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Fano Jazz By The Sea 25° edizione: attività online firmate CPO

settembre 14, 2017

Il 2017 è stato l’anno della 25° edizione di Fano Jazz By The Sea, il festival musicale che ogni estate porta nella città i più grandi musicisti jazz del panorama italiano e internazionale. Tranne che per una sfortunata serata in cui una bufera di pioggia e vento ha colpito la Rocca Malatestiana, la manifestazione è stata un successo senza precedenti, grazie all’infaticabile staff di Fano Jazz Network.

L’attività promozionale del festival è stata costante e, sulla scia degli anni scorsi (QUI il resoconto dell’edizione 2016), a celebrare le Nozze d’Argento tra Fano e il Jazz By The Sea sono stati anche gli studenti del corso di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, grazie all’ormai consolidata collaborazione tra l’università e Fano Jazz Network.

Oltre 10 sono stati i gruppi di studenti che hanno presentato le loro proposte per la campagna di comunicazione della 25° edizione di Fano Jazz By The Sea, di cui soltanto uno vincitore, formato da noi due: Andrea Careddu e Mariachiara Montebello.

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La nostra proposta

Il modo migliore per raccontare la nostra esperienza è partire da ciò che abbiamo proposto. La nostra campagna non è stata particolarmente innovativa: abbiamo cercato di andare incontro alle esigenze del cliente, proponendo contenuti che fossero in linea con un’edizione elegante e abbastanza sobria come la numero 25.

La proposta da noi avanzata è stata piuttosto fortemente basata su un attento studio dei festival concorrenti, dei contenuti che per loro sono stati più performanti, della quantità di pubblicazioni da proporre, senza perdere di vista le tendenze dei social media. Tendenze che, inevitabilmente, portano sempre più verso i contenuti visuali, dunque immagini e video.

Abbiamo perciò proposto una campagna storica che ha ripercorso le edizioni del festival dal 1993 ad oggi: 24 tappe di un viaggio raccontato con cadenza regolare per accompagnare il pubblico sino a quest’anno: la 25° edizione di Fano Jazz By The Sea.

Il Festival

Non è mai semplice essere parte di un gruppo di lavoro. Non è facile essere parte di un gruppo di lavoro che si forma da zero, è ancora meno semplice integrarsi nei meccanismi di un gruppo di lavoro già consolidato. Nonostante qualche difficoltà iniziale, abbiamo imparato giorno dopo giorno a relazionarci al meglio con lo staff di Fano Jazz Network, e dopo poco tempo siamo stati in grado di renderci praticamente autonomi nella creazione, nella gestione e nella pubblicazione dei contenuti.

Un festival del genere deve essere comunicato abbondantemente durante il suo svolgimento, senza però esagerare. Perciò abbiamo cercato di utilizzare al massimo le piattaforme più adatte ai contenuti visuali: Facebook (soprattutto video e video in Diretta) e Instagram (anche qui video e, nonostante il loro essere temporanee possa scoraggiare, Instagram Stories).

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Il tutto, ovviamente, con la giusta dose di divertimento e godimento del festival, e delle decine di artisti di grande spessore che si sono alternati tra le varie location di Fano Jazz By The Sea 2017.

Risultati: qualche numero

Lavoro non è solo impegno, serenità e divertimento. Lavoro è anche – giustamente – il risultato che lo stesso lavoro porta. Perciò ecco, in conclusione della nostra esperienza, qualche dato sulle performance dei social durante i giorni del Festival. Una premessa è d’obbligo: non tutti i post pubblicati durante la manifestazione sono stati una nostra idea, visto che i post da noi proposti, prima e durante il festival, si sono dovuti integrare con una programmazione preesistente e indipendente dalla collaborazione tra Fano Jazz Network e CPO.

Su Facebook abbiamo avuto una copertura ottima, con oltre 260 mila persone raggiunte. I 126 post sono stati condivisi in media 3 volte con 23 apprezzamenti/reactions. L’engagement è stato dell’1,28%. Il contenuto più performante è stato il video timelapse del riempimento della Rocca Malatestiana in occasione del concerto di apertura del festival, di Michael Nyman, il 23 luglio.

Su Instagram le performance sono state qualitativamente superiori. Oltre 22 mila persone raggiunte, media di 40 like per post, engagement del 8,79%. Anche su Instagram, i contenuti più performanti sono video.

Risultati che rispecchiano quelli raggiunti in termini di vendita dei biglietti, di partecipazione del pubblico alle attività del Jazz Village, e, soprattutto di entusiasmo, ingrediente essenziale per assicurare il futuro di un festival che cresce e si rinnova di anno in anno e che non vede l’ora di stupire ancora il suo pubblico nella prossima edizione 2018.

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Laureati CPO al lavoro: Andrea Biolcatti, da McDonald’s a We Are Social

agosto 20, 2015

wearesocialUn concorso della COLONIA di Comunicazione può rivelarsi un trampolino di lancio. Specialmente quando la campagna è commissionata da una grande azienda come McDonald’s Italia. Lo sa bene Andrea Biolcatti, neolaureato CPO che oggi lavora come writer a Milano per l’agenzia We Are Social. Ed è proprio a lui che chiediamo di raccontarci l’esperienza che gli ha permesso di “mettere la freccia” nella propria carriera.

«Il punto di svolta all’interno di CPO è stato senza dubbio il concorso per realizzare una campagna di comunicazione interna per McDonald’s, il cui premio era uno stage in azienda. Come tutti gli altri contest, ho partecipato in team e devo ringraziare i miei colleghi Giovanna Bottino, Alessandro Pedini e Giulia Fabbri per avere contribuito alla vittoria – sottolinea Andrea – Negli uffici di Mc Donald’s ad Assiago(MI) ho effettuato tre mesi di stage nell’Ufficio delle Risorse Umane e tre mesi nel dipartimento di Marketing».

Subito dopo è arrivata la laurea. Trovare un impiego è stato più difficile del previsto?

«Durante il tirocinio in molti mi avevano scoraggiato un sacco sulle opportunità di lavorare in agenzia. Fortunatamente queste voci non si sono rivelate vere, ma ciò non vuol dire che la strada sia stata in discesa. A Febbraio, quando mi sono laureato, avevo già inviato molti curriculum ma avevo ricevuto solo un’offerta da un’agenzia di Ferrara che si occupava di video pubblicitari. A dire la verità, l’idea di tornare nella mia città dopo aver fatto uno stage a Milano, capitale italiana della comunicazione, mi sembrava quasi un passo indietro. Per questo ho deciso di insistere e mi sono presentato di persona all’agenzia We Are Social. Alla fine, la perseveranza è stata premiata».

Di cosa ti occupi esattamente?

«In We Are Social ho trovato il mio ambiente ideale. L’età media di chi lavora è intorno ai 28 anni e lo trovo parecchio stimolante. Ho cominciato come community manager e writer: uno dei miei compiti consisteva nel curare gli eventi live offerti da uno dei nostri clienti. Una figura che mi piacerebbe ricoprire in futuro è quella dell’account executive: qui, a differenza di altre agenzie, la figura dell’account è meno rigida e partecipa anche alla fase creativa e di scrittura. I ritmi sono piuttosto pesanti, capita spesso di fare tardi ma è il prezzo da pagare se vuoi fare un lavoro con il quale non rischi di annoiarti».

Cosa consiglieresti agli studenti che stanno per iniziare o terminare il corso CPO?

«Secondo me la differenza in un corso di Scienze della Comunicazione la fanno la curiosità di imparare e l’impegno personale. Il mondo del lavoro è un po’ diverso ma CPO con i corsi teorici e i progetti ti prepara un po’ a tutto e questo è importante per chi come me non fa un classico lavoro da copy. Per chi si laureerà tra qualche mese, l’unico consiglio che posso dare è quello di non arrendersi mai: anche dopo tante porte in faccia o senza ottenere alcuna risposta ai curriculum inviati si può riuscire a trovare il proprio posto ideale».


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