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Esempi d’intraprendenza #11: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 8, 2013

elena silvi marchini

Spesso le difficoltà non mancano, anzi, sembrano proprio e sempre dietro l’angolo. Ma con un po’ di pazienza e tenacia si può dimostrare quanto si è abili nel proprio lavoro. Ed Elena ce l’ha fatta.

Elena, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Mi sono laureata in CPO a dicembre del 2011, con una tesi in Marketing territoriale (con relatore il Professore Roberto Alessi) dal titolo “La partecipazione dei cittadini nei processi di sviluppo strategico del territorio e il ruolo della Rete”.

E dopo la laurea, cosa è accaduto?
Ho scelto di approfondire questa materia poiché, complice un interesse personale per questo settore, ho svolto il mio tirocinio curriculare in un’agenzia di comunicazione che stava sviluppando un progetto interessante in questo campo. Quale migliore occasione per dare applicazione agli studi che stavo facendo!

Come hai trovato il primo impiego nel settore della comunicazione?
Al termine dello stage ho avuto la possibilità di rimanere a fare parte del team dell’agenzia, con la quale ho avviato un progetto di collaborazione retribuita, e che è proseguito per qualche mese. Nel frattempo ho continuato a collaborare con Ninja Marketing, il blog più seguito nel settore in Italia, con il quale sono entrata in contatto proprio grazie a CPO e in particolare al workshop tenuto da Alex Giordano, uno dei due fondatori, all’interno del corso del Professor Boccia Artieri.

Oggi dove lavori e con quale ruolo?
Oggi lavoro in un’azienda di Riccione (RN) leader nel settore fotografico, e mi occupo della comunicazione, della gestione dei social network e delle attività di content dei tre brand aziendali. Il mio percorso verso questo impiego non è stato lineare, ma è per fortuna un caso vincente! Nei mesi successivi alla laurea ho compiuto tutti i passi tradizionali nel cammino di ricerca di un lavoro: ho mandato curriculum alle agenzie e alle aziende che pensavo potessero essere interessate ad una figura professionale come la mia, continuando ad informarmi, accrescere la mia presenza in rete, finché non sono stata chiamata per un colloquio dall’azienda in cui oggi lavoro.
Purtroppo in quell’occasione la candidata scelta non fui io. Tuttavia, poche settimane dopo, la stessa azienda propose al nostro corso CPO un percorso di stage, anche post laurea. Un’esperienza in quel contesto mi interessava davvero tanto, e così  mi sono proposta per il tirocinio. Da luglio 2012 a fine anno ho svolto il mio percorso da tirocinante, e al termine di questo periodo l’azienda mi ha proposto un contratto di assunzione, e da allora la mia posizione è ancora migliorata in termini contrattuali.

Di fatto, di cosa ti occupi oggi? Nel complesso,  ti senti soddisfatto?
Continuo a collaborare anche con Ninja Marketing. Entrambe le esperienze mi soddisfano molto poiché mi permettono di entrare in contatto ogni giorno con persone appassionate, competenti, e mi permettono di mettermi in gioco continuamente, imparando a lavorare in team e vedere come le mie conoscenze possono prendere forma.

Cosa è stato più utile del percorso di studi magistrale per la tua occupazione attuale?
Di Cpo ho davvero apprezzato tutto, e mi rendo conto sempre più di quanto sia un corso di laurea progettato per proiettare gli studenti nel mondo del lavoro nel modo più giusto: preparandoli e stimolandoli, con insegnamenti complementari ma diversificati, con professori competenti e approcci innovativi, una buona organizzazione e la possibilità di interagire con gli insegnanti grazie ad un numero limitato di studenti, e soprattutto con tanti workshop e laboratori che aiutano ogni ragazzo ad uscire dalla logica dello studio fine a sé stesso.

Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?
Dovendo dare un consiglio ai nuovi laureati, posso semplicemente dire che nel mio caso è stata fondamentale la capacità di dimostrarmi interessata a ciò che ruota attorno al mondo della comunicazione e del marketing, anche fuori dall’università, e la voglia di mettermi in gioco, con tante ambizioni ma senza presunzione. Applicate tutto quello che imparate ai vostri interessi personali!

Una curiosità, per soddisfare i dubbi dei nuovi immatricolati, quale laurea triennale ti ha condotto alla scelta del Cpo? Era un percorso affine o completamente diverso?
Per quanto riguarda gli studi precedenti, provenivo dal corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione di Bologna, quindi potevo contare su un background affine ma con differenze metodologiche e d’approccio che in effetti hanno aiutato ed arricchito il mio percorso in Cpo.

Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?
Davvero non saprei. Il nostro è un settore in grande evoluzione, che offre tante opportunità a chi le vuole cercare, per cui non mi precludo nulla. Sicuramente mi piacerebbe lavorare con realtà internazionali. Una cosa è certa: nell’incertezza dei nostri tempi, abbiamo la possibilità di fare esperienze differenti, e nei limiti dell’accettabile penso sia un’opportunità da sfruttare per capire qual è la nostra strada, facendoci largo tra proposte buone e meno. Sicuramente Cpo rimane una garanzia per affrontare al meglio ognuna di esse!

Prossima uscita: Valentina Preti, Copywriter e Media Relation a Bologna.

Una nuova cultura del fare comunicazione (in questo mercato)

gennaio 14, 2009

massive change, by 416style

Lavorare oggi sulle forme di comunicazione pubblicitaria richiede di capire la nuova forma di relazione che produttori (mercati) e consumatori stanno costruendo, modellando una sensibilità della convergenza che ha il sapore di una mutazione innanzitutto culturale.

Il frame mediologico che utilizzo nel corso di Comunicazione Pubblicitaria e Linguaggi Mediali (qui, a CPO) mi ha portato quest’anno a pensare un ciclo di seminari nel quale discutere assieme a studenti ed esperti (quelli sensibili, a mio parere) lo scenario in mutazione, per guardare il “margine” del cambiamento e la nuova cultura (della comunicazione, del marketing, ecc.) della quale vediamo gli effetti mainstreamizzati, in superficie, ma di cui dobbiamo imparare ad osservare le tracce in profondità.

Il primo incontro è stato con Alex Giordano dei Ninja Marketing, che ha saputo raccontare la necessità di formare la realtà imprenditoriale italiana alla mutazione che verrà – e che già la sta investendo – e una nuova generazione di comunicatori (perdonate: il termine è stantio) che posseggano una spiccata capacità di lettura del contemporaneo e sintonia con i valori che si affermeranno nei mondi dl consumo.

Il secondo è previsto per Lunedì 19 gennario (ore 10-13) con Marco Massarotto, ceo di Hagakure, ed autore – ispirato – della prima riflessione “seria” sulle Internet P.R. Ci parlerà della natura “conversazionale” della mutazione e della necessità di costruire modi e terreni di dialogo fra imprese e consumatori – che sembra un bello slogan che abbiamo già letto troppe volte ma visto ancora poco praticare e con successo.

Il terzo incontro lo avremo Mercoledì 21 gennaio (ore 10-13) con Gianluca Diegoli (aka [mini]marketing), lettore raffinato delle variazioni minimali della realtà del MKTG che ci circonda, ed autore del libro [mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso – da scaricarsi, leggersi e rileggersi. Con lui discuteremo alcune delle “tesi”, vere e proprie generatrici di dubbi che colpiscono al cuore il MKTG contemporaneo, come la n°10: “Se la pubblicità viene ancora comprata è solo perché per il direttore marketing è più facile spendere-econfondere, che cercare di cambiare la cultura aziendale al proprio interno”.

Per raccntare questa mutazione culturale (che verrà) cominciamo con tre “mutanti”, altri seguiranno.


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