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L’esperienza del Placement alla Dante Alighieri di Norimberga di Doris Pesce

settembre 24, 2015

Sono Doris, ho 25 anni e sono una laureanda del Cpo. Quando ho deciso di iscrivermi a questo corso di laurea, le prime informazioni che ho cercato di ottenere riguardavano l’erasmus.
Ancora non sapevo bene come funzionavano le cose, ma appena ho letto il piano di studi, ho subito sostituito il sogno dell’Erasmus con quello del Placement. Dato che sono previsti dei crediti per lo stage, mi son chiesta, perché non farlo all’estero? Devo ammettere che inizialmente le pratiche e le burocrazie varie mi spaventavano ma attraverso il bando pubblicato e le responsabili dell’Ufficio Relazioni Internazionali di Urbino sono riuscita almeno a capirne il funzionamento. Il primo passo da compiere prevedeva la ricerca di un’agenzia, un ufficio marketing o anche un’impresa e mi sono imbattuta in alcune agenzie di organizzazione eventi in Inghilterra, le ho cercate in rete, ho preso i contatti e dopo aver inviato il mio Europass, curriculum in versione europea, sono riuscita ad ottenere dei colloqui telefonici con un paio di queste. Purtroppo il periodo che io avevo previsto di lavoro era problematico per entrambe le agenzie, in quanto d’estate è difficile che si accetti più di uno stagista ed erano tutte già piene.
A quel punto non sapevo come procedere, ne avevo contattate molte e il tempo stava per scadere, così sono andata sul sito Uniurb tra le possibilità di tirocinio all’estero proposte dall’università di Urbino e con essa già convenzionate ( che potete trovare a questo link http://www.uniurb.it/it/portale/index.php?mist_id=3160&lang=IT&tipo=ZND&page=0965 ), e ho trovato la Dante Alighieri, un istituto di cultura a Norimberga che cercava una laureanda di comunicazione e marketing che parlasse italiano e inglese.Così dopo aver preso i contatti, ho inviato l’Europass e la direttrice, dopo un breve scambio per conoscermi, ha accettato la mia candidatura. Al livello burocratico poi non ci son state troppe cose da fare, in quanto bastava avere un conto in banca per ricevere i versamenti della borsa di studio e compilare qualche foglio che la Dottoressa Bartolucci con pazienza mi ha spiegato; e infine prenotare un biglietto aereo.

Dante alighieriCosì a fine giugno sono partita per Norimberga e il primo luglio mi attendeva il primo meeting di lavoro alla Dante Alighieri, che ha questa meravigliosa sede vicino alle rive del Pegnitz. Purtroppo durante il meeting la direttrice mi ha informato che il sito dell’istituto per cui avrei dovuto preparare gli articoli durante il mio stage, era stato hackerato per sconosciuti motivi commerciali ed essendo estate non avrebbero risolto il problema prima di settembre. A quel punto le opzioni erano due, stare a Norimberga senza lavorare o farsi venire un’idea. E, in me ha vinto la seconda ipotesi così mi sono proposta di iniziare a lavorare sul sito e di farne una bozza per quando l’avrebbero rimesso in sesto a settembre e, grazie ai progetti con il Cpo dei due anni precedenti, nello specifico la formazione del sito per McDonald’s e per l’azienda multilevel Ampikmate, sono riuscita a dare una forma al tutto. Eccolo, http://www.dante-alighieri.de/ Ci abbiamo lavorato per tre settimane, dopo le quali abbiamo iniziato a lavorare su altri due siti riguardanti il turismo sempre dipendenti dalla Dante; è stato molto soddisfacente mettersi alla prova e mettere in pratica per la prima volta da sola le tecniche imparate attraverso i progetti nei team durante le lezioni all’università. Poi quando finalmente ho iniziato a scrivere gli articoli per la Dante, nonostante non fosse possibile vederli posizionati nei siti, ho iniziato ad imparare alcune delle cose che speravo tanto di poter sperimentare in questo stage. Principalmente mi sono occupata di curare e rinnovare gli spazi della home, di correggere gli spazi scritti in italiano delle altre categorie del sito, ma soprattutto dargli una forma interessante e accattivante e infine di preparare articoli per i siti turistici su alcune regioni italiane in italiano e in inglese.

PegnizzoPer quanto riguarda la parte lavorativa a parte le prime difficoltà iniziali, ho imparato che serve molta forza di volontà nell’affrontare le cose negative che inevitabilmente possono accadere anche fuori dall’Italia e questo è stato possibile grazie ai due anni di esperienze qui al Cpo in cui quasi tutti i corsi che abbiamo seguito prevedevano un progetto di lavoro in un team che ci ha permesso di imparare molto non solo dalla teoria ma anche dalla pratica, in quanto avevamo uno scontro diretto con le avversità e con le soddisfazioni, avevamo la possibilità di venir corretti dai nostri professori durante i lavori e di imparare gli uni dagli altri. E, questo è quanto di più ricco possa offrire un corso di studi.
Per quanto riguarda il resto, il lavoro mi impegnava per circa cinque ore al giorno, quindi dopo il primo mese in cui mi sono ambientata ho fatto conoscenze fuori dall’ambito lavorativo e ho visitato questa splendida città in lungo e in largo, ve ne mostro uno scorcio, agli inizi di agosto ho iniziato a prendere lezioni di tedesco e nel giro di poco tempo ho potuto iscrivermi ad una scuola di lingua dove insegnano tedesco agli stranieri. Qui sono stata a contatto con persone provenienti da tutto il mondo, venuti in Germania per i motivi più disparati, con cui ho trascorso gli ultimi due mesi del placement. E’ stato emozionante, divertente, provante e non nego che a volte è stato davvero difficile rapportarsi con persone che parlavano solo la propria lingua, ma è stata una delle esperienze più belle della mia vita sia al livello lavorativo, che personale, di istruzione e di crescita e la auguro davvero a tutti.
Auf Wiedersehen, Doris Pesce.

Laureati CPO al lavoro: Andrea Biolcatti, da McDonald’s a We Are Social

agosto 20, 2015

wearesocialUn concorso della COLONIA di Comunicazione può rivelarsi un trampolino di lancio. Specialmente quando la campagna è commissionata da una grande azienda come McDonald’s Italia. Lo sa bene Andrea Biolcatti, neolaureato CPO che oggi lavora come writer a Milano per l’agenzia We Are Social. Ed è proprio a lui che chiediamo di raccontarci l’esperienza che gli ha permesso di “mettere la freccia” nella propria carriera.

«Il punto di svolta all’interno di CPO è stato senza dubbio il concorso per realizzare una campagna di comunicazione interna per McDonald’s, il cui premio era uno stage in azienda. Come tutti gli altri contest, ho partecipato in team e devo ringraziare i miei colleghi Giovanna Bottino, Alessandro Pedini e Giulia Fabbri per avere contribuito alla vittoria – sottolinea Andrea – Negli uffici di Mc Donald’s ad Assiago(MI) ho effettuato tre mesi di stage nell’Ufficio delle Risorse Umane e tre mesi nel dipartimento di Marketing».

Subito dopo è arrivata la laurea. Trovare un impiego è stato più difficile del previsto?

«Durante il tirocinio in molti mi avevano scoraggiato un sacco sulle opportunità di lavorare in agenzia. Fortunatamente queste voci non si sono rivelate vere, ma ciò non vuol dire che la strada sia stata in discesa. A Febbraio, quando mi sono laureato, avevo già inviato molti curriculum ma avevo ricevuto solo un’offerta da un’agenzia di Ferrara che si occupava di video pubblicitari. A dire la verità, l’idea di tornare nella mia città dopo aver fatto uno stage a Milano, capitale italiana della comunicazione, mi sembrava quasi un passo indietro. Per questo ho deciso di insistere e mi sono presentato di persona all’agenzia We Are Social. Alla fine, la perseveranza è stata premiata».

Di cosa ti occupi esattamente?

«In We Are Social ho trovato il mio ambiente ideale. L’età media di chi lavora è intorno ai 28 anni e lo trovo parecchio stimolante. Ho cominciato come community manager e writer: uno dei miei compiti consisteva nel curare gli eventi live offerti da uno dei nostri clienti. Una figura che mi piacerebbe ricoprire in futuro è quella dell’account executive: qui, a differenza di altre agenzie, la figura dell’account è meno rigida e partecipa anche alla fase creativa e di scrittura. I ritmi sono piuttosto pesanti, capita spesso di fare tardi ma è il prezzo da pagare se vuoi fare un lavoro con il quale non rischi di annoiarti».

Cosa consiglieresti agli studenti che stanno per iniziare o terminare il corso CPO?

«Secondo me la differenza in un corso di Scienze della Comunicazione la fanno la curiosità di imparare e l’impegno personale. Il mondo del lavoro è un po’ diverso ma CPO con i corsi teorici e i progetti ti prepara un po’ a tutto e questo è importante per chi come me non fa un classico lavoro da copy. Per chi si laureerà tra qualche mese, l’unico consiglio che posso dare è quello di non arrendersi mai: anche dopo tante porte in faccia o senza ottenere alcuna risposta ai curriculum inviati si può riuscire a trovare il proprio posto ideale».


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