Archive for ottobre 2013

Esempi d’intraprendenza #14: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 29, 2013

Foto IvanLa storia che vi proponiamo oggi è quella di Ivan, un ragazzo che ha scelto di lavorare come freelance per poter fare continuamente fronte rispetto alle nuove esigenze del mercato.

Ivan, cominciamo dall’inizio! Raccontaci della laurea.

Mi sono laureato al CPO nel 2009, con una tesi in Sociologia delle Organizzazioni dal titolo “Comunicare le Piccole e Medie Organizzazioni nell’Era Postmoderna”. Sei mesi prima avevo iniziato uno stage proposto dall’università presso il COSMOB – centro tecnologico marchigiano, dedicato al settore legno-arredo, dove mi sono ritrovato ad creare l’ufficio comunicazione del centro e sviluppare servizi di comunicazione tecnica per le aziende del mobile.

Dopo la laurea, lo stage si è trasformato in una collaborazione che è durata per 3 anni, durante i quali ho anche continuato a portare avanti progetti sia come libero professionista che in team con alcuni colleghi ex-CPO con i quali abbiamo fondato il gruppo creativo OpenLance.

In questi anni ho anche scoperto il mondo della media education, partecipando come trainer ad un progetto Europeo, promosso dal network internazionale di comunicatori Net-One – media for a united world e tenendo alcuni interventi in conferenze sulla comunicazione relazionale ed i social network.

Un inizio con con tutti i crismi!!! E dopo?

L’esperienza al COSMOB è stata molto utile ed interessante, ma ad un certo punto ho capito che era arrivato il momento di fare qualcosa di diverso, perciò ho deciso di licenziarmi ed aprire partita IVA, per offrire alle piccole e medie organizzazioni servizi di Social.COMunication (campagne pubblicitarie, strutture web, eventi social, community management, consulenza mirata, formazione all’uso dei social network, ecc…) e partecipare come formatore a progetti europei di media education.

Il primo anno non è stato facile, re-inventarsi freelance è una sfida a tutto campo… decidere a chi rivolgersi, cosa offrire, i prezzi da fare, capire come farsi pagare in tempi ragionevoli…  insomma bisogna crearsi una propria “mappa” per affrontare il mercato, e specialmente all’inizio capita di sbagliare.

Ma poi le cose migliorano, si dice che “lavoro chiama lavoro”, e fino ad oggi questa è stata la mia esperienza, ogni lavoro fatto è stato un ponte verso un’altro potenziale cliente, e quando i clienti cominciano a tornare per altri lavori, capisci che ce la puoi fare. Non è solo una questione di “lavoro” o di “soldi”, fare il libero professionista mi permette di lavorare in progetti che mi appassionano veramente dove voglio e riesco a dare il massimo. La libertà di azione che l’essere freelance permette e la sensazione di avere il controllo del proprio destino professionale è davvero soddisfacente.

Hai consigli per i nostri nuovi studenti Cpo?

foto Ivan TurattiPersonalmente, dal CPO, ho ottenuto molto di più di quello che mi aspettavo … possibilità di mettere in pratica la teoria in progetti di gruppo ed individuali, rapporto diretto con i professori, lezioni interattive, contatto diretto con il mondo del lavoro sia grazie agli stage, che a concorsi e seminari, ma anche grazie ad alcuni professori che non portavano solo una visione “teorica” ma anche la loro esperienza/conoscenza pratica del mercato, e la condividevano con noi…

…insomma ho iniziato a fare siti web e lavori di grafica all’età di 15 anni, e la laurea triennale mi ha dato una ottima base teorica, ma è stato grazie al CPO che sono riuscito a fare il salto di qualità che mi ha permesso di scegliere la strada professionale che volevo. Inoltre gli anni passati al CPO sono stati davvero favolosi anche dal punto di vista personale, grazie ai fantastici compagni di corso con i quali ho condiviso esperienze indimenticabili.

Un consiglio che posso dare ai futuri CPO è quello di sfruttare al massimo le opportunità che il corso offre… quindi frequentare il più possibile le lezioni, essere pro-attivi durante i lavori di gruppo, non avere paura di sbagliare o fare domande, partecipare ai concorsi ed ai seminari, e specialmente coltivare le relazioni personali con i compagni di corso e con i professori, una rete relazionale creativa ed attiva come quella del CPO è qualcosa che vi rimarrà per tuta la vita.

Condivido decisamente, Ivan!!! Grazie!

Prima di salutarti, però, vorrei sapere dei tuoi progetti per il futuro!

Mentre scrivevo la tesi al CPO, mi sono accorto che esistevano tante teorie, mappe e strumenti dedicati alle grandi realtà organizzative, ma per le piccole e medie organizzazioni c’era poco o niente, eppure compongono oltre il 93% del tessuto socio-economico italiano. Quindi lavorando per piccole realtà, ho dovuto inventarmi una mappa personale, cercando, adattando ed a volte creando gli strumenti cognitivi, le matrici e le procedure necessarie per strutturare processi di comunicazione nelle PMO.

Ho passato buona parte degli ultimi 4 anni, a lavorare a questo “framework”, che ho chiamato O.P.E.N. I.D.E.A. sfruttando ogni occasione professionale per sperimentarlo e migliorarlo, nelle prossime settimane lo rilascerò come un progetto open source sotto licenza creative commons, affiancandoci entro qualche mese anche un workbook ed un workshop per piccole e medie organizzazioni interessate ad implementarlo.

Nei prossimi anni ho intenzione di portare avanti questo framework, sia migliorandolo, che facendo progetti in grado di dimostrarne l’efficacia e permetterne una maggiore diffusione, oltre ovviamente a continuare il mio lavoro come freelance Social.COMunicator e Media Educator, il tutto possibilmente in Italia o almeno dall’Italia.

Chi lavora nel mondo della comunicazione sa che ogni giorno ci sono nuove sfide in arrivo, molte di queste non erano nemmeno prevedibili 5 anni fa, ma chi ha fatto il CPO sa di avere delle basi solide su cui costruire il proprio futuro.

Ci ritroviamo la prossima settimana per un’altra intervista ad un laureato CPO!!!

Esempi di intraprendenza #13: i laureati CPO al lavoro

ottobre 22, 2013

fotoNon è una storia comune quella che vi andiamo a raccontare oggi. La nostra ex studentessa Valentina è riuscita a conciliare la sua passione per l’impegno sociale con il suo interesse per il marketing.

Valentina, partiamo dall’inizio: già solo la tua tesi ha una storia molto particolare, vuoi parlarcene?
Certo! Nel 2010, anno precedente quello di laurea, mi ero occupata – con il ruolo di educatrice – delle accoglienze estive regionali di ragazzi Saharawi affetti da disabilità fisiche e psichiche. Un’esperienza intensa e un’interessante case history, che si sono tradotte, nel 2011, in una tesi molto appagante sulla comunicazione sociale di solidarietà.
Subito dopo, ho attivato tramite l’Università uno stage in un’agenzia di Ancona dove il mio compito era occuparmi di marketing e progettazione dei piani di comunicazione per aziende e pubbliche amministrazioni.
Qui ho avuto la conferma che volevo lavorare nel settore e che la qualità del contatto con le persone può davvero fare la differenza.
Successivamente, ho vinto la borsa lavoro “Adotta un giovane” della Regione Marche per portare avanti un progetto di un anno insieme alla Cooperativa Sociale Astrea, una nuova cooperativa di tipo B (che da statuto deve impiegare almeno un 30% di lavoratori svantaggiati). Il progetto riguardava il recupero del marchio INMARE, un brand di prodotti per la nautica con forti legami sul territorio, appartenente ad una società prossima al fallimento. Nonostante le gravi difficoltà del settore, ad un’analisi preliminare permaneva un’alta qualità del prodotto e un eccellente contenuto innovativo. La brand equity del marchio era relativamente integra. Potevamo contare su svariate agevolazioni fiscali. Ci abbiamo creduto, e ci siamo buttati.

E ora che ti ritrovi tra barche e motori, puoi farci un bilancio?
Dopo poco più di un anno non grido vittoria ma le cose stanno andando veramente bene! Attualmente sono Responsabile Marketing di INMARE. Mi occupo a tuttotondo degli studi di mercato, delle relazioni verso i clienti e della comunicazione in qualsiasi forma (social network, sito web, rassegna stampa, newsletter, organizzazione fiere nautiche – dalla progettazione al montare fisicamente lo stand, ahimé!). E di altri lati gestionali – amministrativi. Come in tutte le start up, tutti devono sapere fare un po’ di tutto.

Insomma, un lavoro impegnativo!
Molto. Soprattutto perché le iniziative di comunicazione della precedente amministrazione erano state poche, e prive di coordinazione ed efficacia. Ma devo dire che è stato stimolante partire praticamente da zero per ricostruire la credibilità internazionale di un prodotto così particolare. E avere a disposizione un budget ristretto fa miracoli per incentivare la creatività!
Per partire, però, ho avuto bisogno di coinvolgere anche chi aveva studiato e fatto lo stage con me. Ho fatto riferimento a loro per tantissimi aspetti concreti dell’avviare una strategia di marketing. E quando le cose hanno in cooperativa hanno iniziato ad ingranare, alcuni di loro sono diventati collaboratori in staff a tutti gli effetti. E poi c’è Fabrizio, il mio compagno, ex Cpoino anche lui, eletto a revisore ufficiale di tutti i miei lavori finali.
Dirlo sembra banale, ma la tua rete di relazioni è spesso la tua rete di salvataggio. Tanto più se la tua rete include quelli che sono stati i tuoi (ex) docenti. Persone che stimo, e che ricordo con un po’ di sana nostalgia. E questo è uno dei migliori plus di Cpo.

La tua esperienza al Cpo è stata, dunque, nettamente positiva. Hai consigli da dare ai nostri nuovi studenti perché anche loro ne possano trarre il meglio, come hai fatto tu?

Il percorso di studi che ho trovato io era portato avanti da professori e professionisti di tutto rispetto, spesso giovani ben formati, attenti ai cambiamenti sociali e costantemente aggiornati. Capaci di trasmettere tanto, sia a livello culturale sia di metodologia di approccio.
E già questo è moltissimo. Quella del Cpo è, in generale, una buona scelta perché cerca di conciliare didattica e pratica (vedi i lavori della Colonia della Comunicazione). Il mio consiglio è di far fruttare al meglio le opportunità di lavorare con gli altri studenti – in workshop e lavori di gruppo – e di portare avanti lo studio parallelamente al lavoro. Perché a volte ci si ritrova ad avere 26 / 27 anni senza aver mai lavorato. E al giorno d’oggi questo è particolarmente pregiudicante nell’inserimento nel mercato del lavoro.

Un’ultima domanda: come ti vedi tra 5 anni?
Spero sempre nella stessa azienda ma alle prese con altri progetti.
Mi immagino impegnata a rilevare altri validi marchi locali in difficoltà e a riportarli in vita come cooperative di tipo B. Per creare un circolo economico virtuoso sul territorio e per contribuire ad uno sviluppo sociale sostenibile, con particolare attenzione alle persone svantaggiate. Impegnativo? Direi di si! Ma come si fa a resistere al fascino di una sfida continua?

Grazie a Valentina! Ci vediamo la prossima settimana con la storia di Ivan, freelance Social.COMunicator e Media Educator!

Esempi d’intraprendenza #12: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 15, 2013

valentina

Non sono poi tanto rare, le occasioni in cui, si ha possibilità di trovare impiego ancor prima di essere giunti al compimento degli studi. Ce lo auguriamo tutti! E intanto sentiamo come ci è riuscita Valentina e come si sono evolute le cose.

Valentina, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Ho conseguito la laurea a febbraio 2010, con una tesi dedicata allo Street Food ed in particolare ad un progetto di brandizzazione di Ape Car Classic per la somministrazione di sushi versione street e take away.

E dopo la laurea, cosa è accaduto?
Dopo la laurea ho continuato la mia collaborazione con l’azienda presso la quale avevo iniziato lo stage e nella quale lavoro tutt’ora. Quindi l’impiego è arrivato ancor prima che mi laureassi: prima come collaborazione occasionale ed ora in modo stabile.

Oggi dove lavori? Il tuo ruolo si è evoluto nel tempo? Nel complesso, ti ritieni soddisfatta?
Oggi lavoro per You Can Group, giovane azienda bolognese che si occupa di tre settori diversificati: Food, Digital e Design. Principalmente mi occupo del settore food nel ruolo di Copywriter e Media Relation. La mia figura si è evoluta nel tempo in modo fluido e seguendo una crescita fisiologica e uniforme: entrata unicamente come Copy per la scrittura di testi aziendali (stampa e web), sono passata alla Gestione del reparto grafico e della Comunicazione interna al Network Sosushi (uno dei principali food format del gruppo). Oggi, oltre a mantenere la mia mansione di Copy, gestisco i rapporti con l’Ufficio Stampa esterno e da giugno di quest’anno curo la partnership instaurata dall’azienda con la nuova testata web Leifoodie di RCS Media Group, per cui scrivo coordinando gli altri contributors. Grazie alla diversificazione delle mie mansioni nel tempo e alla maturazione di competenze trasversali nel ruolo di Copywriter, oggi arricchite con una formazione che si sta costruendo anche rispetto alla scrittura giornalistica, posso dire di essere molto soddisfatta.

Ti occupi di tantissime cose! Una curiosità, per soddisfare i dubbi dei nuovi immatricolati, quale laurea triennale ti ha condotto alla scelta del Cpo? Era un percorso affine o completamente diverso?
Sono arrivata al Cpo dopo una Laurea in Comunicazione Pubblica e Sociale conseguita all’Università degli Studi di Ferrara, il mio percorso era dunque modo coerente con la scelta di specializzarmi in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni.

Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?
Se dovessi dare un consiglio ai nuovi laureati direi loro di cercare di fare quante più esperienze possibili, anche in settori che non sembrano necessariamente affini al loro, di cimentarsi con la pratica e di misurarsi con sfide diverse. Direi loro di tenere duro e non farsi scoraggiare dalle proposte di stage, poiché spesso sono ottime occasioni per inserirsi in un contesto lavorativo arricchente e formativo.
Consiglierei inoltre un’esperienza all’estero, che personalmente non ho fatto, ma che credo sia fondamentale per conoscere sì una lingua, ma anche per aprire la mente ad un contesto culturale diverso.

Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?
A differenza di molti miei coetanei mi penso in Italia: credo che sia importante trovare il modo per valorizzare e far crescere realtà importanti anche nel nostro Paese. Vorrei continuare a maturare una professionalità a 360° nella scrittura: pubblicitaria, aziendale e giornalistica. Ora sto bene e non mi immagino in un luogo o in ruolo preciso o per forza diverso, immagino la mia professione che continua a crescere e maturare competenze nella direzione del copywriting e, perché no, un giorno realizzare il sogno di scrivere un libro.

Settima prossima ancora un’altra intervista, con Valentina, Responsabile Marketing ad Ancona. Leggeremo le parole degli intervenuti fino all’8 novembre!

Esempi d’intraprendenza #11: i laureati Cpo al lavoro

ottobre 8, 2013

elena silvi marchini

Spesso le difficoltà non mancano, anzi, sembrano proprio e sempre dietro l’angolo. Ma con un po’ di pazienza e tenacia si può dimostrare quanto si è abili nel proprio lavoro. Ed Elena ce l’ha fatta.

Elena, in che anno ti sei laureata in Cpo e con quale tesi?
Mi sono laureata in CPO a dicembre del 2011, con una tesi in Marketing territoriale (con relatore il Professore Roberto Alessi) dal titolo “La partecipazione dei cittadini nei processi di sviluppo strategico del territorio e il ruolo della Rete”.

E dopo la laurea, cosa è accaduto?
Ho scelto di approfondire questa materia poiché, complice un interesse personale per questo settore, ho svolto il mio tirocinio curriculare in un’agenzia di comunicazione che stava sviluppando un progetto interessante in questo campo. Quale migliore occasione per dare applicazione agli studi che stavo facendo!

Come hai trovato il primo impiego nel settore della comunicazione?
Al termine dello stage ho avuto la possibilità di rimanere a fare parte del team dell’agenzia, con la quale ho avviato un progetto di collaborazione retribuita, e che è proseguito per qualche mese. Nel frattempo ho continuato a collaborare con Ninja Marketing, il blog più seguito nel settore in Italia, con il quale sono entrata in contatto proprio grazie a CPO e in particolare al workshop tenuto da Alex Giordano, uno dei due fondatori, all’interno del corso del Professor Boccia Artieri.

Oggi dove lavori e con quale ruolo?
Oggi lavoro in un’azienda di Riccione (RN) leader nel settore fotografico, e mi occupo della comunicazione, della gestione dei social network e delle attività di content dei tre brand aziendali. Il mio percorso verso questo impiego non è stato lineare, ma è per fortuna un caso vincente! Nei mesi successivi alla laurea ho compiuto tutti i passi tradizionali nel cammino di ricerca di un lavoro: ho mandato curriculum alle agenzie e alle aziende che pensavo potessero essere interessate ad una figura professionale come la mia, continuando ad informarmi, accrescere la mia presenza in rete, finché non sono stata chiamata per un colloquio dall’azienda in cui oggi lavoro.
Purtroppo in quell’occasione la candidata scelta non fui io. Tuttavia, poche settimane dopo, la stessa azienda propose al nostro corso CPO un percorso di stage, anche post laurea. Un’esperienza in quel contesto mi interessava davvero tanto, e così  mi sono proposta per il tirocinio. Da luglio 2012 a fine anno ho svolto il mio percorso da tirocinante, e al termine di questo periodo l’azienda mi ha proposto un contratto di assunzione, e da allora la mia posizione è ancora migliorata in termini contrattuali.

Di fatto, di cosa ti occupi oggi? Nel complesso,  ti senti soddisfatto?
Continuo a collaborare anche con Ninja Marketing. Entrambe le esperienze mi soddisfano molto poiché mi permettono di entrare in contatto ogni giorno con persone appassionate, competenti, e mi permettono di mettermi in gioco continuamente, imparando a lavorare in team e vedere come le mie conoscenze possono prendere forma.

Cosa è stato più utile del percorso di studi magistrale per la tua occupazione attuale?
Di Cpo ho davvero apprezzato tutto, e mi rendo conto sempre più di quanto sia un corso di laurea progettato per proiettare gli studenti nel mondo del lavoro nel modo più giusto: preparandoli e stimolandoli, con insegnamenti complementari ma diversificati, con professori competenti e approcci innovativi, una buona organizzazione e la possibilità di interagire con gli insegnanti grazie ad un numero limitato di studenti, e soprattutto con tanti workshop e laboratori che aiutano ogni ragazzo ad uscire dalla logica dello studio fine a sé stesso.

Qualche consiglio ai nuovi laureati Cpo di oggi, per trovare un lavoro e per valorizzare al meglio le loro competenze?
Dovendo dare un consiglio ai nuovi laureati, posso semplicemente dire che nel mio caso è stata fondamentale la capacità di dimostrarmi interessata a ciò che ruota attorno al mondo della comunicazione e del marketing, anche fuori dall’università, e la voglia di mettermi in gioco, con tante ambizioni ma senza presunzione. Applicate tutto quello che imparate ai vostri interessi personali!

Una curiosità, per soddisfare i dubbi dei nuovi immatricolati, quale laurea triennale ti ha condotto alla scelta del Cpo? Era un percorso affine o completamente diverso?
Per quanto riguarda gli studi precedenti, provenivo dal corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione di Bologna, quindi potevo contare su un background affine ma con differenze metodologiche e d’approccio che in effetti hanno aiutato ed arricchito il mio percorso in Cpo.

Previsioni, progetti? In Italia o all’estero?
Davvero non saprei. Il nostro è un settore in grande evoluzione, che offre tante opportunità a chi le vuole cercare, per cui non mi precludo nulla. Sicuramente mi piacerebbe lavorare con realtà internazionali. Una cosa è certa: nell’incertezza dei nostri tempi, abbiamo la possibilità di fare esperienze differenti, e nei limiti dell’accettabile penso sia un’opportunità da sfruttare per capire qual è la nostra strada, facendoci largo tra proposte buone e meno. Sicuramente Cpo rimane una garanzia per affrontare al meglio ognuna di esse!

Prossima uscita: Valentina Preti, Copywriter e Media Relation a Bologna.


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