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LAUREATI CPO AL LAVORO: tra concorsi e stage, l’esperienza di Thaila Vesnaver

settembre 3, 2015

vesnaver thaila«Il Cpo mi ha aiutata a ingranare la marcia e farmi trovare sempre pronta e preparata per cogliere al volo nuovi stimoli e opportunità, grazie alla buona preparazione teorica e pratica offerta dal corso». Thaila Vesnaver, attualmente addetta alla comunicazione aziendale per Harpo SPA, ci racconta in maniera entusiasta il suo passaggio dalla sua carriera universitaria a quella lavorativa.

– Partiamo della vittoria nel contest “On the Move 2013”. Come sei venuta a conoscenza del concorso? Quale, secondo te, si è rivelata la carta vincente?

«Al CPO ricordo che eravamo quasi tutti molto attivi sul fronte dei contest, pieni di entusiasmo e con tanta voglia di imparare. Per quanto riguarda On The Move, è stata la nostra insegnante di Comunicazione Pubblica Gea Ducci a comunicarci dell’esistenza del concorso. Indetto da Pubblicità Progresso, il tema di On The Move riguarda ogni anno una questione sociale diversa. Due anni fa l’argomento era la sensibilizzazione a favore della donazione di organi. Veniva offerta la possibilità di partecipare in team o individualmente. In quel momento al CPO eravamo tutti molto occupati, perciò mi sono ritrovata da sola. Nonostante stessi partecipando a un altro contest, mi sono detta: perché non provare lo stesso? Ho partecipato scrivendo un comunicato stampa su una notizia di fantasia. Per questo lavoro è stato fondamentale il corso di Teorie e Tecniche della Narrazione tenuto dal prof. Giovanni Cattabriga che ci ha introdotto nel mondo della narrazione. Così, ho recuperato quello che avevo imparato durante le lezioni e ho provato a metterlo in pratica per il protagonista della mia storia, un fegato: personificandolo, ho favorito l’immedesimazione del lettore nella storia. La tecnica ha funzionato, e tutto ciò che ne è seguito è stato fantastico. Ho partecipato alla conferenza annuale di Pubblicità Progresso e ho parlato per la prima volta su un palco in veste professionale. Come premio ho avuto l’occasione di visitare il Parlamento Europeo insieme ai ragazzi ideatori degli altri quattro lavori vincitori e di entrare al Quirinale, dove ho conosciuto di persona l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano».

– Lo stage: parlaci della tua esperienza in Exea Web.

«In Exea ho svolto un tirocinio curriculare di quattro mesi in cui ho lavorato come Project Manager Online: mi occupavo del coordinamento delle varie figure interne, dei rapporti con il cliente e della gestione operativa dei servizi di web marketing. Penso che sia stata l’esperienza più impegnativa della mia vita ma volevo apprendere realmente un mestiere ed è quello che effettivamente mi ha dato Exea. Non è stato facile, ma ho imparato a conoscere i miei punti di forza e quelli di debolezza. Ho davvero scoperto i meandri del web marketing e credo che chiunque voglia lavorare in qualsiasi ambito nella comunicazione nel 2015, secondo me, non può non conoscerli».

– Sul tuo profilo LinkedIn citi numerose attività: puoi parlarci in particolare di Copywriting, Web Analysis e Benchmarking Research?

«Durante il mio stage in Exea dovevo tenere conto del fatto che ogni cliente aveva esigenze differenti, perciò non svolgevo le stesse attività per tutti. Per quanto riguarda il copywriting mi occupavo della stesura di articoli per blog, siti e magazine online, spaziando tra settori come la nautica, il make up, il marketing e la comunicazione, il no profit, l’arredamento. La web analysis invece è un’attività che viene svolta quasi sempre dalle agenzie di comunicazione: si tratta di leggere e interpretare i dati in modo da prendere consapevolezza non solo dei risultati, ma anche dei “bug” da risolvere. Il web marketing è un’attività che non offre garanzie, perciò è bene monitorare sempre i suoi andamenti attraverso strumenti di analisi dati. Io lavoravo principalmente con Facebook Insights per le analisi di Facebook e Google Analytics per gli accessi al sito. I report che si elaborano generalmente ogni mese, ma dipende dal tipo di attività, dalla specializzazione dell’agenzia e dalle esigenze del cliente. Infine l’attività di benchmarking riguarda l’analisi e il monitoraggio dei movimenti dei competitor: tenere sempre sott’occhio la concorrenza è essenziale per prendere spunti, per imparare dagli errori e dai successi degli altri. Maggiore è la consapevolezza del mercato, maggiore sia la probabilità di agire in maniera corretta».

– La tua carriera in Harpo. Di cosa ti occupi esattamente? All’interno di una società di questo tipo, quale strategia di comunicazione è più adatta?

«Harpo è una realtà profondamente complessa. La sede di lavoro è curiosa perché accanto agli uffici sono presenti i laboratori, la fabbrica, il magazzino e il punto vendita. Penso che questa sia una soluzione ottima per favorire la comunicazione interna che spesso in realtà così grandi e articolate rischia di essere compromessa. Harpo è una società sotto il cui nome sono raggruppate cinque divisioni che operano in quattro mercati scollegati tra loro. La nostra rete comunicativa, oltre a viaggiare tra i funzionari interni, gli agenti e i rivenditori, si sviluppa tramite l’agenzia di stampa, l’agenzia di comunicazione, lo studio grafico e lo studio di programmazione. Io gestisco la comunicazione online e in particolare mantengo i rapporti tra tutti coloro che ne sono coinvolti: strategia, pianificazione e coordinamento sono le mie mansioni principali, ma in alcuni casi sono attiva anche sul piano operativo.

 

harpo triesteCiò che maggiormente trovo stimolante – ci spiega Thaila –  è la responsabilità e l’autonomia di azione, ma ho trovato anche molto formativo il rapporto che si è instaurato con i nostri fornitori che ci aiutano a definire le strategie per le diverse divisioni. Per esempio quello della geotecnica è un mercato di nicchia che si rivolge a un target molto specializzato: parliamo di professionisti da una parte ed enti pubblici dall’altra. In seguito a un’analisi di benchmarking, abbiamo deciso di aprire il canale LinkedIn. Abbiamo appurato che avevamo a che fare con un’utenza ristretta ma di altissima qualità: in questo caso le analisi dei dati ci hanno permesso di vedere come alcuni profili siano giunti al nostro sito tramite i profili sui social network e li abbiano navigati per più di 40 minuti, visualizzando una quantità considerevole di contenuti. Non sempre un alto tempo di permanenza sul sito e un alto numero di pagine visualizzate rappresenta un dato positivo ma nel nostro caso è stato interessante vedere come i nostri messaggi siano recepiti in maniera attiva. Per sandtex pitture e verdepensile, miriamo invece a sviluppare awareness nel pubblico. Per sandtex per esempio abbiamo già cominciato a coinvolgere attivamente gli agenti, e a breve lavoreremo insieme ad alcune rivendite. Per sandtex cementi e seic invece, ambiti più settoriali, siamo partiti subito con una strategia più mirata».

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Esempi d’intraprendenza #3: i laureati Cpo al lavoro

agosto 6, 2013

logo eppelaAncora una volta i laureati Cpo dimostrano di sapersi destreggiare nel mondo, per nulla semplice, della comunicazione. Serve dedizione, impegno e quella dose di coraggio che permette di fare grandi cose. Un esempio? Fulvio Farese, copywriter e molto altro!

Fulvio, in che anno ti sei laureato Cpo e con quale tesi?
Ho conseguito la laurea nel 2009 con la tesi “Percorsi creativi: tra falsi miti e nuovi pionieri”, seguito dalla Prof.ssa Stefania Antonioni. La tesi, che ho avuto il piacere di condividere anche con il Prof. Fabio Ritter, ha approfondito le dinamiche della creatività e le sue evoluzioni, ipotizzando scenari più o meno plausibili riguardanti la figura del creativo e di un’agenzia pubblicitaria.

E dopo la laurea, cosa è accaduto?
Durante il percorso formativo ero già coinvolto nel lavoro con l’agenzia di Bologna AdmCom, contatto che ha preso forma grazie ad un concorso indetto dalla stessa università. Qui ho maturato esperienza nel copywriting, Abl, Btl, Unconventional. Dopo la laurea magistrale quindi, ho collaborato con questa agenzia per altri 6/7 mesi fino a quando ho deciso di fare esperienza altrove ed accrescere le competenze acquisite. Lavoro, quindi, per quasi un anno a Modena presso l’agenzia pubblicitaria Proxima, specializzata in strategie di branding per aziende, centri commerciali, materiali P.O.P., meccaniche promozionali, concorsi. La curiosità e la ricerca di nuovi stimoli mi ha portato a partecipare e vincere, a fine 2011 come freelance, ad una gara creativa per la comunicazione di Banca Mediolanum su scala nazionale.

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Esempi d’intraprendenza #2: i laureati Cpo al lavoro

luglio 30, 2013
Illustrazione di ©Matteo Ruisi

Michela vista da ©Matteo Ruisi

 
È forte la curiosità di sapere come e dove i  laureati Cpo hanno trovato lavoro dopo la laurea.
Qualcosa che smuove l’interesse di tutti gli studenti, sia che stiano per iniziare, che per finire il percorso di studi.
Cosa possiamo aspettarci?
Risponde Michela Ballardini, che ci guida dietro le quinte del suo lavoro, copywriter in Now Available.


Michela, puoi dirci in che anno ti sei laureata Cpo e con quale tesi?

Era il 2007. “Dal brief all’on-air: i 30” di Vanity Fair”, tesi in copywriting con il professor Marco Livi.

E dopo la laurea? Cosa hai pensato di fare?
Ho fatto lo stage in WLF (agenzia ATL di Brand Portal, Milano) mentre stavo ancora finendo di dare gli esami e di scrivere la tesi. Dopo WLF, ho finito la tesi e poi ho cominciato a lavorare in Publicis, Milano.

Come hai trovato il primo impiego nel settore della comunicazione?
Grazie ad un contatto del CPO.
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