Le opinioni degli studenti

ottobre 1, 2019 by

Riportiamo di seguito quanto è emerso dalla valutazione che hanno fatto gli studenti Cpo degli insegnamenti erogati nel 2017-2018, attraverso la compilazione del questionario online che è disponibile a circa 2/3 delle lezioni e che deve essere in ogni caso compilato dai singoli prima di potersi iscrivere all’esame. Riportiamo quanto è stato rendicontato nella Scheda Unica del Corso:

Le opinioni degli studenti relative all’efficacia dei singoli insegnamenti e del percorso di studi nel suo complesso relativamente all’Anno Accademico 2017/2018 (estrazione delle informazioni al 31/01/2019) sono state rilevate attraverso la compilazione di 611 unità, di cui il 8.5% classificato come non frequentante.
Poiché si considera come soddisfacente una valutazione pari o superiore al 7, non si presenta nessuna criticità rispetto al dato aggregato. L’analisi disaggregata per singolo insegnamento rileva come ci sia un insegnamento con un valore anomalo unicamente rispetto alle conoscenze preliminarmente possedute, un insegnamento con valori anomali relativi al carico didattico e alla disponibilità del docente per chiarimenti e spiegazioni e un insegnamento con valori inferiori a 7 rispetto a varie voci, ma non in modo grave (si tratta di valori comunque vicini o superiori a 6).
Scendendo nello specifico delle voci, quella maggiormente apprezzata riguarda il rispetto degli orari programmati per le attività didattiche (voce DOC. 05, punteggio 8.35) laddove l’aspetto meno premiato riguarda il possesso delle conoscenze preliminari funzionali alla comprensione del corso (voce INS. 01, punteggio 7.24). Tra le voci collocate internamente segnaliamo, in ordine ascendente di punteggio, la valutazione del carico di studio (voce INS. 02, punteggio 7.47) e lo stimolo fornito dal Docente (voce DOC. 06, punteggio 7.84). Laddove possibile, il confronto tra frequentanti e non mostra, per questi ultimi, un livello di soddisfazione sostanzialmente equivalente o addirittura più alto.
La valutazione dello stage obbligatorio è tratta dalle schede compilate dagli studenti a conclusione dell’esperienza (anno solare 2018, n. 56 questionari compilati su 56 stage). Nessuno degli studenti giudica insoddisfacente il rapporto di stage con l’azienda/ente ospitante, e nel complesso le valutazioni sono molto positive: il 23,2% lo giudica molto utile il 64,3% positivo e costruttivo, il 8,9% soddisfacente.

In allegato il Report con i grafici sui dati aggregati per Corso di Studi.

Per quanto riguarda l’analisi disaggregata per singoli insegnamenti, dei 16 insegnamenti rilevati, per 6 corsi su 16 ci sono alcuni singoli indicatori che presentano valori significativamente inferiori alla media, seppur non necessariamente insufficienti, per i quali sono state concordate azioni con i docenti.

Se si considera l’indicatore “Sei complessivamente soddisfatto di questo insegnamento?” (INS5), il valore medio del corso di studi Cpo è 8,1, mentre i valori dei singoli insegnamenti sono compresi tra un minimo di 6,38 e un massimo di 9,5, e solo due insegnamenti su 16 non raggiungono il valore soglia di 7.

PREMIO SOCIALLY CORRECT – IL FRUTTO DI CREDERE IN SÉ STESSI

luglio 15, 2019 by

“Ragazzi non ci crederete, ma avete vinto!”
Certe notizie arrivano quando meno te lo aspetti.
E in quell’istante ci scorrevano davanti agli occhi tutte le pagine dei libri studiati, le ore di lezione, le 3 di notte a disegnare bozze per lo storyboard pur non avendo mai fatto illustrazioni, l’adrenalina e l’ansia di consegnare il pacco alle poste prima della scadenza, i brain storming e gli uragani di idee in cui ci siamo immersi a capofitto negli ultimi mesi.

Ebbene, in occasione del Festival dei 2mondi di Spoleto, il 12 Luglio abbiamo dato onore ai nostri sacrifici e reso dignità alla nostra passione.
La soddisfazione nei nostri occhi, quel giorno, raccontava tutto questo, con la voce che tremava come l’incertezza se quello fosse o meno un sogno.

Tutto questo grazie all’associazione Paolo Ettorre – Socially Correct, che da anni porta avanti la vocazione di un uomo che si è distinto nel mondo della pubblicità per il suo spessore culturale, la sua infinita curiosità e il forte interesse per i problemi che riguardano la società.

Alessandro Bongermino (Art Director) e Chiara Fasolino (Copywriter) insieme al Prof. Marco Livi il giorno della premiazione a Spoleto

L’ASSOCIAZIONE PAOLO ETTORRE – SOCIALLY CORRECT

Ad oggi, la famiglia Ettorre e l’agenzia Saatchi & Saatchi in Italia si fanno portavoce di questa empatia, che è la virtù, il valore-garanzia per instaurare un contatto con il pubblico e creare una relazione fondata sulle emozioni, il coinvolgimento della mente e dell’animo. Per essere ricordati oltre il tempo di uno spot e i confini di una campagna.
È importante riconoscere come un’agenzia-icona dell’Advertising, riconosciuta tra le più importanti a livello mondiale, si faccia patrocinatrice di un’iniziativa meritocratica, che premia giovani in tutta Italia per la realizzazione concreta di progetti, permettendo loro di inserirsi – ancora nel corso della loro carriera universitaria – all’interno di un’importante realtà lavorativa, dando loro la possibilità di far parte di un team di esperti, di acquisire esperienza e dare il meglio di se stessi nel concretizzare una passione.

L’UNIVERSITA’ DI URBINO CARLO BO E “CPO”

Sin dal primo giorno in cui ci è stato comunicato il concorso, io e Alessandro Bongermino ci siamo detti “lo facciamo?” e ci siamo lanciati a capofitto in questa sfida, una scelta dettata dall’impulso legato alla consapevolezza che entrambi avevamo le basi giuste per poter gareggiare dignitosamente.
Studiare all’Università di Urbino Carlo Bo e in particolare far parte del Corso di Laurea in “Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni” (CPO) è stato un grande aiuto per crescere a livello formativo e come individui della società di cui siamo parte e del mondo che abitiamo. Ogni lezione seguita non è mai stata una semplice e passiva lezione frontale, ma un’occasione di dibattito, di messa in gioco delle nostre capacità critiche e delle nostre abilità pratiche, dai corsi più teorici ai laboratori.
La competenza di professori sociologi ed esperti di marketing e comunicazione e la componente attiva di ciascun corso ci hanno permesso di acquisire una maggiore cultura e sensibilità, nonché di allargare i confini della nostra mente, senza forzarci a schemi di pensiero ma insegnandoci ad avere una visione delle cose che si alimenta di più prospettive.
Sono queste le basi che più conserviamo per la futura carriera di creativi a cui aspiriamo; sono le fondamenta in cui confidiamo per generare mondi e connessioni tra mondi nella nostra mente e originare qualcosa di nuovo e di realmente utile.
Io e Alessandro – in qualità di copywriter e art director – non abbiamo mai scisso i nostri ruoli, ma abbiamo lavorato in sincronia e sintonia, fondendo pensieri visivi e verbali, cercando di arrivare a comunicare un messaggio che fosse coerente dal punto di vista dello sguardo e della lettura perché potesse essere di impatto, qualcosa su cui ci si sofferma a riflettere.

IL NOSTRO PROGETTO

La nostra proposta di campagna, in linea con il brief e gli obiettivi del concorso, mira a sensibilizzare gli individui sulle conseguenze che il gioco d’azzardo comporta nella vita sociale e familiare.
Alla luce delle conoscenze acquisite attraverso lo studio, abbiamo voluto far leva su un insight che esiste da sempre nella vita delle persone: il bisogno di appartenenze, di legami con gli altri, del senso di “casa”, che è cruciale in ogni individuo, al pari del suo bisogno di differenziazione. Alla luce di ciò, abbiamo voluto evidenziare il modo in cui la dipendenza da gioco d’azzardo porta l’individuo ad auto-escludersi dai rapporti familiari, dalle relazioni sociali e ad estraniarsi dalla realtà, ritrovandosi così solo e privo di tutto ciò che gli è caro.
Con l’avanzare dei mesi, abbiamo scavato a fondo questa problematica e ci siamo avvicinati sensibilmente al tema, dapprima ignari di tutte le conseguenze del disturbo da gioco d’azzardo e di quanto quest’ultimo possa essere considerato pari a qualsiasi altra dipendenza da sostanze o da alcool. È una tematica che abbiamo fatto nostra e forse questa è stata una delle prime ragioni per cui, dopo esserci informati e aver fatto un’analisi accurata, in un secondo momento non riuscivamo a smettere di produrre idee.
La nostra mente lavorava a 500 km/h e con il costante supporto del professor Livi siamo riusciti a darci un freno, a fare una selezione delle proposte più efficaci per poter poi dar vita a un progetto coerente nelle sue parti.

Avremmo potuto concentrarci su svariati tipi di gioco d’azzardo, ma abbiamo preferito tra tutti il gratta e vinci, perché il più acquistato, accessibile e dalla presunta possibilità di vincita immediata. Assicurato minimo sforzo, illusorio massimo risultato.
Abbiamo voluto così rappresentare la maniera in cui un gesto apparentemente banale e semplice, come il grattare con una monetina un gioco a premi, presenti in realtà forti ripercussioni a livello sociale, economico e psichico.
Abbiamo deciso di puntare ad un visual più forte di simboli, in contrapposizione ad un headline più semplice, chiaro, immediato, rispettando un tono di voce istituzionale, che fosse severo ma al tempo stesso morbido, perché potesse fungere da sincera avvertenza e consiglio, da presa di coscienza della realtà per chi si sente chiamato in causa, piuttosto che da accusa o attacco offensivo.
L’immagine rappresenta un’istantanea di una famiglia nel giardino di casa: la donna/moglie, il bambino/figlio e la casa nella foto risultano “grattati” come i simboli di una comune schedina; sotto le figure grattate, compare la scritta “non hai vinto ritenta”, a simboleggiare che il soggetto, mentre spende il suo tempo a giocare, sta perdendo quanto ha di più prezioso.

Alessandro e Chiara alla consegna del premio Socially Correct

L’AZZARDOPATIA

Come la dottoressa Mainolfi – dirigente Comunicazione del Ministero della Salute – e gli altri esperti psicoanalisti hanno discusso nel dibattito tenutosi in occasione della premiazione, i numeri da sempre fanno parte della vita dell’uomo. Si interpellano i numeri per cercare di dare un ordine dall’esterno al disordine che l’uomo prova all’interno. Da che esiste la cultura e le società, esistono i numeri. Si scandiscono i giorni della settimana, si scandisce il tempo, si definiscono le stagioni e si gioca coi numeri, tentando “la sorte”. Tentando di dare un senso a ciò che non ha senso. Per ricevere un bagliore di luce lì dove tutto appare oscuro.
Da che esistiamo, cerchiamo stratagemmi per trovare risposte a enigmi impossibili da risolvere. E ci convinciamo di tali risposte. Ci affidiamo al caso, alla fede, alla fortuna. Ci ossessioniamo quando c’è qualcosa in noi che vacilla, e cerchiamo di trovare un equilibrio, di riassestarci, di tappare buchi. Diventiamo dipendenti, al punto da non saper più trovare il controllo da soli, ricercandolo in qualcosa al di fuori di noi.

Ecco che una campagna Socially Correct come questa sull’azzardopatia intende riportare alla realtà chi ne soffre, a una realtà che gli si sta sgretolando tra le mani, al di fuori della coscienza e della razionalità.
È una campagna che intende far luce su questa coscienza attraverso precise parole incisive e immagini che attraversino lo sguardo per arrivare direttamente all’animo, modificando disposizioni mentali e comportamenti durativi nel tempo. Questo è il lato più umano della pubblicità, che, se riesce nel suo obiettivo, può fare del bene al mondo.

Open Day Cpo 2019

giugno 29, 2019 by
Gli open day della laurea magistrale Cpo per l’anno accademico 2019-2020 si svolgeranno nelle seguenti giornate e orari:
18 luglio – h. 12-14
7 agosto – h. 12-14
11 settembre – h. 12 – 14
Per partecipare occorre iscriversi online sul sito di ateneo nella pagina dedicata all’open day

Cpo vince Socially correct!

giugno 24, 2019 by

Abbiamo appreso con grande soddisfazione che Alessandro Bongermino e Chiara Fasolino, studenti Cpo che hanno partecipato alla 12° edizione del CONCORSO SOCIALLY CORRECT 2019

“L’AZZARDOPATIA – QUANDO IN GIOCO C’E’ LA VITA”

sono vincitori!

La loro campagna per il Ministero della Salute, sviluppata sotto la guida del Professor Marco Livi, sarà presentata durante il Festival di Spoleto presso il Cinéma Sala Pegasus il 12 luglio 2019 alle ore 18.00. Qui il programma della premiazione.

Complimenti a Chiara e Alessandro che hanno partecipato con coraggio e impegno, dimostrando di potercela fare, e al prof. Marco Livi che li ha accompagnati alla vittoria!

Prossimamente un resoconto del loro progetto.

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Aggiornamento:

Il Jazz a Fano: un festival nazionale, una comunicazione nazionale

aprile 26, 2019 by

Amerigo Marcelli, studente Cpo del secondo anno, racconta la sua esperienza come partecipante al contest Fano Jazz 2018 e componente del gruppo vincitore, insieme a Francesca Di Girolamo e Guido Landini.

Panoramica del Festival Fano Jazz By The Sea 2018 e obiettivo del contest:

Fano Jazz By The Sea 2018 è stata un’iniziativa fortemente sostenuta da tutte le entità pubbliche del luogo come ad esempio il Comune di Fano e la Regione Marche. Un festival di qualità culturale e musicale che ha visto esibirsi sul palco artisti del calibro di Dee Dee Bridgewater, John McLaughlin, Herbie Hancock, Bill Frisell, Art Ensemble of Chicago. Per la selezione degli spettacoli e la qualità di questi, il festival si è consolidato come uno dei principali appuntamenti musicali estivi italiani.

L’evento si è svolto in numerosi stage concentrati nel centro storico di Fano. Jazz Village o Young Stage, di particolare importanza per il cliente, è stata una novità che ha visto il succedersi di jam session, workshop musicali per ragazzi e bambini, aperitivi in jazz con prodotti del territorio e particolari concerti jazz. Il Main Stage ha visto come ambiente regio la Rocca Malatestiana, una perla storica di Fano, che ha ospitato artisti jazz di fama internazionale.

Particolare e attuale è stato l’Exodus Stage ambientato nella Pinacoteca San Domenico, che ha voluto dare voce alla musica jazz frutto della contaminazione tra culture diverse nel tempo e nello spazio: la migrazione è stato il tema che ne ha fatto da padrona. Numerosi altri spettacoli e incontri letterari si sono svolti in altrettanti stage, dall’Ex Chiesa San Leonardo alla Chiesa San Pietro In Valle fino al Lungomare di Fano.

Nell’ultima giornata il festival ha chiuso con un grande evento alla Golena del Furlo presso la Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo.

In occasione dell’incontro di apertura del contest promosso dalla Colonia della Comunicazione, Adriano Pedini Art Director di Fano Jazz Network si è presentato ai comunicatori partecipanti al contest. Con professionalità e dati alla mano ha esposto la situazione che si andava prospettando per Fano Jazz By The Sea 2018 nonché la 26° Edizione del Festival.

Lo scopo consisteva nel pubblicizzare il festival che si sarebbe svolto tra il 21 e il 29 Luglio 2018 e gestire le attività comunicative correlate nei periodi antecedenti e successivi alla manifestazione.

Nel particolare l’obiettivo era far conoscere l’attività del festival in italia, considerando che il pubblico è multiculturale e proviene da diverse parti d’Europa. In questo senso è stata richiesta la progettazione di un piano editoriale al fine di informare e coinvolgere il pubblico, sviluppare conversazioni e interazioni online, che potessero anche trasformarsi in conversioni, intese come acquisto di biglietti del festival o partecipazione ad attività collaterali.

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Fano Jazz By The Sea invade la città

Il coraggio di mettersi in gioco: i punti salienti della progettazione della campagna di comunicazione

Scegliere di mettersi alla prova per contest simili non è mai una scelta semplice, perché significa impiegare tempo ed energie. È a tutti gli effetti un lavoro nel campo della comunicazione e pubblicità. Ma sono scelte che dobbiamo fare, perché un corso può darti le nozioni, ma senza pratica non è un settore dove si può essere concorrenziali.

Sicché, zaini in spalle, e con il mio team partiamo per questa avventura.

La fase di progettazione si è svolta lungo un periodo che per comodità suddividerò in tre parti.

Una prima parte preliminare che si è diramata nelle seguenti fasi:

  • Analisi delle piattaforme social e il loro utilizzo nelle due edizioni precedenti (analisi qualitativa e quantitativa delle interazioni con attenzione alla struttura dell’audience);
  • Analisi dei competitor;
  • Individuazione pro e contro delle campagne comunicative precedenti;
  • Reperimento informazioni più approfondite dal Social Media Manager, al fine di calibrare al meglio le strategie comunicative.

Una seconda parte fatta di pianificazione della campagna comunicativa e delle strategie connesse che si è diramata nelle seguenti fasi:

  • Ideazione del concept alla base della campagna chiamato “Humanized Jazz”. Il jazz è musica generalmente percepita come colta, per pochi. Ma il jazz è di più. È fatto prima di tutto da persone. Allora raccontiamo il volto umano del jazz, fatto di esperienze, di gente presente al Festival;
  • Ideazione conseguente di un tone of voice e un hashtag caratteristico e originale;
  • Produzione di un piano media partnership per l’aumento della notorietà basandosi sulle esigenze del cliente di tipo turistico, internazionale, agganciare i giovani, e non perdere lo zoccolo duro.
  • Decisione di procedere nella progettazione del piano editoriale sfruttando il visual content marketing in tutte le sue innovative forme mediatiche (come time lapse, slow motion, GIF, boomerang, superzoom, dirette live, stories…);
  • Decisione di produrre articoli che raccontassero il Festival ed in particolar modo il suo lato ecosostenibile e green al fine di posizionare meglio sui motori di ricerca il sito web, dove le persone trovavano i biglietti da acquistare;
  • Decisione di coinvolgere maggiormente il pubblico online con tecniche di audience engament: re-post, interviste…

Una terza parte dedicata nel particolare alla produzione di un piano editoriale di social media content basato sul piano di comunicazione e le strategie pensate in precedenza.

In questa fase abbiamo pensato di strutturare il piano editoriale in una fase PRE “fredda”, una fase PRE “calda”, una fase DURANTE e una fase POST. Ogni fase del piano editoriale si è caratterizzata di rubriche pensate in base all’oggetto, alla data, alla piattaforma e all’obiettivo.

Il progetto è pronto non resta che aspettare il verdetto..!

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La vittoria e l’esecuzione del piano di comunicazione raccontata per mezzo di dati:

Vincere un contest è sempre un’emozione.

Ma il tempo di riprendersi dall’entusiasmo è stato poco e in breve tempo è arrivato il momento di FARE tutto ciò che abbiamo progettato.

Quali sono stati i punti che probabilmente ci hanno permesso di vincere?

Senza ombra di dubbio direi la coerenza del nostro piano editoriale di social media content meticolosamente preparato nei minimi dettagli, e l’aver risposto a tutte le esigenze che il cliente aveva.

Credo personalmente che la cosa più importante che si deve fare quando si prepara un piano di comunicazione ad un cliente, sia proprio farlo plasmato sulle sue esigenze, con un tocco di originalità e creatività, ma ripeto: il cliente prima di tutto!

Dal 4 Giugno al 31 Luglio 2018 abbiamo lavorato duramente tutti i giorni per creare contenuti creativi ed adattati alle piattaforme, seguendo determinati obiettivi pianificati in precedenza.

In questo periodo il Social Network dove la nostra comunicazione si è concentrata maggiormente è stato Facebook che ha registrato un sensibile aumento di “Mi Piace” alla pagina (+2290) senza l’utilizzo di campagne promozionali specifiche ma come conseguenza alle interazioni ottenute (engagement) che risultano in totale 40439 tra reactions, commenti e share. La Pagina Facebook ha inoltre raggiunto le 5 stelle su 5 in merito alla media di gradimento sulla base delle recensioni di ben 120 persone. Le persone raggiunte (reach o copertura) sono state ben 1072438 in totale (più di 1 milione!) mentre il numero delle impressions o visualizzazioni è stato pari a 1683988 (quasi 2 milioni!) sulla base di 209 post.

Altri Social Network sono stati presi in causa nell’esecuzione del piano di comunicazione: Twitter e Instagram. Twitter ha ottenuto ben 28700 visualizzazioni. Instagram invece ha ottenuto in totale 3399 like su 80 post in totale. Le impressions sono state 44994 per una media di 563 impressions a post. La copertura è stata pari a 36374. Le Instagram Stories sono state ben 94 nei soli giorni del Festival.

Un lavoro, un’esperienza.

Beh infine che dire, personalmente l’esperienza è stata fantastica, ogni mia richiesta di aiuto, ogni perplessità, sono state affrontate dal team di Fano Jazz Network con grande professionalità.

Ho imparato tanto, e lavorare con loro è stato un onore.

Ho avuto modo di divertirmi lavorando, essere coccolato dai loro cibi biologici a kilometro zero e fiumi di birra. Ah e l’acqua veniva fuori da rubinetti posizionati nel Jazz Village, un vero e proprio villaggio che viveva fuori dalle mura della Rocca Malatestiana.

Ho anche avuto modo di entrare nel vivo della musica Jazz, mai prima ad ora avevo avuto il piacere di capirne la bontà. Ho imparato che non è musica per pochi bensì è una musica del popolo, frutto della contaminazione.

Lavorate giovani comunicatori, lavorate tanto e costantemente mentre studiate perché i nuovi MEDIA CAMBIANO E NON CI ASPETTANO.

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Un ringraziamento speciale alla simpatia che ci ha accompagnato in molti momenti di The Fun Indian Guy

 

 

Amerigo Marcelli

Concorso Socially correct 2019: AZZARDOPATIA: QUANDO IN GIOCO C’E’ LA VITA

aprile 9, 2019 by

CALL per gli studenti in corso:

L’Associazione “Paolo Ettorre – Socially Correct” invita gli studenti CPO a partecipare alla 12a edizione del concorso di comunicazione sociale “Socially Correct”, il cui tema è l’azzardopatia. La campagna vincitrice diventerà la campagna di comunicazione istituzionale per il Ministero della Salute. E’ prevista la diffusione della campagna a livello nazionale su TV, radio, stampa e web, dando agli studenti la possibilità di veder realizzato ai massimi livelli il loro lavoro creativo.
L’Associazione conferisce alla “coppia creativa” vincitrice il  prestigioso premio Socially Correct, uno stage di sei mesi presso la sede di Roma dell’agenzia Saatchi&Saatchi
La presentazione della campagna avverrà il 12 luglio 2019 durante l’evento di premiazione Socially Correct nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Troverete la Lettera d’Invito, il Brief Creativo e il  Regolamento del Concorso sul sito dell’Associazione qui
Agli studenti Cpo che partecipano è offerto un supporto da parte del prof. Livi, della Colonia della comunicazione.

Vincere è difficile ma possibile, è capitato una volta nella storia di Cpo e ci piacerebbe ripetere!

Leggete bene il regolamento e se siete interessati segnalate la vostra partecipazione al prof Marco Livi a marco.livi@uniurb.it entro il 13 aprile 2019.

Molto più di una sera all’opera

ottobre 31, 2018 by

Durante il Laboratorio di Creatività Pubblicitaria tenuto dal prof. Marco Livi, la classe CPO di cui faccio parte si è dovuta confrontare con il Rossini Opera Festival al fine di creare un paio di campagne multi-soggetto per l’edizione 2018 ed un progetto – ancora in cantiere – per il prossimo inverno (Festival Giovane – Opera Young). Il lavoro sul ROF si è svolto durante tutto il corso, fornendoci un soggetto concreto su cui fare pratica. L’obiettivo del nostro lavoro era cercare di avvicinare i nostri coetanei al genere e al festival, cercando di smentire due luoghi comuni fin troppo radicati: l’opera è noiosa ed è da vecchi. Questi sono stati in via sintetica i due assunti da “scardinare” da parte dei 14 gruppi di lavoro che si erano costituiti.

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Lavorare ed avere gli strumenti per potersi avvicinare ad un genere così estraneo alla maggior parte di noi – me compresa – è stato fondamentale: il professor Livi ci ha fornito diverso materiale e ha cercato di stimolare la nostra curiosità, affinché ne cercassimo anche a nostra volta. Inoltre, abbiamo potuto incontrare in un paio di occasioni alcune personalità̀ strettamente legate al ROF: sia i responsabili marketing e ufficio stampa, sia il sovrintendente e direttore artistico del Festival, Ernesto Palacio. Inoltre, ricorrendo quest’anno il 150° anniversario dalla morte di Rossini, a partire dall’inizio dell’anno ci sono stati molti spettacoli, conferenze ed eventi in provincia sui temi dell’Opera in generale, della figura del compositore e della rassegna pesarese.

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Una piccola premessa di natura personale: ad una prova generale o ad un’Opera non ero mai andata prima d’ora, ma in passato sono stata spesso a teatro, come spettatrice – da pièce di Molière a match-impro di attori amatoriali – sia come teatrante, o meglio danzatrice. L’ambiente del teatro o di un palazzetto allestito per una simile occasione è per me qualcosa di noto e di magico, carico di ricordi ed emozioni, senza alcuna connotazione d’età e giudizio di gusto a priori.

Per questo, quando è stata offerta l’opportunità a noi studenti di assistere alle prove ante-generali della scorsa edizione del ROF ho cercato di approfittarne. Anche perché alle prove si può vedere di più: lo spettacolo è più vero, nel bene e nel male: negli scambi di battute alla fine di un’aria qualora ci siano state delle imperfezioni, moderata recitazione degli artisti più timidi o affaticati, in netto contrasto con quella dei più carichi. Durante le prove, oltre allo spettacolo di Rossini, ho potuto assistere ad un altro spettacolo, quello umano. E ne è valsa la pena.

L’Opera è uno spettacolo complesso e articolato, difficile da spiegare, da capire, perché stratificato: sono le persone che danno voce, colore e calore ai personaggi che interpretano, a prescindere dalla loro origine e lingua. Si tratta infatti di uno spettacolo “sovra culturale”, che sfrutta la maestosità e la potenza della voce umana per comunicare ed emozionare. A tutto questo va aggiunta la messa in scena, che nel caso del ROF può davvero definirsi grandiosa.

Lo scorso agosto ho potuto assistere alle prove ante-generali del dramma in due atti Ricciardo e Zoraide. Si tratta di un’Opera dalla trama molto intricata: sullo sfondo un conflitto bellico non del tutto concluso, in primo piano le peripezie sentimentali e familiari di Zoraide, bellissima figlia di un Re destituito, e Agorante, il paladino che ne ha spodestato il padre rivendicando la mano della giovane, e il giovane Ricciardo, di cui Zoraide si è innamorata. Probabilmente le complessità e lo spiccato orientalismo della storia ne hanno limitato negli anni le rappresentazioni.

Ammetto che cercare di seguire il primo atto senza libretto mi ha impedito di cogliere i dettagli della trama, ma ho voluto soffermarmi sugli allestimenti, sulle dinamiche, sull’ensemble. Dal secondo atto in poi, però, è stato necessario seguire i dialoghi. Forse un elemento caratteristico dell’opera che oggi ne rende difficile la fruizione da parte della pubblico giovane è proprio la sua  complessità, una stratificazione sia di narrazione che di stimoli al pubblico che non richiede tanto un’interazione multimediale, bensì polisensoriale e prolungata. Insomma, pura materia umana, di cui il canto e la musica grandi protagonisti. E in un mondo dove la soglia dell’attenzione continua inesorabilmente a ridursi, sedersi per 3 ore ad assistere ad uno spettacolo del genere può sembrare quasi una tortura.

Nella sua rappresentazione ufficiale durante il Festival, l’Opera non ha riscosso pareri unanimi da parte di pubblico e critica: leggendo alcune recensioni, emerge che  abbastanza apprezzato è stato l’allestimento, come la performance dei cantanti – tra cui spicca il nome di Juan Diego Flores. Sono stati invece giudicati più deboli sia la regia che l’adattamento. Ritengo che una delle più esaustive sia quella del blog Connessi all’Opera.

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Personalmente, devo dire che mi è piaciuta molto, mi ha soprattutto emozionato più di quello che pensavo, e non solo per la nostalgia verso il mondo della danza e della recitazione che provo ogni giorno, ma proprio perché́ l’ho “sentita” e ho cominciato a capirla. Mi è molto dispiaciuto dover scappare alla fine dello spettacolo e non poter tornare poi a vedere l’opera in una delle recite ufficiali, ma penso che tornerò in futuro ad assistere al ROF. E, soprattutto, penso di aver scoperto qualcosa di bello che non conoscevo: il genere Opera, ed in particolare quello di Gioachino Rossini.

Le valutazioni degli studenti

ottobre 16, 2018 by

Riportiamo di seguito i principali risultati della rilevazione annuale delle opinioni degli studenti sugli insegnamenti della Laurea magistrale Cpo relativamente all’a.a. 2016-17, disponibili pubblicamente sulla Sua Cds 2018.

Le opinioni degli studenti relative all’efficacia dei singoli insegnamenti e del percorso di studi  relativamente all’Anno Accademico 2016/2017 sono state rilevate attraverso la compilazione di 648 questionari, di cui il 20.2% classificato compllati da studenti che si autodichiarano non frequentanti.
Poichè si considera come soddisfacente una valutazione pari o superiore al 7, non si presenta nessuna criticità rispetto al dato aggregato, superando la storica criticità rappresentata negli anni precedenti dall’adeguatezza delle conoscenze preliminarmente possedute ai fini della comprensione degli argomenti trattati .

L’analisi disaggregata per singolo insegnamento rileva come ci sia solo un insegnamento con un valore anomalo e unicamente rispetto alle conoscenze preliminarmente possedute, e alcuni altri con valori inferiori alla media dell’indicatore ma che non risultano critici.
Scendendo nello specifico delle voci, quella maggiormente apprezzata riguarda il rispetto degli orari programmati per le attività didattiche (voce DOC. 05, punteggio 8.58) laddove l’aspetto meno premiato riguarda il possesso delle conoscenze preliminari funzionali alla comprensione del corso (voce INS. 01, punteggio 7.25). Tra le voci collocate internamente segnaliamo, in ordine ascendente di punteggio, la valutazione del carico di studio (voce INS. 02, punteggio 7.57) e lo stimolo fornito dal Docente (voce DOC. 06, punteggio 7.58). Laddove possibile, il confronto tra frequentanti e non mostra, per questi ultimi, un livello di soddisfazione sostanzialmente equivalente o addirittura più alto,

La valutazione dello stage obbligatorio è tratta dalle schede compilate dagli studenti a conclusione dell’esperienza (anno solare 2017, 43 questionari compilati su 46 stage), Nessuno degli studenti giudica insoddisfacente il rapporto di stage con l’azienda/ente ospitante, e nel complesso le valutazioni sono molto positive: il 26,8% lo giudica molto utile il 70% positivo e costruttivo, il 12,2% soddisfacente.

 

Run for Red Cross 2018 parla “pesarese”

ottobre 15, 2018 by

Il 22 aprile 2018 si è svolta a Pesaro la seconda edizione della Run for Red Cross organizzata dalla Croce Rossa – Comitato di Pesaro. L’evento ha lo scopo di far conoscere alla cittadinanza pesarese quali sono le attività svolte dalla Croce Rossa sul territorio e promuovere abitudini salutari. Run for Red Cross è una manifestazione sportiva a scopo sociale della durata di un giorno, che comprende al mattino la corsa podistica di 10 km e la camminata di 5 km su un tracciato cittadino, mentre nel pomeriggio in Piazza del Popolo si svolgono attività di prevenzione e soccorso, come per esempio la misurazione della pressione arteriosa, il controllo del livello della glicemia, il training  per imparare le manovre da compiere in caso di arresto cardiaco (bls) e la dimostrazione delle attività delle unità cinofile.

L’evento è rivolto a sportivi, appassionati di corsa ma anche a tutta la cittadinanza per trascorrere una giornata di sport e promuovere uno stile di vita sano, formando i cittadini sui comportamenti corretti da tenere in caso di pericolo.

Nell’anno accademico 2017/2018 la Colonia della  Comunicazione dell’Università di Urbino ha attivato una collaborazione con Croce Rossa Italiana – Comitato Pesaro e noi, studenti del corsi di laurea triennale IMP e di laurea magistrale CPO, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare al contest per la creazione di una campagna di comunicazione integrata dell’evento Run for Red Cross. L’obiettivo del contest era presentare l’ideazione di un concept creativo coerente con il briefing di CRI e la pianificazione di una campagna pubblicitaria per promuovere l’evento online e offline, realizzando una bozza delle applicazioni concrete delle nostre proposte e idee per incrementare la conoscenza al pubblico dell’evento. I vincitori di questa competizione siamo stati noi: Lorenzo Blasi e Giulia Giangolini.

Seguendo il briefing di CRI, abbiamo deciso di puntare sulla Pesaresità dell’evento, mettendo in risalto l’unione fra la cittadinanza pesarese e la manifestazione Run for Red Cross, in modo che possa divenire la “corsa dei pesaresi” secondo le indicazione dei responsabili di Croce Rossa.

La campagna di promozione si compone di una comunicazione integrata online e offline. Abbiamo curato un piano editoriale  per i contenuti della pagina Facebook,  secondo cui ogni mercoledì sarebbe stata pubblicata una serie di post strutturati da una fotografia della città di Pesaro e una parte testuale in dialetto pesarese che richiamava alla partecipazione in piazza il 22 aprile in modo ironico; invece il venerdì, per promuovere le attività che si sarebbero svolte nel pomeriggio, abbiamo realizzato un gioco online composto da quiz con protagonista La Crì, un personaggio da noi ideato e disegnato, il cui nome è l’acronimo di Croce Rossa Italiana, riprendendo la simpatica usanza pesarese di far precedere l’articolo al nome. Il quiz comprendeva tre risposte possibili: due scritte ironicamente in dialetto, mentre l’altra, scritta in italiano, rappresentava la risposta corretta.

Per l’offline abbiamo deciso di puntare su un’attività di guerrila marketing, progettando e realizzando dei bolli di carta plastificata, che abbiamo posizionato tramite delle fascette sulle aste dei tapis roullant presenti nelle palestre di Pesaro. Il messaggio è una call to action in dialetto pesarese di forte impatto. Inoltre abbiamo avuto la possibilità di partecipare e raccontare la nostra esperienza, al programma radiofonico L’invitato speciale di Radio Incontro, insieme a Stefano Palma e Valeria Travaglini, responsabili della comunicazione della Croce Rossa – Comitato di Pesaro.

Durante l’evento abbiamo curato i social ufficiali di Croce Rossa – Comitato di Pesaro, come Facebook e Instagram realizzando foto, video e stories e comunicando l’evento su internet in maniera immediata. Su Facebook abbiamo avuto una copertura soddisfacente con 26.091 persone raggiunte e i post pubblicati hanno ottenuto un totale di 18.932 interazioni. Il video della partenza della gara podistica ha ottenuto più visibilità rispetto agli altri con 864 visualizzazioni.  Tutti i video caricati in giornata hanno raggiunto un totale di 2.406 visualizzazioni. Su Instagram abbiamo conseguito il traguardo di 1.000 followers il giorno stesso dello svolgimento della Run for Red Cross, mentre le stories della giornata  hanno totalizzato 2.754 visualizzazioni. L’evento è stato un successo e ha registrato un importante adesione di partecipanti: 413 corridori alla corsa podistica  e più di 300 persone alla camminata, con un notevole aumento rispetto all’anno precedente.

L’esperienza svolta presso Croce Rossa è stata gratificante e formativa perché  ci ha permesso di collaborare insieme a professionisti, contribuendo alla realizzazione della campagna di comunicazione per l’evento Run for Red Cross. Poter vedere l’esecuzione concreta dei progetti proposti, la cui idea originale non è stata alterata ma migliorata, è stato motivo di grande soddisfazione. In questa esperienza ci sono state molte opportunità a cui abbiamo potuto partecipare come l’intervento nel programma radiofonico L’invitato speciale di Radio Incontro di Pesaro e la conferenza stampa che si è svolta nella Sala Rossa del Comune di Pesaro in presenza dell’Assessore al Benessere Mila Della Dora. Inoltre durante l’evento ci è stato affidato il compito di curare i social e la pubblicazione dei contenuti di Facebook (Lorenzo) e Instagram (Giulia).

Infine, ci sembra doveroso ringraziare Stefano Palma e Valeria Travaglini per il supporto costante ma anche la libertà che ci hanno concesso, aumentando in noi il senso di responsabilità verso la realizzazione di questa iniziativa.

Lorenzo Blasi e Giulia Giangolini

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Un Rossini “pop” a 200km/h

settembre 7, 2018 by

150 anni fa moriva un grande compositore, un uomo che già a ventuno anni aveva deciso di farsi ricordare. Sto parlando di Gioachino Rossini, stella polare di Pesaro e genio dell’Opera. Io mi chiamo Adelaide Baccanti e sono una studentessa di CPO. Quest’anno ho avuto la possibilità, insieme al mio gruppo di lavoro, formato da me, Francesca Cardone e Valentina Pinna, e al resto della classe, di conoscere meglio Rossini che, in qualche modo, è riuscito a lasciare un segno, più o meno forte, in ognuno di noi.

Era marzo ed avevamo appena cominciato le lezioni di Laboratorio di creatività pubblicitaria, tenuto dal prof. Marco Livi, il quale ci ha comunicato che avremmo dovuto lavorare per il Rossini Opera Festival. Il nostro obiettivo sarebbe stato quello di rappresentare l’idea di un Rossini “pop” e di trovare un modo per avvicinare i giovani al Festival.

Il lavoro è cominciato in aula con uno studio collettivo approfondito del cliente e del mondo dell’opera. In questa fase abbiamo tutti tentato di comprendere quali fossero i benefit promessi dal brand “ROF” e per quale motivo l’opera sia considerato un genere “alieno” dalla maggior parte di noi giovani. Abbiamo altresì ragionato sulle sensazioni e sulle immagini, sia positive che negative, che un teatro, ma ancor più un’opera lirica, suscitano in noi.

A questa fase di analisi del brand e del target di riferimento, è seguito un processo di reframing del pregiudizio nei confronti dell’opera. Ciò ci ha permesso di avere numerosi elementi su cui poi poter lavorare nella fase creativa. Abbiamo avuto modo di comprendere quanto sia importante, ancor prima di passare all’operativo, soffermarsi sull’anima del brand e su ciò che vorremmo effettivamente comunicare.

Ciò che è emerso dal re-inquadramento del problema, è che l’opera sia in realtà insita nel nostro stesso DNA, per questioni storiche e culturali e che, per questo motivo, necessiti soltanto di essere risvegliata.

Si è passati così dal lavoro collettivo in aula a quello di gruppo e, dopo vari brainstorming, dopo aver pensato a 200km all’ora e aver fatto nostre le tecniche di creatività pubblicitaria imparate durante il corso, siamo riuscite a dare un volto alla nostra idea “pop” di Rossini.

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Henri Poincaré è stato nostro amico in questo e il suo metodo ci ha permesso di scavare bene a fondo nei nostri emisferi destri, nonché di accumulare sul tavolo di lavoro fogli su fogli di parole, immagini e connessioni. È proprio da queste ultime che è nata la nostra idea per il ROF, un’immagine che fosse spiazzante ma al contempo semplice e facilmente identificabile come “pop”; una campagna seriale, il cui protagonista fosse un Rossini accompagnato da sfondi ed elementi tipici della pop art.

Con gioia abbiamo appreso che il ROF ha utilizzato una nostra immagine nell’ambito di una ricerca sul pubblico del Festival 2018 realizzata dal LaRiCA dell’Università di Urbino. In particolare, l’elaborato è stato utilizzato come call per le interviste agli spettatori, è stata affissa nei teatri come manifesto e pubblicata online sul sito e sui loro canali social.

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Questo progetto è stato molto importante dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto umano. Ci ha permesso di metterci in discussione, di rivalutare le nostre credenze pregresse sul mondo dell’opera e di immedesimarci in un pubblico di cui, in realtà, siamo parte integrante. L’Università con la U in maiuscolo è proprio questa: un percorso fatto di esperienze capaci di arricchire la nostra cassetta degli attrezzi professionale e personale, uno slancio verso mondi inesplorati o appena conosciuti, un invito alla curiosità, la capacità di essere emozione oltre che nozione.

 

Adelaide Baccanti


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