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L’occupazione dei laureati Cpo, a 3 e 5 anni dalla laurea.

settembre 16, 2016

Abbiamo già commentato qui la condizione occupazionale dei laureati Cpo a un anno dalla laurea, un periodo relativamente breve ma già significativo visto che la ricerca di lavoro in media dà i primi risultati dopo 4,4 mesi dalla laurea.

Per la prima volta siamo in grado di osservare cosa stanno facendo i laureati Cpo non solo dopo tre anni, ma anche a 5 anni dalla laurea.

L’indagine AlmaLaurea pubblicata nel 2016 offre dati anche relativamente ai laureati a tre anni dalla laurea (37 intervistati su 42 laureati del 2012) e a cinque anni dalla laurea (15 intervistati su 24 laureati del 2010).

A tre anni dalla laurea il tasso di occupazione dei laureati CPO del 2012 è dell’83,8%, superiore alla media nazionale (81,7%). Il tasso di disoccupazione è l’11,4%, contro la media nazionale del 14,8% (definizione Istat – forze di lavoro). Si conferma un relativo vantaggio nelle performance occupazionali a tre anni dalla laurea, rilevato già nelle due precedenti indagini AlmaLaurea.

Il 46,4% degli occupati Cpo ha un lavoro stabile (21,4% autonomo e 25% dipendente a tempo indeterminato), lievemente inferiore alla media nazionale di 50,8%. Il guadagno mensile netto medio degli occupati Cpo si attesta poco al di sopra dei 1.200 euro, tendenzialmente allineato con la media nazionale, con guadagni inferiori delle donne rispetto agli uomini (che meriterebbero una indagine sociologica sulle discriminazioni di genere). A tre anni dalla laurea lavorano nei servizi di “trasporto, pubblicità, comunicazioni” il 42,9% degli occupati Cpo, in misura notevolmente superiore alla media nazionale del 18,4% (vantaggio che non si rileva a un anno dalla laurea, ma che si consolida nel tempo).

La laurea magistrale è ritenuta utile o fondamentale per il tipo di lavoro svolto dai laureati CPO nel 71,5% dei casi (contro la media nazionale del 56,4%).

La laurea Cpo è ritenuta efficace nel lavoro svolto dal 75% dei laureati 2012 (molto efficace/efficace 57,1%, abbastanza efficace dal 17,9%), analogamente a quanto rilevato già nell’indagine precedente, in linea con la media nazionale (75,3%). La soddisfazione per il lavoro svolto dai laureati Cpo è di 7,5, in una scala da 1 a 10, a fronte di una media nazionale leggermente inferiore (7,2), come già rilevato l’anno precedente.

A cinque anni dalla laurea il tasso di occupazione dei laureati CPO del 2010 è dell’86,7%, superiore alla media nazionale (84,4%). Il tasso di disoccupazione è nullo a fronte di una media nazionale del 10,6% (definizione Istat – Forze di lavoro). Si conferma un relativo vantaggio nelle performance occupazionali anche a 5 anni dalla laurea, come già riscontrato per la condizione occupazionale dei laureati Cpo a tre anni dalla laurea.

Il 69,2% degli occupati Cpo ha un lavoro stabile (15,4% autonomo e 55,8% dipendente a tempo indeterminato), lievemente superiore alla media nazionale di 67,1%, recuperando uno svantaggio rilevato a tre anni dalla laurea. Il guadagno mensile netto medio degli occupati Cpo si attesta su 1.337 euro, tendenzialmente allineato con la media nazionale (1.316 euro) e per la prima volta leggermente superiore, con guadagni delle laureate, che continuano a essere inferiori rispetto ai colleghi maschi ma per uno scarto che sembra potersi ridurre al crescere dell’anzianità di occupazione per i soli laureati Cpo.

A cinque anni dalla laurea lavorano nei servizi di “trasporto, pubblicità, comunicazioni” il 30,8% degli occupati Cpo, percentuale non elevata ma decisamente superiore al basso dato nazionale del 17,3% (vantaggio che si rileva anche a tre anni dalla laurea).

La laurea magistrale è ritenuta utile o fondamentale per il tipo di lavoro svolto dai laureati CPO nel 92,3% dei casi (contro la media nazionale del 57,7%). I laureati Cpo a 5 anni dalla laurea sembrano aver trovato un lavoro molto pertinente a una formazione universitaria avanzata, a differenza di quanto avviene mediamente in Italia.

In particolare la laurea Cpo è ritenuta efficace nel lavoro svolto dal 91,7% dei laureati 2010 (molto efficace/efficace 41,7%, abbastanza efficace dal 50%), attestandosi decisamente sopra la media nazionale (79,6%). La soddisfazione per il lavoro svolto dai laureati Cpo è di 7,7, in una scala da 1 a 10, a fronte di una media nazionale leggermente inferiore (7,3), come già rilevato per la indagine a tre anni dalla laurea.

L’occupazione dei laureati Cpo a un anno dalla laurea

settembre 12, 2016

L’indagine sulla condizione occupazionale dei laureati nel 2014, intervistati a un anno dal conseguimento del titolo (XVIII Indagine (2016) AlmaLaurea, relativa a 28 intervistati su 40 laureati) rileva che il 60,7% lavora, il 25% è in cerca di occupazione, mentre il 14,3% non lavora e non cerca (di cui il 50% per motivi di studio, il 25% in attesa di chiamata del datore di lavoro e il 25% per motivi personali).

Il dato sugli occupati a un anno dalla laurea è quindi nettamente migliorato rispetto a un anomalo 39% rilevato nel 2014, quando il campione complessivo era relativamente poco numeroso (13 intervistati su 16 laureati). Il dato dell’occupazione dei laureati Cpo è inoltre lievemente superiore alla media nazionale (+ 1,6%): il 59,1% dei laureati magistrali in classi similari in Italia è occupato a un anno dalla laurea, mentre il 30,7% cerca lavoro e il 10,2% non lavora e non cerca lavoro. Inoltre, tra chi non lavora al momento dell’indagine solo il 14,3% non ha mai lavorato dopo la laurea (contro il dato medio nazionale del 25,4%). Il tasso di occupazione nella definizione Istat dei laureati Cpo è del 71,4%, contro un tasso di disoccupazione del 23,1%, tendenzialmente in linea con la media nazionale dei laureati nella stessa classe magistrale o in classi affini (LM 59, 59/S, 67/S).

Il tempo di ingresso nel mercato del lavoro degli occupati CPO a un anno della laurea è stato mediamente di 4,4 mesi, e tutti hanno iniziato immediatamente la ricerca di lavoro dopo la laurea magistrale.

L’88,2% dei laureati Cpo occupati lavora nel settore privato e il restante 11,8% nel settore pubblico (mentre il 79,5% dei laureati in classi affini occupati lavora nel settore privato, il 16,7% nel settore pubblico e il 3,8% nel non profit). Il 76,5% lavora nel settore dei servizi e il 23,5% nell’industria (quest’ultimo dato superiore alla media nazionale del 15,4%). Il 47,1% degli occupati Cpo ha un lavoro stabile (5,9% autonomo e 41,2% dipendente a tempo indeterminato), contro la media nazionale di 42,3% (8,5% autonomo e 33,8% dipendente a TI).

Il guadagno mensile netto medio degli occupati Cpo si attesta poco al di sopra dei 1000 euro, ampiamente superiore a quanto rilevato nell’Indagine 2014 (630 euro) e tendenzialmente allineato con la media nazionale, ma con guadagni superiori delle donne rispetto agli uomini (in controtendenza con quanto si rileva a livello nazionale).

Per quanto riguarda l’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro, il 42,9% degli occupati Cpo ha notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea (contro una media nazionale del 32,5%), per il 67% nelle competenze professionali e per il 33% dal punto di vista economico. Nel complesso il 35,3% ritiene che la laurea Cpo sia molto efficace/efficace per il lavoro svolto, il 58,8% abbastanza efficace, solo il 5,9% poco/per nulla efficace, giudizi decisamente migliori ripetto alla media nazionale (rispettivamente 35,3%, 43,5% e 21,2%).

Di seguito le tabelle dei dati relativi all’Indagine 2015 di AlmaLaurea, sulla magistrale Cpo e sull’intero universo delle lauree magistrali affini in Italia.

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L’indagine AlmaLaurea pubblicata nel 2016 offre dati anche relativamente ai laureati a tre e, per la prima volta per Cpo, a cinque anni dalla laurea. Di questi dati sui laureati del 2012 e del 2010, in corso di analisi da parte del corso di studi, vi parleremo in un prossimo post.

Occupabilità laureati Cpo

novembre 30, 2015

Riportiamo i dati sull’occupazione dei nostri laureati relativi al monitoraggio realizzato annualmente da AlmaLaurea – in questo caso sui laureati 2013 a un anno dalla laurea (Indagine pubblicata nel 2015).

L’analisi della coorte dei laureati a un anno dal conseguimento del titolo (rapporto Alma Laurea 2014, 13 rispondenti su 16 laureati, come riportato nella Scheda Sua del corso di laurea), mostra come il 39% lavora, e tra i soggetti occupati l’80% ha iniziato a lavorare dopo la laurea, senza concedersi tempo d’attesa prima di iniziare la ricerca di lavoro giunto mediamente dopo 3.5 – 4 mesi. Tutti gli occupati sono impiegati in aziende private nel settore dei servizi, il 60%, nel comparto trasporti, pubblicità e comunicazioni almeno teoricamente in linea con il titolo di studio acquisito.

L’occupabilità a un anno dalla laurea rileva un peggioramento rispetto al passato e rispetto alla media nazionale: questo dato che dovrà essere monitorato nel prossimo anno per valutare se si tratta di un dato contingente o di una inversione di tendenza di performance che solitamente erano migliori della media nazionale.

Le performance a tre anni dalla laurea continuano invece ad essere migliori della media nazionale dei laureati della stessa classe: a tre anni dalla laurea è occupato l’81% dei laureati CPO, in percentuale leggermente superiore alla media nazionale (79,1%). La laurea è ritenuta utile o essenziale per il tipo di lavoro svolto dai laureati CPO nel 76,4% dei casi (contro la media nazionale del 58,1%), e la laurea CPO è ritenuta efficace per il lavoro svolto nell’88,3% dei casi (mentre è solo il 75,3% a livello nazionale)

Il grado di soddisfazione per il lavoro svolto dai laureati CPO è di 7,6, maggiore della media nazionale di 7,2 (totale dei laureati italiani nella stessa classe di laurea).

 

Esempi di intraprendenza #17: i laureati Cpo al lavoro

novembre 19, 2013

Foto TizianaL’ultimo appuntamento con le interviste agli ex-studenti Cpo è con Tiziana Cosmi…

Ciao Tiziana! La tua è una bellissima storia di coraggio e intraprendenza! Ci racconti tutto partendo  dall’inzio?! Dicci della laurea!

Mi sono laureata al CPO nel febbraio del 2012 con una tesi sperimentale sul marketing dei servizi elaborata nel corso del mio periodo di stage presso Goliardica Editrice (Cervignano del Friuli – UD), dal titolo: “Sviluppo del Service Management e analisi del caso imprintaonline.it”, il mio relatore è stato il prof. Nicola Grande.

Appena un mese dopo la laurea avevo un contratto a progetto in una agenzia di pubblicità di Pordenone, la Dyn Art, con l’incarico di curare i canali social di alcuni clienti. Probabilmente mi ha aiutata ad avere questa opportunità il fatto di aver iniziato a mandare curriculum alle aziende già da prima di conseguire il titolo, per farmi un po’conoscere. In seguito ho mandato una seconda mail a coloro che mi avevano in qualche modo risposto, segnalando di aver conseguito anche la lode. Così, sono stata contattata da Dyn Art e l’incarico è durato circa 8 mesi. Una volta conclusa questa prima esperienza ho deciso di approfondire gli argomenti “social” e “tecnologia” frequentando due corsi regionali, uno dedicato al marketing turistico e alla promozione del territorio con la realtà aumentata, l’altro più specifico sulle tecniche di social media marketing.

Logo Free OolyE adesso? Qual’è il tuo impiego attuale?

Devo dire che mi ha sempre stuzzicata l’idea di essere una free lance: certo, sono consapevole del fatto che si tratti di una scelta rischiosa, ma l’idea di fare le cose “come dico io” è stata un chiodo fisso fin da quando ho lasciato il CPO. Una volta tornata in Friuli, infatti, le esperienze di stage e lavoro che ho trovato mi avevano fatta sentire “trattenuta” e devo dire che ero piuttosto insofferente al “metodo classico” da ufficio, con poca libertà e che trovavo troppo statico. Completamente diverso dai lavori che eseguivamo in gruppo ai laboratori successivi ai corsi! Così ho preso il coraggio a due mani e ho deciso di mettermi alla prova. La mia passione per la regione Friuli Venezia Giulia, la sua storia, la sua cultura mi ha portata spontaneamente a decidere di “prendermi cura” dei suoi imprenditori. Ho aperto partita iva e ho lanciato il progetto Free Ooly, l’attività che ha nel nome stesso la sintesi tra il mio desiderio di libertà espressiva e il mio ambito di azione. Sono molto contenta della scelta fatta: credo che sia stata presa con la giusta consapevolezza e nel momento migliore della mia vita, in quanto non ho grosse responsabilità economiche sulle spalle. Magari, se avessi posticipato, tra qualche anno la mia situazione personale sarebbe potuta essere diversa e io non avrei avuto le stesse chance di oggi.

Bravissima!  Hai consigli da regalare ai nostri nuovi studenti?

Quando ho conseguito la laurea triennale in Comunicazione e Pubblicità a Trieste sentivo di avere ricevuto una buona base teorica, ma la pratica era qualcosa di assolutamente sconosciuto per me; e lì, sapevo che sarebbe rimasta tale.

Ho scelto il CPO proprio perché avevo letto che comprendeva attività pratiche oltre che teoriche e devo dire che le aspettative non sono state deluse! Anzi, ho trovato perfino di più di quanto mi aspettassi! Certo, i laboratori che si fanno dopo i corsi teorici sono utili, ma il CPO ha più di un valore aggiunto: il magnifico rapporto che si crea con i professori, la disponibilità della Colonia della Comunicazione, i seminari con ospiti di eccezione sono solo alcuni elementi che rendono questa laurea magistrale unica nel suo genere. E poi, a Pesaro c’è qualcosa di magico che ti porta a sentirti come in un vero gruppo di lavoro con i colleghi-amici, e non come una semplice classe di studenti.

A chi si iscrive oggi, il mio consiglio è: VIVETE A PIENO QUESTI DUE ANNI!!!

Un’ultima domanda: il futuro! Come ti vedi da qui a …diciamo cinque anni?

Da qui a cinque anni… e chi lo sa! Il mio desiderio più grande è quello di sentirmi realizzata come persona e nel lavoro, quindi potrei dire che sogno di poter iniziare a costruire la mia famiglia sostenendomi grazie al successo di Free Ooly.

Grazie a Tiziana e grazie anche a tutti i nostri ex-studenti che, condividendo con noi le loro storie e i loro consigli, ci hanno tenuto compagnia in questi mesi…ma soprattutto un grazie di cuore a tutti i nuovi Cpo che ci hanno letto e seguito con interesse. A tutti voi vanno i nostri migliori auguri per il futuro! 😉

Esempi di intraprendenza #16: i laureati Cpo al lavoro

novembre 12, 2013

foto fabrizioBentrovati! Oggi siamo qui con Fabrizio, social media expert che ci parlerà di Social Intelligence!

Fabrizio, comincia col dirci  in che anno ti sei laureato in Cpo e con quale tesi?

Sono uno sportivo agonista da sempre e ho iniziato l’avventura al Cpo con l’intenzione di realizzare una tesi che coniugasse marketing e sport: così è stato. Mi sono laureato nel febbraio 2011 con una tesi in Economia del consumo, della marca e dell’esperienza dal titolo “Where Authenticity Happens: il reincanto dello sport disincantato”.

 E dopo la laurea, cosa è accaduto?

Durante l’università collaboravo con il direttore commerciale di alcune ditte after market del settore motociclistico, un lavoro che mi impegnava un paio di giorni a settimana. Nel frattempo curavo la comunicazione web di una associazione no profit di cui sono vicepresidente, Animosa Onlus (www.animosa.it), e della mia società di canottaggio. Dopo la laurea a marzo 2011, mentre sondavo il terreno per un lavoro più stabile, ho proseguito il mio contratto di collaborazione associandolo a qualche progetto di marketing sportivo e politico.  Poi, nel settembre 2011, una grossa azienda mi ha telefonato dopo avere visto il mio curriculum su AlmaLaurea.  Da quel giorno, ho momentaneamente abbandonato i miei sogni di marketing sportivo e sono entrato nel mondo della Social Intelligence.

 Oggi dove lavori e con quale ruolo? Di fatto, di cosa ti occupi oggi?

 Lavoro presso Tecla (www.tecla.it), una società leader nella realizzazione di soluzioni e progetti integrati per il Digital Business. Sono un Social Media Specialist, e il mio ruolo fin dall’inizio è stato quello di gestire un servizio di Social Intelligence. Di cosa si tratta? In un mondo dove il consumatore sta guadagnando sempre più potere, le aziende devono ascoltare la sua voce che sempre di più è espressa sul web tramite opinioni, recensioni, raccomandazioni. Ed è qui che entra in gioco la Social Intelligence: ascoltiamo la rete per monitorare la brand reputation, il sentiment di mercato, le opinioni dei consumatori. Le mie funzioni sono sia strategiche che operative: sono l’account di alcuni clienti, metto a punto il sistema di ascolto delle conversazioni e fornisco insight strategici ai committenti. Negli ultimi tempi, mi occupo anche di pianificare e realizzare strategie di Marketing e Comunicazione Digitale. Chiaramente, il mio è un ambito in continua evoluzione, per cui la mia è una formazione continua: bisogna allenare la mente per imparare e mettere a frutto le migliori strategie di marketing.

 Nel complesso, ti senti soddisfatto?

 Come tutti nella vita, al lavoro alterno momenti di grande stress ad altri di grande energia e positività. Ma alla fine vince la soddisfazione. Lavorare con clienti di livello nazionale e internazionale può essere spiazzante all’inizio, ma diveta decisamente stimolante appena si prende confidenza con linguaggio, tempi, modi di relazionarsi con il cliente.

Una curiosità per soddisfare i dubbi dei nuovi immatricolati: quale laurea triennale ti ha condotto alla scelta del Cpo? Era un percorso affine o completamente diverso?

Ho seguito la triennale di Scienze della Comunicazione a Bologna ma non ero soddisfatto. Mi ero reso conto che potevo anche non frequentare le lezioni e avere comunque buoni voti. Ho deciso di cambiare e di mettermi in gioco con qualcosa di più pratico.

Cosa è stato più utile del percorso di studi magistrale per la tua occupazione attuale?

Le cose più utili? Il mix perfetto tra teoria e pratica. E il rapporto con gli studenti e i professori. Il primo anno a Bologna eravamo in 400 matricole, non studenti; se arrivavi tardi a lezione non vedevi neanche la cattedra da quanto era lontana, e allo stesso tempo i compagni di banco erano sempre diversi. Pesaro è stata una svolta: contatto diretto con i professori, lavori di gruppo con i compagni, confronto continuo, un framework metodologico comune. Oltre alla necessaria teoria, abbiamo continuamente messo alla prova le nostre capacità comunicative, relazionali e creative tramite progetti ed esercitazioni.foto laurea Fabrizio e Valentina

Ma, se devo essere sincero, la cosa migliore che il Cpo mi ha portato è stata la mia ragazza Valentina. E questo vale più di tutto.

 Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?

 Ricordarsi che fuori dalla cerchia di amici, conoscenti, studenti, professori, non ti conosce nessuno. Perciò ogni volta bisogna dimostrare il proprio talento. Bisogna farsi conoscere e rendersi indispensabili: stare i cinque minuti in più oltre l’orario di lavoro, seguire le direttive ma proponendo un’alternativa creativa, dimostrare di non avere solo buone idee ma anche un buon metodo per studiarle e realizzarle.

Da qui a cinque anni come ti pensi? Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?

Dopo avere messo in stand-by la mia passione per il marketing sportivo, ho fondato da poco una start-up con un mio carissimo amico sognatore, insieme ad altri soci decisamente più pratici. Si chiama SporTalent (www.sportalent.com), un progetto che nasce con l’idea di permettere a tutti coloro che hanno un talento sportivo (atletico, manageriale, amatoriale, passionale) di poterlo coltivare al meglio. Me ne occupo solo nel poco tempo libero, ma in futuro chissà, forse riuscirò davvero a fondere le mie passioni: sport e comunicazione. È una sfida, ma del resto sono uno sportivo agonista da sempre. E cos’è il lavoro se non una gara, dove il talento conta, ma conta ancora di più come lo si allena?

E dopo questa bellissima intervista, vi diamo appuntamento a martedì prossimo con la storia di Tiziana, esperta in comunicazione creativa.

Esempi d’intraprendenza #15: i laureati Cpo al lavoro

novembre 5, 2013

Foto Chiara CiniOggi siamo qui con Chiara Cini! Nostra ex-studente, adesso scrittrice per Apogeo, digital planner ed esperta di social media.

Ciao Chiara! Anzitutto, parlaci dei tuoi anni universitari. 

Dopo la laurea triennale in Comunicazione e società della facoltà di Sociologia all’Università degli studi di Milano, durante la quale ho trascorso un anno all’estero al nord della Spagna (Universidad Publica de Navarra a Pamplona), mi sono iscritta al CPO e laureata nel febbraio 2007 con una tesi sul marketing territoriale e in particolare sul brand Italia che si promuove all’estero. Nei mesi prima della laurea ho effettuato uno stage all’Ente Nazionale del Turismo italiano a Madrid dove ho imparato come l’Italia si promuove in Spagna e i pesanti meccanismi burocratici delle realtà pubbliche.

Dopo la laurea, cosa hai scelto di fare?

Subito dopo la laurea sono rientrata a Milano dove ho fatto uno stage nella redazione del Gastronauta tra prodotti tipici, ricette e sapori del territorio. Nel novembre del 2007 ho iniziato la mia esperienza in Hagakure, una delle prime società specializzate in Italia in digital PR e comunicazione sui social media. Lì ho trascorso due anni e mezzo intensi e formativi: una vera e propria palestra che mi ha consentito di crescere in breve tempo imparando a fare un mestiere che si costruiva giorno dopo giorno, con l’arrivo di nuovi luoghi e linguaggi online. Nel giugno del 2010 sono passata a TheblogTV a nutrire – divertendomi – una community di appassionati di cucina chiamata Madeinkitchen dove sono rimasta circa un anno. Per coincidenza sono poi tornata proprio a Pesaro, dove per i successivi due anni e mezzo mi sono occupata della reputazione online a 360° di Eden Viaggi, un tour operator importante nel panorama del turismo tradizionale in Italia.

Nel frattempo ho collaborato e collaboro tuttora con Frog Marketing, un laboratorio fondato da un team dell’Università di Milano che tiene corsi su social media marketing per piccole medie imprese e privati in giro per l’Italia.

Nel 2012 ho pubblicato un libro per Apogeo Editore: il titolo è “Facebook per tutti – Guida perdivertirsi in sicurezza”, un manuale per imparare a usare il più famoso dei social network nella maniera più consapevole possibile. Il libro è stato ripubblicato lo scorso settembre nella sua seconda edizione.

Facebook per tuttiDa poco Apogeo Editore ha anche pubblicato un mio ebook sempre dedicato a Facebook ma più orientato alle aziende: “La Pagina Facebook – Prontuario del communitymanager”, che spero possa essere utile a tanti giovani professionisti che si approcciano al mestiere.

Davvero tante cose, insomma! E ora? 

Da pochissimo, una manciata di settimane, sono entrata in Now Available: un’agenzia di comunicazione all’interno della quale sto delineando io stessa ogni giorno insieme ai miei nuovi colleghi il mio ruolo di digital planner, sulla base delle esigenze interne e dei clienti, e sulla base di quello che nel quotidiano posso apportare sulla visione digitale dei progetti.

Grazie Chiara!!! Hai qualche consiglio da suggerire ai nostri nuovi studenti o ai neo-laureati CPO?

Ho scelto il CPO per l’approccio più pratico e operativo dei corsi, meno didascalico rispetto alle proposte che in media arrivano dalle università italiane. Non me ne sono pentita: quel percorso mi ha insegnato a lavorare in team e ad avere uno sguardo molto concreto sui progetti, oltre a consentirmi di trascorrere un anno davvero piacevole tra quei corridoi a due passi dal mare, a nascondermi dai bidelli se ero sporca di sabbia al rientro in università per le lezioni.

Il consiglio che posso dare ai ragazzi che stanno intraprendendo questo percorso è di cercare di capire davvero quali sono le loro predisposizioni naturali e i loro desideri: sono sicura che avere degli obiettivi chiari sia il primo passo fondamentale per poterli raggiungere.

Prima di innamorarsi di una qualche professione è bene informarsi, confrontarsi con chi è del settore in modo da conoscerla più a fondo possibile per capire se è nelle proprie corde sul serio. Poi c’è sempre tempo per cambiare.

Dicci del futuro. Dove ti vedi tra 5 anni?  

Cinque anni mi sembrano davvero un’eternità, soprattutto vivendo in una rete che cambia ogni giorno. Tra cinque anni spero di svegliarmi al mattino e spero che il mio lavoro sia una parte importante e felice della mia vita, dovunque io mi trovi.

Ci ritroviamo la prossima settimana con un’altra bellissima intervista ad un nostro laureato! Martedì vi racconteremo la storia di Fabrizio, social media specialist.

Esempi d’intraprendenza #14: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 29, 2013

Foto IvanLa storia che vi proponiamo oggi è quella di Ivan, un ragazzo che ha scelto di lavorare come freelance per poter fare continuamente fronte rispetto alle nuove esigenze del mercato.

Ivan, cominciamo dall’inizio! Raccontaci della laurea.

Mi sono laureato al CPO nel 2009, con una tesi in Sociologia delle Organizzazioni dal titolo “Comunicare le Piccole e Medie Organizzazioni nell’Era Postmoderna”. Sei mesi prima avevo iniziato uno stage proposto dall’università presso il COSMOB – centro tecnologico marchigiano, dedicato al settore legno-arredo, dove mi sono ritrovato ad creare l’ufficio comunicazione del centro e sviluppare servizi di comunicazione tecnica per le aziende del mobile.

Dopo la laurea, lo stage si è trasformato in una collaborazione che è durata per 3 anni, durante i quali ho anche continuato a portare avanti progetti sia come libero professionista che in team con alcuni colleghi ex-CPO con i quali abbiamo fondato il gruppo creativo OpenLance.

In questi anni ho anche scoperto il mondo della media education, partecipando come trainer ad un progetto Europeo, promosso dal network internazionale di comunicatori Net-One – media for a united world e tenendo alcuni interventi in conferenze sulla comunicazione relazionale ed i social network.

Un inizio con con tutti i crismi!!! E dopo?

L’esperienza al COSMOB è stata molto utile ed interessante, ma ad un certo punto ho capito che era arrivato il momento di fare qualcosa di diverso, perciò ho deciso di licenziarmi ed aprire partita IVA, per offrire alle piccole e medie organizzazioni servizi di Social.COMunication (campagne pubblicitarie, strutture web, eventi social, community management, consulenza mirata, formazione all’uso dei social network, ecc…) e partecipare come formatore a progetti europei di media education.

Il primo anno non è stato facile, re-inventarsi freelance è una sfida a tutto campo… decidere a chi rivolgersi, cosa offrire, i prezzi da fare, capire come farsi pagare in tempi ragionevoli…  insomma bisogna crearsi una propria “mappa” per affrontare il mercato, e specialmente all’inizio capita di sbagliare.

Ma poi le cose migliorano, si dice che “lavoro chiama lavoro”, e fino ad oggi questa è stata la mia esperienza, ogni lavoro fatto è stato un ponte verso un’altro potenziale cliente, e quando i clienti cominciano a tornare per altri lavori, capisci che ce la puoi fare. Non è solo una questione di “lavoro” o di “soldi”, fare il libero professionista mi permette di lavorare in progetti che mi appassionano veramente dove voglio e riesco a dare il massimo. La libertà di azione che l’essere freelance permette e la sensazione di avere il controllo del proprio destino professionale è davvero soddisfacente.

Hai consigli per i nostri nuovi studenti Cpo?

foto Ivan TurattiPersonalmente, dal CPO, ho ottenuto molto di più di quello che mi aspettavo … possibilità di mettere in pratica la teoria in progetti di gruppo ed individuali, rapporto diretto con i professori, lezioni interattive, contatto diretto con il mondo del lavoro sia grazie agli stage, che a concorsi e seminari, ma anche grazie ad alcuni professori che non portavano solo una visione “teorica” ma anche la loro esperienza/conoscenza pratica del mercato, e la condividevano con noi…

…insomma ho iniziato a fare siti web e lavori di grafica all’età di 15 anni, e la laurea triennale mi ha dato una ottima base teorica, ma è stato grazie al CPO che sono riuscito a fare il salto di qualità che mi ha permesso di scegliere la strada professionale che volevo. Inoltre gli anni passati al CPO sono stati davvero favolosi anche dal punto di vista personale, grazie ai fantastici compagni di corso con i quali ho condiviso esperienze indimenticabili.

Un consiglio che posso dare ai futuri CPO è quello di sfruttare al massimo le opportunità che il corso offre… quindi frequentare il più possibile le lezioni, essere pro-attivi durante i lavori di gruppo, non avere paura di sbagliare o fare domande, partecipare ai concorsi ed ai seminari, e specialmente coltivare le relazioni personali con i compagni di corso e con i professori, una rete relazionale creativa ed attiva come quella del CPO è qualcosa che vi rimarrà per tuta la vita.

Condivido decisamente, Ivan!!! Grazie!

Prima di salutarti, però, vorrei sapere dei tuoi progetti per il futuro!

Mentre scrivevo la tesi al CPO, mi sono accorto che esistevano tante teorie, mappe e strumenti dedicati alle grandi realtà organizzative, ma per le piccole e medie organizzazioni c’era poco o niente, eppure compongono oltre il 93% del tessuto socio-economico italiano. Quindi lavorando per piccole realtà, ho dovuto inventarmi una mappa personale, cercando, adattando ed a volte creando gli strumenti cognitivi, le matrici e le procedure necessarie per strutturare processi di comunicazione nelle PMO.

Ho passato buona parte degli ultimi 4 anni, a lavorare a questo “framework”, che ho chiamato O.P.E.N. I.D.E.A. sfruttando ogni occasione professionale per sperimentarlo e migliorarlo, nelle prossime settimane lo rilascerò come un progetto open source sotto licenza creative commons, affiancandoci entro qualche mese anche un workbook ed un workshop per piccole e medie organizzazioni interessate ad implementarlo.

Nei prossimi anni ho intenzione di portare avanti questo framework, sia migliorandolo, che facendo progetti in grado di dimostrarne l’efficacia e permetterne una maggiore diffusione, oltre ovviamente a continuare il mio lavoro come freelance Social.COMunicator e Media Educator, il tutto possibilmente in Italia o almeno dall’Italia.

Chi lavora nel mondo della comunicazione sa che ogni giorno ci sono nuove sfide in arrivo, molte di queste non erano nemmeno prevedibili 5 anni fa, ma chi ha fatto il CPO sa di avere delle basi solide su cui costruire il proprio futuro.

Ci ritroviamo la prossima settimana per un’altra intervista ad un laureato CPO!!!

Esempi di intraprendenza #13: i laureati CPO al lavoro

ottobre 22, 2013

fotoNon è una storia comune quella che vi andiamo a raccontare oggi. La nostra ex studentessa Valentina è riuscita a conciliare la sua passione per l’impegno sociale con il suo interesse per il marketing.

Valentina, partiamo dall’inizio: già solo la tua tesi ha una storia molto particolare, vuoi parlarcene?
Certo! Nel 2010, anno precedente quello di laurea, mi ero occupata – con il ruolo di educatrice – delle accoglienze estive regionali di ragazzi Saharawi affetti da disabilità fisiche e psichiche. Un’esperienza intensa e un’interessante case history, che si sono tradotte, nel 2011, in una tesi molto appagante sulla comunicazione sociale di solidarietà.
Subito dopo, ho attivato tramite l’Università uno stage in un’agenzia di Ancona dove il mio compito era occuparmi di marketing e progettazione dei piani di comunicazione per aziende e pubbliche amministrazioni.
Qui ho avuto la conferma che volevo lavorare nel settore e che la qualità del contatto con le persone può davvero fare la differenza.
Successivamente, ho vinto la borsa lavoro “Adotta un giovane” della Regione Marche per portare avanti un progetto di un anno insieme alla Cooperativa Sociale Astrea, una nuova cooperativa di tipo B (che da statuto deve impiegare almeno un 30% di lavoratori svantaggiati). Il progetto riguardava il recupero del marchio INMARE, un brand di prodotti per la nautica con forti legami sul territorio, appartenente ad una società prossima al fallimento. Nonostante le gravi difficoltà del settore, ad un’analisi preliminare permaneva un’alta qualità del prodotto e un eccellente contenuto innovativo. La brand equity del marchio era relativamente integra. Potevamo contare su svariate agevolazioni fiscali. Ci abbiamo creduto, e ci siamo buttati.

E ora che ti ritrovi tra barche e motori, puoi farci un bilancio?
Dopo poco più di un anno non grido vittoria ma le cose stanno andando veramente bene! Attualmente sono Responsabile Marketing di INMARE. Mi occupo a tuttotondo degli studi di mercato, delle relazioni verso i clienti e della comunicazione in qualsiasi forma (social network, sito web, rassegna stampa, newsletter, organizzazione fiere nautiche – dalla progettazione al montare fisicamente lo stand, ahimé!). E di altri lati gestionali – amministrativi. Come in tutte le start up, tutti devono sapere fare un po’ di tutto.

Insomma, un lavoro impegnativo!
Molto. Soprattutto perché le iniziative di comunicazione della precedente amministrazione erano state poche, e prive di coordinazione ed efficacia. Ma devo dire che è stato stimolante partire praticamente da zero per ricostruire la credibilità internazionale di un prodotto così particolare. E avere a disposizione un budget ristretto fa miracoli per incentivare la creatività!
Per partire, però, ho avuto bisogno di coinvolgere anche chi aveva studiato e fatto lo stage con me. Ho fatto riferimento a loro per tantissimi aspetti concreti dell’avviare una strategia di marketing. E quando le cose hanno in cooperativa hanno iniziato ad ingranare, alcuni di loro sono diventati collaboratori in staff a tutti gli effetti. E poi c’è Fabrizio, il mio compagno, ex Cpoino anche lui, eletto a revisore ufficiale di tutti i miei lavori finali.
Dirlo sembra banale, ma la tua rete di relazioni è spesso la tua rete di salvataggio. Tanto più se la tua rete include quelli che sono stati i tuoi (ex) docenti. Persone che stimo, e che ricordo con un po’ di sana nostalgia. E questo è uno dei migliori plus di Cpo.

La tua esperienza al Cpo è stata, dunque, nettamente positiva. Hai consigli da dare ai nostri nuovi studenti perché anche loro ne possano trarre il meglio, come hai fatto tu?

Il percorso di studi che ho trovato io era portato avanti da professori e professionisti di tutto rispetto, spesso giovani ben formati, attenti ai cambiamenti sociali e costantemente aggiornati. Capaci di trasmettere tanto, sia a livello culturale sia di metodologia di approccio.
E già questo è moltissimo. Quella del Cpo è, in generale, una buona scelta perché cerca di conciliare didattica e pratica (vedi i lavori della Colonia della Comunicazione). Il mio consiglio è di far fruttare al meglio le opportunità di lavorare con gli altri studenti – in workshop e lavori di gruppo – e di portare avanti lo studio parallelamente al lavoro. Perché a volte ci si ritrova ad avere 26 / 27 anni senza aver mai lavorato. E al giorno d’oggi questo è particolarmente pregiudicante nell’inserimento nel mercato del lavoro.

Un’ultima domanda: come ti vedi tra 5 anni?
Spero sempre nella stessa azienda ma alle prese con altri progetti.
Mi immagino impegnata a rilevare altri validi marchi locali in difficoltà e a riportarli in vita come cooperative di tipo B. Per creare un circolo economico virtuoso sul territorio e per contribuire ad uno sviluppo sociale sostenibile, con particolare attenzione alle persone svantaggiate. Impegnativo? Direi di si! Ma come si fa a resistere al fascino di una sfida continua?

Grazie a Valentina! Ci vediamo la prossima settimana con la storia di Ivan, freelance Social.COMunicator e Media Educator!

Esempi d’intraprendenza #12: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 15, 2013

valentina

Non sono poi tanto rare, le occasioni in cui, si ha possibilità di trovare impiego ancor prima di essere giunti al compimento degli studi. Ce lo auguriamo tutti! E intanto sentiamo come ci è riuscita Valentina e come si sono evolute le cose.

Valentina, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Ho conseguito la laurea a febbraio 2010, con una tesi dedicata allo Street Food ed in particolare ad un progetto di brandizzazione di Ape Car Classic per la somministrazione di sushi versione street e take away.

E dopo la laurea, cosa è accaduto?
Dopo la laurea ho continuato la mia collaborazione con l’azienda presso la quale avevo iniziato lo stage e nella quale lavoro tutt’ora. Quindi l’impiego è arrivato ancor prima che mi laureassi: prima come collaborazione occasionale ed ora in modo stabile.

Oggi dove lavori? Il tuo ruolo si è evoluto nel tempo? Nel complesso, ti ritieni soddisfatta?
Oggi lavoro per You Can Group, giovane azienda bolognese che si occupa di tre settori diversificati: Food, Digital e Design. Principalmente mi occupo del settore food nel ruolo di Copywriter e Media Relation. La mia figura si è evoluta nel tempo in modo fluido e seguendo una crescita fisiologica e uniforme: entrata unicamente come Copy per la scrittura di testi aziendali (stampa e web), sono passata alla Gestione del reparto grafico e della Comunicazione interna al Network Sosushi (uno dei principali food format del gruppo). Oggi, oltre a mantenere la mia mansione di Copy, gestisco i rapporti con l’Ufficio Stampa esterno e da giugno di quest’anno curo la partnership instaurata dall’azienda con la nuova testata web Leifoodie di RCS Media Group, per cui scrivo coordinando gli altri contributors. Grazie alla diversificazione delle mie mansioni nel tempo e alla maturazione di competenze trasversali nel ruolo di Copywriter, oggi arricchite con una formazione che si sta costruendo anche rispetto alla scrittura giornalistica, posso dire di essere molto soddisfatta.

Ti occupi di tantissime cose! Una curiosità, per soddisfare i dubbi dei nuovi immatricolati, quale laurea triennale ti ha condotto alla scelta del Cpo? Era un percorso affine o completamente diverso?
Sono arrivata al Cpo dopo una Laurea in Comunicazione Pubblica e Sociale conseguita all’Università degli Studi di Ferrara, il mio percorso era dunque modo coerente con la scelta di specializzarmi in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni.

Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?
Se dovessi dare un consiglio ai nuovi laureati direi loro di cercare di fare quante più esperienze possibili, anche in settori che non sembrano necessariamente affini al loro, di cimentarsi con la pratica e di misurarsi con sfide diverse. Direi loro di tenere duro e non farsi scoraggiare dalle proposte di stage, poiché spesso sono ottime occasioni per inserirsi in un contesto lavorativo arricchente e formativo.
Consiglierei inoltre un’esperienza all’estero, che personalmente non ho fatto, ma che credo sia fondamentale per conoscere sì una lingua, ma anche per aprire la mente ad un contesto culturale diverso.

Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?
A differenza di molti miei coetanei mi penso in Italia: credo che sia importante trovare il modo per valorizzare e far crescere realtà importanti anche nel nostro Paese. Vorrei continuare a maturare una professionalità a 360° nella scrittura: pubblicitaria, aziendale e giornalistica. Ora sto bene e non mi immagino in un luogo o in ruolo preciso o per forza diverso, immagino la mia professione che continua a crescere e maturare competenze nella direzione del copywriting e, perché no, un giorno realizzare il sogno di scrivere un libro.

Settima prossima ancora un’altra intervista, con Valentina, Responsabile Marketing ad Ancona. Leggeremo le parole degli intervenuti fino all’8 novembre!

Esempi d’intraprendenza #11: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 8, 2013

elena silvi marchini

Spesso le difficoltà non mancano, anzi, sembrano proprio e sempre dietro l’angolo. Ma con un po’ di pazienza e tenacia si può dimostrare quanto si è abili nel proprio lavoro. Ed Elena ce l’ha fatta.

Elena, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Mi sono laureata in CPO a dicembre del 2011, con una tesi in Marketing territoriale (con relatore il Professore Roberto Alessi) dal titolo “La partecipazione dei cittadini nei processi di sviluppo strategico del territorio e il ruolo della Rete”.

E dopo la laurea, cosa è accaduto?
Ho scelto di approfondire questa materia poiché, complice un interesse personale per questo settore, ho svolto il mio tirocinio curriculare in un’agenzia di comunicazione che stava sviluppando un progetto interessante in questo campo. Quale migliore occasione per dare applicazione agli studi che stavo facendo!

Come hai trovato il primo impiego nel settore della comunicazione?
Al termine dello stage ho avuto la possibilità di rimanere a fare parte del team dell’agenzia, con la quale ho avviato un progetto di collaborazione retribuita, e che è proseguito per qualche mese. Nel frattempo ho continuato a collaborare con Ninja Marketing, il blog più seguito nel settore in Italia, con il quale sono entrata in contatto proprio grazie a CPO e in particolare al workshop tenuto da Alex Giordano, uno dei due fondatori, all’interno del corso del Professor Boccia Artieri.

Oggi dove lavori e con quale ruolo?
Oggi lavoro in un’azienda di Riccione (RN) leader nel settore fotografico, e mi occupo della comunicazione, della gestione dei social network e delle attività di content dei tre brand aziendali. Il mio percorso verso questo impiego non è stato lineare, ma è per fortuna un caso vincente! Nei mesi successivi alla laurea ho compiuto tutti i passi tradizionali nel cammino di ricerca di un lavoro: ho mandato curriculum alle agenzie e alle aziende che pensavo potessero essere interessate ad una figura professionale come la mia, continuando ad informarmi, accrescere la mia presenza in rete, finché non sono stata chiamata per un colloquio dall’azienda in cui oggi lavoro.
Purtroppo in quell’occasione la candidata scelta non fui io. Tuttavia, poche settimane dopo, la stessa azienda propose al nostro corso CPO un percorso di stage, anche post laurea. Un’esperienza in quel contesto mi interessava davvero tanto, e così  mi sono proposta per il tirocinio. Da luglio 2012 a fine anno ho svolto il mio percorso da tirocinante, e al termine di questo periodo l’azienda mi ha proposto un contratto di assunzione, e da allora la mia posizione è ancora migliorata in termini contrattuali.

Di fatto, di cosa ti occupi oggi? Nel complesso,  ti senti soddisfatto?
Continuo a collaborare anche con Ninja Marketing. Entrambe le esperienze mi soddisfano molto poiché mi permettono di entrare in contatto ogni giorno con persone appassionate, competenti, e mi permettono di mettermi in gioco continuamente, imparando a lavorare in team e vedere come le mie conoscenze possono prendere forma.

Cosa è stato più utile del percorso di studi magistrale per la tua occupazione attuale?
Di Cpo ho davvero apprezzato tutto, e mi rendo conto sempre più di quanto sia un corso di laurea progettato per proiettare gli studenti nel mondo del lavoro nel modo più giusto: preparandoli e stimolandoli, con insegnamenti complementari ma diversificati, con professori competenti e approcci innovativi, una buona organizzazione e la possibilità di interagire con gli insegnanti grazie ad un numero limitato di studenti, e soprattutto con tanti workshop e laboratori che aiutano ogni ragazzo ad uscire dalla logica dello studio fine a sé stesso.

Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?
Dovendo dare un consiglio ai nuovi laureati, posso semplicemente dire che nel mio caso è stata fondamentale la capacità di dimostrarmi interessata a ciò che ruota attorno al mondo della comunicazione e del marketing, anche fuori dall’università, e la voglia di mettermi in gioco, con tante ambizioni ma senza presunzione. Applicate tutto quello che imparate ai vostri interessi personali!

Una curiosità, per soddisfare i dubbi dei nuovi immatricolati, quale laurea triennale ti ha condotto alla scelta del Cpo? Era un percorso affine o completamente diverso?
Per quanto riguarda gli studi precedenti, provenivo dal corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione di Bologna, quindi potevo contare su un background affine ma con differenze metodologiche e d’approccio che in effetti hanno aiutato ed arricchito il mio percorso in Cpo.

Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?
Davvero non saprei. Il nostro è un settore in grande evoluzione, che offre tante opportunità a chi le vuole cercare, per cui non mi precludo nulla. Sicuramente mi piacerebbe lavorare con realtà internazionali. Una cosa è certa: nell’incertezza dei nostri tempi, abbiamo la possibilità di fare esperienze differenti, e nei limiti dell’accettabile penso sia un’opportunità da sfruttare per capire qual è la nostra strada, facendoci largo tra proposte buone e meno. Sicuramente Cpo rimane una garanzia per affrontare al meglio ognuna di esse!

Prossima uscita: Valentina Preti, Copywriter e Media Relation a Bologna.


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