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DATA di Urbino: quando la comunicazione non convenzionale è firmata CPO

ottobre 6, 2016

data-foto-presentazioneNon solo uno spazio per ospitare mostre, concerti e conferenze. La Data di Urbino è soprattutto uno spazio di aggregazione e sperimentazione aperto ai cittadini urbinati e a tutti gli studenti dell’Università di Urbino Carlo Bo. Per promuovere la riapertura del centro e l’inaugurazione della lunga serie di eventi che ha avuto luogo tra il 23 Maggio e il 28 Maggio, agli studenti del corso CPO è stata richiesta l’elaborazione di una campagna di comunicazione non convenzionale. Abbiamo intervistato il gruppo di lavoro formato da Michela Faedda, Marc Fàbregas, Miranda Riva, Maria Elena Sardina e Stefano Usai per parlarci del loro progetto.

– Partiamo proprio dalla Data: che cos’è e che tipo di eventi erano presenti in programma?
«Ciò che oggi viene chiamato DATA, un tempo erano delle antiche stalle ducali del Duca da Montefeltro a Urbino. Prima di procedere con l’ideazione della campagna, abbiamo incontrato l’architetto che si è occupato della ristrutturazione dell’edificio e ci ha illustrato come l’edificio fosse stato riqualificato. Gli eventi presenti in programma durante la settimana di riapertura sono stati tanti e diversi: tavole rotonde con imprenditori, professori e innovatori, concerti di musica jazz, workshop e conferenze» – risponde Michela Faedda.

– Qual è stata la vostra idea per promuovere la Data?

data-proposta«La campagna non convenzionale era basata sulla distribuzione di un origami a forma di aquilone, simbolo e oggetto ricorrente nella storia di Urbino». – ci spiega Maria Elena Sardina –  «L’origami rappresenta sia un piccolo dono simbolico, sia i concetti di arte e design che sono argomenti strettamente connessi con  lo spazio Data. Aprendo l’origami ci si trovava di fronte ad un bigliettino che informava della riapertura di questo centro».

– Il vostro gruppo aveva una composizione molto eterogenea, comprendendo studenti del primo anno, un laureando e uno studente Erasmus. Questo si è rivelato un punto di forza o un aspetto problematico?
«
Avere nel nostro team Stefano che aveva già partecipato ad altri progetti ci ha permesso di superare i nostri limiti dovuti all’inesperienza e a capire come procedere per trovare  una soluzione efficace nella stesura del progetto» – ci racconta Miranda Riva – «Tra noi del primo c’erano comunque persone che erano dotate di competenze specifiche come Maria Elena che è ben preparata in grafica mentre altri erano più esperti nella organizzazione di eventi.. Alla fine questo si è rivelato senza dubbio un dubbio di forza perché siamo riusciti a lavorare sinergicamente amalgamando le diverse competenze. Il risultato è stato un lavoro semplice ma originale».

– Quali sono stati i risultati raggiunti dalla vostra campagna?

«Essendoci occupati di tutte le fasi della campagna, dalla progettazione alla distribuzione degli origami, abbiamo riscontrato reazioni molto positive in chi ha ricevuto il particolare invito.origami-aquilone Durante  gli eventi presenti alla Data abbiamo riscontrato un’alta presenza sia di studenti che di urbinati, il nostro principale obiettivo. Siamo stati inoltre molto contenti nel vedere che anche la stampa e le televisioni hanno parlato di noi, tra cui “Il messaggero” e il tg regionale di Rai3. E’ stata una esperienza molto utile e credo di parlare a nome di tutti nel ringraziare la professoressa Mazzoli per averci concesso questa opportunità» – conclude Michela Faedda.


Occupabilità laureati Cpo

novembre 30, 2015

Riportiamo i dati sull’occupazione dei nostri laureati relativi al monitoraggio realizzato annualmente da AlmaLaurea – in questo caso sui laureati 2013 a un anno dalla laurea (Indagine pubblicata nel 2015).

L’analisi della coorte dei laureati a un anno dal conseguimento del titolo (rapporto Alma Laurea 2014, 13 rispondenti su 16 laureati, come riportato nella Scheda Sua del corso di laurea), mostra come il 39% lavora, e tra i soggetti occupati l’80% ha iniziato a lavorare dopo la laurea, senza concedersi tempo d’attesa prima di iniziare la ricerca di lavoro giunto mediamente dopo 3.5 – 4 mesi. Tutti gli occupati sono impiegati in aziende private nel settore dei servizi, il 60%, nel comparto trasporti, pubblicità e comunicazioni almeno teoricamente in linea con il titolo di studio acquisito.

L’occupabilità a un anno dalla laurea rileva un peggioramento rispetto al passato e rispetto alla media nazionale: questo dato che dovrà essere monitorato nel prossimo anno per valutare se si tratta di un dato contingente o di una inversione di tendenza di performance che solitamente erano migliori della media nazionale.

Le performance a tre anni dalla laurea continuano invece ad essere migliori della media nazionale dei laureati della stessa classe: a tre anni dalla laurea è occupato l’81% dei laureati CPO, in percentuale leggermente superiore alla media nazionale (79,1%). La laurea è ritenuta utile o essenziale per il tipo di lavoro svolto dai laureati CPO nel 76,4% dei casi (contro la media nazionale del 58,1%), e la laurea CPO è ritenuta efficace per il lavoro svolto nell’88,3% dei casi (mentre è solo il 75,3% a livello nazionale)

Il grado di soddisfazione per il lavoro svolto dai laureati CPO è di 7,6, maggiore della media nazionale di 7,2 (totale dei laureati italiani nella stessa classe di laurea).

 

LAUREATI CPO AL LAVORO: Giacomo Ghezzo, Social media & Content

settembre 10, 2015

giacomo ghezzo Per Giacomo Ghezzo, ex studente CPO che attualmente si occupa di Social Media e Content per The Big Now non ci sono dubbi: «Per tutti quelli che sono alla ricerca del primo impiego, la creatività può rivelarsi la carta vincente per far emergere il proprio curriculum». Abbiamo approfondito con lui l’argomento ripercorrendo i suoi passi nel mondo del lavoro a partire dalla sua laurea in CPO.

«Subito dopo essermi laureato mi sono trasferito a Milano, dove sono stato ingaggiato da Now Available (oggi The Big Now), la stessa agenzia dove avevo svolto uno stage mentre aspettavo la prima data utile per discutere la mia tesi a CPO – ci racconta Giacomo – «Sono stato inoltre felice di scoprire, una volta arrivato, che in agenzia avrebbero lavorato con me altre due laureate CPO, Chiara Cini (Digital Planner) e Michela Ballardini (copywriter)! Ho conosciuto la mia attuale agenzia proprio grazie alla specialistica a Pesaro e al primo “Futuri Creativi”. Tra i professionisti presenti c’era Emanuele Nenna, il CEO di The Big Now. Mi coinvolse molto il suo modo di intendere l’agenzia e fare pubblicità, e iniziai a seguire l’allora agenzia Now Available sui social. Dopo alcuni mesi vidi che cercavano un Community Manager: mi candidai, e dopo un paio di colloqui entrai a far parte del team digital».

– Nel tuo profilo LinkedIn si trova una versione del tuo curriculum a fumetti . Quanto secondo te questi espedienti sono tenuti in considerazione dalle aziende?

« Farsi notare è la prima cosa, ma bisogna sempre tenere a mente che è meglio puntare su qualcosa di estroso solo se l’ambiente al quale ci si va a proporre lo permette. Uno dei primi problemi che riscontra uno studente secondo me è quello di creare un cv degno di nota senza avere (per forza di cose) nella maggior parte dei casi un’esperienza consolidata nel mondo del lavoro. Diventa quindi essenziale trovare una via visiva per fare in modo che il curriculum risalti e colpisca il responsabile di HR che lo legge. Per quanto riguarda la mia esperienza, ho fatto vari colloqui in questi anni, e tutti coloro che mi hanno contattato mi hanno detto che la versione superhero del cv è stato un ottimo gancio per fare due chiacchiere con me! I consigli quindi che nel mio piccolo mi sento di dare, per quanto riguarda l’invio di CV ad agenzie creative è: essere brevi e chiari, evitare il classico standard europeo e trovare il modo per farsi notare in maniera creativa sia col cv che con l’eventuale portfolio».

– Facciamo un passo indietro. Puoi parlarci dei workshop all’interno di CPO? In particolare puoi descriverci il workshop di Ninjamarketing e “Marche e strategie di marca”?

«I workshop all’interno di CPO secondo me sono essenziali perché ti permettono di sporcarti le mani e avere a che fare con il lavoro in team, le scadenze, le presentazioni di proposte e altre dinamiche che nell’esperienza di agenzia ho ritrovato, seppur con modi e tempi ovviamente diversi. Un’altra cosa importante dei workshop CPO è il fatto che hanno tutti modalità e dinamiche diverse: dalla ricerca netnografica alla gara creativa al montaggio video , si toccano quasi tutte le attività lavorative pubblicitarie. Questo serve per farti rendere conto del ruolo più adatto a te! Durante il mio anno, il Workshop dei Ninja Marketing ci ha fatto conoscere una realtà che ci ha proposto una visione sul mondo del marketing molto stimolante. Come Workshop abbiamo portato avanti una ricerca sulla realtà di YouTube e un progetto di marketing nell’ambito food che ha permesso ad alcuni di noi di approfondire l’esperienza con uno stage».

giacomo ghezzo– Di cosa ti occupi adesso all’interno di The Big Now e con che tipologia di contratto?

«Attualmente nella mia agenzia sono un dipendente con contratto a tempo determinato. Al lavoro mi occupo del community management e della creazione dei contenuti per più clienti (Nestlè e Fox Italia). Questo mi permette di mettere in gioco competenze e modalità di lavoro differenti, sfruttando più canali e metodi di comunicazione. L’importante a mio avviso per il tipo di lavoro che faccio è quello di stare sempre attento ai trend, alle novità e alle sperimentazioni nell’utilizzo dei diversi media. È importante rimanere sempre curiosi e trovando il modo di appassionarsi e credere davvero nel prodotto o nel brand sul quale si lavora».


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