a tre anni dalla laurea è occupato l’81% dei laureati CPO, in percentuale leggermente superiore alla media nazionale (79,1%). La laurea è ritenuta utile o essenziale per il tipo di lavoro svolto dai laureati CPO nel 76,4% dei casi (contro la media nazionale del 58,1%), e la laurea CPO è ritenuta efficace per il lavoro svolto nell’88,3% dei casi (mentre è solo il 75,3% a livello nazionale)

Il grado di soddisfazione per il lavoro svolto dai laureati CPO è di 7,6, maggiore della media nazionale di 7,2 (totale dei laureati italiani nella stessa classe di laurea).

 

Il lavoro dei laureati Cpo: sempre sopra la media

giugno 19, 2014

L’indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati conferma anche per il 2013 risultati migliori per i laureati Cpo rispetto alla media nazionale.

Premessa: dal 2010 i laureati dell’Università di Urbino sono monitorati dal sistema di AlmaLaurea: abbiamo informazioni sulla condizione occupazionale e sul profilo dei laureati della nostra magistrale sia a un anno che a 3 anni dalla laurea (questo secondo dato per la prima volta). I dati sui laureati Cpo sono disponibili pubblicamente sul sito AlmaLaurea e sono comparabili con i risultati ottenuti in media dai laureati italiani nella stessa classe di laurea.

I risultati in sintesi: riscontriamo  tre dati positivi per i laureati Cpo:

–       rispetto alla media nazionale, i laureati CPO confermano un dato già rilevato in passato: sono occupati già a un anno dalla laurea in percentuale maggiore rispetto alla media nazionale (+10,2%) e sono minori i disoccupati rispetto alla media nazionale (- 14,7) (def. Istat “Forze di lavoro”)

–       la percentuale dei laureati Cpo che si dichiarano in cerca di occupazione a un anno dalla laurea è in calo continuo dal 2010 (è scesa dal 33,3% del 2010 al 23,7% del 2013) ed è solo in parte compensato dalla maggiore percentuale di chi non lavora e non cerca ( + 5% rispetto alla media nazionale nel 2013)

–       a tre anni dalla laurea tutti i laureati Cpo intervistati sono occupati (100% contro la media nazionale dell’83,2%) (def. Istat “Forze di lavoro”)

Rileviamo due dati negativi, uno di valenza nazionale:

–       mentre nel 2012 si era rilevata una ripresa del tasso di occupazione dei laureati della classe, nel 2013 si torna su trend e valori più omogenei rispetto agli anni precedenti, e si registra un calo generalizzato dell’occupazione, anche se il calo è minore per i nostri laureati

Un dato negativo di valenza locale:

Nel 2013 i laureati Cpo che non lavorano e non cercano, e non sono occupati in studio o praticantato, sono il 10,5% contro il 5% medio nazionale, segnando un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Cercheremo di monitorare questa variabile.

Laureati Cpo: occupati, efficaci ed esigenti

maggio 27, 2013

Dal 2010 l’Università di Urbino ha aderito al sistema di monitoraggio di AlmaLaurea, il che ci consente di fare valutazioni sull’occupabilità sia dei laureati 2011 a un anno dalla laurea sia del trend 2010-2012. I laureati Cpo sono occupati a tassi maggiori della media nazionale, riconoscono l’efficacia del percorso di studi per il lavoro che stanno svolgendo e sono esigenti. Ecco i dati, verificabili sul sito AlmaLaurea

Il quadro nazionale della classe di laurea in comunicazione pubblicitaria

Dall’indagine relativa ai laureati nel 2011, i dati sull’occupazione dei laureati specialisti/magistrali nelle classi LM59, 59/S e 67/S nella totalità degli Atenei italiani mostravano che a un anno dalla laurea
– è occupato il 64,1% (in decisa crescita rispetto al 58,8% nel 2011 e al 58,1% nel 2010),
– il 5% non lavora e non cerca (in calo rispetto al 7,7% del 2011 e al 9% del 2010),
– mentre il 31% si dichiara in cerca di occupazione (invertendo il trend di crescita dei due anni precedenti: il 33,6% nel 2011 e il 32,9% nel 2010) (1230 intervistati, con un tasso di risposta dell’84,2% sull’universo di riferimento). Nel 2010 era stato rilevato anche un 1,8% che continuava a studiare, nel 2011 si tratta dell’1,6% e nel 2012 dell’1,3%, che è compreso nel totale di chi non lavora e non cerca.
La situazione dell’occupazione nel complesso della classe è quindi tendenzialmente in ripresa. Secondo le classificazioni Istat, il tasso di occupazione di questi laureati è del 71,5% e il tasso di disoccupazione il 23,7%.

L’occupazione dei laureati Cpo a un anno dalla laurea.

I dati relativi ai laureati nella laurea specialistica CPO rilevano che a un anno dalla laurea
è occupato il 70,8% (confermando il trend di crescita già evidente l’anno precedente, con il 69,6% del 2011 e il 60,6% del 2010),
– nessun laureato che non lavora e non cerca (il 4,3% nel 2011 e nel 2010 il 6,1%)
– mentre si dichiara in cerca di occupazione il 29,2% (il 26,1% nel 2011 e il 33,3% nel 20120) (24 intervistati, pari all’85,7% dell’universo di riferimento).
– Secondo le classificazioni Istat, nel 2012 il tasso di occupazione dei laureati Cpo è del 79,2% (maggiore del 71,5% nazionale) e il tasso di disoccupazione il 17,4% (minore del 23,7% nazionale).

Riscontriamo quindi due dati positivi per i laureati Cpo:
– rispetto al dato medio nazionale, i laureati CPO sono occupati in percentuale maggiore rispetto alla media e sono minori i disoccupati, così come non vi sono laureati che non si rivolgono al mercato del lavoro (che a livello nazionale sono il 3,7%, escludendo dal computo chi sta continuando gli studi);
– rispetto al 2010, si conferma un notevole miglioramento dell’occupabilità dei laureati Cpo a un anno dalla laurea: l’occupazione è aumentata nell’ultimo biennio del 10%, la disoccupazione è lievemente diminuita.
I tassi di occupabilità non solo sono quindi ancora elevati nonostante il momento di crisi economica e occupazionale che colpisce soprattutto i giovani nel nostro Paese, ma migliori rispetto alla media nazionale e tendenzialmente in crescita.

Qualità del percorso di studi e qualità occupazionale dei laureati Cpo: efficaci ed esigenti
I laureati Cpo si laureano prima e meglio:
– il percorso di studi dura mediamente 2,5 anni (contro la durata media nazionale di 2,8 anni),
– l’età media della laurea è di 26,4 anni, conformemente agli obiettivi della riforma (contro un’età media dei laureati nazionali nella stessa classe di laurea di 29,1 anni) e
– il voto medio di laurea è elevato: 109,3 contro la media nazionale di 106.
I laureati Cpo ritengono che la laurea magistrale che hanno conseguito sia efficace nel lavoro svolto (molto + abbastanza) nell’81,3% dei casi, contro la media nazionale del 68,7%. Il loro grado di soddisfazione medio del lavoro svolto è di 6,4, leggermente inferiore al 6,7 medio nazionale – potenziale segnale di un profilo di laureato non solo preparato ma anche esigente e carico di aspettative conformemente alla sua preparazione.

Continuiamo così 🙂

Occupazione giovanile: controtendenza Cpo

aprile 27, 2012

In un momento storico in cui l’occupazione giovanile, e in particolare l’occupabilità dei giovani laureati è un problema prioritario a livello nazionale, fa veramente piacere vedere questi dati di AlmaLaurea che ci riguardano.

Dal 2010 l’Università di Urbino ha aderito al sistema di monitoraggio di AlmaLaurea, il che ci consente di fare valutazioni sull’occupabilità sia dei laureati 2011 sia del trend 2010-2011.

Dall’indagine relativa al 2011, i dati sull’occupazione dei laureati specialisti nelle classi LM59, 59/S e 67/S nella totalità degli Atenei italiani mostrano che a un anno dalla laurea è occupato il 58,8% (il 58,1% nel 2010), il 7,7% non lavora e non cerca (contro il 9% del 2010), mentre il 33,6% si dichiara in cerca di occupazione (il 32,9% nel 2010) (1210 intervistati, con un tasso di risposta dell’89,2% sull’universo di riferimento) (ci riferiamo alla sezione 3 dei dati). Nel 2010 era stato rilevato anche un 1,8% che continuava a studiare, nel 2011 si tratta dell’1,6%, che è compreso nel totale di chi non lavora e non cerca. La situazione dell’occupazione nel complesso della classe è quindi tendenzialmente stabile, con un lieve miglioramento nell’occupazione e un peggioramento nel tasso di disoccupati e di chi si è ritirato dal mercato del lavoro.
I dati relativi ai laureati nella laurea specialistica CPO rilevano che a un anno dalla laurea è occupato il 69,6% (il 60,6% nel 2010), il 4,3% non lavora e non cerca (nel 2010 il 6,1%) mentre si dichiara in cerca di occupazione il 26,1% (il 33,3% nel 20120) (23 intervistati, pari al 95,8% dell’universo di riferimento).
Riscontriamo quindi due dati positivi per i laureati Cpo:
rispetto al dato medio nazionale, i laureati CPO sono occupati in percentuale maggiore rispetto alla media (+ 10,8%) e sono minori i disoccupati (- 7,49), così come minore è il numero dei laureati che non si rivolge al mercato del lavoro (- 1,8, escludendo dal computo chi sta continuando gli studi);
rispetto al 2010, nel 2011 riscontriamo un notevole miglioramento dell’occupabilità dei laureati Cpo a un anno dalla laurea: l’occupazione è aumentata del 9%, la disoccupazione è diminuita del 7,19%, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Si è anche ridotta la percentuale di chi non lavora e non cerca (-1,8%).
I tassi di occupabilità dei laureati Cpo non solo sono quindi ancora elevati nonostante il momento di crisi economica e occupazionale che colpisce soprattutto i giovani nel nostro Paese, ma sono anche migliori rispetto alla media nazionale e migliori rispetto all’anno passato.

Questa è una prima valutazione, ci riserviamo di riflettere ancora sugli altri dati, anche sui punti deboli che emergono dall’indagine, per affrontarli e gestirli in futuro.

ebbene sì, siamo un corso di laurea ameno

gennaio 14, 2011

Siamo rimasti tutti sconcertati dall’ennesima uscita del ministro all’Università, che in teoria dovrebbe occuparsi della valorizzazione di un’istituzione così cruciale per lo sviluppo di questo sgangherato paese, e che pare invece avere il mandato di sfasciarla definitivamente.
Una mano di riguardo come sempre spetta alle lauree in scienze della comunicazione, triennali o specialistiche non importa, e quindi riguarda anche Cpo: lauree che secondo la Gelmini sarebbero pure amenità perchè non aiutano a trovare lavoro.
Premesso che l’idea che una laurea debba servire primariamente e unicamente a trovare lavoro è balzana e pericolosa, anche se l’università fosse un mega-istituto professionale al solo servizio “dell’impresa” come la pensa la Gelmini, le lauree in scienze della comunicazione se la cavano abbastanza bene, anche in questo tremendo periodo di crisi.

Meritevole il lavoro che ha fatto la collega di Bologna, Giovanna Cosenza, che ha consultato i dati – pubblici – dalla banca dati di Almalaurea che annualmente monitora tra l’altro lo stato occupazionale dei laureati a 1 e 5 anni dalla laurea. Sulla base di questi dati e di un articolo specifico di Andrea Cammelli di Almalaurea (che potete scaricare dal blogi di Cosenza) si scopre che le lauree in scienze della comunicazione sono caratterizzate da maggiore occupabilità dei loro laureati, nella media nazionale.
Riprendo i principali dati dall’articolo di Giovanna Cosenza:

A parte questo, dall’osservatorio Almalaurea emerge innanzi tutto che i laureati del 2004 in Scienze della Comunicazione, a cinque anni dalla laurea, lavorano nell’87% dei casi, mentre la media nazionale è dell’82%.

Anche i neolaureati triennali in Scienze della Comunicazione del 2008 lavorano più della media nazionale: 49% contro 42,4%.

Quanto alle lauree specialistiche nel settore della comunicazione (Cammelli ha preso in esame le classi di laurea in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, Pubblicità e comunicazione d’impresa, Teoria della comunicazione, Scienze della comunicazione sociale e istituzionale), anche qui i dati confortano i comunicatori: 60% di occupati nel settore della comunicazione, contro il 57% della media nazionale.

A queste migliori prestazioni occupazionali dei laureati in scienze della comunicazione (che si laureano anche prima degli altri) si aggiunge purtroppo una maggiore precarietà dei rapporti di lavoro e minori stipendi – a dimostrazione delle carenze culturali che ancora gravano su questo paese, che da un lato blatera sulla centralità della comunicazione e dall’altro non valorizza chi decide di investire denaro e intelligenza per costruirsi un sapere professionale.

Fino all’anno scorso, non essendo l’Università di Urbino iscritta ad Almalaurea, abbiamo fatto in autonomia il nostro monitoraggio intervistando l’universo dei laureati nella triennale e nella magistrale di Pesaro. I risultati dell’ultimo anno, il 2009, sono qui, sinteticamente questo il dato: i laureati nella specialistica Cpo sono occupati in percentuali maggiori dei laureati nella stessa tipologia di laurea specialistica (in pubblicità e comunicazione d’impresa) a un anno della laurea.

Resta un solo dubbio: ma il nostro ministro i dati non li conosce, o pur conoscendoli …. In entrambi i casi, il suo comportamento è di una gravità inaudita. Andiamo pure avanti così.

il lavoro dopo la laurea Cpo/ GOOD NEWS! :)

maggio 11, 2009

Aggiorniamo un post del 4 maggio scorso con l’inserimento dei primi dati di AlmaLaurea sull’occupazione dei laureati specialistici italiani, per un confronto con i dati di Cpo.

Ogni anno il corso di laurea Cpo realizza un monitoraggio degli sbocchi occupazionali dei suoi laureati, che fino ad oggi abbiamo realizzato con interviste telefoniche a tutti i laureati Cpo a un anno dalla laurea.
E’ un dato molto positivo, che deve essere sottolineato. E’ positivo sia in termini quantitativi che qualitativi.
Per quanto riguarda i laureati dell’a.a. 2005-2006, intervistati nel 2008, nel complesso a un anno dalla laurea sono occupati il 91,7% dei laureati specialistici Cpo. Il 78,3% dei laureati è occupato a un anno dalla laurea, il 13,4% studia e lavora e l’8,7% sta svolgendo uno stage. Nessun laureato Cpo è senza occupazione a un anno dalla laurea.
Il 71,4% dei laureati specialisti Cpo che lavorano (considerando sia quelli che lavorano sia quelli che studiano e lavorano contemporaneamente) ha trovato un’occupazione pertinente al percorso di studi specialistici.
Per quanto riguarda invece i tempi entro i quali i laureati specialisti hanno trovato occupazione, il 59,1% ha trovato occupazione entro tre mesi, il 18,2% entro 6 mesi, il 4,5% entro un anno, mentre il 18,2% lavorava già alla data della laurea specialistica.
Non è un dato fortuito, casuale, se guardiamo ai risultati del monitoraggio realizzato nel 2007 sui laureati 2004-2005: l’88,2% dei laureati Cpo era occupato entro un anno dalla laurea (di questi, il 5,88% continua anche a studiare mentre lavora). Solo il 5,88% a un anno dalla laurea è in cerca di occupazione. Tra gli occupati il 73% ha un impiego pertinente con il percorso di studi, dato che costituisce un indicatore di qualità occupazionale di grande significato.
Lavoriamo per mantenere questi risultati. Che sono già ottimi, come ci dimostra oggi AlmaLaurea.

Da aprile 2009 sono infatti disponibili i primi dati di AlmaLaurea sui laureati specialistici che ci consentono un confronto a livello nazionale tra gli sbocchi occupazionali dei laureati Cpo e i laureati specialistici nella stessa classe di laurea – la 59/S, in Pubblicità e Comunicazione d’impresa, per intenderci.
La prima rilevazione di AlmaLaurea sui laureati nella classe di laurea specialistica 59/S è infatti quella del 2008, relativa alla sessione estiva 2007, da cui emerge che dei 422 intervistati SOLO il 67,3% è occupato a un anno dalla laurea, l’8,5% non lavora ma non cerca occupazione, mentre il 24,2% è disoccupato (non lavora e cerca lavoro). Gli sbocchi occupazionali dei laureati specialistici in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazione sono quindi notevolmente migliori della media delle altre lauree nella stessa classe delle lauree specialistiche. Anche i dati relativi alla pertinenza dell’occupazione trovata in relazione alla formazione specialistica appaiono migliori per i laureati Cpo rispetto alla media della banca dati AlmaLAurea. Se non credete alle vostre orecchie controllate qui, nel sito ufficiale di AlmaLaurea.
🙂 🙂 🙂


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