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LAUREATI CPO AL LAVORO: l’esperienza all’estero di Giulia Lodi

ottobre 15, 2015

12164842_10207924961224191_1587181429_oI percorsi lavorativi dei laureati in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni sono spesso molto differenti. C’è chi lavora in agenzia e chi come freelance, c’è chi decide di sfruttare le occasioni lavorative nella propria regione di provenienza e c’è chi si trasferisce all’estero. Tra questi si colloca la carriera lavorativa di Giulia Lodi: da più di un anno è a Bonn (Germania) all’interno della European Choral Association, un’organizzazione musicale che lavora a diversi progetti volti all’inclusione sociale e alla costruzione e al rafforzamento dell’identità europea. Alcuni progetti sono finanziati dall’Unione Europea, altri sono frutto di collaborazioni tra organizzazioni nazionali.

Puoi parlarci della tua prima esperienza lavorativa in YouCanGroup? 

«YouCanGroup è stata una breve esperienza lavorativa che mi ha dato modo di avere una prima infarinatura nel mondo del lavoro. L’ambiente, molto giovane e dinamico, è stato un’ottima palestra per mettermi alla prova e capire quali erano i miei punti di forza e di debolezza, dove potevo migliorare, cosa mi appassionava veramente e cosa non faceva proprio per me. La scelta è stata dettata dalla loro ambivalenza in cui mi riconosco molto: attivi e connessi alla rete locale, ma con una forte connotazione internazionale (il sito dell’agenzia bolognese è in inglese). In particolare ho fatto parte del team creativo che si è occupato di progetti innovativi nel settore food come “pastamadre” di Riccardo Astolfi teso a diffondere l´arte del pane fatto in casa e “la papilla brilla” un gruppo di ragazze di Reggio Emilia che creano format culinari ed hanno ideato il food immersion festival».

Prima di frequentare il corso CPO hai svolto un’esperienza all’estero. Quanto e come cambia il modo di pensare la propria carriera universitaria e lavorativa? C’è il rischio reale che dopo l’ltalia cominci a stare “un po’ troppo stretta”?

«L’esperienza in Australia mi ha cambiata, tanto, e tutte le mie scelte, universitarie e lavorative, ne sono state ovviamente influenzate. Viaggiando vieni in contatto con un’infinità di stimoli, ti si apre una gamma vastissima di possibilità che impari a filtrare e selezionare a seconda dei tuoi gusti e delle tue inclinazioni. Io ho capito che dopo la triennale volevo completare gli studi con una specialistica che unisse gli insegnamenti teorici ad una parte più pratica in cui vi fossero workshop e collaborazioni con le aziende: è per questo che poi mi sono iscritta a CPO.

Il rischio che ad un certo punto l´Italia possa stare stretta c’è, ma è anche vero che stando lontani da casa si riesce a rivalutare alcune cose che qui si danno per scontate. E che possono essere dei buoni “insight” per chi deve realizzare una campagna incentrata sui valori del territorio».

Qual è invece la tua attuale posizione all’interno della European Choral Association?

«Le mie mansioni consistono nel gestire le comunicazioni interne con membri ed iscritti e quelle esterne con partner e soggetti terzi. Mi occupo dell’organizzazione di eventi, conferenze e meeting e collaboro nella preparazione della newsletter e della rivista dell’associazione. Inoltre, mi occupo dell’analisi dei canali social e della strategia di comunicazione».

Quali sono le difficoltà e le cose da tenere sempre in mente nell’ organizzare eventi in posti molto diversi d’Europa come Spagna e Finlandia?

«Le difficoltà sono molteplici, culturali prima di tutto: molti fraintendimenti nascono da percezioni diverse dello stesso comportamento o concezioni differenti della stessa parola o frase. Nulla è scontato, tutto va specificato e in alcuni casi spiegato. L’aspetto logistico è fondamentale: avvalersi di un team di persone del luogo, studiare con loro la città, i percorsi che i partecipanti faranno, calcolarne le tempistiche, immaginare i possibili problemi che potrebbero avere.

Ultime, ma non per importanza, le difficoltà linguistiche: in molti conoscono l’inglese, ma ci si può ritrovare ad un festival in Ungheria a dover coordinare 30 volontari che parlano solo l’ungherese. Questo ti fa immaginare subito le difficoltà che si avranno con il pubblico. In questo caso per favorire la comunicazione si riscopre l’immenso potere delle illustrazioni e dei disegni!»

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LAUREATI CPO AL LAVORO: Intervista al SEO Specialist Vincenzo Ricciardi

ottobre 1, 2015

Vincenzo RicciardiSEO e SEM sono sigle ormai familiari per tutti gli smanettoni del web. Ma quando si tratta di lavoro, può essere necessario affidare la Search Engine Optimization e il Search Engine Marketing a uno specialista. A tal proposito, abbiamo intervistato Vincenzo Ricciardi, laureato in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni nell’ormai lontano 2011.

– Partiamo dalla tua attività parallela al percorso di studi in CPO. Puoi parlarci della tua esperienza come redattore per il Blog di Telecom Italia?

«Per 10 mesi ho fatto parte della redazione del progetto Avoicomunicare di Telecom Italia. Insieme ad altri colleghi dell’università abbiamo avuto la possibilità di collaborare con un’importante agenzia di Milano e con Telecom Italia con l’obiettivo di scrivere dei post sulla sostenibilità ambientale e mantenere attiva la community. L’esperienza è arrivata tramite l’università che mi ha messo in contatto con loro e mi ha permesso di addentrarmi nel mondo del web che poi sarebbe diventato la base delle mie esperienze lavorative successive».

– Quali sono stati i tuoi primi passi dopo esserti laureato?

«Pochi mesi dopo essermi laureato ho cominciato la mia esperienza in una web agency di Fano specializzata nel turismo. Tutto è cominciato nel più classico dei modi: ho letto in un annuncio che stavano cercando una persona che avesse delle buone conoscenze in comunicazione e una propensione al mondo digital e mi sono proposto».

– Una delle tendenze attuali per le piccole e medie imprese è quello di preferire Facebook a siti internet propri per veicolare i contenuti. Si tratta di una scelta vincente?

«Non sempre è un male decidere di gestire una pagina Facebook piuttosto che un sito internet. Il mio consiglio è di definire bene gli obiettivi da raggiungere prima di intraprendere un’attività di web marketing, la scelta degli strumenti da utilizzare verrà di conseguenza.

Ad esempio una piccola azienda di idraulica, un carrozziere o un impresa di giardinaggio avrebbe sicuramente più riscontro (in termini di contatti e chiamate) utilizzando strumenti di google per la promozione locale piuttosto che creando un sito web.

Per quanto riguarda la gestione dei social il discorso è semplice: per avere successo bisogna avere qualcosa da dire ed essere costanti nel tempo».

– Le tue esperienze nella progettazione di alcuni piccoli siti ti sono servite a livello operativo nel tuo lavoro da SEO specialist oppure sono servite esclusivamente a creare un buon portfolio?

«Questo tipo di esperienze mi hanno aiutato su entrambi i fronti. Avere un portfolio mi ha permesso durante i colloqui di lavoro di far capire immediatamente cosa sapessi fare realmente e mi ha aiutato a comprendere meglio i meccanismi della SEO. Il mio consiglio, per chi vuole intraprendere questa strada, è di “sporcarsi le mani”, testando nuove tecniche di posizionamento e creare un proprio sito web personale, come ho fatto io con il mio sito personale (www.ricciardivince.it

– Quali sono gli errori più comuni che un principiante commette nell’ambito del SEO e che consiglieresti di evitare agli studenti CPO?

«A mio avviso un errore da evitare è quello di non tenere traccia delle attività svolte e dei risultati raggiunti. In questo modo non sapremmo mai se le nostre attività SEO avranno prodotto dei risultati o meno.
Altro consiglio che mi sento di dare è di studiare molto e tenersi aggiornati costantemente, oggi fortunatamente esistono molte community online, seminari e libri da cui attingere».

– La tua carriera lavorativa da Sestante a Koobi. Hai ottenuto subito una buona offerta lavorativa o le tue mansioni e il tuo contratto sono cresciuti nel corso degli anni?

«All’inizio ho dovuto studiare e imparare molto, visto che le mie conoscenza erano limitate al mondo della comunicazione e avevo qualche esperienza da webmaster autodidatta. Con il tempo sono riuscito ad affermarmi, prendermi alcune soddisfazioni personali e sono riuscito a raggiungere dei buoni risultati».

– Le tue attività lavorative si sono svolte per lo più nel territorio marchigiano. Il tuo futuro lo vedi ancora in questa regione?

«Si , le Marche sono una regione ospitale con un buon tessuto produttivo che possono offrire buone possibilità di lavoro in diversi campi».

Nuovo editor per il blog CPO

luglio 9, 2015

Nuove interviste ai laureati e agli studenti vincitori dei contest della Colonia, guide aggiornate e news per sfruttare al meglio le possibilità offerte dal nostro corso di laurea saranno presto pubblicate su questo blog.

Da oggi fino al prossimo luglio 2016, come Studente Tutor del corso in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni mi occuperò di realizzare contenuti interessanti per le future matricole e per tutti i “colleghi” del secondo anno.

Antonio Percolla
Studente Tutor CPO
antonio.percolla@uniurb.it


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