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CPO e Fano Jazz By The Sea per la strategia online del 2016

novembre 15, 2016

fano-jazz-staffLa stretta collaborazione tra Fano Jazz Network e il corso di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni costituisce ogni anno un banco di prova per gli studenti e una importante occasione di rinnovamento per l’organizzazione del festival Fano Jazz By The Sea. Tra i tanti lavori proposti dagli universitari, due sono stati i progetti scelti come vincitori: la campagna  “JazzInOnda” (di Giulia Gattuso, Giulia Pellizzer, Antonio Percolla, Fabrizio Perra, che comprendeva un piano di Social media marketing e Social media strategy) e il videoclip promozionale messo a punto da Adele Biagioni e Miranda Riva.  Anche quest’anno grande attenzione è stata prestata alle opportunità di promozione attraverso i canali social: per questo motivo proviamo a riassumere gli elementi chiave delle attività messe in atto.

– L’utilizzo delle nuove feature e dei nuovi strumenti pubblicitari:
«Quando abbiamo presentato il progetto, siamo riusciti ad attirare molta curiosità sugli strumenti del Facebook Canvas e del Facebook Live. In quel periodo erano due novità assolute e abbiamo lavorato parecchio per trovare il modo migliore di utilizzarli e soprattutto di integrarli tra gli altri strumenti di sponsorizzazione e gli altri tipi di post. Abbiamo avuto una buona collaborazione e scambio di idee con l’organizzazione del festival e ciò ci ha permesso di raggiungere dei buoni risultati» – commenta Antonio Percolla.

– La pianificazione, prima di tutto:
«Oltre al pomeriggio e alla sera in cui si svolgevano tutti i concerti e le attività del festival lavoravamo la mattina e nel primo pomeriggio per programmare i contenuti. Oltre a quelli promozionali e informativi, su  Instagram e Twitter abbiamo optato per il repost di contenuti creati dagli utenti. Questa scelta si è rivelata vincente e ci ha aiutato a capire su quali strategie puntare apportando modifiche, quasi in tempo reale, al piano editoriale prefissato» – ci racconta Giulia Pellizzer.

– Ogni contenuto sulla piattaforma più adatta:
«Ogni giorno raccoglievamo tantissimi contenuti e non avrebbe avuto molto senso condividere gli stessi post nei diversi canali social: ciò al contrario ci avrebbe fatto passare per un festival povero di contenuti. Oltre all’engagement previsto abbiamo usato come criterio il tono tipico delle diverse piattaforme: ad esempio Instagram ci ha dato la possibilità di proporre dei contenuti dal tono più informale.  Pur avendo dei post prefissati, la città di Fano e il festival offrivano ogni giorno nuovi spunti da integrare nel nostro flusso comunicativo. Ed è stato davvero un peccato che non ci fosse ancora la feature delle instagram story» spiega in dettaglio Giulia Gattuso.

– Condividere “il bello della diretta” con il pubblico:
«Dare la possibilità di partecipare, seppure virtualmente con gli strumenti di Facebook Live, Vine e del livetweeting agli eventi in programma di Fano Jazz By The Sea è stata la vera grande novità del festival. In molti ci hanno ringraziato per questa iniziativa e speriamo che ciò possa inserirsi in maniera definitiva nella strategia del Festival» – conclude Fabrizio Perra.

 

CPO, le occasioni della Colonia: la campagna online per Fano Jazz By The Sea 2015

luglio 21, 2016

fanojazz2015Raccontare uno dei festival jazz più importanti in Italia utilizzando la forza delle immagini oltre quella della musica. È stata questa la sfida che ha permesso a Stefano Usai, Lucio Ricci, Cristina Zecchi e Elisa Peruzzi di vincere il contest della Colonia della Comunicazione  e occuparsi di accrescere la notorietà del Fano Jazz By The Sea nel 2015. Ed è proprio Elisa a raccontarci la sua esperienza.– Che tipo di campagna era stata richiesta da brief?

«Il brief richiedeva la realizzazione di una campagna di comunicazione integrata volta a comunicare l’evento Fano Jazz By The Sea 2015. Dovevamo far conoscere il brand e soprattutto gli eventi, cercando di incrementare il numero di spettatori ai concerti».

-Quali erano i punti forti della vostra proposta che vi ha permesso di guadagnare l’attenzione del cliente?

«Penso che i punti di forza del nostro lavoro siano stati la concretezza delle proposte, la realizzabilità in termini di tempi e budget e una certa solidità nella pianificazione di sponsorizzazioni e investimenti. Le idee prodotte devono sempre essere strutturate sulla base del cliente che abbiamo davanti e degli obiettivi e budget che questo ci presenta. In più, abbiamo cercato di far conoscere la città di Fano basandoci su un’audience già attiva come quella degli instawalker».

– Dall’idea si è passati all’azione. Quali sono state le difficoltà passando dall’ideazione alla pratica?

«Dopo aver vinto il contest ci sono state varie riunioni in sede con i responsabili dell’associazione. Instaurare una buona relazione con il cliente e soddisfare le sue richieste ridimensionando alcuni punti e l’allineamento con le loro esigenze sono stati i nostri primi obiettivi. Una delle preoccupazioni maggiori è stata quella di rispettare le fatidiche deadline. Tutto quello che viene progettato ha dei tempi di realizzazione ai quali si devono aggiungere i tempi di approvazione da parte del cliente e di eventuali rilavorazioni e adattamenti dell’idea. A volte ci si trova quindi a correre, ma l’adrenalina rende più interessante ed emozionante il lavoro!»

– Cosa ti porti dietro da questa attività?

«Abbiamo acquisito sicuramente più competenze nel campo generale della pianificazione, della realizzazione e del monitoraggio delle azioni e campagne realizzate. Partecipando a questi contest si inizia ad imparare dal primo momento: si tocca con mano cosa significa ricevere un brief, interpretarlo, far valere le proprie idee all’interno del gruppo di lavoro e  accettare anche le critiche per costruire insieme un lavoro migliore. Si impara a capire cosa si può proporre e cosa no, e anche a presentare e difendere il proprio lavoro di fronte a coloro che questo lavoro dovranno acquistarlo. Nonostante questo, alcune delle abilità più importanti non sono strettamente tecniche: gestione dello stress, relazione con il cliente e collaborazione con chi poi il festival lo creava da zero. Sono state settimane intense ma estremamente emozionanti».

– Consideri quindi l’esperienza positiva? 
«Senza dubbio! L’esperienza è stata estremamente positiva. Siamo all’università per imparare e CPO e le collaborazioni con la Colonia ti permettono di farlo sul campo! Noi abbiamo passato pomeriggi, sere e weekend a lavorare al progetto, abbiamo assistito al festival e lo abbiamo raccontato alle persone, abbiamo visto il teatro interno alzarsi in piedi e ballare per performer davvero bravissimi. Ogni progetto sarà diverso ma il mio consiglio è: siete qui per imparare, cogliete le opportunità che ve lo permettono!»

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