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Esempi d’intraprendenza #15: i laureati Cpo al lavoro

novembre 5, 2013

Foto Chiara CiniOggi siamo qui con Chiara Cini! Nostra ex-studente, adesso scrittrice per Apogeo, digital planner ed esperta di social media.

Ciao Chiara! Anzitutto, parlaci dei tuoi anni universitari. 

Dopo la laurea triennale in Comunicazione e società della facoltà di Sociologia all’Università degli studi di Milano, durante la quale ho trascorso un anno all’estero al nord della Spagna (Universidad Publica de Navarra a Pamplona), mi sono iscritta al CPO e laureata nel febbraio 2007 con una tesi sul marketing territoriale e in particolare sul brand Italia che si promuove all’estero. Nei mesi prima della laurea ho effettuato uno stage all’Ente Nazionale del Turismo italiano a Madrid dove ho imparato come l’Italia si promuove in Spagna e i pesanti meccanismi burocratici delle realtà pubbliche.

Dopo la laurea, cosa hai scelto di fare?

Subito dopo la laurea sono rientrata a Milano dove ho fatto uno stage nella redazione del Gastronauta tra prodotti tipici, ricette e sapori del territorio. Nel novembre del 2007 ho iniziato la mia esperienza in Hagakure, una delle prime società specializzate in Italia in digital PR e comunicazione sui social media. Lì ho trascorso due anni e mezzo intensi e formativi: una vera e propria palestra che mi ha consentito di crescere in breve tempo imparando a fare un mestiere che si costruiva giorno dopo giorno, con l’arrivo di nuovi luoghi e linguaggi online. Nel giugno del 2010 sono passata a TheblogTV a nutrire – divertendomi – una community di appassionati di cucina chiamata Madeinkitchen dove sono rimasta circa un anno. Per coincidenza sono poi tornata proprio a Pesaro, dove per i successivi due anni e mezzo mi sono occupata della reputazione online a 360° di Eden Viaggi, un tour operator importante nel panorama del turismo tradizionale in Italia.

Nel frattempo ho collaborato e collaboro tuttora con Frog Marketing, un laboratorio fondato da un team dell’Università di Milano che tiene corsi su social media marketing per piccole medie imprese e privati in giro per l’Italia.

Nel 2012 ho pubblicato un libro per Apogeo Editore: il titolo è “Facebook per tutti – Guida perdivertirsi in sicurezza”, un manuale per imparare a usare il più famoso dei social network nella maniera più consapevole possibile. Il libro è stato ripubblicato lo scorso settembre nella sua seconda edizione.

Facebook per tuttiDa poco Apogeo Editore ha anche pubblicato un mio ebook sempre dedicato a Facebook ma più orientato alle aziende: “La Pagina Facebook – Prontuario del communitymanager”, che spero possa essere utile a tanti giovani professionisti che si approcciano al mestiere.

Davvero tante cose, insomma! E ora? 

Da pochissimo, una manciata di settimane, sono entrata in Now Available: un’agenzia di comunicazione all’interno della quale sto delineando io stessa ogni giorno insieme ai miei nuovi colleghi il mio ruolo di digital planner, sulla base delle esigenze interne e dei clienti, e sulla base di quello che nel quotidiano posso apportare sulla visione digitale dei progetti.

Grazie Chiara!!! Hai qualche consiglio da suggerire ai nostri nuovi studenti o ai neo-laureati CPO?

Ho scelto il CPO per l’approccio più pratico e operativo dei corsi, meno didascalico rispetto alle proposte che in media arrivano dalle università italiane. Non me ne sono pentita: quel percorso mi ha insegnato a lavorare in team e ad avere uno sguardo molto concreto sui progetti, oltre a consentirmi di trascorrere un anno davvero piacevole tra quei corridoi a due passi dal mare, a nascondermi dai bidelli se ero sporca di sabbia al rientro in università per le lezioni.

Il consiglio che posso dare ai ragazzi che stanno intraprendendo questo percorso è di cercare di capire davvero quali sono le loro predisposizioni naturali e i loro desideri: sono sicura che avere degli obiettivi chiari sia il primo passo fondamentale per poterli raggiungere.

Prima di innamorarsi di una qualche professione è bene informarsi, confrontarsi con chi è del settore in modo da conoscerla più a fondo possibile per capire se è nelle proprie corde sul serio. Poi c’è sempre tempo per cambiare.

Dicci del futuro. Dove ti vedi tra 5 anni?  

Cinque anni mi sembrano davvero un’eternità, soprattutto vivendo in una rete che cambia ogni giorno. Tra cinque anni spero di svegliarmi al mattino e spero che il mio lavoro sia una parte importante e felice della mia vita, dovunque io mi trovi.

Ci ritroviamo la prossima settimana con un’altra bellissima intervista ad un nostro laureato! Martedì vi racconteremo la storia di Fabrizio, social media specialist.

Esempi d’intraprendenza #14: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 29, 2013

Foto IvanLa storia che vi proponiamo oggi è quella di Ivan, un ragazzo che ha scelto di lavorare come freelance per poter fare continuamente fronte rispetto alle nuove esigenze del mercato.

Ivan, cominciamo dall’inizio! Raccontaci della laurea.

Mi sono laureato al CPO nel 2009, con una tesi in Sociologia delle Organizzazioni dal titolo “Comunicare le Piccole e Medie Organizzazioni nell’Era Postmoderna”. Sei mesi prima avevo iniziato uno stage proposto dall’università presso il COSMOB – centro tecnologico marchigiano, dedicato al settore legno-arredo, dove mi sono ritrovato ad creare l’ufficio comunicazione del centro e sviluppare servizi di comunicazione tecnica per le aziende del mobile.

Dopo la laurea, lo stage si è trasformato in una collaborazione che è durata per 3 anni, durante i quali ho anche continuato a portare avanti progetti sia come libero professionista che in team con alcuni colleghi ex-CPO con i quali abbiamo fondato il gruppo creativo OpenLance.

In questi anni ho anche scoperto il mondo della media education, partecipando come trainer ad un progetto Europeo, promosso dal network internazionale di comunicatori Net-One – media for a united world e tenendo alcuni interventi in conferenze sulla comunicazione relazionale ed i social network.

Un inizio con con tutti i crismi!!! E dopo?

L’esperienza al COSMOB è stata molto utile ed interessante, ma ad un certo punto ho capito che era arrivato il momento di fare qualcosa di diverso, perciò ho deciso di licenziarmi ed aprire partita IVA, per offrire alle piccole e medie organizzazioni servizi di Social.COMunication (campagne pubblicitarie, strutture web, eventi social, community management, consulenza mirata, formazione all’uso dei social network, ecc…) e partecipare come formatore a progetti europei di media education.

Il primo anno non è stato facile, re-inventarsi freelance è una sfida a tutto campo… decidere a chi rivolgersi, cosa offrire, i prezzi da fare, capire come farsi pagare in tempi ragionevoli…  insomma bisogna crearsi una propria “mappa” per affrontare il mercato, e specialmente all’inizio capita di sbagliare.

Ma poi le cose migliorano, si dice che “lavoro chiama lavoro”, e fino ad oggi questa è stata la mia esperienza, ogni lavoro fatto è stato un ponte verso un’altro potenziale cliente, e quando i clienti cominciano a tornare per altri lavori, capisci che ce la puoi fare. Non è solo una questione di “lavoro” o di “soldi”, fare il libero professionista mi permette di lavorare in progetti che mi appassionano veramente dove voglio e riesco a dare il massimo. La libertà di azione che l’essere freelance permette e la sensazione di avere il controllo del proprio destino professionale è davvero soddisfacente.

Hai consigli per i nostri nuovi studenti Cpo?

foto Ivan TurattiPersonalmente, dal CPO, ho ottenuto molto di più di quello che mi aspettavo … possibilità di mettere in pratica la teoria in progetti di gruppo ed individuali, rapporto diretto con i professori, lezioni interattive, contatto diretto con il mondo del lavoro sia grazie agli stage, che a concorsi e seminari, ma anche grazie ad alcuni professori che non portavano solo una visione “teorica” ma anche la loro esperienza/conoscenza pratica del mercato, e la condividevano con noi…

…insomma ho iniziato a fare siti web e lavori di grafica all’età di 15 anni, e la laurea triennale mi ha dato una ottima base teorica, ma è stato grazie al CPO che sono riuscito a fare il salto di qualità che mi ha permesso di scegliere la strada professionale che volevo. Inoltre gli anni passati al CPO sono stati davvero favolosi anche dal punto di vista personale, grazie ai fantastici compagni di corso con i quali ho condiviso esperienze indimenticabili.

Un consiglio che posso dare ai futuri CPO è quello di sfruttare al massimo le opportunità che il corso offre… quindi frequentare il più possibile le lezioni, essere pro-attivi durante i lavori di gruppo, non avere paura di sbagliare o fare domande, partecipare ai concorsi ed ai seminari, e specialmente coltivare le relazioni personali con i compagni di corso e con i professori, una rete relazionale creativa ed attiva come quella del CPO è qualcosa che vi rimarrà per tuta la vita.

Condivido decisamente, Ivan!!! Grazie!

Prima di salutarti, però, vorrei sapere dei tuoi progetti per il futuro!

Mentre scrivevo la tesi al CPO, mi sono accorto che esistevano tante teorie, mappe e strumenti dedicati alle grandi realtà organizzative, ma per le piccole e medie organizzazioni c’era poco o niente, eppure compongono oltre il 93% del tessuto socio-economico italiano. Quindi lavorando per piccole realtà, ho dovuto inventarmi una mappa personale, cercando, adattando ed a volte creando gli strumenti cognitivi, le matrici e le procedure necessarie per strutturare processi di comunicazione nelle PMO.

Ho passato buona parte degli ultimi 4 anni, a lavorare a questo “framework”, che ho chiamato O.P.E.N. I.D.E.A. sfruttando ogni occasione professionale per sperimentarlo e migliorarlo, nelle prossime settimane lo rilascerò come un progetto open source sotto licenza creative commons, affiancandoci entro qualche mese anche un workbook ed un workshop per piccole e medie organizzazioni interessate ad implementarlo.

Nei prossimi anni ho intenzione di portare avanti questo framework, sia migliorandolo, che facendo progetti in grado di dimostrarne l’efficacia e permetterne una maggiore diffusione, oltre ovviamente a continuare il mio lavoro come freelance Social.COMunicator e Media Educator, il tutto possibilmente in Italia o almeno dall’Italia.

Chi lavora nel mondo della comunicazione sa che ogni giorno ci sono nuove sfide in arrivo, molte di queste non erano nemmeno prevedibili 5 anni fa, ma chi ha fatto il CPO sa di avere delle basi solide su cui costruire il proprio futuro.

Ci ritroviamo la prossima settimana per un’altra intervista ad un laureato CPO!!!


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