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LAUREATI CPO AL LAVORO: Giacomo Ghezzo, Social media & Content

settembre 10, 2015

giacomo ghezzo Per Giacomo Ghezzo, ex studente CPO che attualmente si occupa di Social Media e Content per The Big Now non ci sono dubbi: «Per tutti quelli che sono alla ricerca del primo impiego, la creatività può rivelarsi la carta vincente per far emergere il proprio curriculum». Abbiamo approfondito con lui l’argomento ripercorrendo i suoi passi nel mondo del lavoro a partire dalla sua laurea in CPO.

«Subito dopo essermi laureato mi sono trasferito a Milano, dove sono stato ingaggiato da Now Available (oggi The Big Now), la stessa agenzia dove avevo svolto uno stage mentre aspettavo la prima data utile per discutere la mia tesi a CPO – ci racconta Giacomo – «Sono stato inoltre felice di scoprire, una volta arrivato, che in agenzia avrebbero lavorato con me altre due laureate CPO, Chiara Cini (Digital Planner) e Michela Ballardini (copywriter)! Ho conosciuto la mia attuale agenzia proprio grazie alla specialistica a Pesaro e al primo “Futuri Creativi”. Tra i professionisti presenti c’era Emanuele Nenna, il CEO di The Big Now. Mi coinvolse molto il suo modo di intendere l’agenzia e fare pubblicità, e iniziai a seguire l’allora agenzia Now Available sui social. Dopo alcuni mesi vidi che cercavano un Community Manager: mi candidai, e dopo un paio di colloqui entrai a far parte del team digital».

– Nel tuo profilo LinkedIn si trova una versione del tuo curriculum a fumetti . Quanto secondo te questi espedienti sono tenuti in considerazione dalle aziende?

« Farsi notare è la prima cosa, ma bisogna sempre tenere a mente che è meglio puntare su qualcosa di estroso solo se l’ambiente al quale ci si va a proporre lo permette. Uno dei primi problemi che riscontra uno studente secondo me è quello di creare un cv degno di nota senza avere (per forza di cose) nella maggior parte dei casi un’esperienza consolidata nel mondo del lavoro. Diventa quindi essenziale trovare una via visiva per fare in modo che il curriculum risalti e colpisca il responsabile di HR che lo legge. Per quanto riguarda la mia esperienza, ho fatto vari colloqui in questi anni, e tutti coloro che mi hanno contattato mi hanno detto che la versione superhero del cv è stato un ottimo gancio per fare due chiacchiere con me! I consigli quindi che nel mio piccolo mi sento di dare, per quanto riguarda l’invio di CV ad agenzie creative è: essere brevi e chiari, evitare il classico standard europeo e trovare il modo per farsi notare in maniera creativa sia col cv che con l’eventuale portfolio».

– Facciamo un passo indietro. Puoi parlarci dei workshop all’interno di CPO? In particolare puoi descriverci il workshop di Ninjamarketing e “Marche e strategie di marca”?

«I workshop all’interno di CPO secondo me sono essenziali perché ti permettono di sporcarti le mani e avere a che fare con il lavoro in team, le scadenze, le presentazioni di proposte e altre dinamiche che nell’esperienza di agenzia ho ritrovato, seppur con modi e tempi ovviamente diversi. Un’altra cosa importante dei workshop CPO è il fatto che hanno tutti modalità e dinamiche diverse: dalla ricerca netnografica alla gara creativa al montaggio video , si toccano quasi tutte le attività lavorative pubblicitarie. Questo serve per farti rendere conto del ruolo più adatto a te! Durante il mio anno, il Workshop dei Ninja Marketing ci ha fatto conoscere una realtà che ci ha proposto una visione sul mondo del marketing molto stimolante. Come Workshop abbiamo portato avanti una ricerca sulla realtà di YouTube e un progetto di marketing nell’ambito food che ha permesso ad alcuni di noi di approfondire l’esperienza con uno stage».

giacomo ghezzo– Di cosa ti occupi adesso all’interno di The Big Now e con che tipologia di contratto?

«Attualmente nella mia agenzia sono un dipendente con contratto a tempo determinato. Al lavoro mi occupo del community management e della creazione dei contenuti per più clienti (Nestlè e Fox Italia). Questo mi permette di mettere in gioco competenze e modalità di lavoro differenti, sfruttando più canali e metodi di comunicazione. L’importante a mio avviso per il tipo di lavoro che faccio è quello di stare sempre attento ai trend, alle novità e alle sperimentazioni nell’utilizzo dei diversi media. È importante rimanere sempre curiosi e trovando il modo di appassionarsi e credere davvero nel prodotto o nel brand sul quale si lavora».

Esempi d’intraprendenza #7: i laureati Cpo al lavoro

settembre 2, 2013

fotoEleQuota sette. Come i giorni della pienissima settimana di Eleonora. Brillante, eclettica, forte. Una voce speciale, un ottimo esempio, e  tanta voglia di fare. Proprio bene.

Eleonora, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Mi sono laureata nel 2009 discutendo una tesi particolare, per la quale mi sono improvvisata ricercatrice sociale per sei mesi: CONSUMI EMERGENTI –L’Aquila, l’emergenza terremoto nel consumo–. Un lavoro che è nato in modo naturale, purtroppo, all’indomani del sisma che ha devastato la mia città, con l’obiettivo di scandagliare la trasformazione dei consumi dopo una calamità di tali dimensioni. Sembrerà strano, ma tra me e la prof.ssa Bartoletti è bastato quasi uno sguardo, e pian piano si è delineato il percorso che mi ha permesso non solo di condurre una ricerca etnografica sul campo –con il supporto di strumenti attinti alla sociologia visuale-, e quindi di comporre una tesi, ma anche e soprattutto di elaborare il trauma. Estraniarmi dalla realtà che mi circondava, e al tempo stesso immergermi totalmente in essa, mi ha dato la possibilità di analizzare e razionalizzare, non senza qualche problemino di crisi d’identità! 🙂
Con mia grande sorpresa, la tesi ha vinto il Concorso in memoria di Gabriele Pavolini, indetto dall’Università di Urbino, per l’originalità e la rilevanza scientifica della ricerca effettuata, ricerca che è stata anche accettata e da me esposta alla 2010 Conference dell’International Visual Sociology Association, insieme ad un video di presentazione della ricerca, selezionato e proiettato nella “video session”.
E non è finita qui… Perché la cara prof.ssa Bartoletti mi suggerì di provare a far parte di un progetto più ampio, che due ricercatrici stavano mettendo in piedi un paio di anni fa, per indagare il ruolo della rete e delle connessioni sociali nel terremoto aquilano. Da qualche mail è perciò nata una collaborazione molto intensa e costruttiva, che mi ha portato a riprendere la mia ricerca e a proseguire dando vita ad una parte ulteriore incentrata sul web. Ma non vi annoio ulteriormente, se sarete curiosi (e lo spero!) di leggere la collettanea di ricerche, basterà aspettare settembre, quando nelle librerie uscirà Netquake. Media digitali e disastri naturali .

Complimenti! Un percorso di grande soddisfazione. E dopo cosa è accaduto?
Dopo la laurea non mi sono specializzata ulteriormente, ho solo seguito un corso di formazione professionale in Marketing dei Servizi Sociali e poi un corso in web 2.0 e fundraising (eh sì, il “sociale” e il volontariato sono la mia seconda passione dopo la comunicazione!). Intanto, due giorni dopo la laurea, nella disperazione invernale del “E ADESSO COSA FACCIO?!?!”, ho iniziato a mandare cv a gogò e ho fatto dei colloqui già dai primi di gennaio. E a marzo 2010 ho iniziato a lavorare come responsabile comunicazione per un’azienda pesarese di allestimenti e progettazione eventi, una bella esperienza che però è finita a settembre, quando ho accettato un tirocinio formativo in R.T.I. (meglio conosciuta come Mediaset), presso l’ufficio trade marketing di Mediaset Premium. Un mondo a parte, in un certo senso un’isola felice per i servizi che offre ai dipendenti, in un momento storico in cui persino lo stipendio sembra essere un privilegio. Lì mi occupavo dello sviluppo delle campagne promozionali, soprattutto lato contenuti testuali.

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