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Mashable Social Media Day Italia visto con gli occhi di CPO

novembre 16, 2016

21 e 22 ottobre 2016, Milano, Mashable Social Media Day nella sua versione italiana, giunta ormai alla terza edizione. Ho avuto il piacere di essere selezionato, tra le oltre 120 candidature, nelle 20 persone che sono entrate a far parte del Social Media Team dell’evento, e quindi ho piacere nel raccontare la mia esperienza nell’evento in quanto studente di CPO – Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni all’università di Urbino.

In particolare però voglio focalizzarmi sugli speech anziché sulla qualità logistica e organizzativa di un evento che, negli stessi talk, posso tranquillamente definire come uno dei migliori d’Italia nel settore dei Social Media e del Digitale. Sono stati invitati e sono intervenuti alcuni degli esperti del settore più importanti del panorama nazionale e non solo, così come ci sono stati interventi di professionisti che lavorano in aziende di importanza globale (Carlo Rinaldi di Microsoft).

Perché il mio sguardo da studente di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni è particolare? Beh, perché il corso di studi dell’università di Urbino – insieme al mio curriculum e alle mie competenze professionalmente acquisite nel corso degli anni – mi ha dato modo di confrontarmi con argomenti e professionisti già conosciuti e pertinenti con il piano di studi, ma anche con quello del mio percorso di laurea triennale (IMP – Informazione, Media, Pubblicità) sempre avuto ad Urbino.

Certo è che non tutti i talk sono stati semplici o comprensibili allo stesso livello, ce ne sono stati di più dettagliati e di più romanzati: esposizione di tecniche e risultati ma anche racconti e storie personali di successo e difficoltà. Uno dei migliori talk è stato quello di Mirko Pallera, CEO di Ninja Marketing e Ninja Academy, due delle realtà di maggiore successo nel panorama italiano riguardanti il mondo digitale: qui ho potuto incontrare concetti già affrontati più volte a lezione e analizzati applicati però al mondo del digitale e del marketing. Un esempio di questo sono gli archetipi (delle figure di riferimento nell’immaginario collettivo), che possono essere utilizzate, come spiegato nel talk, anche nella costruzione di una campagna pubblicitaria come personaggi e tono di voce da utilizzare per la costruzione dei messaggi (immagini, testi, video, ecc).

Ancora Ninja ma stavolta solo Academy, con Luca La Mesa che ha raccontato come per le persone, attraverso i social media, sia fondamentale l’immediatezza e l’esclusività dei contenuti, che quindi non dovrebbero essere i medesimi di altri media. Ancora, la trasparenza delle aziende, che nel mondo dei social media (nel talk di Matteo G. P. Flora di The Fool) sono completamente esposte al pubblico, quindi è fondamentale essere pronti a tutti i peggiori scenari, perché questi potrebbero avvenire in qualunque momento. In sostanza, la riservatezza non esiste, non in rete, non oggi, perciò o si crea trasparenza o si subisce la stessa.

Un focus, con change.org, è stato fatto anche con quelli che sono i meccanismi partecipativi tramite il direttore della versione italiana di Change, Luca Francescangeli, che ha spiegato come nel mondo del digitale e della partecipazione del grande pubblico a volte un semplice click possa servire a cambiare veramente le cose nel mondo reale, anche andando contro aziende di grandi dimensioni e quindi riuscendo a combattere il potere.

Voglio chiudere il mio racconto con Marco Montemagno, imprenditore della rete e creativo che ha avuto un grande successo in Italia e ha ribadito come nel mondo digital la cosa più importante, al giorno d’oggi, sia la forza di volontà, la determinazione, la forza di insistere nel diventare qualcuno, nell’avere successo, anche quando si fallisce, anche quando sembra che tutto vada male o che i nostri sforzi non servano a niente.

Andrea Careddu

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Esempi d’intraprendenza #7: i laureati Cpo al lavoro

settembre 2, 2013

fotoEleQuota sette. Come i giorni della pienissima settimana di Eleonora. Brillante, eclettica, forte. Una voce speciale, un ottimo esempio, e  tanta voglia di fare. Proprio bene.

Eleonora, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Mi sono laureata nel 2009 discutendo una tesi particolare, per la quale mi sono improvvisata ricercatrice sociale per sei mesi: CONSUMI EMERGENTI –L’Aquila, l’emergenza terremoto nel consumo–. Un lavoro che è nato in modo naturale, purtroppo, all’indomani del sisma che ha devastato la mia città, con l’obiettivo di scandagliare la trasformazione dei consumi dopo una calamità di tali dimensioni. Sembrerà strano, ma tra me e la prof.ssa Bartoletti è bastato quasi uno sguardo, e pian piano si è delineato il percorso che mi ha permesso non solo di condurre una ricerca etnografica sul campo –con il supporto di strumenti attinti alla sociologia visuale-, e quindi di comporre una tesi, ma anche e soprattutto di elaborare il trauma. Estraniarmi dalla realtà che mi circondava, e al tempo stesso immergermi totalmente in essa, mi ha dato la possibilità di analizzare e razionalizzare, non senza qualche problemino di crisi d’identità! 🙂
Con mia grande sorpresa, la tesi ha vinto il Concorso in memoria di Gabriele Pavolini, indetto dall’Università di Urbino, per l’originalità e la rilevanza scientifica della ricerca effettuata, ricerca che è stata anche accettata e da me esposta alla 2010 Conference dell’International Visual Sociology Association, insieme ad un video di presentazione della ricerca, selezionato e proiettato nella “video session”.
E non è finita qui… Perché la cara prof.ssa Bartoletti mi suggerì di provare a far parte di un progetto più ampio, che due ricercatrici stavano mettendo in piedi un paio di anni fa, per indagare il ruolo della rete e delle connessioni sociali nel terremoto aquilano. Da qualche mail è perciò nata una collaborazione molto intensa e costruttiva, che mi ha portato a riprendere la mia ricerca e a proseguire dando vita ad una parte ulteriore incentrata sul web. Ma non vi annoio ulteriormente, se sarete curiosi (e lo spero!) di leggere la collettanea di ricerche, basterà aspettare settembre, quando nelle librerie uscirà Netquake. Media digitali e disastri naturali .

Complimenti! Un percorso di grande soddisfazione. E dopo cosa è accaduto?
Dopo la laurea non mi sono specializzata ulteriormente, ho solo seguito un corso di formazione professionale in Marketing dei Servizi Sociali e poi un corso in web 2.0 e fundraising (eh sì, il “sociale” e il volontariato sono la mia seconda passione dopo la comunicazione!). Intanto, due giorni dopo la laurea, nella disperazione invernale del “E ADESSO COSA FACCIO?!?!”, ho iniziato a mandare cv a gogò e ho fatto dei colloqui già dai primi di gennaio. E a marzo 2010 ho iniziato a lavorare come responsabile comunicazione per un’azienda pesarese di allestimenti e progettazione eventi, una bella esperienza che però è finita a settembre, quando ho accettato un tirocinio formativo in R.T.I. (meglio conosciuta come Mediaset), presso l’ufficio trade marketing di Mediaset Premium. Un mondo a parte, in un certo senso un’isola felice per i servizi che offre ai dipendenti, in un momento storico in cui persino lo stipendio sembra essere un privilegio. Lì mi occupavo dello sviluppo delle campagne promozionali, soprattutto lato contenuti testuali.

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