Posts Tagged ‘immaginario’

Le realtà dell’immaginario. La tecnologia e le sue rappresentazioni in 4 lezioni

aprile 14, 2010

La tecnologia è parte centrale dello spirito del tempo. L’immaginario collettivo – il suo bacino semantico – come patrimonio simbolico trova nella tecnologia e attraverso di essa forme e contenuti di espressione di particolare fascino e importanza.

L’immaginario tecnologico è quindi il tema centrale dei prossimi 4 incontri organizzati nell’ambito del corso di Teorie e pratiche dell’immaginario finalizzati a mettere a punto una mappatura del simbolico legato alla tecnologia. Per chi vuole qualche dettaglio qui.

Lunedì 19 aprile 2010 (ore 15.00 – 18.00) si inizia con Antonio Caronia e con la lezione dal titolo Il tempo ai tempi di Internet. L’immaginario dello steampunk.

Mercoledì 21 aprile (ore 10.00 – 13.00) Luca Rossi parlerà di Futuri, passati, presente: l’immaginario nell’intrattenimento digitale.

Giovedì 22 aprile (ore 10.00 – 13.00) con Pier Luigi Capucci cercheremo risposte al quesito – immaginario? – Verso la “terza vita”? La robotica tra immaginario mediale e singolarità tecnologica.

Venerdì 23 aprile (ore 15.00 – 18.00) chiude la serie Giovanni Boccia Artieri con la lezione L’immaginario tecnologico e le sue figure: dallo scienziato all’avatar.

Gli incontri si svolgono nella sede del Cdl in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni, Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di urbino “Carlo Bo”, Viale Trieste 296, Pesaro. Cercheremo di accaparrarci sempre l’Aula 3.

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Immagini del teatro per l’immaginario contemporaneo. Sociétas Raffaello Sanzio e Motus a CPO

gennaio 8, 2009

Il teatro come luogo di osservazione dell’immaginario contemporano. E’ questo il tema del breve ma intenso ciclo di seminari organizzato aal’interno del corso di Teorie e pratiche dell’immaginario contemporaneo.

In programma due incontri imperdibili non solo ai fini dell’approfondimento delle tematiche trattate nel corso ma per comprendere in generale come nel contesto della performance contemporanea siano dati gli impulsi e le suggestioni per l’elaborazione di inedite forme estetiche, in funzione però della drammaturgia e della qualità unica della comunicazione dal vivo.

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Lunedì 12 gennaio 2009 alle ore 10.00 presso l’aula 3 sarà ospite del corso Silvia Bottiroli che in qualità di raffinata studiosa ed esperta del teatro contemporaneo ci porterà nel mondo simbolico e “profondo” della Sociétas Raffaello Sanzio.

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martedì 13 gennaio 2009, sempre alle 10.00, in aula 3 sarà la volta di Motus. Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande ci faranno entrare all’interno della scena e della cultura contemporanea, fra forme e contenuti mediali e ricadute per la riflessività anche sociologica.

Sociétas Raffello Sanzio e Motus non solo catalizzatori dell’immaginario contemporaneo ma espressioni fra le più vivide e lucide della funzione sociale e a-sociale dell’arte.

Convergenze dell’immaginario.

novembre 26, 2008

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Edizione 2008 del seminario tenuto da Claudia Vanti – stilista ed esperta di comunicazione – presso il corso di Teorie e pratiche dell’immaginario contemporaneo.

martedì 2 dicembre ore 10-13 e mercoledì 3 dicembre ore 15-18.

Un’occasione imperdibile per scovare connessioni fra le forme dell’immaginario contemporaneo e dell’industria culturale fra fashion, musica, arte, perofrmance e molto altro.

sonorità di Tarkovskij e Sampaoli

marzo 10, 2008

Segnalazione. La serata di ieri, al Teatro Bonci di Cesena, era dedicata al regista e scrittore russo Andrej Tarkovskij, con la la lettura di sue poesie inedite, con la voce dell’attore Gabriele Marchesini, e l’esecuzione di Lieder del compositore Luciano Sampaoli, che insegna a Cpo nel laboratorio di jingle.

Brano dal film Stalker

Brano di intervista a Tarkovskij sulla definizione di arte (e vita)

robe da bambini

marzo 9, 2008

Se siete di quelli che pensano ancora che i fumetti siano roba da bambini, non venite a Bologna. Non andate alla galleria Squadro, né a una qualsiasi delle mostre della seconda edizione di Bilbolbul. Così, invece di dover aspettare in fila 5 ore, in meno di mezz’ora potrò avere il mio ennesimo autografo disegnato dalla Francesca Ghermandi 🙂

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Se invece vi intriga questa tavola di Lorenzo Mattotti (in magnifico b/n nell’originale) guardate qui.

Classico manifesto

febbraio 26, 2008

La comunicazione pubblicitaria si lascia ispirare dal mondo (“irritare”, direbbe qualcuno), attingendo per la sua creatività dalle espressioni più elevate della cultura fino a quelle più quotidiane. La pubblicità attinge da sempre profondamente dall’arte, dal mito, dalle sue espressioni più classiche. Dagli archetipi della memoria collettiva. Citazioni e rimediazioni. Dal mito di Ulisse alla Gioconda. Per non parlare della Vittoria di Samotracia 😉

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Campagna dell’agenzia Armando Testa, 2006

La mostra Classico Manifesto, visitabile alla Triennale di Milano fino al 24 marzo 2008, propone una raccolta di materiali interessanti su questo rapporto. Il catalogo della mostra prossimamente nella biblioteca di Cpo. Per approfondimenti rimandiamo qui, e in particolare all’articolo di Alex Brunori, direttore creativo di JWT, che abbiamo avuto piacere di ascoltare a Cpo nel dicembre scorso, che osserva il lavoro artistico di Matthew Barney e l’opera letteraria di J.G. Ballard attraverso la rimediazione del regista David Cronenberg.

Auto-immaginari

febbraio 15, 2008

Un’altra mostra – questa a Milano Bovisa – è il pretesto che un altro nostro docente ha usato per parlare di un immaginario particolare, quello che ci riguarda, “l’immaginario di me”. Auto-immaginari di Fabio Fornasari, che insegna a Cpo Storia del design, li trovate qui.

Per altri auto-immaginari, provate a visitare l’unAcademy 🙂

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Immaginari in mostra

febbraio 7, 2008

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A Roma diverse mostre interessanti dal punto di vista dell’immaginario contemporaneo e dell’intreccio fra forme pop, mediali e linguaggi artistici. Qualcuna c’è, altre non più ma vale la pena vedere di cosa si tratta. Prendere appunti.

La prima Supermodels II: real vs unreal (Galleria Lipanjeputin) indaga sulle declinazioni del tema della bellezza. Il promo-video qui.

La seconda Stories from the wonderland #2 (Galleria Dorothy Circus) è dedicata ai movimenti recenti dell’arte contemporanea: pop surrealism e lowbrow. Il promo con la descrizione della mostra e del progetto espositivo più generale della galleria è da vedere e sentire, sempre qui ma da cercare nella finestrella di fianco.

Poi Inconoclast Game (Museo Boncompagni Ludovisi): cercare il video promo nello stesso posto perchè il curatore Lorenzo Pizzanelli e Fariba Ferdosi (regista iraniana) spiegano benissimo il gioco simbolico (ma anche politico e culturale) della distruzione delle immagini (paradosso dell’immaginario) e della responsabilità dello spettatore.

Less. Strategie alternative dell’abitare (Pac, Milano). Basti vedere il video di Mircea Cantor, The landscape is changing per capire. Sentire cosa dice la curatrice Gabi Scardi.

Spirito del tempo. Spunti per osservare l’immaginario in carica. Parte 3

gennaio 30, 2008

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Filo rosso di questi temi: il viaggio (De Riso, Farese, Moletta, Trappoli). Da dimensione metaforica – viaggio come conoscenza (Boetti e le sue mappe) e incontro con il diverso – fino al viaggio nel tempo che non solo poggia su forme “classiche” dell’immaginario (il romanzo ad esempio) ma su forme adeguate alla comunicazione contemporanea: dalla dialettica fra passato e futuro (Heroes e Lost ad esempio) fino alle dimensioni cognitive del viaggio come particolare forma dell’esperienza tattile (performativa) e per certi versi allucinatoria. Basti pensare al volo e al teletrasporto nel metaverso e nei videomondi online. Viaggio, vale la pena di ribadirlo, come metafora compiuta dell’immaginario meta-territoriale e diffuso, ossia dello spirito del nostro tempo.

Spirito del tempo. Spunti per osservare l’immaginario in carica. Parte 2

gennaio 30, 2008

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La seconda serie di osservazioni ci porta alle dimensioni postumane e postorganiche (manipolabilità, anche e soprattutto dei media) rappresentano il corpo (De Paulis, Intini, Preti, Tienforti, Zago) e la bellezza (De Marzo, Rossini, Santoro, Turatti). Là dove vediamo un corpo come piattaforma comunicativa, plasmabile e sofferente (come simbolica della deformazione in Cunningham), o ibridato (Barney), o ancora mutato/mutante (dal body building, ai fumetti alla fiction, all’arte con Patricia Piccinini ), e infine pornografico (esposto e ben espresso dall’iconografia orientale), vediamo anche il corpo svincolato dalla corporeità: nell’immagine-immaginario del robot (nella pubblicità, nel video clip, nella moda), nella chirurgia plastica (programmi tv, fiction) fino alla sua dissoluzione nella rete come corpo-avatar. La bellezza, dal canto suo, segue i processi del corpo e le sue ambivalenze. Immagini e immaginario della bellezza sembrano oggi quelli dei canoni seriali (differenza senza valore della bellezza mainstream – dalla tv alla Beecroft), della progressiva femminilizzazione, della dialettica bellezza-dannazione (Moss), bellezza-intelligenza fino al culto della bellezza sintetica ed eccessiva (dalla campagna Dove fino ai beautiful avatar di 01.org tanto per fare un solo esempio).

In questo contesto si individua un immaginario della diversità (Abbatini, Chironi, Pillai, Ruocco, Sforza) che declina ancora, e in accordo con l’idea di femminilizzazione e dei suoi parametri estetici, nella diversità sessuale e in particolare nell’affermarsi dell’immaginario omossessuale (maschile e femminile nella fiction e nella pubblicità con grande evidenza) e nella convergenza (estetica e di superficie) dei generi. Lo scenario è quello urbano e di figure che vanno dal “metrosessuale”, a drag king e drag queen. Diversità è anche razziale dove però le razze con cui si confronta l’immaginario sono quelle mutanti e delle diverse abilità (ancora cinema, fumetti, cartoni, giochi online).

Dal punto di vista delle relazioni (Canu, Cinelli, Falanga, Melideo, Quaresima, Torcoletti) abbiamo a disposizione una memoria dell’immaginario che dà conto delle trasformazioni di relazioni come l’amicizia (telefilm dagli anni ’70 ai nostri giorni), la coppia e famiglia (dink, coppie via cavo, spin-dating) legittimazione cioè, almeno nell’immaginario, di modalità “altre” per pensare e costruire i rapporti. Relazioni in rete e social network come forme centrate sulla comunicazione (ad esempio il caso shyno) e rese visibili anche graficamente da mappe (Facebook ad esempio), da alberi genealogici, da forme neotribali e linguaggi spettacolarizzati della moltitudine (al posto della massa). Nuove dialettiche corpo/linguaggio che esprimono al meglio l’amore come medium, come mezzo di comunicazione simbolicamente generalizzato e, in definitiva, come forma senza contenuto (Badoo, meetic.it , ecc.).


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