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DistrAction: presentato il video contest sulla sicurezza stradale

giugno 10, 2016

Hisilicon Balong

Interviste, spot e brevi filmati per una campagna di sensibilizzazione sociale sul fenomeno della disattenzione stradale. Il video contest DistrAction, promosso dall’assessorato alla Sostenibilità e dal nostro Dipartimento (Discui) è stato presentato l’8 giugno alla stampa nella Sala Rossa del Comune di Pesaro. Hanno preso parte alla conferenza l’assessore alla Sostenibilità Rito Briglia, il mobility manager Thomas Flenghi e per l’Università di Urbino, la Prof.ssa Roberta Bartoletti e una studentessa del corso in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni.

Il progetto vede il corso CPO coinvolto da molto vicino. Innanzitutto per l’attività di ricerca, coordinata dalla stessa professoressa Bartoletti e condotta da Francesco Sacchetti e Alessandro Fiori (a capo anche della direzione creativa e delle strategie di engagement). Ma anche per il social media management a cui collaborano cinque dei suoi studenti e per la partecipazione di nove gruppi CPO che infoltiranno la schiera di coloro che si daranno battaglia per girare il video più efficace.

Perché realizzare una campagna di sicurezza stradale proprio sulla disattenzione? Nelle Marche la distrazione è la prima causa di incidenti nelle strade extraurbane e tra le prime tre nelle strade urbane, colpendo prevalentemente i giovani tra i 18 e i 29 anni. Il punto di partenza per una riflessione sul tema è offerto dal risultato dei quattro focus group realizzati a Pesaro con studenti universitari. Le pratiche che portano alla disattenzione? Fare più cose contemporaneamente, l’utilizzo dello smartphone (anche per i pedoni) e dare ascolto agli amici mentre si è alla guida. Oppure, sottostimare i pericoli e le insidie che possono derivare dalla guida di un mezzo, anche da uno dei più semplici come la bicicletta.

Questi e altri spunti saranno utilizzati all’interno dei video che partecipano al contest, che prevede come premio finale un mese di ospitalità per quattro vincitori presso i servizi del Comune di Pesaro e dell’Agenzia per l’innovazione. Al concorso possono partecipare studenti universitari residenti a Pesaro e iscritti in qualsiasi ateneo italiano o studenti iscritti a corsi universitari con sede a Pesaro. Possono essere presentati uno o due video, fiction o documentari, finalizzati a sensibilizzare alla sicurezza stradale e agli effetti negativi di una guida disattenta. La scadenza del concorso è fissata per il 5 ottobre 2016. Per tutte le informazioni potete seguirci su www.facebook.com/distractionpesaro e sulla pagina web www.pesaromobilita.it/index.php?id=17175
gruppo distraction
Scarica  le slide della conferenza stampa

LAUREATI CPO AL LAVORO: Alberto Lo Rito, Digital Analyst per Mosaicoon

ottobre 8, 2015

tuttiDa Palermo a Pesaro, da Pesaro a Palermo. Andata e ritorno, ma con due importanti “deviazioni” che prendono il nome di J. Walter Thompson Italy e H-art. Questo è il percorso universitario e lavorativo intrapreso da Alberto Lo Rito, attualmente Chief Analyst per Moisacoon. Ripercorriamo insieme in questa intervista le tappe che lo hanno portato a far parte dell’agenzia “made in Sicily” ritenuta simbolo di creatività e innovazione.

– Iniziamo dallo stage compiuto all’interno del corso CPO. Come è arrivata la proposta di svolgerlo  alla JWT, una delle più grandi agenzie pubblicitarie presenti a Milano e in tutto il mondo?

«L’esperienza in JWT, come quasi tutte le altre del resto, è arrivata quasi per caso grazie al mio coinquilino che mi ha girato l’offerta di stage. Ho subito pensato che lavorare per una grande agenzia sarebbe stata una grande opportunità! Non ho avuto dubbi e ho provato. Il colloquio con Andrea Betti, Strategic Planning Director, è andato bene e così tutto è cominciato».

– Dopo lo stage come Strategic Planner hai lavorato per loro come Data analytics consultant. Di che tipo di collaborazione si trattava?

«Spesso di dice che nelle piccole agenzie fai un po’ di tutto e nelle grandi agenzie ti specializzi solo in un ambito. Non è stato così per me in JWT, poichè al mio progetto principale hanno via via affiancato un ruolo di analisi degli account social di clienti internazionali che seguivamo. Uno studio che partiva dal dato quantitativo e attingeva da molte discipline: dalla statistica alla sociologia».

– Tra JWT e Mosaicoon c’è una breve esperienza in H- Art. Puoi parlarcene?

«Rifiutate le offerte di JWT London e Saatchi&Saatchi Milano (non senza tonnellate di immancabili dubbi) è iniziata la mia avventura in H-Art. Si tratta di un’azienda che ha saputo creare un micro-universo parallelo: H-Art è nata insieme all’incubatore di start-up H-Farm ed è un luogo di lavoro dove avviene spesso l’incontro tra
giovani menti e grandi professionisti, in un ambiente stimolante e con forti ambizioni».

– Infine Mosaicoon. Puoi parlarci di come si è evoluta la tua posizione all’interno e qual è secondo te il punto di forza dell’azienda?

«Mosaicoon per me è stata l’occasione “che non si può rifiutare”. Non solo, banalmente, per il fatto di poter tornare a casa o vivere e lavorare vicino al pausamare; ma per poter dimostrare, per primo a me stesso, cosa avevo appreso dalla mia esperienze maturate.Ho avuto modo di partire da un “Punto Zero” e collaborare alla creazione dell’intera infrastruttura dei dati all’interno dell’azienda: dall’analisi dei social e del traffico web per i clienti fino alla creazione di metriche per valutare il successo dei video on line.

Proprio perché siamo partiti da “zero” il punto di forza è stato (ed è) il fattore umano: abbiamo sempre mostrato di essere professionisti ineccepibili senza nascondere le nostre peculiarità. Questa si è rivelata la nostra marcia in più per dimostrare al mondo che Milano, Londra e Palermo possono offrire le stesse potenzialità (sebbene gli stili di vita siano decisamente diversi)!».

– Secondo te è ancora oggi difficile far comprendere ai propri clienti l’importanza di insight ricavabili da un’analisi qualitativa (come potrebbe essere ad esempio un’analisi netnografica)?

«Secondo me tutto sta nel modo di impostare il rapporto tra l’agenzia e il cliente: se il cliente riesce a riporre fiducia nel lavoro dell’agenzia grazie al supporto e alla consulenza degli Account, allora il nostro lavoro sarà estremamente facilitato e ci permetterà di far comprendere l’importanza di un dato e le sue interpretazioni.
Se il cliente invece ragiona con la mentalità del marketer, con obiettivi di brevissimo periodo e senza provare a cambiare punto di vista… la missione sarà ardua!»

– Cosa consiglieresti agli studenti CPO che vorrebbero approfondire da sè le proprie conoscenze in analisi dei dati?

«Direi che il primo passo già lo hanno fatto iscrivendosi a CPO, perché ritengo che il corso sia assolutamente iniziare all’altezza per prepararsi ad affrontare il mercato del lavoro.Per quanto riguarda la mia professione in particolare ciò che mi sento di consigliare è di non avere remori a provare, a iniziare, a viaggiare, a rischiare, a chiedere.

Con un po’ di curiosità sarà facile trovare centinaia di articoli e ricerche su quanto i dati (Big data, data scientist, etc) siano il futuro di un mondo che produce sempre più informazioni e quanto sia necessario analizzarli per capire le tattiche e le strategie da adottare».

LAUREATI CPO AL LAVORO: tra concorsi e stage, l’esperienza di Thaila Vesnaver

settembre 3, 2015

vesnaver thaila«Il Cpo mi ha aiutata a ingranare la marcia e farmi trovare sempre pronta e preparata per cogliere al volo nuovi stimoli e opportunità, grazie alla buona preparazione teorica e pratica offerta dal corso». Thaila Vesnaver, attualmente addetta alla comunicazione aziendale per Harpo SPA, ci racconta in maniera entusiasta il suo passaggio dalla sua carriera universitaria a quella lavorativa.

– Partiamo della vittoria nel contest “On the Move 2013”. Come sei venuta a conoscenza del concorso? Quale, secondo te, si è rivelata la carta vincente?

«Al CPO ricordo che eravamo quasi tutti molto attivi sul fronte dei contest, pieni di entusiasmo e con tanta voglia di imparare. Per quanto riguarda On The Move, è stata la nostra insegnante di Comunicazione Pubblica Gea Ducci a comunicarci dell’esistenza del concorso. Indetto da Pubblicità Progresso, il tema di On The Move riguarda ogni anno una questione sociale diversa. Due anni fa l’argomento era la sensibilizzazione a favore della donazione di organi. Veniva offerta la possibilità di partecipare in team o individualmente. In quel momento al CPO eravamo tutti molto occupati, perciò mi sono ritrovata da sola. Nonostante stessi partecipando a un altro contest, mi sono detta: perché non provare lo stesso? Ho partecipato scrivendo un comunicato stampa su una notizia di fantasia. Per questo lavoro è stato fondamentale il corso di Teorie e Tecniche della Narrazione tenuto dal prof. Giovanni Cattabriga che ci ha introdotto nel mondo della narrazione. Così, ho recuperato quello che avevo imparato durante le lezioni e ho provato a metterlo in pratica per il protagonista della mia storia, un fegato: personificandolo, ho favorito l’immedesimazione del lettore nella storia. La tecnica ha funzionato, e tutto ciò che ne è seguito è stato fantastico. Ho partecipato alla conferenza annuale di Pubblicità Progresso e ho parlato per la prima volta su un palco in veste professionale. Come premio ho avuto l’occasione di visitare il Parlamento Europeo insieme ai ragazzi ideatori degli altri quattro lavori vincitori e di entrare al Quirinale, dove ho conosciuto di persona l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano».

– Lo stage: parlaci della tua esperienza in Exea Web.

«In Exea ho svolto un tirocinio curriculare di quattro mesi in cui ho lavorato come Project Manager Online: mi occupavo del coordinamento delle varie figure interne, dei rapporti con il cliente e della gestione operativa dei servizi di web marketing. Penso che sia stata l’esperienza più impegnativa della mia vita ma volevo apprendere realmente un mestiere ed è quello che effettivamente mi ha dato Exea. Non è stato facile, ma ho imparato a conoscere i miei punti di forza e quelli di debolezza. Ho davvero scoperto i meandri del web marketing e credo che chiunque voglia lavorare in qualsiasi ambito nella comunicazione nel 2015, secondo me, non può non conoscerli».

– Sul tuo profilo LinkedIn citi numerose attività: puoi parlarci in particolare di Copywriting, Web Analysis e Benchmarking Research?

«Durante il mio stage in Exea dovevo tenere conto del fatto che ogni cliente aveva esigenze differenti, perciò non svolgevo le stesse attività per tutti. Per quanto riguarda il copywriting mi occupavo della stesura di articoli per blog, siti e magazine online, spaziando tra settori come la nautica, il make up, il marketing e la comunicazione, il no profit, l’arredamento. La web analysis invece è un’attività che viene svolta quasi sempre dalle agenzie di comunicazione: si tratta di leggere e interpretare i dati in modo da prendere consapevolezza non solo dei risultati, ma anche dei “bug” da risolvere. Il web marketing è un’attività che non offre garanzie, perciò è bene monitorare sempre i suoi andamenti attraverso strumenti di analisi dati. Io lavoravo principalmente con Facebook Insights per le analisi di Facebook e Google Analytics per gli accessi al sito. I report che si elaborano generalmente ogni mese, ma dipende dal tipo di attività, dalla specializzazione dell’agenzia e dalle esigenze del cliente. Infine l’attività di benchmarking riguarda l’analisi e il monitoraggio dei movimenti dei competitor: tenere sempre sott’occhio la concorrenza è essenziale per prendere spunti, per imparare dagli errori e dai successi degli altri. Maggiore è la consapevolezza del mercato, maggiore sia la probabilità di agire in maniera corretta».

– La tua carriera in Harpo. Di cosa ti occupi esattamente? All’interno di una società di questo tipo, quale strategia di comunicazione è più adatta?

«Harpo è una realtà profondamente complessa. La sede di lavoro è curiosa perché accanto agli uffici sono presenti i laboratori, la fabbrica, il magazzino e il punto vendita. Penso che questa sia una soluzione ottima per favorire la comunicazione interna che spesso in realtà così grandi e articolate rischia di essere compromessa. Harpo è una società sotto il cui nome sono raggruppate cinque divisioni che operano in quattro mercati scollegati tra loro. La nostra rete comunicativa, oltre a viaggiare tra i funzionari interni, gli agenti e i rivenditori, si sviluppa tramite l’agenzia di stampa, l’agenzia di comunicazione, lo studio grafico e lo studio di programmazione. Io gestisco la comunicazione online e in particolare mantengo i rapporti tra tutti coloro che ne sono coinvolti: strategia, pianificazione e coordinamento sono le mie mansioni principali, ma in alcuni casi sono attiva anche sul piano operativo.

 

harpo triesteCiò che maggiormente trovo stimolante – ci spiega Thaila –  è la responsabilità e l’autonomia di azione, ma ho trovato anche molto formativo il rapporto che si è instaurato con i nostri fornitori che ci aiutano a definire le strategie per le diverse divisioni. Per esempio quello della geotecnica è un mercato di nicchia che si rivolge a un target molto specializzato: parliamo di professionisti da una parte ed enti pubblici dall’altra. In seguito a un’analisi di benchmarking, abbiamo deciso di aprire il canale LinkedIn. Abbiamo appurato che avevamo a che fare con un’utenza ristretta ma di altissima qualità: in questo caso le analisi dei dati ci hanno permesso di vedere come alcuni profili siano giunti al nostro sito tramite i profili sui social network e li abbiano navigati per più di 40 minuti, visualizzando una quantità considerevole di contenuti. Non sempre un alto tempo di permanenza sul sito e un alto numero di pagine visualizzate rappresenta un dato positivo ma nel nostro caso è stato interessante vedere come i nostri messaggi siano recepiti in maniera attiva. Per sandtex pitture e verdepensile, miriamo invece a sviluppare awareness nel pubblico. Per sandtex per esempio abbiamo già cominciato a coinvolgere attivamente gli agenti, e a breve lavoreremo insieme ad alcune rivendite. Per sandtex cementi e seic invece, ambiti più settoriali, siamo partiti subito con una strategia più mirata».

Laureati CPO al lavoro: Andrea Biolcatti, da McDonald’s a We Are Social

agosto 20, 2015

wearesocialUn concorso della COLONIA di Comunicazione può rivelarsi un trampolino di lancio. Specialmente quando la campagna è commissionata da una grande azienda come McDonald’s Italia. Lo sa bene Andrea Biolcatti, neolaureato CPO che oggi lavora come writer a Milano per l’agenzia We Are Social. Ed è proprio a lui che chiediamo di raccontarci l’esperienza che gli ha permesso di “mettere la freccia” nella propria carriera.

«Il punto di svolta all’interno di CPO è stato senza dubbio il concorso per realizzare una campagna di comunicazione interna per McDonald’s, il cui premio era uno stage in azienda. Come tutti gli altri contest, ho partecipato in team e devo ringraziare i miei colleghi Giovanna Bottino, Alessandro Pedini e Giulia Fabbri per avere contribuito alla vittoria – sottolinea Andrea – Negli uffici di Mc Donald’s ad Assiago(MI) ho effettuato tre mesi di stage nell’Ufficio delle Risorse Umane e tre mesi nel dipartimento di Marketing».

Subito dopo è arrivata la laurea. Trovare un impiego è stato più difficile del previsto?

«Durante il tirocinio in molti mi avevano scoraggiato un sacco sulle opportunità di lavorare in agenzia. Fortunatamente queste voci non si sono rivelate vere, ma ciò non vuol dire che la strada sia stata in discesa. A Febbraio, quando mi sono laureato, avevo già inviato molti curriculum ma avevo ricevuto solo un’offerta da un’agenzia di Ferrara che si occupava di video pubblicitari. A dire la verità, l’idea di tornare nella mia città dopo aver fatto uno stage a Milano, capitale italiana della comunicazione, mi sembrava quasi un passo indietro. Per questo ho deciso di insistere e mi sono presentato di persona all’agenzia We Are Social. Alla fine, la perseveranza è stata premiata».

Di cosa ti occupi esattamente?

«In We Are Social ho trovato il mio ambiente ideale. L’età media di chi lavora è intorno ai 28 anni e lo trovo parecchio stimolante. Ho cominciato come community manager e writer: uno dei miei compiti consisteva nel curare gli eventi live offerti da uno dei nostri clienti. Una figura che mi piacerebbe ricoprire in futuro è quella dell’account executive: qui, a differenza di altre agenzie, la figura dell’account è meno rigida e partecipa anche alla fase creativa e di scrittura. I ritmi sono piuttosto pesanti, capita spesso di fare tardi ma è il prezzo da pagare se vuoi fare un lavoro con il quale non rischi di annoiarti».

Cosa consiglieresti agli studenti che stanno per iniziare o terminare il corso CPO?

«Secondo me la differenza in un corso di Scienze della Comunicazione la fanno la curiosità di imparare e l’impegno personale. Il mondo del lavoro è un po’ diverso ma CPO con i corsi teorici e i progetti ti prepara un po’ a tutto e questo è importante per chi come me non fa un classico lavoro da copy. Per chi si laureerà tra qualche mese, l’unico consiglio che posso dare è quello di non arrendersi mai: anche dopo tante porte in faccia o senza ottenere alcuna risposta ai curriculum inviati si può riuscire a trovare il proprio posto ideale».

Laureati CPO al lavoro: Roberto Di Raffaele, social media manager nel settore retail

luglio 23, 2015

robertodiraffaele1Intraprendere una carriera come social media manager nel settore delle grandi catene dell’abbigliamento entro un anno e mezzo dalla laurea? Si può fare, a patto di cominciare a guardarsi intorno ben prima del conseguimento del titolo. Iniziamo la nostra serie di interviste ai laureati in CPO con Roberto Di Raffaele, attuale social media manager per Max Mara e, fino a qualche settimana fa, social media e community manager per Terranova. Molti lo hanno conosciuto come un tutor aggiunto: sono ancora disponibili sul portale Studenti Fuori.it molte guide utili per vivere a Pesaro, attuale sede del corso di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Ma ripercorriamo adesso le tappe che lo hanno portato dalla carriera universitaria nelle Marche a quella lavorativa in Emilia Romagna.

In realtà il tuo percorso si è aperto ben prima della seduta di laurea. Puoi raccontarci come sei entrato in contatto con Terranova?«Ho conosciuto l’Ufficio Comunicazione e Marketing di Terranova nel 2012. Allora scrivevo per il blog TP dell’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. Avevo realizzato un post sulla loro campagna “We are Terranova”, che presentava su YouTube il processo creativo dietro al brand, traslando ciò che avveniva nell’alta moda nell’ambito dell’abbigliamento low-cost. Il post è piaciuto all’azienda e questo ha facilitato il mio inserimento per lo stage previsto dal piano di studi CPO».

Come sono cambiate le tue mansioni e la tua posizione durante il tempo?«Dopo il tirocinio, da Febbraio 2013 ho lavorato per 6/7 mesi come freelance. Successivamente sono diventato a tutti gli effetti un dipendente dell’azienda a Rimini. Ho lavorato prima come Community Manager e poi sempre più come Social media manager, poi sempre più come Social Media & Content Manager. In 2 anni ho imparato come raggiungere risultati perfettamente consoni con gli obiettivi di business. Stare sui social non significa solo presidiare uno spazio, ma gestire punti di contatto importanti tra brand e cliente. Solo così è possibile evitare gli sprechi di una pubblicità generalista e creare delle conversazioni con il pubblico giusto».

Di cosa ti occuperai per Max Mara?

«A Reggio Emilia lavorerò come social media manager. Io mi occuperò solo di Max Mara, brand di punta del Max Mara Fashion Group. La cosa curiosa è che il roberto di raffaeleprimo contatto tra me e l’azienda è stato su LinkedIn: per questo consiglio a tutti di curare i propri profili online».

Nel tuo percorso hai scelto l’Emilia e le Marche e non Milano. Quella della città meneghina come capitale della comunicazione è un vecchio stereotipo da cui prendere le distanze?

«Solitamente a Pesaro da studenti si avverte un certo senso di inferiorità nei confronti di Milano. A me affascina molto e sicuramente non può non essere un riferimento per entrambi i settori in cui lavoro, comunicazione e moda. Il mio consiglio però è di non mitizzare troppo un luogo o un’azienda, ma cercare di lavorare molto su se stessi e costruire la propria dimensione personale. Secondo me è meglio non bruciare le tappe. Magari arrivare nel contesto milanese più tardi, ma con delle basi, un portfolio ricco e dei casi di successo alle spalle».

Tra tanti tuoi ex colleghi, sei uno dei più affezionati a CPO. Quali aspetti del corso si sono rivelati importanti e quali consiglieresti di curare agli attuali e futuri studenti?

«Ho degli ottimi ricordi perché CPO mi ha permesso di crescere molto: a Pesaro ho realizzato in due anni molto di più di quello che avevo fatto precedentemente in 10 anni. I workshop che integrano le materie teoriche costituiscono un’ottima palestra, perché sono un’occasione per lavorare in team e imparare anche ad affrontare i conflitti. I ritmi sono molto distanti da quelli lavorativi ma tutti i progetti sono coerenti con ciò che potrebbe capitare in un ambiente di lavoro. Il mio consiglio è quello di partecipare il più possibile. Ricordo che non ho mai vinto un concorso della “Colonia di CPO”, ma è importante provare e sbagliare per conoscere i propri limiti e i propri punti di forza prima di giungere nel mondo del lavoro».

CPO: si aprono le iscrizioni all’anno accademico 2015/16

luglio 16, 2015

iscrizione cpoDa oggi 16 Luglio 2015 è possibile immatricolarsi e iscriversi al corso in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Riepiloghiamo per tutti gli studenti interessati le procedure da seguire per controllare il raggiungimento dei requisiti curriculari, registrarsi nel portale esse3, procedere con l’iscrizione ed eventualmente partecipare al bando dei servizi ERSU.

1)VERIFICA DEI REQUISITI D’ACCESSO – Per prima cosa è necessario dimostrare la propria ammissibilità al corso. Occorre compilare e inviare all’indirizzo roberta.bartoletti@uniurb.it la tabella dei requisiti curriculari (disponibile a questo link). Accedono di diritto e pertanto sono esonerati da questa verifica tutti i laureati nei corsi L-14 e L-20 di Scienze della comunicazione, inclusi i laureati di vecchio ordinamento e di titolo equipollente all’estero.

2)IMMATRICOLAZIONE E ISCRIZIONE – Ottenuta la verifica della tabella (con l’indicazione di eventuali crediti da recuperare) si può procedere con l’iscrizione online. Occorre innanzitutto registrarsi al portale esse3 (la pagina è raggiungibile cliccando su questo link).

Dopo aver compilato il modulo di iscrizione, occorre stamparlo e consegnarlo in Segreteria Studenti (spedito per posta raccomandata o brevi manu). Al modulo d’iscrizione è necessario allegare:

– due fotografie in formato tessera firmate sul retro;
– ricevuta del pagamento della prima rata della contribuzione studentesca;
– autocertificazione del diploma di laurea con l’elenco degli esami sostenuti;
– nel caso di invio per posta, fotocopia autografata di un documento di riconoscimento.

Il termine ultimo per immatricolarsi e iscriversi al corso è il 9 Novembre 2015.
Gli studenti non ancora laureati devono presentare una pre-iscrizione attraverso le stesse modalità riportate sopra. Per loro, il termine ultimo previsto per conseguire la laurea è il 29 Febbraio 2016.

Le lezioni del primo anno del corso CPO avranno inizio il 19 Ottobre 2015.
Il 22 Settembre è previsto un incontro di presentazione nella sede di Pesaro in viale Trieste 296.

3)COME PARTECIPARE AL BANDO ERSU – È possibile richiedere la borsa di studio e/o un alloggio allo studentato di Pesaro (via Petrucci) partecipando al bando 2015/2016 dell’Ersu di Urbino. Due i requisiti economici da rispettare per presentare la domanda:

ISEE <18.500,00
ISPE < 30.000,00

Il termine ultimo per la consegna della richiesta per il bando Ersu è il 27 Agosto 2015. Dal momento che:
– per ottenere una certificazione Isee in un qualsiasi CAAF italiano potrebbero essere necessari dai 10 ai 15 giorni;
– l’Ersu di Urbino dovrà essere in grado di effettuare il confronto dei dati con l’INPS entro l’11 Settembre;

è preferibile richiedere e consegnare la documentazione Isee con cospicuo anticipo.

CPO: stage, concorsi e progetti per mettere in pratica le competenze

luglio 9, 2015

logo_cpoNon solo le classiche pile di libri, di appunti e dispense che riempiono le stanze degli universitari. Sulla scrivania degli studenti CPO trovano spesso posto i brief e i documenti illustrativi dei progetti da presentare. Il corso in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni permette ai propri studenti di poter mettere in pratica fin da subito le competenze teoriche acquisite a lezione.

Oltre ai workshop e ai lavori di gruppo previsti nella maggior parte degli insegnamenti, molte opportunità sono offerte dagli stage e dalla COLONIA della comunicazione. Il laboratorio/agenzia interna del corso di laurea consente di partecipare a concorsi e gare per la realizzazione di campagne pubblicitarie e di comunicazione.

I CONCORSI DELLA COLONIA – Tre i contest principali riservati agli studenti in quest’ultimo anno:  una campagna di comunicazione su Facebook per Confindustria Pesaro Urbino, una campagna integrata per il Fano Jazz Festival e un’attività di Social media content curation per il festival culturale Passaggi. I protagonisti sono stati proprio gli studenti CPO, che saranno intervistati prossimamente all’interno di questo blog.

STAGE, 200 ORE PER METTERSI ALLA PROVA – Diverse le proposte per effettuare il tirocinio curriculare previsto nel piano di studi (8CFU). Si va dalle offerte di stage nel settore della pubblicità e del marketing  fino alla comunicazione ed editoria. Un esempio di stage offerto recentemente è quello della Pil Associati Srl, che ricerca una figura per la posizione di Community Manager . L’Università di Urbino conta inoltre numerose convenzioni con aziende e enti pubblici in tutta Italia.

GOOGLE ADWORDS, UNO STRUMENTO PER IL WEB MARKETING – All’interno del laboratorio di Social Media Marketing, gli studenti hanno la possibilità di pianificare e gestire una campagna online attraverso la piattaforma di advertising di Google. Si tratta di una attività reale da coordinare con un partner commerciale, con un budget di 250 dollari e dalla durata di tre settimane.

Antonio Percolla – Studente tutor
antonio.percolla@uniurb.it


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