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Esempi di intraprendenza #16: i laureati Cpo al lavoro

novembre 12, 2013

foto fabrizioBentrovati! Oggi siamo qui con Fabrizio, social media expert che ci parlerà di Social Intelligence!

Fabrizio, comincia col dirci  in che anno ti sei laureato in Cpo e con quale tesi?

Sono uno sportivo agonista da sempre e ho iniziato l’avventura al Cpo con l’intenzione di realizzare una tesi che coniugasse marketing e sport: così è stato. Mi sono laureato nel febbraio 2011 con una tesi in Economia del consumo, della marca e dell’esperienza dal titolo “Where Authenticity Happens: il reincanto dello sport disincantato”.

 E dopo la laurea, cosa è accaduto?

Durante l’università collaboravo con il direttore commerciale di alcune ditte after market del settore motociclistico, un lavoro che mi impegnava un paio di giorni a settimana. Nel frattempo curavo la comunicazione web di una associazione no profit di cui sono vicepresidente, Animosa Onlus (www.animosa.it), e della mia società di canottaggio. Dopo la laurea a marzo 2011, mentre sondavo il terreno per un lavoro più stabile, ho proseguito il mio contratto di collaborazione associandolo a qualche progetto di marketing sportivo e politico.  Poi, nel settembre 2011, una grossa azienda mi ha telefonato dopo avere visto il mio curriculum su AlmaLaurea.  Da quel giorno, ho momentaneamente abbandonato i miei sogni di marketing sportivo e sono entrato nel mondo della Social Intelligence.

 Oggi dove lavori e con quale ruolo? Di fatto, di cosa ti occupi oggi?

 Lavoro presso Tecla (www.tecla.it), una società leader nella realizzazione di soluzioni e progetti integrati per il Digital Business. Sono un Social Media Specialist, e il mio ruolo fin dall’inizio è stato quello di gestire un servizio di Social Intelligence. Di cosa si tratta? In un mondo dove il consumatore sta guadagnando sempre più potere, le aziende devono ascoltare la sua voce che sempre di più è espressa sul web tramite opinioni, recensioni, raccomandazioni. Ed è qui che entra in gioco la Social Intelligence: ascoltiamo la rete per monitorare la brand reputation, il sentiment di mercato, le opinioni dei consumatori. Le mie funzioni sono sia strategiche che operative: sono l’account di alcuni clienti, metto a punto il sistema di ascolto delle conversazioni e fornisco insight strategici ai committenti. Negli ultimi tempi, mi occupo anche di pianificare e realizzare strategie di Marketing e Comunicazione Digitale. Chiaramente, il mio è un ambito in continua evoluzione, per cui la mia è una formazione continua: bisogna allenare la mente per imparare e mettere a frutto le migliori strategie di marketing.

 Nel complesso, ti senti soddisfatto?

 Come tutti nella vita, al lavoro alterno momenti di grande stress ad altri di grande energia e positività. Ma alla fine vince la soddisfazione. Lavorare con clienti di livello nazionale e internazionale può essere spiazzante all’inizio, ma diveta decisamente stimolante appena si prende confidenza con linguaggio, tempi, modi di relazionarsi con il cliente.

Una curiosità per soddisfare i dubbi dei nuovi immatricolati: quale laurea triennale ti ha condotto alla scelta del Cpo? Era un percorso affine o completamente diverso?

Ho seguito la triennale di Scienze della Comunicazione a Bologna ma non ero soddisfatto. Mi ero reso conto che potevo anche non frequentare le lezioni e avere comunque buoni voti. Ho deciso di cambiare e di mettermi in gioco con qualcosa di più pratico.

Cosa è stato più utile del percorso di studi magistrale per la tua occupazione attuale?

Le cose più utili? Il mix perfetto tra teoria e pratica. E il rapporto con gli studenti e i professori. Il primo anno a Bologna eravamo in 400 matricole, non studenti; se arrivavi tardi a lezione non vedevi neanche la cattedra da quanto era lontana, e allo stesso tempo i compagni di banco erano sempre diversi. Pesaro è stata una svolta: contatto diretto con i professori, lavori di gruppo con i compagni, confronto continuo, un framework metodologico comune. Oltre alla necessaria teoria, abbiamo continuamente messo alla prova le nostre capacità comunicative, relazionali e creative tramite progetti ed esercitazioni.foto laurea Fabrizio e Valentina

Ma, se devo essere sincero, la cosa migliore che il Cpo mi ha portato è stata la mia ragazza Valentina. E questo vale più di tutto.

 Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?

 Ricordarsi che fuori dalla cerchia di amici, conoscenti, studenti, professori, non ti conosce nessuno. Perciò ogni volta bisogna dimostrare il proprio talento. Bisogna farsi conoscere e rendersi indispensabili: stare i cinque minuti in più oltre l’orario di lavoro, seguire le direttive ma proponendo un’alternativa creativa, dimostrare di non avere solo buone idee ma anche un buon metodo per studiarle e realizzarle.

Da qui a cinque anni come ti pensi? Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?

Dopo avere messo in stand-by la mia passione per il marketing sportivo, ho fondato da poco una start-up con un mio carissimo amico sognatore, insieme ad altri soci decisamente più pratici. Si chiama SporTalent (www.sportalent.com), un progetto che nasce con l’idea di permettere a tutti coloro che hanno un talento sportivo (atletico, manageriale, amatoriale, passionale) di poterlo coltivare al meglio. Me ne occupo solo nel poco tempo libero, ma in futuro chissà, forse riuscirò davvero a fondere le mie passioni: sport e comunicazione. È una sfida, ma del resto sono uno sportivo agonista da sempre. E cos’è il lavoro se non una gara, dove il talento conta, ma conta ancora di più come lo si allena?

E dopo questa bellissima intervista, vi diamo appuntamento a martedì prossimo con la storia di Tiziana, esperta in comunicazione creativa.

Esempi d’intraprendenza #15: i laureati Cpo al lavoro

novembre 5, 2013

Foto Chiara CiniOggi siamo qui con Chiara Cini! Nostra ex-studente, adesso scrittrice per Apogeo, digital planner ed esperta di social media.

Ciao Chiara! Anzitutto, parlaci dei tuoi anni universitari. 

Dopo la laurea triennale in Comunicazione e società della facoltà di Sociologia all’Università degli studi di Milano, durante la quale ho trascorso un anno all’estero al nord della Spagna (Universidad Publica de Navarra a Pamplona), mi sono iscritta al CPO e laureata nel febbraio 2007 con una tesi sul marketing territoriale e in particolare sul brand Italia che si promuove all’estero. Nei mesi prima della laurea ho effettuato uno stage all’Ente Nazionale del Turismo italiano a Madrid dove ho imparato come l’Italia si promuove in Spagna e i pesanti meccanismi burocratici delle realtà pubbliche.

Dopo la laurea, cosa hai scelto di fare?

Subito dopo la laurea sono rientrata a Milano dove ho fatto uno stage nella redazione del Gastronauta tra prodotti tipici, ricette e sapori del territorio. Nel novembre del 2007 ho iniziato la mia esperienza in Hagakure, una delle prime società specializzate in Italia in digital PR e comunicazione sui social media. Lì ho trascorso due anni e mezzo intensi e formativi: una vera e propria palestra che mi ha consentito di crescere in breve tempo imparando a fare un mestiere che si costruiva giorno dopo giorno, con l’arrivo di nuovi luoghi e linguaggi online. Nel giugno del 2010 sono passata a TheblogTV a nutrire – divertendomi – una community di appassionati di cucina chiamata Madeinkitchen dove sono rimasta circa un anno. Per coincidenza sono poi tornata proprio a Pesaro, dove per i successivi due anni e mezzo mi sono occupata della reputazione online a 360° di Eden Viaggi, un tour operator importante nel panorama del turismo tradizionale in Italia.

Nel frattempo ho collaborato e collaboro tuttora con Frog Marketing, un laboratorio fondato da un team dell’Università di Milano che tiene corsi su social media marketing per piccole medie imprese e privati in giro per l’Italia.

Nel 2012 ho pubblicato un libro per Apogeo Editore: il titolo è “Facebook per tutti – Guida perdivertirsi in sicurezza”, un manuale per imparare a usare il più famoso dei social network nella maniera più consapevole possibile. Il libro è stato ripubblicato lo scorso settembre nella sua seconda edizione.

Facebook per tuttiDa poco Apogeo Editore ha anche pubblicato un mio ebook sempre dedicato a Facebook ma più orientato alle aziende: “La Pagina Facebook – Prontuario del communitymanager”, che spero possa essere utile a tanti giovani professionisti che si approcciano al mestiere.

Davvero tante cose, insomma! E ora? 

Da pochissimo, una manciata di settimane, sono entrata in Now Available: un’agenzia di comunicazione all’interno della quale sto delineando io stessa ogni giorno insieme ai miei nuovi colleghi il mio ruolo di digital planner, sulla base delle esigenze interne e dei clienti, e sulla base di quello che nel quotidiano posso apportare sulla visione digitale dei progetti.

Grazie Chiara!!! Hai qualche consiglio da suggerire ai nostri nuovi studenti o ai neo-laureati CPO?

Ho scelto il CPO per l’approccio più pratico e operativo dei corsi, meno didascalico rispetto alle proposte che in media arrivano dalle università italiane. Non me ne sono pentita: quel percorso mi ha insegnato a lavorare in team e ad avere uno sguardo molto concreto sui progetti, oltre a consentirmi di trascorrere un anno davvero piacevole tra quei corridoi a due passi dal mare, a nascondermi dai bidelli se ero sporca di sabbia al rientro in università per le lezioni.

Il consiglio che posso dare ai ragazzi che stanno intraprendendo questo percorso è di cercare di capire davvero quali sono le loro predisposizioni naturali e i loro desideri: sono sicura che avere degli obiettivi chiari sia il primo passo fondamentale per poterli raggiungere.

Prima di innamorarsi di una qualche professione è bene informarsi, confrontarsi con chi è del settore in modo da conoscerla più a fondo possibile per capire se è nelle proprie corde sul serio. Poi c’è sempre tempo per cambiare.

Dicci del futuro. Dove ti vedi tra 5 anni?  

Cinque anni mi sembrano davvero un’eternità, soprattutto vivendo in una rete che cambia ogni giorno. Tra cinque anni spero di svegliarmi al mattino e spero che il mio lavoro sia una parte importante e felice della mia vita, dovunque io mi trovi.

Ci ritroviamo la prossima settimana con un’altra bellissima intervista ad un nostro laureato! Martedì vi racconteremo la storia di Fabrizio, social media specialist.

Esempi d’intraprendenza #14: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 29, 2013

Foto IvanLa storia che vi proponiamo oggi è quella di Ivan, un ragazzo che ha scelto di lavorare come freelance per poter fare continuamente fronte rispetto alle nuove esigenze del mercato.

Ivan, cominciamo dall’inizio! Raccontaci della laurea.

Mi sono laureato al CPO nel 2009, con una tesi in Sociologia delle Organizzazioni dal titolo “Comunicare le Piccole e Medie Organizzazioni nell’Era Postmoderna”. Sei mesi prima avevo iniziato uno stage proposto dall’università presso il COSMOB – centro tecnologico marchigiano, dedicato al settore legno-arredo, dove mi sono ritrovato ad creare l’ufficio comunicazione del centro e sviluppare servizi di comunicazione tecnica per le aziende del mobile.

Dopo la laurea, lo stage si è trasformato in una collaborazione che è durata per 3 anni, durante i quali ho anche continuato a portare avanti progetti sia come libero professionista che in team con alcuni colleghi ex-CPO con i quali abbiamo fondato il gruppo creativo OpenLance.

In questi anni ho anche scoperto il mondo della media education, partecipando come trainer ad un progetto Europeo, promosso dal network internazionale di comunicatori Net-One – media for a united world e tenendo alcuni interventi in conferenze sulla comunicazione relazionale ed i social network.

Un inizio con con tutti i crismi!!! E dopo?

L’esperienza al COSMOB è stata molto utile ed interessante, ma ad un certo punto ho capito che era arrivato il momento di fare qualcosa di diverso, perciò ho deciso di licenziarmi ed aprire partita IVA, per offrire alle piccole e medie organizzazioni servizi di Social.COMunication (campagne pubblicitarie, strutture web, eventi social, community management, consulenza mirata, formazione all’uso dei social network, ecc…) e partecipare come formatore a progetti europei di media education.

Il primo anno non è stato facile, re-inventarsi freelance è una sfida a tutto campo… decidere a chi rivolgersi, cosa offrire, i prezzi da fare, capire come farsi pagare in tempi ragionevoli…  insomma bisogna crearsi una propria “mappa” per affrontare il mercato, e specialmente all’inizio capita di sbagliare.

Ma poi le cose migliorano, si dice che “lavoro chiama lavoro”, e fino ad oggi questa è stata la mia esperienza, ogni lavoro fatto è stato un ponte verso un’altro potenziale cliente, e quando i clienti cominciano a tornare per altri lavori, capisci che ce la puoi fare. Non è solo una questione di “lavoro” o di “soldi”, fare il libero professionista mi permette di lavorare in progetti che mi appassionano veramente dove voglio e riesco a dare il massimo. La libertà di azione che l’essere freelance permette e la sensazione di avere il controllo del proprio destino professionale è davvero soddisfacente.

Hai consigli per i nostri nuovi studenti Cpo?

foto Ivan TurattiPersonalmente, dal CPO, ho ottenuto molto di più di quello che mi aspettavo … possibilità di mettere in pratica la teoria in progetti di gruppo ed individuali, rapporto diretto con i professori, lezioni interattive, contatto diretto con il mondo del lavoro sia grazie agli stage, che a concorsi e seminari, ma anche grazie ad alcuni professori che non portavano solo una visione “teorica” ma anche la loro esperienza/conoscenza pratica del mercato, e la condividevano con noi…

…insomma ho iniziato a fare siti web e lavori di grafica all’età di 15 anni, e la laurea triennale mi ha dato una ottima base teorica, ma è stato grazie al CPO che sono riuscito a fare il salto di qualità che mi ha permesso di scegliere la strada professionale che volevo. Inoltre gli anni passati al CPO sono stati davvero favolosi anche dal punto di vista personale, grazie ai fantastici compagni di corso con i quali ho condiviso esperienze indimenticabili.

Un consiglio che posso dare ai futuri CPO è quello di sfruttare al massimo le opportunità che il corso offre… quindi frequentare il più possibile le lezioni, essere pro-attivi durante i lavori di gruppo, non avere paura di sbagliare o fare domande, partecipare ai concorsi ed ai seminari, e specialmente coltivare le relazioni personali con i compagni di corso e con i professori, una rete relazionale creativa ed attiva come quella del CPO è qualcosa che vi rimarrà per tuta la vita.

Condivido decisamente, Ivan!!! Grazie!

Prima di salutarti, però, vorrei sapere dei tuoi progetti per il futuro!

Mentre scrivevo la tesi al CPO, mi sono accorto che esistevano tante teorie, mappe e strumenti dedicati alle grandi realtà organizzative, ma per le piccole e medie organizzazioni c’era poco o niente, eppure compongono oltre il 93% del tessuto socio-economico italiano. Quindi lavorando per piccole realtà, ho dovuto inventarmi una mappa personale, cercando, adattando ed a volte creando gli strumenti cognitivi, le matrici e le procedure necessarie per strutturare processi di comunicazione nelle PMO.

Ho passato buona parte degli ultimi 4 anni, a lavorare a questo “framework”, che ho chiamato O.P.E.N. I.D.E.A. sfruttando ogni occasione professionale per sperimentarlo e migliorarlo, nelle prossime settimane lo rilascerò come un progetto open source sotto licenza creative commons, affiancandoci entro qualche mese anche un workbook ed un workshop per piccole e medie organizzazioni interessate ad implementarlo.

Nei prossimi anni ho intenzione di portare avanti questo framework, sia migliorandolo, che facendo progetti in grado di dimostrarne l’efficacia e permetterne una maggiore diffusione, oltre ovviamente a continuare il mio lavoro come freelance Social.COMunicator e Media Educator, il tutto possibilmente in Italia o almeno dall’Italia.

Chi lavora nel mondo della comunicazione sa che ogni giorno ci sono nuove sfide in arrivo, molte di queste non erano nemmeno prevedibili 5 anni fa, ma chi ha fatto il CPO sa di avere delle basi solide su cui costruire il proprio futuro.

Ci ritroviamo la prossima settimana per un’altra intervista ad un laureato CPO!!!

Esempi di intraprendenza #13: i laureati CPO al lavoro

ottobre 22, 2013

fotoNon è una storia comune quella che vi andiamo a raccontare oggi. La nostra ex studentessa Valentina è riuscita a conciliare la sua passione per l’impegno sociale con il suo interesse per il marketing.

Valentina, partiamo dall’inizio: già solo la tua tesi ha una storia molto particolare, vuoi parlarcene?
Certo! Nel 2010, anno precedente quello di laurea, mi ero occupata – con il ruolo di educatrice – delle accoglienze estive regionali di ragazzi Saharawi affetti da disabilità fisiche e psichiche. Un’esperienza intensa e un’interessante case history, che si sono tradotte, nel 2011, in una tesi molto appagante sulla comunicazione sociale di solidarietà.
Subito dopo, ho attivato tramite l’Università uno stage in un’agenzia di Ancona dove il mio compito era occuparmi di marketing e progettazione dei piani di comunicazione per aziende e pubbliche amministrazioni.
Qui ho avuto la conferma che volevo lavorare nel settore e che la qualità del contatto con le persone può davvero fare la differenza.
Successivamente, ho vinto la borsa lavoro “Adotta un giovane” della Regione Marche per portare avanti un progetto di un anno insieme alla Cooperativa Sociale Astrea, una nuova cooperativa di tipo B (che da statuto deve impiegare almeno un 30% di lavoratori svantaggiati). Il progetto riguardava il recupero del marchio INMARE, un brand di prodotti per la nautica con forti legami sul territorio, appartenente ad una società prossima al fallimento. Nonostante le gravi difficoltà del settore, ad un’analisi preliminare permaneva un’alta qualità del prodotto e un eccellente contenuto innovativo. La brand equity del marchio era relativamente integra. Potevamo contare su svariate agevolazioni fiscali. Ci abbiamo creduto, e ci siamo buttati.

E ora che ti ritrovi tra barche e motori, puoi farci un bilancio?
Dopo poco più di un anno non grido vittoria ma le cose stanno andando veramente bene! Attualmente sono Responsabile Marketing di INMARE. Mi occupo a tuttotondo degli studi di mercato, delle relazioni verso i clienti e della comunicazione in qualsiasi forma (social network, sito web, rassegna stampa, newsletter, organizzazione fiere nautiche – dalla progettazione al montare fisicamente lo stand, ahimé!). E di altri lati gestionali – amministrativi. Come in tutte le start up, tutti devono sapere fare un po’ di tutto.

Insomma, un lavoro impegnativo!
Molto. Soprattutto perché le iniziative di comunicazione della precedente amministrazione erano state poche, e prive di coordinazione ed efficacia. Ma devo dire che è stato stimolante partire praticamente da zero per ricostruire la credibilità internazionale di un prodotto così particolare. E avere a disposizione un budget ristretto fa miracoli per incentivare la creatività!
Per partire, però, ho avuto bisogno di coinvolgere anche chi aveva studiato e fatto lo stage con me. Ho fatto riferimento a loro per tantissimi aspetti concreti dell’avviare una strategia di marketing. E quando le cose hanno in cooperativa hanno iniziato ad ingranare, alcuni di loro sono diventati collaboratori in staff a tutti gli effetti. E poi c’è Fabrizio, il mio compagno, ex Cpoino anche lui, eletto a revisore ufficiale di tutti i miei lavori finali.
Dirlo sembra banale, ma la tua rete di relazioni è spesso la tua rete di salvataggio. Tanto più se la tua rete include quelli che sono stati i tuoi (ex) docenti. Persone che stimo, e che ricordo con un po’ di sana nostalgia. E questo è uno dei migliori plus di Cpo.

La tua esperienza al Cpo è stata, dunque, nettamente positiva. Hai consigli da dare ai nostri nuovi studenti perché anche loro ne possano trarre il meglio, come hai fatto tu?

Il percorso di studi che ho trovato io era portato avanti da professori e professionisti di tutto rispetto, spesso giovani ben formati, attenti ai cambiamenti sociali e costantemente aggiornati. Capaci di trasmettere tanto, sia a livello culturale sia di metodologia di approccio.
E già questo è moltissimo. Quella del Cpo è, in generale, una buona scelta perché cerca di conciliare didattica e pratica (vedi i lavori della Colonia della Comunicazione). Il mio consiglio è di far fruttare al meglio le opportunità di lavorare con gli altri studenti – in workshop e lavori di gruppo – e di portare avanti lo studio parallelamente al lavoro. Perché a volte ci si ritrova ad avere 26 / 27 anni senza aver mai lavorato. E al giorno d’oggi questo è particolarmente pregiudicante nell’inserimento nel mercato del lavoro.

Un’ultima domanda: come ti vedi tra 5 anni?
Spero sempre nella stessa azienda ma alle prese con altri progetti.
Mi immagino impegnata a rilevare altri validi marchi locali in difficoltà e a riportarli in vita come cooperative di tipo B. Per creare un circolo economico virtuoso sul territorio e per contribuire ad uno sviluppo sociale sostenibile, con particolare attenzione alle persone svantaggiate. Impegnativo? Direi di si! Ma come si fa a resistere al fascino di una sfida continua?

Grazie a Valentina! Ci vediamo la prossima settimana con la storia di Ivan, freelance Social.COMunicator e Media Educator!

Esempi d’intraprendenza #12: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 15, 2013

valentina

Non sono poi tanto rare, le occasioni in cui, si ha possibilità di trovare impiego ancor prima di essere giunti al compimento degli studi. Ce lo auguriamo tutti! E intanto sentiamo come ci è riuscita Valentina e come si sono evolute le cose.

Valentina, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Ho conseguito la laurea a febbraio 2010, con una tesi dedicata allo Street Food ed in particolare ad un progetto di brandizzazione di Ape Car Classic per la somministrazione di sushi versione street e take away.

E dopo la laurea, cosa è accaduto?
Dopo la laurea ho continuato la mia collaborazione con l’azienda presso la quale avevo iniziato lo stage e nella quale lavoro tutt’ora. Quindi l’impiego è arrivato ancor prima che mi laureassi: prima come collaborazione occasionale ed ora in modo stabile.

Oggi dove lavori? Il tuo ruolo si è evoluto nel tempo? Nel complesso, ti ritieni soddisfatta?
Oggi lavoro per You Can Group, giovane azienda bolognese che si occupa di tre settori diversificati: Food, Digital e Design. Principalmente mi occupo del settore food nel ruolo di Copywriter e Media Relation. La mia figura si è evoluta nel tempo in modo fluido e seguendo una crescita fisiologica e uniforme: entrata unicamente come Copy per la scrittura di testi aziendali (stampa e web), sono passata alla Gestione del reparto grafico e della Comunicazione interna al Network Sosushi (uno dei principali food format del gruppo). Oggi, oltre a mantenere la mia mansione di Copy, gestisco i rapporti con l’Ufficio Stampa esterno e da giugno di quest’anno curo la partnership instaurata dall’azienda con la nuova testata web Leifoodie di RCS Media Group, per cui scrivo coordinando gli altri contributors. Grazie alla diversificazione delle mie mansioni nel tempo e alla maturazione di competenze trasversali nel ruolo di Copywriter, oggi arricchite con una formazione che si sta costruendo anche rispetto alla scrittura giornalistica, posso dire di essere molto soddisfatta.

Ti occupi di tantissime cose! Una curiosità, per soddisfare i dubbi dei nuovi immatricolati, quale laurea triennale ti ha condotto alla scelta del Cpo? Era un percorso affine o completamente diverso?
Sono arrivata al Cpo dopo una Laurea in Comunicazione Pubblica e Sociale conseguita all’Università degli Studi di Ferrara, il mio percorso era dunque modo coerente con la scelta di specializzarmi in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni.

Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?
Se dovessi dare un consiglio ai nuovi laureati direi loro di cercare di fare quante più esperienze possibili, anche in settori che non sembrano necessariamente affini al loro, di cimentarsi con la pratica e di misurarsi con sfide diverse. Direi loro di tenere duro e non farsi scoraggiare dalle proposte di stage, poiché spesso sono ottime occasioni per inserirsi in un contesto lavorativo arricchente e formativo.
Consiglierei inoltre un’esperienza all’estero, che personalmente non ho fatto, ma che credo sia fondamentale per conoscere sì una lingua, ma anche per aprire la mente ad un contesto culturale diverso.

Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?
A differenza di molti miei coetanei mi penso in Italia: credo che sia importante trovare il modo per valorizzare e far crescere realtà importanti anche nel nostro Paese. Vorrei continuare a maturare una professionalità a 360° nella scrittura: pubblicitaria, aziendale e giornalistica. Ora sto bene e non mi immagino in un luogo o in ruolo preciso o per forza diverso, immagino la mia professione che continua a crescere e maturare competenze nella direzione del copywriting e, perché no, un giorno realizzare il sogno di scrivere un libro.

Settima prossima ancora un’altra intervista, con Valentina, Responsabile Marketing ad Ancona. Leggeremo le parole degli intervenuti fino all’8 novembre!

Esempi d’intraprendenza #11: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 8, 2013

elena silvi marchini

Spesso le difficoltà non mancano, anzi, sembrano proprio e sempre dietro l’angolo. Ma con un po’ di pazienza e tenacia si può dimostrare quanto si è abili nel proprio lavoro. Ed Elena ce l’ha fatta.

Elena, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Mi sono laureata in CPO a dicembre del 2011, con una tesi in Marketing territoriale (con relatore il Professore Roberto Alessi) dal titolo “La partecipazione dei cittadini nei processi di sviluppo strategico del territorio e il ruolo della Rete”.

E dopo la laurea, cosa è accaduto?
Ho scelto di approfondire questa materia poiché, complice un interesse personale per questo settore, ho svolto il mio tirocinio curriculare in un’agenzia di comunicazione che stava sviluppando un progetto interessante in questo campo. Quale migliore occasione per dare applicazione agli studi che stavo facendo!

Come hai trovato il primo impiego nel settore della comunicazione?
Al termine dello stage ho avuto la possibilità di rimanere a fare parte del team dell’agenzia, con la quale ho avviato un progetto di collaborazione retribuita, e che è proseguito per qualche mese. Nel frattempo ho continuato a collaborare con Ninja Marketing, il blog più seguito nel settore in Italia, con il quale sono entrata in contatto proprio grazie a CPO e in particolare al workshop tenuto da Alex Giordano, uno dei due fondatori, all’interno del corso del Professor Boccia Artieri.

Oggi dove lavori e con quale ruolo?
Oggi lavoro in un’azienda di Riccione (RN) leader nel settore fotografico, e mi occupo della comunicazione, della gestione dei social network e delle attività di content dei tre brand aziendali. Il mio percorso verso questo impiego non è stato lineare, ma è per fortuna un caso vincente! Nei mesi successivi alla laurea ho compiuto tutti i passi tradizionali nel cammino di ricerca di un lavoro: ho mandato curriculum alle agenzie e alle aziende che pensavo potessero essere interessate ad una figura professionale come la mia, continuando ad informarmi, accrescere la mia presenza in rete, finché non sono stata chiamata per un colloquio dall’azienda in cui oggi lavoro.
Purtroppo in quell’occasione la candidata scelta non fui io. Tuttavia, poche settimane dopo, la stessa azienda propose al nostro corso CPO un percorso di stage, anche post laurea. Un’esperienza in quel contesto mi interessava davvero tanto, e così  mi sono proposta per il tirocinio. Da luglio 2012 a fine anno ho svolto il mio percorso da tirocinante, e al termine di questo periodo l’azienda mi ha proposto un contratto di assunzione, e da allora la mia posizione è ancora migliorata in termini contrattuali.

Di fatto, di cosa ti occupi oggi? Nel complesso,  ti senti soddisfatto?
Continuo a collaborare anche con Ninja Marketing. Entrambe le esperienze mi soddisfano molto poiché mi permettono di entrare in contatto ogni giorno con persone appassionate, competenti, e mi permettono di mettermi in gioco continuamente, imparando a lavorare in team e vedere come le mie conoscenze possono prendere forma.

Cosa è stato più utile del percorso di studi magistrale per la tua occupazione attuale?
Di Cpo ho davvero apprezzato tutto, e mi rendo conto sempre più di quanto sia un corso di laurea progettato per proiettare gli studenti nel mondo del lavoro nel modo più giusto: preparandoli e stimolandoli, con insegnamenti complementari ma diversificati, con professori competenti e approcci innovativi, una buona organizzazione e la possibilità di interagire con gli insegnanti grazie ad un numero limitato di studenti, e soprattutto con tanti workshop e laboratori che aiutano ogni ragazzo ad uscire dalla logica dello studio fine a sé stesso.

Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?
Dovendo dare un consiglio ai nuovi laureati, posso semplicemente dire che nel mio caso è stata fondamentale la capacità di dimostrarmi interessata a ciò che ruota attorno al mondo della comunicazione e del marketing, anche fuori dall’università, e la voglia di mettermi in gioco, con tante ambizioni ma senza presunzione. Applicate tutto quello che imparate ai vostri interessi personali!

Una curiosità, per soddisfare i dubbi dei nuovi immatricolati, quale laurea triennale ti ha condotto alla scelta del Cpo? Era un percorso affine o completamente diverso?
Per quanto riguarda gli studi precedenti, provenivo dal corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione di Bologna, quindi potevo contare su un background affine ma con differenze metodologiche e d’approccio che in effetti hanno aiutato ed arricchito il mio percorso in Cpo.

Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?
Davvero non saprei. Il nostro è un settore in grande evoluzione, che offre tante opportunità a chi le vuole cercare, per cui non mi precludo nulla. Sicuramente mi piacerebbe lavorare con realtà internazionali. Una cosa è certa: nell’incertezza dei nostri tempi, abbiamo la possibilità di fare esperienze differenti, e nei limiti dell’accettabile penso sia un’opportunità da sfruttare per capire qual è la nostra strada, facendoci largo tra proposte buone e meno. Sicuramente Cpo rimane una garanzia per affrontare al meglio ognuna di esse!

Prossima uscita: Valentina Preti, Copywriter e Media Relation a Bologna.

Esempi d’intraprendenza #9: i laureati Cpo al lavoro

settembre 17, 2013

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Gli stage. Un trampolino di lancio, un’opportunità concreta attraverso il Cpo. Così ha iniziato Fabio, e così i suoi studi si sono concretizzati nella sua attuale professione. Ma attenzione all’ingrediente segreto: tanta passione.

Fabio, in che anno ti sei laureato in Cpo e con quale tesi?
Ho conseguito la laurea nel Febbraio 2009 con tesi in Marketing Relazionale dal titolo: “Guida Galattica al Social Network”. Ovviamente LM in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni.

Dopo la laurea, cosa è accaduto? Trovato subito impiego nel settore della comunicazione?
Da laureando partecipai ad un concorso creativo per uno stage sponsorizzato da AdmCom (un’agenzia pubblicitaria bolognese) e promosso dalla Facoltà. Ho conseguito la tesi lavorando, in concomitanza con il primo rinnovo di contratto come “Copy Jr.” sui Social Media, presso la stessa agenzia.

Oggi dove lavori e con quale ruolo? Di fatto, di cosa ti occupi? E nel complesso, ti senti soddisfatto?
Da Maggio 2010 lavoro presso Agorà Telematica (società che si occupa di IT – Marketing – WebDesign). Inizialmente mi occupavo della promozione del brand della società stessa sul sito e social network. Oggi seguo le strategie digitali anche per i clienti e collaboro internamente con il team su molte attività: dalla prevendita al marketing, fino alla comunicazione per gli eventi. Sono soddisfatto del mio percorso di crescita. Anche se lento è avvenuto paradossalmente in un periodo di forte crisi e ridimensionamento. Qui seguiamo grandi clienti (WWF Italia, Pubbliche Amministrazioni, Rossopomodoro, SSC Napoli, …), attivi su progetti web e nuove tecnologie (la parte più stimolante) e continuo a fare esperienza, ricoprendo un ruolo sempre più legato al project management oltre che al marketing.

Cosa pensi sia stato più utile del percorso di studi magistrale per la tua occupazione attuale? Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?
Ciò che mi è stato più utile è proprio quello che più di tutto mi ha spaventato. Provenendo da Sociologia ero molto affascinato dallo spettro di argomenti che il CPO trattava, ma avevo paura che non mi avrebbe reso né un Web Designer, né un laureato in Marketing. Il timore era quello di restare per le aziende una figura promiscua di difficile collocazione. Poi ho capito che il problema era maggiormente delle aziende che tardavano ad allinearsi. Oggi sono molte le società che per necessità di cose ti chiedono di ricoprire più ruoli (o quantomeno di “comprendere” più ruoli) e la capacità di farlo devo attribuirla tutta al percorso fatto. CPO è un laboratorio per la mente che cerca di miscelare nel modo giusto tutti gli ingredienti, consiglio solo di non concentrarsi troppo su alcuni, ma di lasciarsi perturbare da ogni cosa, dai corsi all’eccellente rapporto con i docenti.

Da qui a cinque anni come ti pensi? Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?
Il mio sogno resta quello di diventare Brand Manager, anche per una piccola azienda. Italia o estero non importa, non credo si debba partire o restare per forza. Forse avrò bisogno di qualche anno in più ma seguo il mio obiettivo.

Prossima uscita: Chiara Ricci, Strategic Planner e Account Senjor a Pesaro

Esempi d’intraprendenza #8: i laureati Cpo al lavoro

settembre 10, 2013

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Un inizio comune. Gli studi triennali, la magistrale e poi in giro a spedire cv. La differenza sta nel non arrendersi e nel provare ogni giorno, perchè la grinta sarà ripagata.

Barbara, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Ci sono date che non si dimenticano: la Prima Guerra Mondiale, la scoperta dell’America… il giorno della Laurea. Il mio è stato un mercoledì di dicembre nel 2009.
La scelta della tesi è stata dettata un po’ dall’istinto, sicuramente dalla passione e, oggi aggiungo, dalla voglia di sperimentare. Ho voluto far scontrare due mondi che apparivano così diversi e in realtà talmente connessi l’uno all’altra: la comunicazione pubblica e il marketing non convenzionale.
ll fatto che si parlasse di “cosa pubblica” credo che spingesse a pensare a un modo di comunicarla tra il “sacro” e la televisione, secondo quello standard che aveva prodotto assuefazione. Invece, come raccontano le migliori best practice, il modo migliore per renderla rilevante è considerala un prodotto.
La tesi era in particolare su un progetto di comunicazione per il lavoro sommerso, presentato e premiato al Salone Internazionale della Comunicazione Pubblica (COMPA) dello stesso anno.

Un successo! E dopo, cosa è accaduto?
Subito dopo la laurea, come fan tutti, ho iniziato a inviare il mio curriculum e a chiedere colloqui. Dopo alcuni incontri e tentativi ho cominciato uno stage in una piccola web agency milanese, Mikamai per la quale ho seguito il mio primo progetto sui social media: da allora i giorni, le occasioni e le persone che ho conosciuto si sono succeduti spesso senza che me ne accorgessi portandomi a fare tantissima esperienza e a imparare ogni giorno di più. (more…)

Esempi d’intraprendenza #7: i laureati Cpo al lavoro

settembre 2, 2013

fotoEleQuota sette. Come i giorni della pienissima settimana di Eleonora. Brillante, eclettica, forte. Una voce speciale, un ottimo esempio, e  tanta voglia di fare. Proprio bene.

Eleonora, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Mi sono laureata nel 2009 discutendo una tesi particolare, per la quale mi sono improvvisata ricercatrice sociale per sei mesi: CONSUMI EMERGENTI –L’Aquila, l’emergenza terremoto nel consumo–. Un lavoro che è nato in modo naturale, purtroppo, all’indomani del sisma che ha devastato la mia città, con l’obiettivo di scandagliare la trasformazione dei consumi dopo una calamità di tali dimensioni. Sembrerà strano, ma tra me e la prof.ssa Bartoletti è bastato quasi uno sguardo, e pian piano si è delineato il percorso che mi ha permesso non solo di condurre una ricerca etnografica sul campo –con il supporto di strumenti attinti alla sociologia visuale-, e quindi di comporre una tesi, ma anche e soprattutto di elaborare il trauma. Estraniarmi dalla realtà che mi circondava, e al tempo stesso immergermi totalmente in essa, mi ha dato la possibilità di analizzare e razionalizzare, non senza qualche problemino di crisi d’identità! 🙂
Con mia grande sorpresa, la tesi ha vinto il Concorso in memoria di Gabriele Pavolini, indetto dall’Università di Urbino, per l’originalità e la rilevanza scientifica della ricerca effettuata, ricerca che è stata anche accettata e da me esposta alla 2010 Conference dell’International Visual Sociology Association, insieme ad un video di presentazione della ricerca, selezionato e proiettato nella “video session”.
E non è finita qui… Perché la cara prof.ssa Bartoletti mi suggerì di provare a far parte di un progetto più ampio, che due ricercatrici stavano mettendo in piedi un paio di anni fa, per indagare il ruolo della rete e delle connessioni sociali nel terremoto aquilano. Da qualche mail è perciò nata una collaborazione molto intensa e costruttiva, che mi ha portato a riprendere la mia ricerca e a proseguire dando vita ad una parte ulteriore incentrata sul web. Ma non vi annoio ulteriormente, se sarete curiosi (e lo spero!) di leggere la collettanea di ricerche, basterà aspettare settembre, quando nelle librerie uscirà Netquake. Media digitali e disastri naturali .

Complimenti! Un percorso di grande soddisfazione. E dopo cosa è accaduto?
Dopo la laurea non mi sono specializzata ulteriormente, ho solo seguito un corso di formazione professionale in Marketing dei Servizi Sociali e poi un corso in web 2.0 e fundraising (eh sì, il “sociale” e il volontariato sono la mia seconda passione dopo la comunicazione!). Intanto, due giorni dopo la laurea, nella disperazione invernale del “E ADESSO COSA FACCIO?!?!”, ho iniziato a mandare cv a gogò e ho fatto dei colloqui già dai primi di gennaio. E a marzo 2010 ho iniziato a lavorare come responsabile comunicazione per un’azienda pesarese di allestimenti e progettazione eventi, una bella esperienza che però è finita a settembre, quando ho accettato un tirocinio formativo in R.T.I. (meglio conosciuta come Mediaset), presso l’ufficio trade marketing di Mediaset Premium. Un mondo a parte, in un certo senso un’isola felice per i servizi che offre ai dipendenti, in un momento storico in cui persino lo stipendio sembra essere un privilegio. Lì mi occupavo dello sviluppo delle campagne promozionali, soprattutto lato contenuti testuali.

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