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Il tirocinio? In Erasmus: l’esperienza di Gabriele Infosino

settembre 1, 2016

Infosino spagnaAttraverso il programma Erasmus+ traineeship è possibile svolgere  il tirocinio curriculare previsto nel piano di studi in giro per l’Europa. In attesa del bando ufficiale, che con ogni probabilità sarà pubblicato tra Settembre e Ottobre, riportiamo l’esperienza di un laureato CPO che ha svolto il proprio periodo di stage a Madrid.

– Gabriele, raccontaci perché hai scelto di svolgere lo stage lontano da casa.

«Avevo già svolto il mio primo Erasmus a Parigi alla triennale. Parigi e l’esperienza Erasmus sono diventati il trampolino di lancio verso nuove possibilità, nuove idee, nuove scoperte. Quello che prima avevo limitato ai confini nazionali adesso non ha più confini, mi sento cittadino del mondo e so di avere la possibilità di giocarmi carte nuove in giro per il mondo, mentre alcuni anni fa non riuscivo a vedere oltre la mia terra e la mia gente, oltre la mentalità italiana.

Madrid è stata una scoperta felicissima: l’avevo visitata da turista, ma viverla è tutta un’altra cosa! Una città frizzante, dinamica, calda e accogliente. Ogni angolo è una sorpresa, ogni quartiere vive di vita propria e il calore dei suoi abitanti e delle sue luci scalda il cuore fino a tarda notte. Madrid è insieme a Barcellona il motore economico e culturale di una Spagna in forte ripresa, tante imprese e start up (anche italiane) stanno investendo in questa metropoli, e bisogna saper cogliere al volo le opportunità di crescita di una città così dinamica e affascinante».

– In che tipo di azienda hai svolto lo stage e di che cosa ti occupavi?

«Ho lavorato per Spotahome, start up che si occupa di affitti online di stanze e appartamenti a medio/lungo termine, una delle 15 migliori start up spagnole del 2015. Mi occupavo delle strategie di Marketing e del Marketing operativo dell’impresa: in una start up le condizioni di lavoro e mercato cambiano repentinamente e stare al passo è complesso e stimolante. Nel corso del mio stage ho anche seguito l’evoluzione di alcuni progetti di implementazione dell’azienda e collaborato alla selezione del personale di lingua italiana».

– Hai notato delle differenze da parte dell’azienda ospitante nel modo di considerare gli stagisti come una risorsa?

spotahome«Assolutamente sì: gli stagisti non sono veri stagisti, sono delle risorse per l’impresa che li “ospita”. Formare il personale, inserirlo nelle dinamiche lavorative e produttive richiede risorse economiche e di tempo, ed è naturale che questo percorso porti all’assunzione dello stagista da parte dell’azienda ospitante: in Spagna questa mentalità è chiara, le persone valide vengono assunte e fatte crescere, gli italiani sono molto apprezzati per il loro ordine, la loro creatività e la loro capacità di adattarsi a culture e ambienti differenti.

Purtroppo non vedo ancora in Italia una coscienza simile: c’è molta diffidenza, chi ha le competenze tende a non condividerle con gli stagisti, ci si fida poco di chi ha poca esperienza lavorativa e tanto entusiasmo… e il rischio è che l’entusiasmo vada scemando e l’esperienza non si sviluppi mai!».

– Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato e come le hai risolte?

«Come detto una start up è un ambiente in continuo cambiamento: le difficoltà si incontrano ogni giorno e ogni giorno si è chiamati ad attingere alla creatività per realizzare gli obiettivi dell’azienda. Il rovescio della medaglia è il rischio di stravolgerli proprio per un eccesso di creatività, ma la bellezza di una sfida come questa sta proprio nel percorso di crescita che ti offre, nella quotidiana possibilità di confronto con mentalità, caratteri e culture diverse e provenienti da tutto il mondo. Mettersi in discussione e in gioco ogni giorno».

– Questo tipo di esperienza ti ha aiutato a velocizzare i tuoi tempi di studio?

«Sicuramente. Ho sviluppato metodo e rapidità, i piccoli dettagli fanno la differenza: è bastato continuare a mantenere la buona (e noiosa!) abitudine della sveglia la mattina presto e di sfruttare tutto il tempo a disposizione nel migliore modo possibile, soprattutto per lo studio, sebbene non abbia mai amato trascorrere il mio tempo fra i libri!

È ovvio che un’esperienza in cui puoi mettere a frutto tutto quello che hai imparato negli anni di studio è uno stimolo molto potente e questo ha sicuramente contribuito a mettermi fretta e concludere il mio percorso di studi alla prima occasione utile».

LAUREATI CPO AL LAVORO: l’esperienza all’estero di Giulia Lodi

ottobre 15, 2015

12164842_10207924961224191_1587181429_oI percorsi lavorativi dei laureati in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni sono spesso molto differenti. C’è chi lavora in agenzia e chi come freelance, c’è chi decide di sfruttare le occasioni lavorative nella propria regione di provenienza e c’è chi si trasferisce all’estero. Tra questi si colloca la carriera lavorativa di Giulia Lodi: da più di un anno è a Bonn (Germania) all’interno della European Choral Association, un’organizzazione musicale che lavora a diversi progetti volti all’inclusione sociale e alla costruzione e al rafforzamento dell’identità europea. Alcuni progetti sono finanziati dall’Unione Europea, altri sono frutto di collaborazioni tra organizzazioni nazionali.

Puoi parlarci della tua prima esperienza lavorativa in YouCanGroup? 

«YouCanGroup è stata una breve esperienza lavorativa che mi ha dato modo di avere una prima infarinatura nel mondo del lavoro. L’ambiente, molto giovane e dinamico, è stato un’ottima palestra per mettermi alla prova e capire quali erano i miei punti di forza e di debolezza, dove potevo migliorare, cosa mi appassionava veramente e cosa non faceva proprio per me. La scelta è stata dettata dalla loro ambivalenza in cui mi riconosco molto: attivi e connessi alla rete locale, ma con una forte connotazione internazionale (il sito dell’agenzia bolognese è in inglese). In particolare ho fatto parte del team creativo che si è occupato di progetti innovativi nel settore food come “pastamadre” di Riccardo Astolfi teso a diffondere l´arte del pane fatto in casa e “la papilla brilla” un gruppo di ragazze di Reggio Emilia che creano format culinari ed hanno ideato il food immersion festival».

Prima di frequentare il corso CPO hai svolto un’esperienza all’estero. Quanto e come cambia il modo di pensare la propria carriera universitaria e lavorativa? C’è il rischio reale che dopo l’ltalia cominci a stare “un po’ troppo stretta”?

«L’esperienza in Australia mi ha cambiata, tanto, e tutte le mie scelte, universitarie e lavorative, ne sono state ovviamente influenzate. Viaggiando vieni in contatto con un’infinità di stimoli, ti si apre una gamma vastissima di possibilità che impari a filtrare e selezionare a seconda dei tuoi gusti e delle tue inclinazioni. Io ho capito che dopo la triennale volevo completare gli studi con una specialistica che unisse gli insegnamenti teorici ad una parte più pratica in cui vi fossero workshop e collaborazioni con le aziende: è per questo che poi mi sono iscritta a CPO.

Il rischio che ad un certo punto l´Italia possa stare stretta c’è, ma è anche vero che stando lontani da casa si riesce a rivalutare alcune cose che qui si danno per scontate. E che possono essere dei buoni “insight” per chi deve realizzare una campagna incentrata sui valori del territorio».

Qual è invece la tua attuale posizione all’interno della European Choral Association?

«Le mie mansioni consistono nel gestire le comunicazioni interne con membri ed iscritti e quelle esterne con partner e soggetti terzi. Mi occupo dell’organizzazione di eventi, conferenze e meeting e collaboro nella preparazione della newsletter e della rivista dell’associazione. Inoltre, mi occupo dell’analisi dei canali social e della strategia di comunicazione».

Quali sono le difficoltà e le cose da tenere sempre in mente nell’ organizzare eventi in posti molto diversi d’Europa come Spagna e Finlandia?

«Le difficoltà sono molteplici, culturali prima di tutto: molti fraintendimenti nascono da percezioni diverse dello stesso comportamento o concezioni differenti della stessa parola o frase. Nulla è scontato, tutto va specificato e in alcuni casi spiegato. L’aspetto logistico è fondamentale: avvalersi di un team di persone del luogo, studiare con loro la città, i percorsi che i partecipanti faranno, calcolarne le tempistiche, immaginare i possibili problemi che potrebbero avere.

Ultime, ma non per importanza, le difficoltà linguistiche: in molti conoscono l’inglese, ma ci si può ritrovare ad un festival in Ungheria a dover coordinare 30 volontari che parlano solo l’ungherese. Questo ti fa immaginare subito le difficoltà che si avranno con il pubblico. In questo caso per favorire la comunicazione si riscopre l’immenso potere delle illustrazioni e dei disegni!»

The Walking Marchesa

settembre 12, 2013

Molti di voi avranno visto “Una notte al museo“, e l’idea chiave della nostra campagna è all’incirca la stessa su cui si basa la trama del film. Ne hanno fatto un sequel, diretta conseguenza della gran quantità di vil denaro incassato. “Ha funzionato per Hollywood, possiamo provare anche noi a Pesaro”. Questi sarebbero stati i pensieri immediati che avrebbero dovuto affollare la nostra mente, sbraitando per avere la meglio sui loro confusi compagni, per essere i primi sulla linea di partenza. E invece i nostri neuroni hanno preferito farsi una lenta passeggiata su una strada panoramica fino al primo incontro con i professori destinati a seguire quel tortuoso ma affascinante itinerario di pensiero. L’obiettivo era molto chiaro: richiamare abitanti di Pesaro di ogni età all’interno dei musei civici, rimessi a lucido per l’occasione. Di certo un museo non ha lo stesso appeal di una discoteca, ma quest’ultima a sua volta tende a essere un luogo anonimo e spoglio. Alcune serate può fare il botto di ingressi ma, altre volte, può essere deserta come le spiagge la mattina di Natale. Noi invece abbiamo avuto una fortuna, una persona speciale che incarnasse la passione per l’arte, la volontà di tendere una mano ai giovani e l’amore per la propria città, Pesaro. Concentrandoci sulla marchesa Vittoria Mosca, simbolicamente madrina dei musei, ci siamo convinti a riportarla in vita, su internet così come tra le vie della città. Tre ragazze, tanto belle quanto simpatiche, hanno accettato di aiutarci nella nostra missione. La trattativa si è conclusa velocemente mettendo sulla tavola l’offerta di un aperitivo. Uno spritz può risvegliare i morti? No, ma può far camminare una marchesa!

Le marchese

Una volta arruolate le tre nobildonne per la nostra performance, abbiamo dovuto fare rifornimento ai suddetti neuroni per fargli macinare chilometri. La strada da seguire è stata sempre in equilibrio tra ironia e intento pedagogico. Il profilo Facebook ci ha permesso di generare un incuriosito passaparola tra i ragazzi più giovani e, nonostante qualche intraprendente giovanotto abbia tentato di flirtare con noi, la strategia ha funzionato. Il giorno dell’inaugurazione parecchie persone hanno riconosciuto le nostre ragazze, facendo riferimento al profilo e ai contenuti in esso pubblicati. Ogni giorno, noi tre cpottini, ci siamo riuniti telematicamente per inventare storie, commenti, stati ed immagini che preparassero la popolazione al grande evento cittadino e li invogliasse a riscoprire i musei che hanno sempre avuto a portata di mano. Palazzo Mosca, sede dei musei, è anche però leggermente nascosto rispetto al centro cittadino. Questo difetto intrinseco è stato trasformato in un vantaggio, fornendo alle marchese il pretesto per attirare i passanti. Dopo più di cento anni non è facile fare ritorno al proprio palazzo, molto meglio chiedere informazioni. E visto che ormai chiunque ha uno smartphone in tasca o nella borsa… Pesaresi 2.0 armatevi di Facebook mobile e Mappe e riconducete la marchesa a casa!

Il nome per la campagna (“R aggiungimi“) è stato ideato con la volontà, ancora una volta,di richiamare al contempo l’immaginario legato ai social network e l’invito a visitare di persona ai musei. Tale headline ha tappezzato le strade di Pesaro nei dieci giorni precedenti all’evento promosso. Non ci siamo però accontentati di una semplice richiesta scritta; abbiamo preferito optare per un rischioso ma intrigante messaggio criptico: una mappa antica del centro della città con un velato indizio circa l’ubicazione dei musei.

R aggiungimi

Per sapere com’è andata il 14 luglio, abbiamo posto alcune domande direttamente a Vittoria Mosca, lieta di inserirsi tra le interviste dei laureati Cpo di successo (loro sì in carne e ossa).

 

Signora marchesa, allora in quella calda domenica di luglio non c’è stato nessun intoppo? Ogni persona l’ha seguita senza esitazioni?

Sarei disonesta se le rispondessi affermativamente, caro mio. Quel vestito era indubbiamente di grande bellezza ma in egual misura pesante! E’ stata una bella faticaccia. E non creda che ogni singolo mio concittadino mi abbia riconosciuto immediatamente… Alcuni sono persino fuggiti spaventati o mi hanno scansato credendo che volessi vendergli uno dei rigogliosi fiori del mio bouquet!

 

Addirittura?! Però solo su Facebook è riuscita a postare sul suo profilo un centinaio di foto con sorridenti persone di ogni età.

Le ho elencato i pochi inconvenienti di quella indimenticabile giornata, ma potrei parlarle per ore dei lati positivi e dei bei momenti. Mi limito a rammentare i moltissimi bambini affascinati dalla mia eleganza e dal mio portamento, i simpatici ragazzi che mi hanno aggiunto immediatamente sul loro Smarfon e le persone più anziane che conoscevano la mia vita quasi meglio di me!

 

Insomma un’esperienza che rifarebbe volentieri qualora i musei avessero ancora bisogno della loro supereroina? Ci può anticipare se ha qualche progetto in cantiere, magari un film Marvel tutto per lei?

Un cosa, scusi? Ebbene, farei qualsiasi cosa per i musei civici di Pesaro e sono orgogliosa dei tanti complimenti ricevuti per il mio ritorno in città e per la grande affluenza nelle visite alle opere d’arte. D’altra parte credo sia giusto che ad assaporare nuovamente il calore della gente sia uno dei miei cari amici legati per vari motivi a Pesaro. Gioachino Rossini, ad esempio. Sono certa che sarebbe entusiasta di aiutare l’ambiente artistico della città.

 

Andrea Biolcatti – Giovanna Bottino – Alessandro Pedini

Le vincitrici del concorso guerriglia per Pesarofilmfestival 2013 raccontano

luglio 21, 2013

Siamo Doris, Celeste ed Agnese, abbiamo 23 anni e veniamo da Roma, Terni e Pescara. Proveniamo da università e percorsi di studi molto diversi, eppure fin dai primi esperimenti di questo corso di laurea, con l’aiuto e l’organizzazione dei nostri professori, abbiamo capito che le nostre diversità non avrebbero fatto altro che aumentarne la creatività e il divertimento. Accumunate dalla stessa passione per il cinema, abbiamo partecipato al primo incontro con i responsabili del Festival, dal quale ne siamo uscite con incertezze, ma tanta curiosità. Il tema “Fuori Norma” e il cinema Indipendente ci hanno fatto pensare fin da subito a molte cose, grandi ed elaborate. Forse talmente tanto da uscir fuori dal vero spirito della guerriglia.
Dopo le prime bozze e i primi progetti, abbiamo deciso di porre al centro della scena le persone e i cittadini di Pesaro e cosa avrebbero detto del Cinema Fuori Norma. Abbiamo pensato pensato e pensato e anche grazie all’aiuto dei nostri professori e alla partecipe disponibilità del Professor Livi, ci siamo chiesti: “E se domandassimo alle persone di pensare?” In un attimo abbiamo immaginato i pensieri e le riflessioni della gente sparsi per la città e che questi potessero essere letti in qualsiasi momento dai propri autori e da tutti gli altri. Ci servivano dei mezzi semplici e creativi per i partecipanti. E noi i nostri mezzi li abbiamo trovati nella carta e nella strada. Fissare le parole di tutti su carta e per le strade per portare le persone al Festival o almeno per accorciarne le distanze. E’ nata così l’idea degli sticker e che questi potessero creare un vero e proprio percorso stradale per i principali punti del Festival.
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Abbiamo impiegato due settimane e tutte le risorse possibili per trovare i materiali adatti, abbiamo setacciato cartolibrerie e tipografie della città e dintorni, avevamo tester ovunque, dovevamo trovarli bianchi, pratici e che potessero resistere agli agenti atmosferici. Fino a trovare la soluzione in una ferramenta. Il primo giorno di Guerrilla è stato un esperimento condiviso: io, Celeste ed Agnese siamo state affiancate dal Professor Livi e dai molti amici e compagni di università. Eravamo armate di sticker, brochure con le info del contest e pennarelli e ci domandavamo come iniziare, come convincere le persone e cosa dirgli. Fissato il cartello di start, ho rotto il ghiaccio con il primo sticker; abbiamo iniziato a fermare i passanti, i ragazzi del liceo, dell’università, adulti e persone di altri paesi. Fin da subito la risposta è stata molto positiva, le persone che fermavano erano incuriosite dai quadrati bianchi che irrompevano sulla via principale di Pesaro ed erano spinti a partecipare dalla facilità del compito. Poi alcuni hanno iniziato a fermarsi spontaneamente e a chiederci cosa pensavamo della loro parola e se avessero potuto metterla, come se avessero timore che fosse troppo personale; eravamo riuscite nel nostro intento! Il serpente di sticker cresceva a vista d’occhio, ma io e le mie compagne guerrillere abbiamo dovuto affrontare un grosso nemico: fin dalla seconda giornata di lavoro il brutto tempo e la continua pioggia hanno spazzato via tutte le nostre parole. Ma le nostre parole erano già state tutte fotografate e postate online; una giornata di sole è bastata ad asciugare la strada e a ricominciare. Abbiamo riniziato e nel giro di pochissimo abbiamo percorso e tracciato metri e metri di parole “Fuori Norma”, la curiosità delle persone aumentava e con loro riflessioni e pensieri personali, politici, universali e sul cinema.
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Queste hanno contribuito ad arricchire ancor di più l’esperienza della Guerrilla resa possibile dalle mie compagne Andrea Celeste Francesconi e Agnese Di Giovanni, dall’attenta e quotidiana disponibilità del Professor Marco Livi, dal supporto e l’incoraggiamento della Professoressa Roberta Bartoletti, da tutta l’organizzazione del Festival del Cinema di Pesaro, dal responsabile organizzativo Cristian Della Chiara e da tutti i nostri amici del Cpo.
Doris Pesce

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Le vincitrici con Marco Livi, art director de la COLONIA della comunicazione


Il video realizzato da A. Celeste Francesconi

tempi duri, anche per le marchese

luglio 13, 2013

guardate un po’ cosa capita alla nostra nuova amica, non ci sono più i gentiluomini di una volta!

non se lo merita proprio, voi non vi comporterete certo così male con la marchesa Vittoria, verooo??? quindi domani, 14 luglio, tutti cortesi con la marchesa, che si aggirerà per le vie di Pesaro chiedendo supporto ai passanti per…

una marchesa si aggira… (anzi tre)

luglio 10, 2013

… per le strade di Pesaro.
Sembra sperduta, sorpresa, disadattata – ma se la seguite vedrete che non lo è.

Sta cercando la strada di casa, la sua casa di famiglia. Dove oggi sono ospitati i Nuovi musei civici di Pesaro, che inaugureranno la loro nuova veste il prossimo 14 luglio.

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La marchesa Vittoria Mosca, le sue gesta, bronci, appuntamenti galanti, battute… sono il risultato del lavoro creativo del gruppo di studenti Cpo vincitori del bando di concorso promosso dal Comune di Pesaro, settore Cultura, e da Sistema Museo, per la promozione dei nuovi musei civici.

L’obiettivo della campagna non convenzionale, integrata con la comunicazione istituzionale dei Nuovi musei, è quello di riavvicinare i cittadini pesaresi al loro museo, di farlo sentire come una nuova casa, pronta ad accoglierli con le sue bellezze in parte ancora da scoprire. La marchesa domenica 14 luglio sarà in città per chiedere una mano a ritrovare la sua casa, il suo museo, la casa dei pesaresi, il loro (rinnovato) museo.

Chiedete l’amicizia alla marchesa, viene da altri tempi ma sta imparando a usare i social cosi.

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Progetto e realizzazione di Alessandro Pedini Andrea Biolcatti Giovanna Bottino, per la COLONIA della comunicazione, Cpo Uniurb.

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Aggiornamento:
la marchesa rimbalza sui vari media:
il mattino.it, 10 luglio 2013
Il messaggero, 10 luglio 2013
UniurbPost, 11 luglio 2013

“Menzione speciale” a studenti Cpo al concorso #Web2salute ForumP.A.

maggio 28, 2013

Gli studenti del I anno di CPO Alessandro Balbi, Margherita Balella, Ilaria Garofalo, Giulia Rossini, Illary Terenzi riceveranno una “menzione speciale” per il loro progetto di comunicazione “Sosta Sveglia” presentato nell’ambito del concorso #web2salute, promosso dal Coordinamento Nazionale Marketing sociale per la promozione della salute.
La premiazione avverrà mercoledì 29 maggio alle ore 12 a Roma, a conclusione del convegno “#Web2salute: etica e tecnica” all’interno del Forum della Pubblica Amministrazione (www.forumpa.it ), Palazzo dei Congressi (viale Kennedy, 1).
Il progetto ” Sosta Sveglia” è stato ritenuto di grande interesse e in linea con le finalità dell’iniziativa. Si tratta di una proposta comunicativa finalizzata a ridurre gli incidenti stradali provocati dal “colpo di sonno”, tramite la previsione di un’offerta gratuita di un caffè in aree di sosta, con la collaborazione di esercizi commerciali (bar, punti di ristoro) che si trovano lungo la Statale Adriatica, nel tratto Ravenna-Ancona. Il punto di forza del progetto è la realizzazione di un’app smartphone/tablet “SVEGLIA!”che si appoggia a Google Maps dove saranno già localizzati e indicati dagli appositi “spilli” i bar/locali convenzionati e che prevede il coinvolgimento dei cittadini nel miglioramento del servizio. Il progetto è stato elaborato nell’ambito del workshop dedicato al piano di comunicazione, durante le lezioni di Comunicazione Pubblica.
Il concorso #web2salute, a partire dal rilevante ruolo che il Programma interministeriale “Guadagnare Salute” attribuisce alla comunicazione per la salute, componente integrata degli interventi di prevenzione e strumento importante di informazione e conoscenza per le persone, premia l’impatto comunicativo e relazionale nell’ambito della diffusione di stili di vita sani e sostenibili ottenuto grazie all’utilizzo di strumenti web 2.0 (Social media, applicazioni per smartphone e tablet, portali dedicati,…).
Complimenti a tutti gli studenti che hanno partecipato al concorso!

Eccoli nel giorno della premiazione! Luca Conti e Giuseppe Fattori consegnano il premio a a Margherita Balella e Ilaria Garofalo.
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PFF: Pesaro Film Festival. Pensare Fare Fantasticare.

luglio 3, 2012

Provenienti da tre realtà differenti, approdiamo a Pesaro Studi accomunate da un Corso di Laurea Magistrale che solletica la nostra creatività. A maggio di quest’anno decidiamo, su “sei piedi”, di partecipare al concorso di idee realizzato dal Pesaro Film Festival in collaborazione con la COLONIA della Comunicazione. Il tema della manifestazione ci ha da subito ispirato le prime idee. Italia, diario, racconto, storia, panchina e riflessione: queste le parole chiave che ci hanno aperto le porte verso la riuscita del progetto. E’ così che diventiamo le vincitrici ufficiali del Concorso Colonia Cinema 2012 e ci imbattiamo in questa nuova avventura!

Armate di pittura, pennelli, cartone, cartongesso e buona volontà, abbiamo dato vita a quattro lavagne, tre fumetti ed una panchina (con la collaborazione di Kubedesign) protagonisti della nostra guerrilla.

Attraverso la lavagna, simbolo di espressione e cultura, è stato possibile documentare l’Italia dal basso. I cittadini, incuriositi da queste insolite installazioni, hanno partecipato spontaneamente all’iniziativa scrivendo la propria dichiarazione d’amore o di odio e riportando in vita il dialogo in piazza a volte anche su tematiche impegnate. Dalla politica alla gastronomia, passando per l’ineguagliabile patrimonio storico-artistico del Bel Paese siamo riuscite a raccontare, grazie a dei semplici gessetti colorati, le molteplici opinioni della gente, in alcuni casi provenenti dalle più disparate parti del mondo.

Alla documentazione di un’esperienza collettiva abbiamo affiancato quella di esperienze personali: “La panchina dei pensieri”.  Uno spazio che, se a primo impatto poteva suscitare imbarazzo (chi avrebbe realmente voglia di far fotografare un pensiero assolutamente personale?!), in un secondo momento si rivelava un ottimo strumento per esprimere la propria creatività. Ragazzi di tutte le età e adulti più o meno giovani si sono divertiti con noi a posare per degli scatti originali che dicessero qualcosa di loro. Le infinite cose che ci piacciono e i dubbi sull’amore universale hanno, di volta in volta, dato voce al nostro fumetto bianco facendoci giungere alla conclusione che lo stereotipo sugli italiani non si smentisce: mangiano, dormono e amano.

Ed è con questa piacevole esperienza che concludiamo il nostro percorso di studi, ringraziando l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” per l’opportunità data, il professor Marco Livi per il sostegno e la disponibilità che ci ha riservato in queste settimane, il team organizzativo del Pesaro Film Festival che ha supportato e creduto nella nostra idea sin da subito e i valorosi e simpaticissimi aiutanti del CPO.

Ci dispiace, ma ora ci tocca passare il testimone!

Dalia, Serena, Maria Vittoria

una panchina, nemmeno

giugno 21, 2012

Immagine

cerca quella che più ti piace a Pesaro o qui

guerriglieri di parola a Pesaro

giugno 19, 2012

Non hanno l’aria molto minacciosa, ma periodicamente si dedicano alla guerriglia.
Parte oggi la nuova campagna per la comunicazione della Mostra del cinema di Pesaro, edizione 2012, dopo il consueto concorso realizzato dal Festival in collaborazione con la COLONIA della comunicazione. Tre vincitrici, quest’anno: Maria Vittoria Carone, Serena Merico e Dalia Sarnataro del secondo anno Cpo, che si sono lasciate ispirare dal grande Nanni Moretti, dal suo rispetto per le parole. L’idea è una metafora cara a Moretti: un diario collettivo dove condividere pensieri ed esprimere la propria opinione sulla realtà che ci circonda.

Il progetto vincitore coinvolge la città di Pesaro e i suoi abitanti con azioni negli spazi urbani e nei social network dal forte potenziale “virale” per un pubblico giovane e si struttura in due iniziative:

– “Cara Italia ti amo/ti odio perché”: una lavagna-installazione su cui poter scrivere liberamente i propri sentimenti verso l’Italia. Su Twitter, il lancio di un analogo thread con hashtag #pff48, #italiatiamo, #italiatiodio.

– “La panchina dei pensieri”: ai lati di panchine in punti strategici, due lavagnette-fumetto. Da una parte una battuta significativa da un film di Moretti, dall’altra un fumetto bianco su cui poter scrivere la propria risposta. Il gioco interattivo continua online: i partecipanti saranno invitati a farsi fotografare sotto i fumetti e a condividere le foto sulla pagina Facebook della 48a Mostra. La foto che otterrà più “mi piace” verrà premiata con gadget e materiale ufficiale della Mostra.

Le vincitrici ci racconteranno la loro esperienza a conclusione del Festival, ce l’hanno promesso ;), intanto ecco la foto del gruppo di studenti che ha partecipato (qualche assente giustificato), con il direttore artistico della COLONIA, il prof. Marco Livi.


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